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Yanar Dag: la Montagna dal fuoco perenne in Azerbaijan

Yanar Dag a Baku, la Montagna che Brucia, è perennemente in fiamme: perché il suo fuoco non si spegne mai? Qual è l'origine di questo fenomeno? Tra scienza e leggende, ecco svelato il mistero.

Yanar DagL'Azerbaijan è una piccola e poco nota nazione situata tra l'Asia Occidentale e l'Est Europa. Conosciuta soprattutto per la sua ricca cultura e storia, è un'ottima meta turistica, anche se inusuale ed adatta ai viaggiatori più avventurosi: la sua tradizione culinaria è unica, i monumenti storici sono affascinanti e si uniscono bene alla moderna architettura degli edifici più recenti.
Questo Paese ospita anche alcuni "vulcani di fango", ovvero delle piccole colline che eruttano argilla mista a sostanze saline. Il più famoso di questi vulcani è lo Yanar Dag, conosciuto altrimenti come la "Montagna che brucia".
Il nome non mente: la montagna, infatti, brucia da che l'uomo ne ha memoria, e il fuoco non pare volersi spegnere presto.
Lo Yanar Dag si trova nella Penisola di Abseron, 25 chilometri a nord-est della capitale Baku, ed è una collina di 116 metri situata sulla cima di un accumulo di gas naturali che eruttano costantemente fiamme, che raggiungono fino ai tre metri di altezza. A differenza degli altri vulcani di fango, lo Yanar Dag non rilascia argilla o materiale liquido, e questo permette al fuoco di bruciare perennemente.
La vista sulla montagna è davvero spettacolare, grazie al vero e proprio muro di fuoco che si staglia da questo luogo, giorno e notte, per oltre 10 metri di altezza.

Il Mistero del Fuoco Perenne: ecco la spiegazione scientifica

spiegazione Come già accennato, le cause del fuoco perenne sono il risultato della fuoriuscita di gas idrocarburi dallo strato appena sottostante la crosta terrestre.
Lo Yanar Dag è un vulcano di fango ma le sue eruzioni attingono anche da diversi sedimenti e gas, fatto che indica anche la presenza di riserve di petrolio e di metano, abbondanti sia sottoterra che nel mare nella regione del Caspio. L'Azerbaijan è particolarmente ricco di queste formazioni, così come la Turchia ed il Turkmenistan, tuttavia agli studiosi non è ancora ben chiaro il processo della loro creazione.
Perché, a differenza dei vulcani di fango, le fiamme di Yanar Dag bruciano costantemente? L'eruzione del vulcano non è periodica ma continua, a causa dell'infiltrarsi perpetuo di gas dal sottosuolo.

Storie e leggende sull'origine del fuoco

leggendeCome ogni luogo particolare che si rispetti, anche questo ha la sua dose di storie mitiche che lo circondano.
A fianco della spiegazione scientifica, infatti, ci sono un paio di leggende che racconterebbero di come la montagna ha iniziato e continuato a bruciare. Una di queste riporta la storia di un pastore che accidentalmente ha acceso il fuoco gettando un mozzicone di sigaretta, un'altra racconta che l'area sarebbe stata la casa di un branco di lupi particolarmente abili, che hanno anche lasciato delle iscrizioni sulle pareti della montagna. Gli studiosi sostengono che questi"lupi" descritti nella leggenda potrebbero essere degli uomini primitivi che, sempre in modo fortuito, hanno dato via al fuoco perenne.

Non solo turisti: un luogo sacro per l'Azerbaijan

luogo sacroDal momento che Yanar Dag brucia a prescindere dalle condizioni meteorologiche, la gente del posto ha iniziato a considerare la montagna un luogo sacro. Oltre ad attirare numerosi turisti per la sua particolare condizione e spettacolarità, specialmente di notte, è un luogo di pellegrinaggio per gli azeri e anche gli stranieri provenienti da India e l'Iran.
Secondo una testimonianza locale, numerose persone malate vedono la montagna nei loro sogni e, quando si recano qui, stanno meglio.

Come arrivare

Come arrivareYanar Dag si trova a nord di Baku, per arrivarci è possibile chiamare un taxi direttamente dal centro città, la corsa costerà circa trenta Euro ma attenzione, può capitare che l'autista non conosca bene la strada.
Altrimenti, per la modica cifra di circa 30 centesimi, potete prendere l'autobus 147 che ha il capolinea proprio davanti all'entrata del sito e passa per "Azadliq", la penultima stazione della linea verde della metropolitana.

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