Catacombe dei Cappuccini di Palermo: orari, prezzi e consigli

Aggiornato a Giugno 2020 Queste informazioni sono state aggiornate grazie al contributo di 82 viaggiatori.

Catacombe Dei Cappuccini Corridoio Frati CappuciniFoto di Gmihail. Tra favole, racconti epici, opere letterarie, gli "eroi" che si sono cimentati in un viaggio nell'oltretomba, sono stati sicuramente molti. Alcuni di loro sono riusciti a farvi ritorno, altri più sfortunati, nuotano ancora nell'infuocato stige.
Quella che ci apprestiamo ad affrontare non è certo l'ideale per i deboli di cuore o facilmente impressionabili: qui si va "nella città dolente, nell'etterno dolore, tra la perduta gente". Ma state tranquilli: almeno noi, qui, non dobbiamo "lasciar ogne speranza". Signore e signori, facciamo visita al regno dei morti: benvenuti nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo!

Ecco una guida per le le Catacombe dei Cappuccini di Palermo: come arrivare, prezzi e consigli

Dove si trovano e come arrivare

Mostra Mappa

  • A piedi: in Piazza Cappuccini, 1; dalla Stazione Centrale di Palermo, raggiungere Piazza Giulio Cesare, percorrere Corso Tukory, svoltare a destra su Corso Re Ruggero, attraversare Piazza Indipendenza, proseguire su Via Cappuccini, che conduce alle Catacombe dei Cappuccini (37 min) - Ottieni indicazioni
  • In bus: bus 109 dalla Stazione Centrale, scendere in Piazza Indipendenza dopo 10 min e proseguire a piedi su Via Cappuccini per 15 min; tempo percorrenza totale 25 min
  • In metro: salire sulla metro Linea Arancione e scendere alla fermata Palazzo Reale-Orleans dopo 15 min, raggiungere e attraversare Piazza Indipendenza e poi proseguire su Via Cappuccini, totale 30 min

Orari e prezzi

  • Orari: tutti i giorni (festivi compresi) 09:00-13:00 e 15:00-18:00. Chiuso la domenica pomeriggio da fine ottobre a fine marzo.
  • Miglior orario per evitare code: arrivare per le 8:30 alla mattina, oppure recarsi intorno alle 15:30 nel pomeriggio
  • Costo biglietto: €3,00

Tour, visite guidate e biglietti online

Cosa vedere e come visitare le Catacombe dei Cappuccini

catacombe dei cappuccini corridoio frati cappucini 1Foto di Gmihail. Con questa predisposizione, pagare il biglietto per l'ingresso sembra quasi come donare l'obolo a Caronte per traghettarci sull'altra sponda del fiume Acheronte. Ma qui, il "vecchio bianco per antico pelo", non ci traghetta, e se ne sta lì tranquillo all'ingresso, come voler dire: da qui in poi, sono fatti vostri!
Impavidi, ci incamminiamo nella Palermo underground, e l'impatto è, in fondo, come ci si doveva aspettare: pareti colme di "anime prave" eretti e vestiti con abiti straordinariamente conservati per secoli sono solo l'inizio di lunghi corridoi della macabra mostra della morte.
Qui non si fa distinzione, la vecchia compagna dalla tunica nera e la falce ha mietuto vittime di ogni sorta: donne, bambini, uomini, persino sacerdoti e frati. Tra la rivisitazione dell'inferno dantesco e l'archeologia umana, gli spunti di riflessioni vanno qui dallo scientifico al mistico e trascendentale

Le Catacombe dei Cappuccini occupano una spazio diviso in gallerie comunicanti di 300 mq, e le salme presenti sono 8.000, divise in base al ceto sociale, al sesso, all'età e alla professione. Le mummie sono disposte in posizione eretta, alcune sdraiate, altre conservate in urne di vetro, posizionate lungo le pareti in tofu della gallerie, e per ciascuna è indicato nome, cognome data di nascita e di morte.

