Diario di Viaggio New York + Cascate del Niagara

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 9 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1.001€ a 1.500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Con gli amici Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI America
Un viaggio lo vivi tre volte:
Quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo racconti.

Stati Visitati: Canada, Stati Uniti d'America

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Annalisa Pizzi Annalisa Pizzi Visualizza Profilo

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Giorno 1

Ore 4 di mattina, tutti svegli, effetto jet leg! Ma aspettiamo qualche altra ora…

Scendiamo a far colazione: ciabelle di tutti i tipi, pan cake, yogurt, briosh, pane, succhi, latte, caffè, the, frittate, salsiccia e omelette!
Pronti per uscire: destinzazione Lady Liberty!
Andiamo alla stazione metro, vicinissima, la nostra linea è la f. Primo intoppo le macchinette per la metro card!

Sappiate questo: non possono essere fatte più di due tessere alla volta con un’unica carta di credito, tra le prime due ed eventuale altre carte ( questo problema è per le famiglie ovviamente!) devono trascorrere 20 minuti.

Non partite mai con una sola carta di credito o ricaricabile: io avevo la postepay evolution ( che molto spesso non veniva letta e quindi non riuscivo a pagare), la postepay standard con la quale non ho avuto problemi ed una carta di credito vera e propria, quest’ultima accettata ovunque!

Abbiamo fatto la sevenday’s a 31 dollari a testa, con la quale si ha accesso illimitato tra bus e metro.

Preferiamo scendere ad un paio di fermate prima rispetto la nostra per visitare wall street.

Camminando ci fermiamo alla Trinity Church.
Ed eccoci qui nel quartiere finanziario, strade larghe, grattacieli altissimi, il Building Trump, la famosa statua col toro e la bambina.



Se dovessi descrivervi in una sola parola questa zona, direi ordinata.

Non saprei come definire la mia sensazione, ma vi era una tale precisione e pulizia dei palazzi tutti lì in fila ordinata, vetri splendenti, luci al neon all’interno.

Qualche albero verde che interrompeva il color acciaio. Ovviamente tanti negozi facoltosi con le guardie all’esterno: omoni di colore, alti dalle spalle larghe, vestiti con giacca e pantalone nero su una camicia bianca che piantonavano i negozi.

In pochi minuti abbagliati da tutto questo siamo arrivati nella zona south ferry da dove partono i traghetti per la statua della libertà.
Noi avevamo comprato on line il citypass da solo tre attrazioni a 67.50 euro e vi spiego il perchè: non sono amante dei musei, quindi non avevo alcuna intenzione di perdere giornate intere a visitarli, mi bastava un semplice ingresso nelle giornate free di quelli più importanti.
Non sono per i tour organizzati perchè voglio essere libera di passare più tempo dove voglio e di cambiare idea strada facendo, non sono per le visite nei locali notturni a bere qualcosa, lì è solo un tornaconto per chi vi accompagna, quindi sono più per la ricerca del locale al momento e andarci da sola!

Detto questo il mio citypass 3 lo utilizzerò per il traghetto alla statua della libertà con sosta sull’isola, e per i due osservatori quali il Top of the rock e l’Empire State Building, risparmiando ovviamente sul biglietto singolo.

Lady liberty è veramente l’icona dell’America!
Li dall’alto della sua imponenza che padroneggia e accoglie chi arriva con la nave. Da lontano piccolissima nella sua figura per poi diventare sempre più grande man mano che ci si avvicina.

