Pasqua a Prizzi in Sicilia: Lu Ballu di li Diavoli

Nel giorno di Pasqua a Prizzi, in provincia di Palermo, viene messa in scena l'eterna battaglia tra il bene e il male: lu Ballu di li Diavoli Ŕ una delle pi¨ caratteristiche tradizioni di Pasqua in Sicilia. Tra Diavoli, Morte e Resurrezione, buona Pasqua a Prizzi in Sicilia!

Tradizione prizziSicilia, terra magica, ricca di tradizioni, storie e leggende. Per elencarle tutte non basterebbe un libro, anche perché spesso si tratta di racconti tramandati a voce di generazione in generazione, tendenti quindi a diverse interpretazioni. Quella che narriamo qui nasce in un piccolo paesino di montagna, che sorge a mille metri d'altezza e domina le vallate dei Monti Sicani nella provincia di Palermo: Prizzi, che con le sue stradine strette e tortuose, le sue "trazzere" piene di sassi e logorate dal continuo calpestio di muli e "sciccareddi" (asini), richiama la tipica e caratteristica struttura dei paesi di montagna e mostra tutte le sue caratteristiche sicane.

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Tra fede e folclore: U Ballu di Diavoli

La morte nella Pasqua a PrizziIl connubio tra fede e folclore è un evento assai ricorrente nelle tradizioni siciliane e trova un meraviglioso esempio in questo luogo, il giorno di Pasqua, con uno spettacolo teatrale senza eguali: "u Ballu di Diavoli". Questa tradizione conclude i riti della Settimana Santa a Prizzi, che parte dalla Domenica delle Palme, con l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme e prosegue con la Crocifissione e Deposizione del Cristo Morto il Venerdì Santo.

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Questa manifestazione di origini medievali conserva tracce evidenti di celebrazioni pagane che richiamano le tematiche del trionfo della vita sulla morte, del risveglio della natura nella rinascita della vegetazione durante periodo primaverile. Con l'avvento del Cristianesimo acquisisce carattere di festa religiosa, rappresentando sempre e comunque l'eterna lotta del bene contro il male.

Angeli vs Diavoli, Vita contro Morte

Lu Ballu di li DiavoliLo spettacolo viene inscenato con tutta la sua teatralità per le vie del paese e si conclude nella piazza centrale. A partire dal mattino La Morte, vestita con una tuta gialla, una balestra in mano e il viso nascosto da una maschera in cuoio con il ghigno infernale accompagnata da due Diavoli in tuta rossa coperta da un mantello di pelle di caprone, una maschera di cartone sul viso con una grossa lingua di stoffa pendente, si aggirano per le vie del paesino importunando gli abitanti, catturandoli come a voler intrappolare le loro anime che potranno venire riscattate solo in cambio di un obolo (soldi o dolci).
Il culmine della manifestazione avviene nel pomeriggio, al momento "di lu ‘ncontru" (l'incontro): nella piazza principale del paese i Diavoli e la Morte si frappongono tra la Vergine addolorata ed il Cristo Risorto che sono portati in spalla sulle vare e scortate dagli angeli. Le tre figure maligne tentano di impedire l'incontro correndo e saltando, inscenando appunto "u ballu di diavoli".
Avviene, quindi, lo scontro tra le forze del Bene e del Male: gli Angeli vedono vanificarsi i due primi tentativi di incontro tra la Madonna e Gesù a causa dei demoni e del loro ballo indemoniato. Al terzo tentativo, però, gli Angeli con le loro spade benedette cacciano i Diavoli, la Vergine perde il velo nero del lutto mostrando l'emblematica veste azzurra. Il Bene ancora una volta ha trionfato sul Male, la vita ha sconfitto la morte ed il ricongiungimento è avvenuto in un tripudio generale della popolazione, incitata dalla banda musicale e dalle campane che suonano a festa.
E la Morte, liberatasi dall'influenza maligna, può continuare il suo incessante lavoro.


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