Una delle mummie più visitate è sicuramente quella di Rosalia Lombardo, la bambina di due anni, nominata la bella addormentata di Palermo, considerando che il corpo della piccola si sia conservato quasi intatto nel tempo. Si trova nella Cappella di Santa Rosalia, in fondo al primo corridoio a sinistra. Nel corridoio dei professionisti, invece, troverete il corpo del pittore Velasquez e quelli degli scultori Filippo Pennini e Lorenzo Marabitti.

Nelle gallerie che visiterete nella Catacombe vi sono in ordine:

  • il corridoio dei frati cappuccini, il nucleo più antico e centrale, da cui si diramano gli altri; i frati indossano il saio del proprio ordine
  • il corridoio dei prelati, mummificati con antichi e maestosi abiti sacerdotali
  • il corridoio delle donne, vestite con abiti ricamati; presente la cappella del Crocifisso, dove si trovano i corpi delle donne vergini
  • il corridoio degli uomini, dove si trovano le mummie di uomini della borghesia emergente di Palermo
  • cappella dei bambini e corridoio delle famiglie, dove sono state riunite intere famiglie
  • il corridoio dei professionisti, con i corpi mummificati di medici, pittori, avvocati, ufficiali e soldati

Consigli utili per visitare l'attrazione

  1. Alzati presto: l'ideale sarebbe raggiungere l'ingresso entro le ore 8:30
  2. Acquista la City Card: se sei interessato a visitare altri musei o attrazioni della città, puoi acquistare la City Card Palermo e risparmiare sugli ingressi; costo €10,00, durata 72 h
  3. Occhio alle restrizioni: severamente vietato scattare fotografie, effettuare riprese e toccare i reperti, in quanto potrebbero compromettere la conservazione delle mummie; non è consentito introdurre acqua o cibo
  4. Tempo minimo: l'ideale sarebbe poter dedicare almeno 1 ora

Cenni storici, curiosità e info pratiche: cosa sapere in breve

professionalists corridor 1Le Catacombe dei Cappuccini, in origine, furono costruite perché diventassero un cimitero dove seppelire i frati cappuccini, intorno al 1597, da qui il loro nome. Il primo religioso che venne ospitato nel cimitero sotterraneo fu Fra Silvestro da Gubbio, su di sè porta un cartello in cui potrete vedere la data di sepoltura, 16 ottobre 1599.

Dapprima le sepolture dei cappuccini erano riservate ai soli frati del convento; limitazione che fu successivamente eliminata aprendo l'accesso ai sepolcri funerari anche agli estranei, purché in vita avessero contribuito alla costruzione o alla realizzazione della chiesa. Diventa così una sorta di pietra miliare la prima sepoltura di un estraneo "non frate", a vantaggio di Francesco D'Avàlos, figlio di un marchese benefattore dei cappuccini, nel 1570, cui seguì proprio il padre un anno dopo.
Nel frattempo gli scavi allargavano notevolmente la capienza dei sepolcri, divenuti insufficienti visto il crescente numero di decessi e di persone in cerca delle benemerenze dei frati. Venne così costruito il primo nucleo nel quale vennero spostate 40 salme dei frati cappuccini; la cosa sconvolgente fu proprio che le salme furono ritrovate miracolosamente integre, con la carne ancora flessibile e per nulla arida.
Nasce così il "Corridoio dei Frati", cui farà seguito alcuni decenni più tardi il "Corridoio degli Uomini".