Dal traghetto hai due visioni: lo skyline di New york da una parte e vi ripeto, ogni volta che lo vedete non sapete se state guardando una cartolina o è proprio lui, e dall’altro la statua.
In quei minuti prima di scendere sull’isolotto, rivivi un pò quella sensazione che credo abbia invaso tutti gli immigrati quando arrivarono in America, difficile da spiegare, ma ho pensato agli italiani sbarcati e che poi hanno lavorato e vissuto a New York e alla fiducia che hanno riposto in questa terra che li ha accolti.
Sono le tre ci fermiamo a bere qualcosa di caldo, vorremmo un caffè che troviamo e pure buono in un piccolo bar in zona. Cartina alle mani, decidiamo di continuare il nostro giro in zona, destinazione

WORLD TRADE CENTER
Camminiamo verso quello che ora purtroppo è un simbolo non felice per il mondo intero, durante la strada facciamo una breve sosta in un piccolo parco già addobbato a Natale con alberi pieni di luci: il Zuccotti Park.
Ed eccoci a quello che erano le torri gemelle:
Non una parola, silenzio e tristezza in un contesto di vita.

Strano essere lì e vedere i numerosi aerei che passano. Questo capitolo della storia lo abbiamo vissuto dai telegiornali, ed ogni volta che si rivedono quei video è l’assurdità assoluta.

Sono ancora le 18 di sera del primissimo giorno, riprendiamo la metro per arrivare non so dove…..In realtà siamo scesi nella zona di tribeca: ecco qui una visione ben diversa: dai palazzi e dalle luci che fin ora abbiamo trovato a condomini di due/tre piani massimo, con le famose scalette anti incendio fuori.

Ci siamo fermati qui per cenare, come prima sera abbiamo tenuto contenti i ragazzi, purtroppo al Mc Donald’s!!!

Giorno 2

Secondo giorno…

Ci alziamo con -3°….. Ieri si sudava!

Verso Bryan park
(nella mappa cerchio rosso)

Solo 4 fermate di metro e ci ritroviamo in pieno centro. Gente che corre con i bicchieri caldi di Sturbucks in mano, turisti come noi inebriati da tutto questo: guardiamo tutto e tutti, come dei bambini alle prese con un nuovo giocattolo, affascinati persino dai tombini dai quale esce perennemente vapore!

Ed eccolo qui il parco alberato e al suo interno già le casette con i mercatini di Natale. Sedie, tavolini e una grande pista di ghiaccio, dove adulti e bambini si divertono.

Sarà stata l’aria pungente, le luci natalizie delle casette, la pista di ghiaccio, ma l’aria del Natale si sentiva già. Nel mercatino le solite cose che si vedono in ogni dove, quindi niente di particolarmente entusiasmante.

Da lì ci siamo spostati verso la Pubblic library, siamo sulla 42°st, ma purtroppo era chiusa per lavori. Continuando a camminare in zona siamo arrivati alla Stazione Centrale, un complesso enorme dove confluiscono centinaia di treni. Il soffitto decorato, la grande scalinata in marno e le bandiera americana in evidenza!



Usciti di li, sempre vicinissimo si può vedere il Chrisler, edificio della nota marca automobilistica di macchine, si può entrare nella lobby, in realtà si può entrare in quasi tutti gli edifici, compresi gli hotel…



Sempre in zona un’altro edificio da non perdere il Daily News Building, nella cui lobby c’è il famoso mappamondo della serie di superman.





Nel pomeriggio andiamo al MOMA, ingresso gratuito dalle 16, nessuna fila, ma non pensate di poterlo visitare tutto! L’area con i quadri degli artisti più famosi non è visitabile nel giorno gratuito.

Ritorniamo verso il Bryan park e ci fermiamo a cena presso un ristorante della catena Barilla Accademy: ottimi prezzi, si mangia bene e solo piatti italiani. Spesa pro capite circa 12 euro a testa.

Giorno 3

Stavolta prese tutte le precauzioni anti freddo e visto la bella giornata, decidiamo di andare in metro a Coney Island.

Il periodo è il meno adatto essendo un luogo prevalentemente estivo, ma ci siamo goduti l’oceano e una spiaggia larghissima con i gabbiani che volavano liberi nel cielo azzurro.

Lì si respira l’estate anche d’inverno: zona coloratissima, murales ogni dove ed un grandissimo parco giochi.





