La Sicilia di Goethe - Parte 3: dal centro a oriente

Il Viaggio in Sicilia di Goethe termina spostandosi dal centro, dalle province di Enna e Caltanissetta, verso le città di Catania, Taormina e Giardini Naxos. Tra suggestioni e memorie indelebili, termina il viaggio alla scoperta della Sicilia di Goethe

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Situata a 650 metri di altezza, Caltanissetta è immersa nelle riserve naturali, ben sette in questo territorio nel cuore della Sicilia; inoltre, popoli del passato, greci, arabi e borboni hanno lasciato splendide testimonianze storico-architettoniche, come il Castello di Pietrarossa (eretto nel 1080), la Cattedrale di Santa Maria la Nova, la cui navata è ornata dagli splendidi affreschi, opera del pittore fiammingo Guglielmo Borremans (1670-1744) e l'Abbazia di S.Spirito, uno splendido esempio di stile romanico in cui è conservata una vasca battesimale romanica.
Soprannominata "Il Belvedere di Sicilia", Enna (antica Castrogiovanni e Provincia più alta d'Italia), dall'alto dei suoi 931 metri, sembra davvero dominare l'intera isola; Goethe la descrisse così: una dorsale isolata che conferisce al paesaggio un carattere insolito e severo.


Catania, Taormina e Messina

Goethe a Taormina
Le relazioni dei viaggi in Sicilia fatte da grandi scrittori come Goethe sono uno strumento prezioso per poter godere al meglio delle sensazioni che questa magnifica terra, con le sue bellezze artistiche e naturali, regala a chi la visita.
Goethe, quasi alla fine del suo lungo e molto faticoso viaggio (a quei tempi si viaggiava a dorso di mulo) arrivò a Catania, Taormina e Messina.
A Catania Goethe frequentò la nobiltà locale, fra i palazzi e monumenti barocchi.
Cattedrale CataniaCatania è una delle città siciliane più belle e ricche di storia; il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Unesco.
Nella centralissima Piazza Duomo si può ammirare l'emblema di Catania, la Fontana dell'Elefante chiamato "o Liotru" e, di fronte la fontana, la Cattedrale dedicata a S.Agata.
Molto suggestivo è anche il Castello Ursino, che si trova in Piazza Federico di Svevia; all'interno del castello si può ammirare il Museo civico di Catania.
Dopo la visita a Catania, Goethe scopre quel "lembo di paradiso" che provoca forti emozioni nello scrittore tedesco, incantato dal panorama che regala il teatro greco: Chi si collochi nel punto più alto, occupato un tempo dagli spettatori, non può fare a meno di confessare che forse mai il pubblico di un teatro ha avuto innanzi a sé uno spettacolo simile... Lo sguardo abbraccia tutta la lunga schiena montuosa dell'Etna, la spiaggia fino a Catania. L'enorme vulcano fumante conclude il quadro sterminato, ma senza crudezza, perché i vapori dell'atmosfera lo fanno apparire più lontano e più grazioso, che non sia in realtà... Taormina, dall'alto dei suoi 200 metri sul livello del mare, domina un panorama meraviglioso che abbraccia l'Etna e la piana sottostante, ricca di profumati agrumeti.
Salendo da porta Messina si arriva in Piazza Vittorio Emanuele, l'antica Agorà, poi al Foro romano dove si trova il Palazzo Corvaja, splendida architettura quattrocentesca.
Il clima in questa zona è mite (anche in inverno raramente scende sotto i 15°), la bellezza dei luoghi, un insieme di preziosi elementi architettonici, ricchi di valore archeologico, splendidi giardini ed elementi paesaggistici fanno della città di Taormina la meta ideale per il turismo nazionale ed internazionale.
Dal centro urbano di Taormina sono facilmente raggiungibili le spiagge sottostanti di Giardini Naxos, Isola Bella e Mazzarò.
Il viaggio in Sicilia di J.W. Goethe termina a Messina, dove trova soltanto "l'orripilante visione di una città distrutta": il terremoto del 1783 colpì duramente l'Italia meridionale, radendo al suolo le città di Reggio Calabria e Messina.
Restaurato più volte a causa dei terremoti e dei bombardamenti del 1943, il Duomo di Messina si può ammirare in tutto il suo splendore, monumento normanno eretto nella prima metà del sec XII, consacrato alla presenza di Enrico IV con il nome di Santa Maria; nel campanile si trova l'Orologio astronomico (il più grande e complesso orologio meccanico al mondo) e tutti i giorni, a mezzogiorno, varie statue (che ricordano avvenimenti storici) si muovono al suono dell'Ave Maria di Schubert.

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