Zanzibar: 11 giorni all’insegna del “Pole Pole”

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 11 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1.001€ a 1.500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Africa
Quest’anno la voglia di mare era davvero troppo forte per non essere ascoltata e così, una volta avuta la conferma delle famigerate vacanze estive, io e la mia meravigliosa compagna di viaggio e di vita ci siamo messi alla ricerca di una nuova meta da esplorare insieme.

Ore e ore di ricerche affidate a Google… Immagini di spiagge meravigliose e mare cristallino… Decine di blog visitati, con l’immaginazione che spaziava dall’Europa ai Caraibi, dall’Asia all’Africa… Itinerari buttati su carta alla ricerca del vacanza ideale…
Gira che ti rigira alla fine abbiamo trovato le coordinate perfette!

Latitudine: 6°09′50″ S
Longitudine: 39°11′52″ E

Stati Visitati: Tanzania

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Giorno 1

Arriviamo a Zanzibar alle 5 del mattino, dopo un viaggio con tappa a Dubai, e veniamo subito “accolti” dalle uniche zanzare viste in 12 giorni e da un folto gruppetto di tassisti autorizzati e non!!!
Non ci sono ancora le luci del mattino a portare un po' di chiarore nel piazzale antistante al piccolissimo aeroporto e così la ricerca del nostro driver diventa una caccia al tesoro.
La caccia purtroppo termina senza successo e quindi ci troviamo immediatamente a dover contrattare (Pratica molto comune che ci “terrà compagnia” per tutta la vacanza…) per raggiungere la prima tappa della nostra vacanza!

| INFO |
Il viaggio in taxi dall’aeroporto di Zanzibar a Uroa ci è costato 35$ dopo varie trattative (Il prezzo iniziale proposto dal tassista era di 50$)

Giungiamo al Moonshine Boutique Hotel di Uroa dopo quasi un’ora di viaggio tra strade con qualche problema di “buche” e improvvisi acquazzoni…
Una meravigliosa alba ci accoglie in questo tranquillo angolo di paradiso; i primi raggi del sole fanno scintillare la spiaggia bianchissima e il mare cristallino che si trovano a pochi passi da questa piccola e accogliente struttura.

| SECONDO NOI |
Il Moonshine Boutique Hotel è gestito egregiamente da Danilo, un ragazzo italiano davvero molto gentile e disponibile.
Struttura piccola e decisamente accogliente, soprattutto adatta a coppie e famiglie.
Da provare, assolutamente, anche il ristorante presente all’interno della struttura.
Ricette semplici ma molto gustose per entrare in contatto con la cucina dell’isola!

Colazione a piedi nudi sulla sabbia, una breve camminata sul bagnasciuga e facciamo subito “amicizia” con l’inverno zanzibarino che ci saluta con un bell’acquazzone che ci obbliga a scappare in stanza e iniziare la nostra agognata vacanza con un mix di rabbia e rassegnazione…

Rassegnazione che, fortunatamente, dura il tempo di schiacciare un pisolino…
Sole, caldo, mare e relax finalmente ci attendono!

Giorno 2

Uroa si rivela in tutta la sua bellezza e in tutta la sua tranquillità!
Tra un bagno e l’altro scopriamo il piacere di passeggiare sulla spiaggia, scambiare due chiacchiere con i pochi beach-boys presenti e, soprattutto, lasciarci rapire dagli sguardi e dai sorrisi dei bambini, uno dei ricordi più belli e indelebili di questi 11 giorni in terra africana.

| SECONDO NOI |
Un altro posto davvero molto consigliato per cenare ad Uroa è il Sai Marce Restaurant, un ristorante che gode di una posizione suggestiva sulla spiaggia.
Un posto davvero tranquillo e decisamente tipico dove, più che mai, vige la regola del “Pole Pole”.

Giorno 3

Dopo due giorni di relax decidiamo di abbandonare il “Pole Pole Style” di Uroa per andare alla scoperta di altre zone dell’isola delle spezie.
Oggi è la volta di Prison Island e, soprattutto, della meravigliosa Nakupenda.

