SIMBIOSI DI VITA ALPINA

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 1 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1€ a 250€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Con la famiglia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Il forte scampanellare del possente batacchio che anima le campane appese al collo delle mucche, le decorazioni che addobbano ogni cosa che si muove per le strade e tutto un paese in festa… avete mai assistito ad una Desmontegada? La discesa delle mucche a valle è un evento dall’atmosfera antica che si svolge in diverse valli dolomitiche e che sancisce la fine della stagione degli allevatori sugli alti pascoli. Da quel giorno le famiglie vivono riunite insieme ai loro animali nei paesi che cospargono le valli.
Noi siamo stati a quella della val di Fiemme e più precisamente alla Desmontegada di Predazzo. Forse la più pittoresca di quel piccolo lembo di terra verde.

Stati Visitati: Italia

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Giorno 1

Alloggiamo in un appartamento proprio nel centro del paese. Dalle finestre possiamo avere una visuale ampia di quanto accade sotto di noi ma anche la strada offre la possibilità di vivere in prima persona le vicende dell'evento.
L'ideale è assistere al primo passaggio in uno dei due modi e, di conseguenza, partecipare al secondo passaggio degli animali per il paese nell'altro punto di vista.
Così, mentre setole delicate si intrecciano smosse dagli zoccoli che scendono lungo la strada, pennellate di variopinti motivi floreali invadono il cielo di questa montagna d'inizio autunno.
Non è un quadro di un pittore qualsiasi, ma poco ci manca a fare della desmontegada un evento artistico di rilievo.
Quella delle mucche e delle capre, che dagli alti pascoli fiemmesi vengono fatte scendere a valle fino all'abitato di Predazzo, avviene ogni anno la prima domenica di ottobre.
Non sono solo gli uomini e le donne ad essere addobati a festa per l'occasione, ma anche gli animali. Più tutto questo miscuglio di vite mi passa davanti e più mi domando se davvero ogni turista che vi assiste, intuisca che cosa stia danzando negli animi di chi questa manifestazione l'ha preparata nei minimi dettagli.
La desmontegada è la festa per il rientro delle mandrie dagli alpeggi estivi e io, per non cadere nel banale dopo tutti questi anni passati ad osservarla, questa volta giungo in val di Fiemme per coglierne analogie e differenze in un mondo che non è più da almeno un secolo lo stesso che vide nascere questa festa.
Rimane la bellezza di voler esaltare i propri animali, elementi da sempre di aiuto e sostentamento per gli abitanti.
Osservo gli sguardi e gli abiti di fieri uomini ed eleganti donne che mi passano davanti e davvero sembra che il tempo si sia fermato.
La stessa fierezza ed allegria di quel tempo che fu, fa da cornice agli abiti tradizionali che mai hanno modificato il loro senso di appartenenza a questo evento. Cappelli, camice, calzari e pantaloni conservano ancora per chi li osserva, la stessa sensazione di incantevole vetusta sobrietà dei tempi antichi.
Un ragazzo dalla giacca color mattone sfila a pochi passi da me con i suoi pantaloni chiari macchiati di sterco. Dovrebbe esserne imbarazzato. Mostra invece una felicità infinita e quell'orgoglio di appartenenza serena a qualcosa di grande. Una fratellanza di intenti ed emozioni che unisce ogni singolo partecipante a quella discesa nel paese.
Forse proprio come i tempi andati, le uniche a sentirsi un po a disagio sono alcune mucche che, costrette a repentine soste per far defluire la pittoresca carovana tra la folla di turisti, si agitano e muggiscono frementi di poter riprendere a camminare rendendo però più che arduo il compito dei loro mandriani che tentano di portarle nei ranghi prestabiliti.
Per circa mezzora, un breve istante di luce diurna, il panorama boschivo della valle alpina è tutto un risuonare di campanacci e musica della banda del paese che guidano il curioso verso la piazza del paese dove un mercato dei sapori di montagna li attende per permetter loro di inebriarsi di delicati profumi e soavi gustosita'.
Ricordo di anni antecedenti a questo quando il caseificio del paese organizzava incontri per dare modo a chi volesse di osservare ogni dettaglio della lavorazione del formaggio. Il carro del caseificio, addobbato con le migliori forme, mi riporta alla nostalgica idea di mani che, artigianalmente, ne impastano le rotondità golose.
Un furgone della polizia e vigili che dirigono il traffico, fanno da sfondo al passaggio degli amati animali e mi ricordano in che misura l'essere umano si sia introdotto in questa valle. Automobili, pullman e camioncini poco si abbinano alla tranquilla passeggiata dei quadrupedi ed è una diversità rispetto al passato più rurale che non passa di certo inosservata. Il tutto però viene diretto quasi con maestria e i due flussi di siffatte avverse condizioni, nemmeno si sfiorano.
Tra le fila del gruppo che scorre la via principale del paese, ci sono anche cani, galline e oche, segno che a nessun animale vuole essere negata quella fugace ma inebriante passerella della ribalta montanara.
Uomini e donne che li accompagnano si sprecano in sorrisi e carezze ma il mio interesse per loro è improvvisamente distratto da ciò che giunge subito dopo.
Due uomini, due anziani, emblemi dignitosi della loro consapevole condizione di superiore età, risaltano dal corteo con le loro immense falci così uguali a quelle che nell'antichità mani rudi agitavano tra terreno e aria per ridimensionare erbe troppo folte. Un gesto che è rimasto lo stesso in questi tempi moderni. A cambiare sono solo le mani di altri uomini divenuti anziani che ora mostrano orgogliosi chi i suoi baffi, chi il proprio portamento giovanile.
Non c'è una sola parola che possa descrivere questo avvenimento e DESMONTEGADA, la discesa dal monte, è troppo poco per capire cosa succeda in quel di Predazzo durante quel giorno.
Nessun articolo, nessuna foto e nessun video mai potranno raccontare la coscienza che alimenta questo corteo ebbro di vita. L'unico modo per vivere questa discesa a valle del bestiame è andare ad immergersi in ogni sua sensazione. Ispirazione di emozioni alla quale noi cercheremo di non mancare mai.

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