3 giorni a Londra

20 Voti ricevuti
Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 3 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 251€ a 500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Per la 5° volta atterro su suolo Inglese, la seconda con il mio compagno di viaggio preferito.
Come in precedenza, scegliamo di prendere un volo Ryanair da Orio a Stansted, il più economico e veloce, partendo la mattina presto del venerdì per tornare la sera della domenica, il più tardi possibile.
Detto fatto.

Stati Visitati: Inghilterra

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Giorno 1

Venerdì 17.01.2020
Alle 3.45 del mattino Dario passa a prendermi sotto casa con la potentissima Fiat 600 di sua mamma. Abbiamo prenotato un parcheggio nei pressi dell’aeroporto con navetta gratuita (Travel Parking), così da non dover chiedere a nessuno di doverci scorazzare nel bel mezzo della notte da una provincia all’altra.
Stranamente, come capita raramente (soprattutto a Dario) arriviamo in perfetto orario e, dopo aver pagato 24 Euro per il deposito dell’auto al coperto per 2 notti, alle 4.30 consegnamo le chiavi e saliamo sul pulmino con cui gli addetti del parcheggio ci portano alle partenze dell’aeroporto.
A quell’ora le persone non sono molte, non c’è fila per accedere al metal detector, quindi in pochi minuti superiamo i controlli e attendiamo il tempo necessario per l’imbarco.
Anche il volo procede regolarmente, tanto che alle ore 7.30 locali, dopo poco meno di 2 ore di volo, poggiamo i piedi sul suolo della regina.

Per arrivare in centro a Londra dall’aeroporto di Stansted esistono diverse possibilità, tutte comodamente prenotabili in anticipo da casa, o comprando i biglietti direttamente in aeroporto.
Due anni fa, al nostro precedente viaggio in Inghilterra, avevamo optato per un pullman economico (Terravision – 9 £ a tratta) che, seppur comodo e confortevole, ci aveva impiegato circa 2 ore per raggiungere Victoria Station.
Essendo, questa volta, dall’altra parte della città ed avendo iniziato entrambi a lavorare, ci siamo concessi il lusso di prenotare i biglietti del treno StanstedExpress per Liverpool Street, a due passi dal nostro albergo (circa 55 £ per un biglietto aperto di A /R per 2 persone).
Effettivamente il viaggio, seppur meno comodo essendoci molta gente e posti limitati e non numerati, risulta molto veloce: in meno di 1 ora siamo alla grandissima stazione di Liverpool Street dove, per prima cosa, preleviamo qualche contante (inutilmente?) e ricarichiamo le carte Oyster, che avevo da un precedente viaggio, utilissiime per viaggiare ad un costo limitato sui mezzi della città.
Il nostro albergo (IBIS Shoreditch – circa 250 euro per 2 notti + colazione) si trova davanti alla stazione dell’ Underground di Aldgate East, in una zona moderna e centrale.
Il checkin è previsto dalle 12 ma, come ci avevano già detto per email, alle volte le stanze sono pronte prima e, se come noi si arriva presto in città, è possibile lasciare i bagagli in una stanza custodita per non doverseli portare dietro.
Per fortuna la nostra stanza è una di quelle già pronte, così verso le 9.00 entriamo in camera, lasciamo i bagagli, prepariamo lo zaino e partiamo.

Contrariamente alle altre volte, non ho un itinerario da seguire nè un programma di posti da vedere. Decidiamo quindi di muoverci verso la Tower of London a piedi, essendo distanti poco più di un chilometro.
Appena usciti dall’Hotel Dario si prende un coffee to go, nei classici bicchieri in cartone da bere mentre si cammina. Straordinariamente il caffè non è malvagio e parlando con il barista iniziamo a capire che gli italiani a Londra sono numerosi come formiche.
Dopo circa 15 minuti arriviamo alla Tower of London, dalla posizione opposta a quella a cui sono stata abituata nelle mie altre visite alla città. Dalla strada dalla quale arriviamo abbiamo anche un facile accesso al Tower Bridge, che decidiamo allora di attraversare, non curanti del vento gelido che nel frattempo ha iniziato a soffiare.
Ne approfittiamo per fare qualche foto, ma ben presto il freddo si fa sentire, così decidiamo di incamminarci alla più vicina metro per portarci al ristorante. Già dalla sera prima avevamo prenotato un tavolo in un locale di cibo indiano consigliato dalla nostra guida (Lonely Planet tascabile) e da tutte le recensioni: Dishwood. Una volta seduti al tavolo, una ragazza molto gentile ci spiega, in inglese, come funziona il menù e le porzioni generalmente consigliate, e decidiamo allora di prendere del riso basmati, delle samosas vegetali – io – e di carne d’agnello – Dario -, e del pollo al curry.
Per quanto io apprezzi il cibo piccante, soprattutto indiano, ammetto di non essere riuscita a finire le mie portate: erano buonissime ma iniziavano a formicolarmi le labbra!