Riprendiamo la metro con fermata a Brooklin, scendiamo e a pochi passi eccolo maestoso il ponte più famoso del mondo!


Lo percorriamo tutto a piedi, sono le 14 circa di una giornata soleggiata. Bellissimo!



Arrivati quindi dall’altra parte del ponte, ci troviamo vicino al municipio di New York, il City Hall, all’interno dell’omonimo parco.

Caffè , cioccolata calda per riscaldarci e poi via verso Little Italy e China Town.

Non sono le zone che sicuramente ci immaginavamo: della little italy è rimasto ben poco, solo qualche negozio dal nome italiano, ma gestito da extra comunitari.

China town ormai la troviamo in ogni nostro paese, i soliti negozi visti e rivisti!

Sono le 17 circa, decidiamo di andare al Rockfeller Center e sfruttare il secondo pass per l’osservatorio
Siamo vicino a Time Square e già inizia a cambiare il panorama: gigantografie a led, vetrine addobbate per Natale e i “soliti”, enormi, grattacieli che fanno da cornice a questa meravigliosa città. Cambiamo il nostro biglietto e dobbiamo attendere circa un’ora per salire sull’osservatorio.

Facciamo il giro nella galleria di negozi: cibo, souvenir, abbigliamento e l’ufficio postale all’interno.

Sono le 19 iniziamo a fare il percorso per il top of the Rock: un lampadario swaroski che illumina questa stanza in marmo chiaro, lo scorrimano della scala in ottone e tappeto rosso, che eleganza!

Superati i controlli delle borse entriamo nell’ascensore che ci porta su, musica e luci ci accompagnano durante i pochi secondi di ascesa verso il panorama più bello che i miei occhi abbiano mai visto: la grande mela di notte!





Nessuna foto ne rende giustizia, e i miei occhi cercano di far memorizzare alla mente quante più cose possibili.
Stiamo il tempo necessario per ammirare il tutto, scattare foto, fare filmati…

Scendiamo e rimaniamo a cena all’interno del centro, questa sera si mangia americano: Hamburgher e insalata super condita! Anche qui la media della cena è di circa 13 euro a testa.

Giorno 4

Domenica, meta d’obbligo Harlem per seguire una messa Gospel.
Per chi è a New York, Harlem è il cuore delle messe gospel che in generale si svolgono la domenica mattina intorno alle 11.
La messa gospel New York è sicuramente da mettere nella lista delle cose da vedere, e scegliere dove, è stata una tra le ricerche fatte prima del mio viaggio nella grande mela: la Salem United Methodist Church in 2190 Adam Clayton Boulevard (7th Ave. at 129th Street) in pieno Harlem è stata la chiesa scelta.
La funzione dura circa 2 ore, ma passeranno in un attimo!

Harlem poi a differenza di altri quartieri è ancora abitata dalla popolazione originaria, i nomi delle sue strade sono un omaggio a grandi personaggi della cultura nera come Martin Luther King o Malcom X e per arrivarci basta prendere la metro rossa linea 1 2 e 3 e scendere alla 116 sima.
Il pomeriggio lo dedichiamo esclusivamente ad una parte del Central Park e Time Square!

Che dire di questa piazza, nulla senza parole, senza essere in grado quasi di spiegare cosa si prova stando qui. Cornice solita i grattacieli ricoperti da insegne enormi luminose: l’illumunazione è ciò che rende tutto ciò affascinante. I negozi a due/tre piani con muri a vetro, centinaia di persone che facevano shopping: M&M, HARDROCKCAFE’ i negozi più gettonati dai turisti.

Anche il traffico ha il suo bel vedere tra i taxy gialli,le macchine imponenti quasi tutte di colore nero e la polizia a cavallo!


Nei pressi di time Square abbiamo cenato sia in un ristorante dal nome Stromboli, dove cucinavano a buffet verdure, pollo, pasta e pizza e Schnippers dove si poteva gustare un ottimo pollo fritto.

