Una passeggiata per Livorno

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 2 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1€ a 250€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Una passeggiata per Livorno, ricercando i segni della sua storia. Un villaggio di pescatori che si trasformò nel più importante porto del Mediterraneo dopo la decadenza della Repubblica marinara di Pisa. Una rivalità tra Pisa e Livorno che non ha mai avuto fine. “Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio” dicono i livornesi all’insegna dello scherzo. “Che Dio ti accontenti” rispondono i pisani!
Firenze l'aveva comprata dai genovesi, la progettò a tavolino come città ideale e perfetta a forma di pentagono, e poi riempita da gente di ogni nazione, con lingue, religioni e usanze differenti, dando vita ad uno straordinario esempio di società multiculturale.

Stati Visitati: Italia

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Tamara Luzzetti Tamara Luzzetti Visualizza Profilo

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Giorno 1

Sabato 5 Settembre

Partenza da Como ore 4:30
Arrivo a Livorno ore 9:30
Abbiamo parcheggiato la macchina vicino piazza della Vittoria o piazza Magenta (dove sorge la chiesa di Santa Maria del Soccorso),
ma vi consiglio di iniziare il vostro tour dalla Fortezza Vecchia perché è qui che ebbe inizio tutto!

-Fortezza Vecchia:
Per capire Livorno dobbiamo tornare indietro nella storia e considerare il suo rapporto simbiotico con il mare.
Eh si, perché il mare ha permeato ogni aspetto della vita degli abitanti di questo luogo, fin da quando era un piccolo villaggio di pescatori.
E’ sul mare, nei pressi della Fortezza Vecchia che si trovava l’antico villaggio labronico.
Con l’insabbiamento del Porto Pisano, l’unico sbocco sul mare della Repubblica di Pisa, il piccolo attracco livornese venne scelto dai pisani come luogo dove dar vita al nuovo porto per proseguire i traffici marittimi.
La fortezza vera e propria venne tuttavia costruita solo intorno al 1500, per volere della famiglia de’ Medici, che affidò il progetto a uno dei più illustri architetti militari del tempo: Antonio da Sangallo il Vecchio, un vero specialista di fortificazioni.
Così tra il 1518 ed il 1532 fu costruita un’imponente struttura fortificata che inglobava le antiche torri e i bastioni precedentemente costruiti per la difesa del villaggio: la Torre Quadrata dell’XI secolo, la torre cilindrica del secolo XIII e la Quadratura dei Pisani.

-Noi invece abbiamo iniziato il nostro giro passeggiando lungo via Magenta fino ad arrivare a piazza Cavour e poi abbiamo proseguito, girando a destra, lungo il Fosso Reale fino ad arrivare al Mercato delle vettovaglie.

-I fossi furono scavati in 28 anni a partire dal 1577, come formidabile difesa per proteggere la nascente Livorno. Il caratteristico nome di Fossi, con cui sono da sempre chiamati, deriva proprio dal fatto che sono nati come grandi fossati militari per isolare la città e le sue fortezze.
Esiste un interessante tour in battello di un’oretta che parte dal porto e passa attraverso i fossi.

-Il Mercato delle vettovaglie (o Mercato Centrale o Mercato Coperto) è un’interessante costruzione realizzata nel 1894 seguendo il modello delle vecchie Halles parigine. Come dimensioni, è la seconda struttura mercatale in Europa.

Livorno era un porto franco che aveva assunto un ruolo centrale nell’ambito del commercio nel Mediterraneo. La città si sviluppava tutta intorno ai fossi e ai canali che si diramavano dal porto e su questi transitavano le barche che trasportavano le merci per rifornire i magazzini. Come ormai da secoli le abitazioni avevano i loro magazzini affacciati direttamente sui fossi, anche il Mercato fu appositamente collocato sul fosso con un accesso diretto per il rifornimento e l’esportazione dei beni venduti all’interno dell’edificio.

Al suo interno, abbiamo curiosato tra i banchi, dove si può trovare ogni tipo di mercanzia: il pesce appena pescato, verdure, salumi, formaggi… Ed è qui, che a mio parere, si percepisce l’anima di Livorno, tra il dialetto parlato dalla gente, i colori dei banchi, i profumi dei prodotti tipici e il gusto per l’arte nella sua stupenda copertura influenzata dalle costruzioni in ferro e vetro ottocentesche.
E pensare che la prima volta che visitai Londra non sapevo che il famoso mercato di Covent Garden fosse stato realizzato utilizzando le mappe progettuali dell’edificio livornese!
I banchi del mercato sono situati anche all’aperto su piazza Felice Cavallottti, quella dove si svolge il "mercato della frutta e della verdura" mattutino. La piazza, a mio avviso, non ha nulla di bello, ma in compenso a distanza di pochi metri si trovano la migliore torta, il miglior frate e il miglior panino della città.

