Viaggio da fine del mondo: I Luoghi dei Maya in Messico

Un viaggio in Messico alla scoperta dell'antica civiltà Maya e dei segreti legati alla profezia. E' vero quanto si dice sulla fine del mondo? Tra realtà e suggestioni, un itinerario da restare a bocca aperta. Ecco i luoghi dei Maya in Messico.

A lungo si è parlato della fantomatica fine del mondo, della profezia Maya secondo cui il 21 Dicembre 2012 ila terra sarebbe scomparsa...
Oggi siamo tutti qui a ricordare la profezia col sorriso stampato in volto, tranquilli, rassicurati e soprattutto vivi!
Ma al di là di suggestioni da fine del mondo, l'itinerario Maya del Messico è davvero estremamente affascinante; un percorso immersi nell'archeologia, nella natura, nella storia, nelle più antiche tradizioni e nella più moderna movida sfrenata. Scopriamo insieme i luoghi dei Maya...

Chiapas, città al profumo di caffè

rovineSi parte dalla regione del Chiapas, e si fa tappa al meraviglioso Cañon del Sumidero, un enorme canyon frutto dello scorrere del Rio Grijalva in milioni di anni.
Ciò che più affascina, oltre alla maestosità del paesaggio, sono i colori, con le pareti rocciose che si tingono di un rosso luccicante, che sembra quasi volerti venire addosso mentre attraversi il Rio in barca o canoa per arrivare nella graziosa diga Chicoasen.
Il viaggio assume connotati surreali quando si giunge nel cuore della cultura antica messicana: dal villaggio rurale di Chapa de Corzo alle comunità indigene di Zinacatan e San Juan Chamula, si amplifica la sensazione di essere stranieri nel mondo: non in questo mondo messicano, ma nel mondo in generale: guardare la gente vestita con abiti tipici, assaporare un legame così viscerale con la propria cultura è l'essenza di un orgoglio di appartenenza di cui, a dispetto del seducente progresso, non ci si vuole spogliare.
Non nascondo che per un attimo ho pensato a quali fossero i miei "abiti tipici"... Jeans e maglietta? Non credo proprio.
La città più importante del Chiapas è San Cristobal de Las Casa, in cui centro storico emana un aroma di caffè mai sentito, come se in realtà non avessimo mai veramente odorato e provato.
Non si tratta mica del profumo, pur gradevole, che proviene dai bar o dalle torrefazioni. Qui parliamo di vero caffè, quello messicano, quello vero. E ti accorgi che è vero perché qui lo è tutto: le casette in stile Chiapas, i sorrisi della gente, l'armonia che credo nessun occidentale potrebbe provare in queste condizioni.
Il caldo però, è davvero torrido e insopportabile... urge un bagno, vero anche questo, sotto le Cascate di Agua Azul, circondati e immersi nella selva, quasi ti aspettassi da un momento all'altro che un uomo stranamente dipinto spuntasse da qualche cespuglio con un arco o una lancia per catturarti e farti arrosto. Ecco, questo no, non è vero.

A casa dei Maya: Palenque, Uxmal e Chichen Itza

Ma è ora di prepararsi per affrontare i Maya, per entrare nel loro regno: la città di Palenque ci aspetta.
Chissà cosa si nasconde(va?) nelle piramidi e nei templi nascosti a loro volta da tutta questa vegetazione, da questi alberi che si abbarbicano fra loro a creare una fittissima rete, una sorte di filtro antibracconaggio, uno schermo contro i troppi troppo curiosi. Ma noi curiosi lo siamo più che troppo, e non saranno certo gli alberi a fermarci.
Ruta Puuc, letteralmente il "Paese delle Colline", ospita il sito archeologico di Uxmal, la città Maya fondata nel VI sec. d.C. e che in lingua madre vuol dire "Ricostruita 3 volte".
L'architettura Puuc è davvero uno spettacolo, straordinariamente armoniosa e proporzionata: un miracolo pari solo alle piramidi egizie. Ci dicono che da queste parti si trovi la "Piramide del Adivino", dove Adivino sta per Indovino. Eccoci qui allora, alla resa dei conti: andiamo a chiedere spiegazioni.
Questa piramide è alta circa 30 metri ed ha una base ellitica. La casa dell'indovino sta all'ultimo piano della costruzione: si sale una scalinata ripida, e l'ingresso del tempio è preceduto dalla maschera di Chaac, il Dio della Pioggia.
La risposta non ce l'ha data, ma in fondo, trovarla non è difficile... questa è davvero la fine del mondo!
E pensare che ancora non siamo arrivati a Chichen Itza, il complesso archeologico di 3 km quadrati che è diventata Patrimonio dell'Umanità nel 1988, e dal 2007, è pure stata nominata una delle 7 meraviglie del mondo.
Pare che la traduzione del nome Chichen Itza significhi qualcosa come "Alla bocca del pozzo degli Itza", che poi erano un gruppo etnico di queste parti il cui nome, a sua volta, significa maghi o stregoni dell'acqua. Qui tutto quanto evoca magia, profezie, trascendenza... una cosa fantastica. Tra il Caracol, il Tempio dei Guerrieri e la Casa delle Iscrizioni Misteriosi, si ricevono una quantità di sollecitazioni alla fantasia davvero difficili da reggere.
E non ci sono parole, né foto né immagini adatte a descrivere le sensazioni che si provano di fronte alla Piramide di Kukulcan, chiamata anche "El Castillo". Pensare che i Maya siano riusciti a far tanto, fa davvero impressione; ma se poi pensi che, negli equinozi di Primavera e Autunno, al sorgere e al calare del Sole, un gioco di luci proietta un ombra a forma di serpente piumato sulla scalinata Nord, e che questo serpente piumato è proprio Kukulcan... allora si, la risposta non può che essere una: questa è proprio la fine del mondo!


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Commenti sull'articolo
  • Claudia
    Claudia 01 Giugno 2013 12:27

    Ho viaggiato tanto, ma il paese che più mi è rimasto impresso e nel cuore è il Messico. Dopo un mese di tour posso dire che lo conosco bene auguri

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