Giorno 5

Questa mattina sveglia alle 6.30 perchè dobbiamo raggiungere in metro l’aeroporto JFK per prendere la macchina noleggio e dirigerci alle cascate del Niagara. Ci consegnano la macchina, un 7 posti con cambio automatico nuovissima dotata ovviamente di navigatore.Partiamo destinazione NIAGARA FALLS.

Giorno 6

Un’avventura on the road
Abbiamo noleggiato un 7 posti ritirandolo in aeroporto JFK, da li abbiamo attraversato lo stato della Pensilvanya per poi rientrare nello stato di New York direzione Buffalo in circa 9 ore con qualche sosta e il rispetto dei limiti di velocità.









Ora vi chiedo di chiudere gli occhi ed immaginatevi un film americano:

Immaginate di entrare in un grande supermercato con delle insegne giganti che illuminano il grande parcheggio esterno. Una stazione di servizio e in lontananza un’altra insegna di un Motel.

Noi li con la coca cola ed una busta di patatine ci sentivamo i protagonisti di questo film ambientato in una strada, in un negozio che avevamo visto mille volte in qualche serie tv americana, ma con la differenza che eravamo i registi di questa splendida avventura.

Lasciamo i bagagli in Hotel e decidiamo di dirigerci a Toronto, il navigatore ci dice che in circa 1 ora e mezza dovremmo essere li.

Incoscienti, stanchi ma euforici arriviamo in pochi minuti al confine col Canada: i controlli per oltrepassare la frontiera, il visto sul passaporto …



Arriviamo dopo circa due ore: un muro di grattacieli da togliere il respiro, strade larghe illuminate da luci gialle, poca gente in strada.




La lucidità del momento ha preso il posto dell’euforia: mille pensieri in un attimo

E’ sera, non abbiamo idea di dove andare e cosa fare, siamo stanchi e dobbiamo rientrare in hotel.

In uno stato di calma apparente ci fermiamo in un Mc Donalds per comprare un panino, lo mangiamo in macchina e ritorniamo in America!

Tanta stanchezza, sono 12 ore che siamo in macchina, nessuno di noi parla più, chi dorme e chi guarda al di fuori del finestrino, ma ad un tratto quel silenzio viene interrotto da Maddalena che esclama: ” GUARDATE LE CASCATE!”

Ed eccole li sulla nostra destra, appena dopo i ricontrolli del doganiere ( lo stesso di 5 ore prima!), nel buio e nel silenzio più assoluto della notte.

Uno spettacolo che nessuna delle nostre fotocamere ha immortalato per quello che realmente apparivano.
Lo scroscio sordo in lontananza, ho ancora la pelle d’oca a ripensarci. Non a caso il nome Niagara ha il significato di ACQUE TONANTI.
Andiamo a dormire per poi ritornarci di mattina.
Ore 12, riprendiamo la macchina…Si ritorna a New York!

Giorno 7

Central Park…
Non basterebbero tre giorni per visitarlo tutto!
Un grande parco verde con panchine, piste ciclabili e calessi. Sculture di poeti, Alice nel paese delle meraviglie, un’area dedicata a Jhon Lennon che qui fu trovato morto. Lungo il percorso tanti scoiattoli che ti attraversano la strada. Da vedere assolutamente la parte, secondo me più bella, che si trova in linea col Metropolitan Museum, e cioè quella che si affaccia sulla terrazza del THE LAKE, il lago più grande di tutto il parco.






Come vi ho detto qui c’è il Metropolitan Museum, non siamo entrati ripromettendoci di ritornarci l’ultimo giorno che portava pioggia…Ma non lo abbiamo più fatto! Comunque vi confermo che il costo dei 25 dollari richiesti non è obbligatorio, ma è ad offerta.

