Rosalia Lombardo

Visitare le Catacombe dei Frati Cappuccini di Palermo

Tra religione, scienza, suggestioni dantesche, la visita alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo ci conduce in un viaggio non convenzionale. Ecco informazioni sul museo e la cripta, sul mistero della bambina Rosalia e sugli orari di visita, l'indirizzo ed i prezzi del biglietto.

Rosalia LombardoTra favole, racconti epici, opere letterarie, gli "eroi" che si sono cimentati in un viaggio nell'oltretomba, sono stati sicuramente molti. Alcuni di loro sono riusciti a farvi ritorno, altri più sfortunati, nuotano ancora nell'infuocato stige.
Quella che ci apprestiamo ad affrontare non è certo l'ideale per i deboli di cuore o facilmente impressionabili: qui si va "nella città dolente, nell'etterno dolore, tra la perduta gente". Ma state tranquilli: almeno noi, qui, non dobbiamo "lasciar ogne speranza". Signore e signori, facciamo visita al regno dei morti: benvenuti nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo!

I Corridoi della Morte: la "storia" delle Salme

Catacombe dei CappucciniCon questa predisposizione, pagare il biglietto per l'ingresso sembra quasi come donare l'obolo a Caronte per traghettarci sull'altra sponda del fiume Acheronte. Ma qui, il "vecchio bianco per antico pelo", non ci traghetta, e se ne sta lì tranquillo all'ingresso, come voler dire: da qui in poi, sono fatti vostri!
Impavidi, ci incamminiamo nella Palermo underground, e l'impatto è, in fondo, come ci si doveva aspettare: pareti colme di "anime prave" eretti e vestiti con abiti straordinariamente conservati per secoli sono solo l'inizio di lunghi corridoi della macabra mostra della morte.
Qui non si fa distinzione, la vecchia compagna dalla tunica nera e la falce ha mietuto vittime di ogni sorta: donne, bambini, uomini, persino sacerdoti e frati. Tra la rivisitazione dell'inferno dantesco e l'archeologia umana, gli spunti di riflessioni vanno qui dallo scientifico al mistico e trascendentale. In effetti, dapprima le sepolture dei cappuccini erano riservate ai soli frati del convento; limitazione che fu successivamente eliminata aprendo l'accesso ai sepolcri funerari anche agli estranei, purché in vita avessero contribuito alla costruzione o alla realizzazione della chiesa. Diventa così una sorta di pietra miliare la prima sepoltura di un estraneo "non frate", a vantaggio di Francesco D'Avàlos, figlio di un marchese benefattore dei cappuccini, nel 1570, cui seguì proprio il padre un anno dopo.
Nel frattempo gli scavi allargavano notevolmente la capienza dei sepolcri, divenuti insufficienti visto il crescente numero di decessi e di persone in cerca delle benemerenze dei frati. Venne così costruito il primo nucleo nel quale vennero spostate 40 salme dei frati cappuccini; la cosa sconvolgente fu proprio che le salme furono ritrovate miracolosamente integre, con la carne ancora flessibile e per nulla arida.
Nasce così il "Corridoio dei Frati", cui farà seguito alcuni decenni più tardi il "Corridoio degli Uomini". Catacombe dei cappuccini PalermoInizialmente il metodo di conservazione dei cadaveri andava in conflitto con le norme sulla sepoltura emanate nel 1700 nel regno delle due Sicilie; tuttavia, la straordinaria unicità di questi luoghi e i risultati sorprendenti ottenuti dai metodi di mummificazione eseguiti nelle catacombe dei cappuccini, consentirono l'esclusione eccezionale dal rispetto di queste norme.
La sensazione più forte che si prova nel percorrere questi corridoi con file di cadaveri come manichini è un profondo senso di "dignità nella morte". In fondo, se ci si riflette un attimo, la morte dovrebbe portarti in paradiso o all'inferno. Ma qui siamo in una sorta di limbo, poiché non vi sono le terribili punizioni degli inferi, né tantomeno si può pensare che di paradiso si tratti; da un punto di vista meno cristiano, la morte ti mette letteralmente a nudo, mentre qui gli immoti protagonisti di questa mostra conservano orgogliosamente i lori vestiti, che neppure la morte ed i secoli hanno potuto cancellare; infine, cosa forse più importante, è la postura: questi corpi non si arrendono alla morte, e l'affrontano ancora eretti ed a testa alta, come in una sfilata in cui essi vogliono essere protagonisti e non vittime. E coloro che avranno il coraggio e la forza di guardare in viso questi stoici defunti, troveranno persino espressività in questi volti privati degli occhi ma non della loro immortalità. Il Corridoio delle Donne è forse fra quelli più impressionanti e suggestivi: l'estetica, d'altra parte, era tutto per le donne di quel tempo. E di fatti gli abiti recano pregiati ricami Settecenteschi e Ottocenteschi, i capi sono coperti da cuffiette ornamentali, e le vergini tra loro ostentano la loro purezza con una scritta: "Seguono l'Agnello dovunque vada, sono vergini". Si lotta contro la morte, o almeno contro i suoi funesti effetti, anche nel "Corridoio dei Professori", con modelli austeri, severi, rituali. Qui troviamo personaggi illustri del calibro di Lorenzo Marabitti, scultore, Velasquez, pittore, Salvatore Manzella, chirurgo.