Inizialmente il metodo di conservazione dei cadaveri andava in conflitto con le norme sulla sepoltura emanate nel 1700 nel regno delle due Sicilie; tuttavia, la straordinaria unicità di questi luoghi e i risultati sorprendenti ottenuti dai metodi di mummificazione eseguiti nelle catacombe dei cappuccini, consentirono l'esclusione eccezionale dal rispetto di queste norme.
La sensazione più forte che si prova nel percorrere questi corridoi con file di cadaveri come manichini è un profondo senso di "dignità nella morte". In fondo, se ci si riflette un attimo, la morte dovrebbe portarti in paradiso o all'inferno. Ma qui siamo in una sorta di limbo, poiché non vi sono le terribili punizioni degli inferi, né tantomeno si può pensare che di paradiso si tratti; da un punto di vista meno cristiano, la morte ti mette letteralmente a nudo, mentre qui gli immoti protagonisti di questa mostra conservano orgogliosamente i lori vestiti, che neppure la morte ed i secoli hanno potuto cancellare; infine, cosa forse più importante, è la postura: questi corpi non si arrendono alla morte, e l'affrontano ancora eretti ed a testa alta, come in una sfilata in cui essi vogliono essere protagonisti e non vittime. E coloro che avranno il coraggio e la forza di guardare in viso questi stoici defunti, troveranno persino espressività in questi volti privati degli occhi ma non della loro immortalità.

Il Corridoio delle Donne è forse fra quelli più impressionanti e suggestivi: l'estetica, d'altra parte, era tutto per le donne di quel tempo. E di fatti gli abiti recano pregiati ricami settecenteschi e ottocenteschi, i capi sono coperti da cuffiette ornamentali, e le vergini tra loro ostentano la loro purezza con una scritta: "Seguono l'Agnello dovunque vada, sono vergini".
Si lotta contro la morte, o almeno contro i suoi funesti effetti, anche nel "Corridoio dei Professori", con modelli austeri, severi, rituali. Qui troviamo personaggi illustri del calibro di Lorenzo Marabitti, scultore, Velasquez, pittore, Salvatore Manzella, chirurgo.

Dedicate almeno un'ora di tempo alle visite degli altri corridoi, ma ricordate di prestare attenzione alle norme di comportamento, rispettando il luogo ed evitate la visita, qualora foste facilmente impressionabili.

Rosalia Lombardo: la bambina mummificata che sembra dormire

catacombe palermo bambina rosalia lombardoFoto di Maria lo sposo. Superato il Corridoio dei Sacerdoti, ci soffermiamo in quella che, senza dubbio, è la vera protagonista di questo luogo: una salma che sicuramente esula dal teatro degli orrori: con il massimo rispetto dell'eterno riposo, bisogna dire che la salma della bambina Rosalia Lombardo è qualcosa al confine dello scibile umano: una bambina posta in un'urna di vetro proprio nella cappella della Santa sua omonima pare essere riuscita nella straordinaria impresa di sconfiggere la morte.
Il suo volto è perfettamente intatto, paffuto, fresco, con i capelli che ancora le incorniciano il viso retti da un fiocco sulla nuca, gli occhi chiusi, come in un dolce, infinito, sonno. Sembra che la piccola stia dormendo, invece è una mummia.

Fu portata qui nel 1920 solo per compiere il trattamento di imbalsamazione, ma l'esito così stupefacente fece sì che vi rimanesse. Pare che per la piccola Rosalia non furono utilizzati i metodi convenzionali di imbalsamazione; questi ultimi consistevano nel collocare i corpi nei cosiddetti "colatoi", dei locali opportunamente concepiti per fare in modo che gli umori corporei lasciassero la salma priva di liquidi che causano la decomposizione.
Dopo otto mesi circa, le salme si lavano con aceto e posti all'aria o in luoghi come nelle gallerie delle catacombe. Alcuni casi particolare, quando per esempio il corpo del defunto era infetto da epidemie, si ricorreva a metodi che prevedevano il bagno nel latte di calce o nell'arsenico.

Il corpo di Rosalia Lombardo, secondo alcuni, fu trattato con prodotti chimici, ma la verità è morta con il medico Solafia che ne curò la conservazione. La via che conduce alle catacombe, non a caso, è intitolata ad Ippolito Pindemonte, che conclude un passo dei suoi "Sepolcri", parlando proprio delle Catacombe dei Cappuccini, in questo modo:
Morte li guarda e in tema par d'aver fallito i colpi.

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