-Antica torteria al mercato da Gagari, dove si può gustare la squisita torta di ceci o il tipico 5&5 : il panino con la torta di ceci che è stato ideato dai livornesi negli anni ’30 e viene chiamato 5 e 5 per la consuetudine di chiedere ai tortai 5 lire di pane e 5 di torta. Si tratta di pan francese farcito con torta di ceci e, volendo, melanzane sott’olio. Si trova in via del Cardinale proprio davanti al mercato, non troverete l’insegna ma la fila di gente! Vale la pena fare la coda perché è strepitosa!!!

-Il Frataio all’antica friggitoria: è un piccolo locale che vende frati (tipiche ciambelle livornesi), bomboloni e scagliozzi preparati sul momento. Vi assicuro che il frate caldo è una leccornia!

-Osteria La Barrocciaia: piccolo locale dalla tipica atmosfera che ricorda una vecchia taverna di una città portuale. Il ristorante è sempre affollato e non accetta prenotazioni, e come panineria è eccellente! Qui ho mangiato il panino preparato al momento più buono di tutta Livorno! ...strapieno di condimento! I panini sono delle mezze o intere baguette da riempire con i sapori che più vi ispirano dal bancone a vista, con affettati di alta qualità, melanzane, cipolle, zucchine, asparagi e qualsiasi altro tipo di verdura, salsa verde o altre salse.

Percorrendo Via di Franco siamo arrivati al duomo.
-Il duomo o cattedrale di San Francesco si trova in piazza Grande, quella che era il centro della città a forma di pentagono, progettata da Bernardo Buontalenti nel XVI secolo per volere dei Medici.
Abbiamo girato a destra e passeggiato lungo via Grande, la via dello shopping, fino ad arrivare a piazza della Repubblica.

-Piazza della Repubblica:
realizzata tra il 1838 ed il 1845, è in realtà un grande ponte che si erge sopra il Fosso Reale. Larga 80 metri e lunga 240 metri, è il ponte più largo d’Europa. La piazza è circondata da lampioni, panchine in marmo e colonnine per la sosta dei cavalli, in origine infatti era un luogo di ritrovo per le carrozze e per lo scambio delle merci. E’ chiamata dai livornesi anche “il Voltone” o piazza dei Granduchi per le due statue, di Leopoldo II e Ferdinando III di Lorena.

Dalla piazza è possibile ammirare la Fortezza Nuova. Noi girando su Viale degli avvalorati (in fondo alla piazza a sinistra) siamo entrati per fare un giro nel parco.

-La Fortezza Nuova:
Oggi la fortezza è un parco pubblico, l’ingresso è libero e dai suoi giardini interni si può godere una vista suggestiva sull’antico Fosso Reale.
Nel 1576 il Granduca di Toscana Francesco I De Medici commissionò all’Architetto Buontalenti il disegno di una nuova città per il suo regno che doveva essere il grande emporio del Granducato di Toscana sui mari. Il Granduca voleva fondare una città nuova che gli garantisse il dominio sui mari e allo stesso tempo incarnasse i valori del Rinascimento, una città ideale.
Il Buontalenti progettò un abitato chiuso da una cinta muraria a forma di pentagono e circondata da fossi, inglobando la Fortezza Vecchia a ovest e costruendo la Fortezza Nuova a est.
La Fortezza Nuova fu costruita tra 1590 e 1594 su disegno di Giovanni de’ Medici, Vincenzo Bonanni e Bernardo Buontalenti, e ultimata nel 1603 con lo scavo del fossato che la circonda, realizzato da schiavi e contadini.
A questo punto nasceva il bisogno di popolare la nuova città. Un migliaio di abitanti (quanti erano all’epoca), non sarebbero stati sufficienti a garantire lo svolgimento di tutte le attività, che un porto all’altezza di quello che immaginavano i Medici richiedeva.
A questo ci pensò Ferdinando I de Medici con l’emanazione delle Leggi Livornine. Queste erano un invito a stabilirsi in città, promettendo libertà di culto, di costume e di libero pensiero, l’annullamento delle tasse, dei debiti e dei trascorsi penali. Ne derivò un afflusso di tutti i perseguitati religiosi, politici e razziali, che a Livorno potevano continuare tranquillamente la loro attività mercantile. Anche grazie al porto franco, ci fu un incremento del traffico commerciale e la città divenne un crocevia di culture, lingue, religioni e usanze differenti. Genti provenienti da Stati diversi che non erano ospiti ma divennero l’identità fondante della città.