Strada facendo ho dovuto concedere qualche ora di shopping alle mie figlie. La primogenita voleva comperare da New York il vestito per il 18° che è da qui a pochi giorni!.



Sono le 16.30 e decidiamo di andare all‘Empire State Building. In qualsiasi zona in cui ti trovi, basta alzare al cielo gli occhi e lo vedi, gli ho dato il soprannome di “sua maestà Empire”. Entriamo nella lobby: un enorme salone, pavimento in marmo giallo e frontale l’insegna in un quadro di bronzo che ricopre tutta una parete.



Controlli delle borse, controllo del biglietto stampato del citypass e ci mettiamo in fila. Pochi minuti di attesa e via dentro l’ascensore che in pochi secondi ci fa raggiungere l’osservatorio. Ci troviamo col tramonto, quindi una visione differente della città rispetto al top of the Rock che era sera. Il fiume, la città illuminata e il sole che tramonta: spettacolo allo stato puro!
Top of the Rock ed Empire State Building, sono da vedere entrambi in quanto sono delle icone irrinunciabili pur avendo una panorama quasi uguale.

Giorno 8

Questa mattina direzione HOBOKEN, Lincoln Center, Pubblic Library e Saint Patrick Cathedral.
Spinta dalla curiosità e dato la vicinanza, abbiamo deciso di andare ad assaggiare i dolci del boss delle torte! Con la metro raggiungiamo Port authority bus terminal per fare il biglietto a/r per Hobohen a 7 dollari. Siamo andati al gate dell’autobus e in circa 20 minuti siamo arrivati, fermata 95 Washington Street. Non molta fila, dolci normalissimi , della famiglia Valastro nessun componente: non andateci, optate per una loro sede a Manhattam, tanto non cambia nulla!
Ritornando scendiamo dirigendoci in zona west side per vedere il famoso Lincoln Theatre
Qui una grande fontana in centro della piazza e come sfondo il teatro. Siamo entrati nella hall, purtroppo c’è poco da visitare se non dei lampadari strepitosi! Di sottofondo però si sentivano le prove di una cantante lirica.







Risaliamo sulla 42 st e vediamo imponente la libreria pubblica finalmente riaperta al pubblico, la terza in ordine di grandezza d’America.
Qui ci sono custoditi pezzi di grande valore, ma secondo me il valore maggiore che possiede è proprio il fatto che sia pubblica! Migliaia di libri e computer messi a disposizione per tutti in una struttura enorme e piena di valore con affreschi e quadri che rendono giustizia alla sua importanza. Anche qui prima di entrare vengono fatti controlli alle borse.

Essendo in zona centrale durante il percorso per vedere Saint Patrick Cathedral è impossibile non ammirare le vetrine dei negozi, entrare e sbirciare e sempre lungo la strada le classiche bancarelle di souvenir: calamite, targhe, quadri….

Ed eccoci qui, zona Rockfeller center, ad ammirare la cattedrale in stile neogotico, certamente ben diverso da tutti i grattacieli in vetro che la circondano e che le riflettono il sole donandole un colore particolare.

Al suo interno le navate vengono illuminate dalle vetrate colorate, un grande organo a canne e delle cappelle la arricchiscono già nel suo stesso esserlo.





Al tramonto New York dà il meglio di se: i palazzi che di giorno sono solo dei normalissimi grattacieli in vetro ed acciaio, diventano dei monumenti dalle finestre illuminate e il sole rosso dona all’acciaio un colore oro.

Perchè se ti chiedono cosa è New York, la prima risposta è: grattacieli….Ma non sono solo grattacieli perchè lì in quel contesco hanno il fascino di una cappela sistina!
Ci troviamo in centro e non può mancare la visita al grande magazzino MACY’S, tra l’altro a breve c’è l’inaugurazione con tanto di fuochi d’artificio delle vetrine natalizie. Un primo e secondo piano pieno di negozi di ogni sorta, dal capo ultra firmato al capo normalissimo dal prezzo contenuto!