Prima di continuare il nostro giro decidiamo di passare dall’hotel per riposarci qualche minuto e aggiungere uno strato al nostro vestiario: sostituisco la maglietta con un maglioncino, al quale aggiungo una felpa e il mio giubbotto da montagna con pile annesso.
Pronti per il freddo polare ci spostiamo allora verso Piccadilly. Alle 16.00 il sole sta già tramontando, così le luci dei mille negozi e degli schermi iniziano a farsi vedere.
Scesi alla fermata Oxford Circus, percorriamo tutta Regent Street, guardando le vetrine degli innumerevoli negozi più o meno costosi, fino alla famosa piazza gremita di gente.
Dario ne approfitta per videochiamare casa e far vedere quello spettacolo di luci, persone, traffico, vociare e musica degli artisti di strada, che già la volta precedente l’avevano incantato.
Verso le 19, dopo una tappa obbligata in un negozio di bici Pinarello, i negozi iniziano a chiudere e ci incamminiamo verso l’Undergound per tornare in hotel, dove ci facciamo una doccia, riposiamo qualche minuto e riusciamo per la cena.

Per cenare avevo intenzione di portare Dario in un ristorante carino poco lontano dal London Eye. Scendiamo ad Embankment, attraversiamo il ponte a piedi e ci godiamo lo spettacolo delle luci della grande ruota e dei palazzi sul Tamigi.
Il freddo, però è davvero pungente e la stanchezza inizia a farsi sentire, così appena individuiamo un ristorante che ci sembra buono per cenare, entriamo.
Il Fellini è un locale per bere qualcosa o per mangiare, ed è all’ingresso di un cinema, che resta nascosto sul retro. Viene descritto come un ristorante italiano, come è italiana la cameriera che ci accoglie. Speranzosi optiamo per una pizza e una cocacola, che ci arrivano in tempi molto brevi dopo essere state preparate in una cucina a vista. Gli ingredienti sopra la pizza sono indubbiamente freschi, ma nel complesso il piatto ci risulta mediocre. Di buone pizze a Londra ce ne sono, ma per questa volta il sonno e il freddo hanno prevalso sulla ricerca. Sarà per la prossima volta!
Alla fine, cotti, torniamo in albergo dove, in pochi minuti, ci addormentiamo.

Giorno 2

Sabato 18.01.2020
Sabato mattina ci svegliamo di buon’ora, intorno alle 8.30, giusto in tempo per lavarci, vestirci e scendere per la colazione.
Troviamo ad aspettarci due tavoli pieni di cibo, nel tipico stile delle English Breakfast: cibi dolci (muffin, brioches, pane da tostare con marmellata o nutella…) accanto ai più disparati cibi salati (uova, salsiccia, bacon, fagioli, affettati e formaggi).
Noi ci limitiamo ad un cappuccino, un bicchiere di spremuta e qualche dolcetto.
Finita la colazione, fatto lo zaino e coperti in previsione del freddo gelido, prendiamo la metro fino St. James Park, lo percorriamo a piedi sotto un cielo soleggiato fino a Buckingham Palace (il cambio della guardia in inverno c’è un giorno sì ed uno no, ed inizia verso le 10.45 del mattino) e di li proseguiamo fino Hide Park. A metà del grande parco fiorito e curatissimo le gambe iniziano a fare male e la fame a farsi sentire. Viriamo allora verso la metro più vicina e andiamo a mangiare in un comodo fast food che, per poche sterline, ci rifocilla e ci permette di scaldarci per un poco.
Nel pomeriggio decidiamo di muoverci liberamente per la città: riprendiamo l’underground fino a Tottenham Court Road (dove c’è un grandissimo Primark nel quale colgo l’occasione per prendere alcuni pensierini) e di li scendiamo a piedi fino a Covent Garden, che personalmente non avevo mai visitato.
Qui troviamo qualche particolare artista di strada che incita la folla dalla cima di un monociclo altissimo, molte bancarelle di oggettistica più o meno ricercata (come un signore che crea bellissimi gioielli a partire da posate dismesse) e dei negozietti che si sviluppano in modo alternato al piano terra e al primo piano di piccoli edifici.
Uno di questi, che mi cattura sin dall’insegna, è un meraviglioso negozio di giocattoli atipici, come caleidoscopi, marionette di carta, scenografie teatrali di cartone da costruire in tridimensione. Avrei comprato tutto, ma mi limito a fare qualche foto e chiedere un biglietto da visita.