-La Venezia:
Il forte incremento demografico portò alla necessità di ampliare l’area urbana, e alla fine del Seicento la Fortezza Nuova fu in parte demolita per lasciare spazio allo sviluppo del quartiere Venezia Nuova, con l’intento di creare un quartiere mercantile per il carico, scarico e deposito merci, posto in diretta comunicazione con il porto. Sulla parte della Fortezza distrutta furono infatti costruite nuove strade e nuovi palazzi per le famiglie più in vista e per i consoli stranieri che vi risiedevano e divenne il centro commerciale della città. Ne risultò un suggestivo quartiere, ricco di ponti e canali navigabili, nei quali transitavano le chiatte che trasportavano le merci.
Durante il nostro giro per il quartiere mi guardavo intorno, immaginando la vita dell’epoca tra le residenze di consoli, negozianti e mercanti, e il continuo via vai di merci, tra le cantine piene di prodotti d’ogni provenienza.
Dal Ponte San Giovanni Nepomuceno, abbiamo proseguito la passeggiata lungo via Borra, la strada più grande ed elegante ricca di edifici storici come il Palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo delle Colonne e il Palazzo Huigens; poi attraverso il Ponte dei Domenicani siamo arrivati fino alla Chiesa di Santa Caterina. Fanno parte del quartiere anche via Scali del Rifugio e via Scali Rosciano.
Potete fermarvi a pranzo in uno dei tanti locali tipici che troverete in questa zona. Noi siamo ritornati al parcheggio a prendere la macchina e siamo andati a mangiare un hamburger a La Banda del panino; il locale è spartano ma gli hamburgers sono buoni.
Dopo pranzo ci siamo recati in piazza Giuseppe Micheli, sede del celebre Monumento dei Quattro Mori, altro simbolo di Livorno.

-La statua dei 4 Mori:
La statua celebra le vittorie del Granduca Ferdinando I De Medici sui corsari barbareschi che razziavano le coste Toscane, ma a darle il nome sono le figure incatenate al suo piedistallo, appunto i quattro mori. Questi furono aggiunti alla statua di marmo realizzata da Giovanni Bandini solo in un secondo momento e vennero realizzati in bronzo da Pietro Tacca.
Esiste un punto della piazza dal quale è possibile osservare il naso di tutti e quattro i mori contemporaneamente e che, si dice, porti fortuna.

Poi siamo andati alla Terrazza Mascagni. Abbiamo preso un gelato alla yogurteria Fiori Rosa e ce lo siamo gustato ammirando il mare dalla terrazza.

-Terrazza Mascagni:
una delle più grandi terrazze sul mare d’Europa, è in realtà un parco con al centro il suo gazebo. Con una superficie di 8.700 metri quadri, si contraddistingue per il suo pavimento a scacchiera bianco e nero e per la sua grande balaustra composta da colonnine di cemento bianco.
Questo posto al tramonto regala degli scorci unici!
Anni fa avevo fatto l’aperitivo sulla terrazza all’ultimo piano del Grand Hotel Palazzo (situato proprio lì di fronte) e ricordo una vista meravigliosa sulla Terrazza Mascagni con un tramonto mozzafiato. Vi consiglio di andare perché si gode di un panorama stupendo!

-L'Hotel Palazzo fu fatto costruire da Bernardo Fabbricotti e inaugurato nel giugno del 1894 con il nome di Grand Hotel Splats.
Nei primi decenni dell'Ottocento, grazie allo sviluppo del turismo balneare, Livorno era divenuta una meta molto frequentata dalla borghesia italiana ed internazionale. L’apertura di numerosi stabilimenti balneari favorirono il sorgere di alcune importanti strutture ricettive, tra cui l'hotel Palazzo, noto anche come Palace Hotel.

Giorno 2

Domenica 6 Settembre

Abbiamo dedicato la mattinata alla visita del Museo civico Giovanni Fattori.
Ero andata con l’unico interesse di vedere le opere legate al movimento dei Macchiaioli, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’interno della villa.
Villa Mimbelli è una residenza privata ottocentesca che mantiene ancora inalterati gli arredi e le decorazioni dell’epoca. Davvero bella!


Non abbiamo fatto in tempo a vedere il Santuario di Montenero, un importante luogo sacro risalente al XVI secolo e meta di pellegrinaggio. La sua Madonna è patrona della Toscana e gli sono stati attribuiti miracoli in particolare tra i marinai. Da Montenero, sito nella parte collinare, la vista è magnifica su tutta la città di Livorno con davanti l’immensità del mare.

Dopo pranzo siamo ripartiti per tornare a Como.

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