Rosalia Lombardo: la bambina mummificata che sembra dormire

Rosalia LombardoSuperato il Corridoio dei Sacerdoti, ci soffermiamo in quella che, senza dubbio, è la vera protagonista di questo luogo: una salma che sicuramente esula dal teatro degli orrori: con il massimo rispetto dell'eterno riposo, bisogna dire che la salma di Rosalia Lombardo è qualcosa al confine dello scibile umano: una bambina posta in un'urna di vetro proprio nella cappella della Santa sua omonima pare essere riuscita nella straordinaria impresa di sconfiggere la morte.
Il suo volto è perfettamente intatto, paffuto, fresco, con i capelli che ancora le incorniciano il viso retti da un fiocco sulla nuca, gli occhi chiusi, come in un dolce, infinito, sonno. Sembra che la piccola stia dormendo, invece è una mummia.
Fu portata qui nel 1920 solo per compiere il trattamento di imbalsamazione, ma l'esito così stupefacente fece sì che vi rimanesse. Pare che per la piccola Rosalia non furono utilizzati i metodi convenzionali di imbalsamazione; questi ultimi consistevano nel collocare i corpi nei cosiddetti "colatoi", dei locali opportunamente concepiti per fare in modo che gli umori corporei lasciassero la salma priva di liquidi che causano la decomposizione.
Dopo otto mesi circa, le salme si lavano con aceto e posti all'aria o in luoghi come nelle gallerie delle catacombe. Alcuni casi particolare, quando per esempio il corpo del defunto era infetto da epidemie, si ricorreva a metodi che prevedevano il bagno nel latte di calce o nell'arsenico.
Il corpo di Rosalia Lombardo, secondo alcuni, fu trattato con prodotti chimici, ma la verità è morta con il medico Solafia che ne curò la conservazione. La via che conduce alle catacombe, non a caso, è intitolata ad Ippolito Pindemonte, che conclude un passo dei suoi "Sepolcri", parlando proprio delle Catacombe dei Cappuccini, in questo modo:
Morte li guarda e in tema par d'aver fallito i colpi.

Orari di visita e prezzi biglietto

E' possibile visitare il museo delle catacombe tutti i giorni (festivi inclusi) nelle seguenti fasce orarie:

  • 9:00 - 13:00
  • 15:00 - 18:00

Il prezzo del biglietto d'Ingresso è pari a €3,00.
Durante la visita è severamente vietato lo scatto di fotografie, per evitare che i corpi mummificati possano deteriorarsi.

I NOSTRI TOUR: VISITA GUIDATA CATACOMBE E MONREALE

Visitare le Catacombe: Ecco come arrivare

L'indirizzo delle catacombe è Via Cappuccini, 1, Palermo:
Mostra MappaIl Convento non è molto distante da Piazza Indipendenza, facilmente raggiungibile da qualunque punto della città in quanto capolinea di molti bus Amat.
Da piazza Indipendenza bastano cinque minuti a piedi per poter arrivare all'area del convento.


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:

Lascia il tuo commento
Accedi con Facebook Facebook
Accedi con l'email

Articoli Correlati

Ultimi commenti

Torna su