Prison Island, nota anche come Changuu o come Quarantine Island (Isola della quarantena), fu disabitata fino agli anni 1860, quando divenne luogo di detenzione per gli schiavi indisciplinati.
Nel 1893, il Primo Ministro britannico di Zanzibar, vi fece costruire una prigione che però non venne mai utilizzata come tale.
All’inizio del XX secolo, in seguito al dilagare della febbre gialla nelle colonie britanniche in Africa Orientale, l’isola venne convertita in ospedale per accogliere i malati provenienti da Zanzibar, dal Kenya e dall’Uganda.
Oggi l’isola è un’importante attrazione turistica, apprezzata per le sue spiagge bianche, la piccola barriera corallina, la presenza di alcuni pavoni e, soprattutto, la colonia di tartarughe giganti di Aldabra.
Secondo alcune fonti queste tartarughe, che raggiungono i 250 kg e possono vivere fino a 200 anni (Ad oggi la più vecchia presente sull’isola ha 193 anni), furono portate sull’isola per proteggere la specie dall’estinzione e dal bracconaggio.
Altre fonti ritengono, invece, che l’arrivo delle tartarughe sia riconducibile a un dono fatto dal governatore britannico delle Seychelles.

Un breve giro ammirare questi “bestioni” e per trovare la più vecchia del gruppo (Dicono che porti fortuna toccare il suo guscio… Noi l’abbiamo fatto…) e poi via alla scoperta della lingua di sabbia più famosa dell’arcipelago: Nakupenda!
Nakupenda, che in swahili significa “Ti amo”, è una lingua di sabbia bianca finissima contornata da un meraviglioso mare cristallino che scompare con l’arrivo dell’alta marea.
Nonostante l’alto numero di turisti non è affatto difficile trovare un angolino nel quale gustarsi, in piena libertà, questo meraviglioso spettacolo della natura.
Lascio alle immagini raccontare quello che difficilmente sarei in grado di fare a parole!!!
La mia macchina scatta all’impazzata decine e decine di fotografie tra un bagno e l’altro, in attesa del lauto pasto consumato direttamente in spiaggia sotto una tenda che ci ripara dal sole africano!
Col passare delle ore la meravigliosa lingua di sabbia sparisce sotto i nostri piedi costringendoci a ritirare le nostre cose e salire sulla barca che ci riporterà a Stone Town.

| INFO |
Il costo dell’escursione (Trasferimento in taxi (Uroa -> Stone Town / Stone Town -> Uroa); Trasferimenti in barca (Stone Town -> Prison Island -> Nakupenda -> Stone Town); Pranzo) è stato di circa 50$ cad.

Giorno 4

Pescatori intenti a preparare i lori attrezzi del mestiere, donne impegnate nella raccolta delle alghe e bambini presi nel rincorrere un pallone sono le ultime immagini che ci portiamo a casa dal soggiorno ad Uroa.
Un’ultima colazione con i piedi sulla sabbia e poi via verso la seconda tappa della nostra vacanza: la più turistica e movimentata Nungwi.

Movimentato è anche il viaggio per spostarsi tra le due località… L’ultimo pezzo di strada, per raggiungere il nostro hotel, è un susseguirsi di enormi buche e costringe il nostro autista a proseguire a passo d’uomo.
Non consigliata a chi soffre di mal di mare!!!!

| INFO |
Il viaggio in taxi da Uroa a Nungwi ci è costato circa 35$, appoggiandoci nuovamente a Said (Davvero consigliatissimo per le escursioni e i trasferimenti)

Arriviamo all’Amaan Beach Bungalow e, anche questa volta, un forte acquazzone ci da, a modo suo, il benvenuto nella costa nord dell’isola!
Il pomeriggio lo trascorriamo alla scoperta di questa località che ci rapisce, sin dal primo istante, per i suoi meravigliosi tramonti da ammirare stando comodamente seduti in spiaggia in compagnia di centinaia di persone estasiate da questo spettacolo della natura!

La sera c’è solo l’imbarazzo della scelta per ciò che riguarda il cibo: con i piedi direttamente sulla spiaggia, in una terrazza vista mare o in un tranquillo giardino interno si possono gustare delle vere prelibatezza a base di pesce freschissimo!

| SECONDO NOI |
Le Macis è, secondo noi, uno dei ristoranti migliori di Zanzibar.
L’aragosta con salsa alla vaniglia e la cheesecake al frutto della passione e mango faranno davvero impazzire le vostre papille gustative!
L’abbiamo provato varie volte durante la nostra vacanza e il risultato è sempre stato il medesimo: strepitoso!

