Sicilia Segesta Tempio Santuario

La Sicilia di Goethe - Parte 2: i Templi

Aggiornato a Settembre 2020 Queste informazioni sono state aggiornate grazie al contributo di 109 viaggiatori.

Vai alla prima parte del viaggio: l'approdo a Palermo Goethe Sicilia
Il viaggio di Goethe attraverso i luoghi più suggestivi della Sicilia continua nella zona di Calatafimi Segesta, del suo sito archeologico con il maestoso Tempio Dorico di Segesta, così descritto da Goethe nel 1787: All'estremità di una valle lunga e larga, isolato in vetta a una collina e insieme cinto da rupi, domina lontano un'ampia distesa di terra, ma solo un breve tratto di mare. Il paese d'intorno è immerso in una fertilità malinconica, tutto coltivato, eppure quasi privo di abitazioni umane.
Viaggio in Sicilia di GoetheJ.W. Goethe rimase colpito dal paesaggio esotico e silenzioso che sollecitarono il suo animo poetico. Prosegue quindi il viaggio verso il Parco Archeologico di Selinunte, il più grande d'Europa, con l'Acropoli e i resti di templi di epoca ellenica.
Selinunte si trova nei pressi di Castelvetrano, dove si possono visitare interessanti monumenti rinascimentali, barocchi e la piccola Chiesa della Santissima Trinità di Delia, in stile arabo-normanno.
Seguendo le orme di Goethe proseguiamo il viaggio verso Agrigento e la Valle dei Templi, assaporando emozioni che solo questi luoghi possono dare; questa la descrizione dello scrittore tedesco: Mai visto in tutta la mia vita uno splendore di primavera come stamattina al levar del sole... Dalla finestra vediamo il vasto e dolce pendio dell'antica città tutto a giardini e vigneti, sotto il folto verde s'indovina appena qualche traccia dei grandi e popolosi quartieri della città di un tempo. Soltanto all'estremità meridionale di questo pendio verdeggiante e fiorito s'alza il tempio della Concordia, a oriente i pochi resti del Tempio di Giunone; ma dall'alto l'occhio non scorge le rovine di altri templi... corre invece a sud verso il mare.
Goethe in Sicilia
Conosciuta soprattutto per la Valle dei Templi, che nel 1997 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, Agrigento, incorniciata da ulivi centenari, mandorleti e, verso la costa, dal mare, è ricca di chiese e palazzi di grande prestigio artistico: l'Abbazia di Santo Spirito, del 1260, che comprende il monastero, un chiostro, il Museo Civico e la Galleria Sinatra; la Cattedrale di San Gerlando (Duomo della città), la Basilica di Santa Maria dei Greci, del XII sec. e il Collegio dei Padri Filippini, del 1703, sede di mostre permanenti e temporanee come le opere di Raffaello Politi, di Tommaso Santella o le collezioni del maestro Gianbecchina.

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