Giorno 9

Ultimo giorno…

Ci siamo alzati con la voglia di non perdere un minuto prezioso di questa nostra ultima giornata nella grande mela.

Intanto per andare a Manhattan schegliamo di prendere in tram funuvia a Roonsvelt, compreso nella metro card è un’ottimo modo per vedere dall’alto il paesaggio. Una traversata di pochi minuti, ma ne vale la pena!



Ci sentiamo di casa, abbiamo preso padronanza con le fermate della metro ( se dobbiamo salire verso inwood, dobbiamo prendere l’indicazione updown, o al contrario se scendere verso sud, l’indicazione downtown) ormai sappiamo distinguere la differenza tra avenue ( sono le strade verticali) e street (sono le vie orizzontali rispetto all’avenue) entrambe numerate a crescere.

Il centro quindi va dall’intersezione tra Broadway e la Seventh Avenue e si estende dalla West 42nd Street alla West 47th Street.



Questa indicazione può sembrare difficile, ma dopo aver capito il meccanismo, vi ritroverete dicendo, come è successo a noi per vedere il Flytron: dobbiamo scendere giù verso la 23° non avendo nessuna mappa in mano e sapendo esattamente la strada da prendere!

Ecco vi ho introdotto il Flytron, vicino a Madison square.
Un palazzo a ferro da stiro, appunto come il nome che li hanno attribuito, stretto su di un lato per poi allargarsi dal lato opposto. La domanda che ci è sorta spontanea: come fa a mantenere quando c’è un forte vento? Scusate la stupidità, ma è quasi naturale chiederselo! Per la risposta vi rimando a wikypedia, dove vengono spiegate tutte le leggi della fisica e della costruzione!



Oggi ci dirigiamo ai mercati più famosi, il Chelsea Market e lo Union Square Market.
Il primo in zona Chelsea è un grande edificio, pare ricavato dall’ex fabbrica dei biscotti Oreo. Qui è un’insieme di piccoli negozi prevalentemente di cibo e di ristorazione di tutti i generi ed etnie: dal cinese, giapponese, italiano, thai e ovviamente americano, infatti ci siamo concesso un hot dog. Si trovano anche dei piccoli negozi di souvenir.

Di li siamo andati all’altro mercato sulla Union Square, al contrario del primo che è al chiuso e sempre aperto, questo si trova all’aperto sull’omonima piazza e viene svolto a giorni alterni: martedi, giovedi e sabato. E’ quasi esclusivamente riservato a prodotti alimentari provenienti direttamente dagli agricoltori locali. Frutta, verdura, carni, prodotti da forno e dolci tutti rigorosamente bio. Qui abbiamo esagerato prendendo una cioccolata calda con marshmallow e un goloso panino con formaggio fuso! Essendo già per loro periodo natalizio, era allestito il mercatino con oggettistica di ogni genere.

Sono le 18, ci manca ancora qualche regalino e poi pare abbiano posizionato l’albero di Natale al Bryan park, quindi direzione Bryan.
La prima volta che lo abbiamo visitato era giorno, quindi l’effetto questa sera è molto diverso: le illuminazioni, tutte le casette del mercatino addobbate per il Natale, la musica di sottofondo, sarà che è la nostra ultima sera, ha tutto un’altro effetto. Perdiamo tempo, giriamo, guardiamo e riguardiamo tutto: alziamo la testa lì sua maestà Empire illuminato di rosa, guardiamo il Chrysler in fondo la strada…



La nostra vacanza è finita, ultima cena al Barilla Accademy (Barilla Restaurants – Bryant Park, 1065 6th Ave, New York, NY 10018, Stati Uniti) , si riprende la metro per rientrare in hotel con tanto dispiacere. La prima volta che non ho voglia di ritornare a casa e la prima volta che ho voglio già di ritornare nello stesso posto in un altro viaggio!

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