Quando ormai sono le 17 passate ritorniamo in hotel per lavarci e prepararci. Alle 18, dopo aver preso la DLR, ci troviamo a Canary Whorf con due amici italiani, trasferiti in pianta stabile a Londra.
Loro ci portano a vedere il festival delle luci (Winter Lights), che consiste in installazioni luminose più e meno spettacolari in giro per gli angoli e le piazze di Canary Whorf.
Purtroppo la gente è tantissima e riusciamo a goderci poco. Optiamo per andare a casa loro a cucinarci una buona pasta alla carbonara.
Dopo cena avremmo dovuto andare a Greenwich, ma due chiacchiere di troppo ci hanno trattenuti tutti in casa. Verso mezzanotte allora prendiamo un autobus (uno dei classici bus rossi a due piani) che ci porta diretti all’albergo, permettendoci nel frattempo di goderci comodamente la vista e le luci della città.

Giorno 3

Domenica 19.01.2019
Ultimo giorno. Anche oggi ci alziamo abbastanza presto, intorno alle 8, coì da avere il tempo di preparare anche i nostri bagagli.
Ripetiamo la colazione come il giorno precedente, sempre circondati da coraggiosi turisti stranieri in grado di mangiarsi una montagna di cibo salato di mattina.
Avremmo dovuto lasciare l’hotel entro le 12, così una volta controllato di non aver lasciato nulla in camera, chiediamo ai ragazzi della reception di poter lasciare i bagagli per ancora un poco di tempo. Ce li fanno lasciare gratuitamente in una apposita stanza, dove i bagagli vengono conservati e custoditi fino la mezzanotte del giorno di deposito. In questo modo usciamo dall’albergo senza pesi eccessivi e ci dirigiamo a Brick Lane, una via che una amica ci ha consigliato di visitare.
Facendo qualche ricerca prima della partenza, leggo che la domenica in questa zona ci sono moltissimi mercatini per lo più vintage e dell’artigianato.
Infatti, quando iniziamo ad avvicinarci alla meta, iniziano a comparire anche ai lati della strada molti ingressi a piccoli mercati dell’usato o con bancarelle di piccoli produttori di oggettistica.
Girovagando tra i banchi mi sono innamorata di un centinaio di articoli: vecchie macchine da scrivere, quadri con le migliori vignette di Snoopy, pomelli in ceramica decorati, quadri particolarissimi. A stento mi trattengo dal lasciare lì tutte le sterline rimanenti, e mi compro solo un piccolo anello da indice in argento, creato a mano da una ragazza di origini giapponesi. Dario, invece, scova all’interno di un mercato una bancarella (di un ragazzo italiano!) che rivende prodotti per la cura della barba e si compra un piccolo pettine per i baffi.

A pranzo ci ricongiungiamo con i nostri amici italiani, Simone e Valeria, e andiamo insieme a mangiare in un locale nuovo anche per loro: Flat Iron, molto vicino a Brick Lane. Questo ristorantino alla mano serve bistecche di manzo cotte a piacere con contorno a piacere. Non c’è molta scelta, ma il piatto è ottimo, così come il rapporto qualità / prezzo per gli standard londinesi (una bistecca con contorno di insalata: 12£. Con aggiunta di patate: 15£).

Giunta l’ora ci incamminiamo verso la stazione di Liverpool Street, dove prendiamo il pullman per l’aeroporto (ci informano che quella domenica il treno non era in servizio, ma che con il medesimo biglietto avremmo trovato alla Platform 10 un pullman sostitutivo). In poco meno di 1 ora siamo a Stansted, dove salutiamo Londra e l’Inghilterra, anche se per poco: Dario sta già programmando il prossimo viaggio!

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