Altri posti assolutamente consigliati per le cene a base di pesce sono:
* Baraka Beach Restaurant: Direttamente sulla spiaggia, a pochi metri dal mare e tavoli illuminati solo da una candela… Decisamente molto romantico!
* Mama Mia: Un ristorante a conduzione italiana, che propone cucina local e piatti per chi, anche in Africa, vuole sentirsi a casa!

Giorno 5

La colazione in terrazza vista mare è sicuramente il modo migliore per iniziare la giornata!
C’è ancora poca gente in spiaggia e noi ne approfittiamo per fare una bella passeggiata, un vero must in questa vacanza, e per andare ad “occupare” con i nostri teli mare un angolino che diventerà il nostro campo base per i prossimi giorni!
Tra un bagno e una foto, iniziamo a fare amicizia con i molti masai che passeggiano tutto il giorno in questo angolo di paradiso!
Attaccano bottone parlando un ottimo italiano, ti salutano tutte le volte che ti incrociano e provano a venderti piccoli oggettini che custodiscono nelle loro bancarelle nascoste ai lati dei grandi resort.
Valentino Rossi, Lazzaro, Mosè e tutti gli altri non saranno mai insistenti e fastidiosi e basteranno davvero pochi euro per stappare loro l’ennesimo sorriso!

Giorno 6

Dopo un intero anno passato a correre avanti e indietro, decidiamo di prenderci due giorni di completo relax!
La solita passeggiata mattutina, le ore trascorse immersi nelle acque cristalline dell’Oceano Indiano fanno immediatamente scomparire lo stress e la stanchezza accumulata negli ultimi mesi!
Nelle ore che precedono il tramonto, la spiaggia si anima di turisti e di locali tutti attratti dallo spettacolo che da lì a poco lascerà tutti a bocca asciutta!
Aspettiamo questo momento, decisamente molto romantico, gustando la frutta migliore che le nostre papille gustative abbiano mai incontrato!

Giorno 7

Seconda giornata interamente dedicata al relax, facendo spola tra il bagnasciuga e il mare.
L'unico "sforzo" che ci concediamo è la passeggiata mattutina sempre in compagnia dei nostri amici masai, tra un racconto della loro terra e qualche aneddoto relativo ai "Muzungu", termine swahili che significa "uomo bianco".

| SECONDO NOI |
Se decidete di trascorre dei momenti di relax scegliete la parte di spiaggia davanti al villaggio della Veratour (Il nostro posto preferito era proprio sotto alla “terrazzina” in legno del villaggio) e non fatevi scappare la meravigliosa frutta che vi verrà offerta dai venditori locali.
Noi ci siamo innamorati della frutta (Cocco, mango e passion fruit) che una deliziosa ragazza tanzaniana vendeva in spiaggia, portandola avanti e indietro in una bacinella blu tenuta sulla testa come un’equilibrista e con la grazie di una modella.
Con pochi euro mangerete la frutta più buona, dolce e succosa della vostra vita!
Provare per credere!

Giorno 8

Il tempo questa volta non è purtroppo dalla nostra…
Nubi minacciose e un fresco venticello ci accompagnano verso la seconda escursione della nostra vacanza.
Giungiamo presso il villaggio dei pescatori di Muyuni, a 40′ circa da Nungwi, e attendiamo l’arrivo del nostro “nostromo” per iniziare la navigazione verso l’atollo di Mnemba, un’isola privata che secondo la “leggenda” appartiene al “Signor Windows” in persona.
Le condizioni meteo non ci permettono di gustare a pieno le bellezze della barriera corallina che circonda l’atollo.
La navigazione procede nell’assoluta monotonia fino a quando il nostro “skipper” mi lancia una maschera da sub e mi “intima” di tuffarmi.
Eseguo immediatamente l’ordine e in men che non si dica mi trovo a nuotare circondato da tre/quattro delfini!
Un’esperienza indescrivibile durata solo una manciata di secondi, ma capace di lasciare tracce di adrenalina per tutta la giornata!!!
Risalito in barca trascorro il resto della navigazione guardando, estasiato, le foto scattate dalla mia dolce metà, bravissima a cogliere gli attimi giusti!

Una leggere pioggerellina inizia ad increspare la superficie dell’acqua e noi ne approfittiamo per rimanere al riparo in barca e fare una bella scorpacciata di frutta, gentilmente offerta dalla nostra guida!
Il sole fatica a fare capolino tra le nubi e purtroppo la spiaggia e soprattutto il mare davanti alla spiaggia di Muyuni risultano davvero anonimi a differenza, purtroppo, da quanto avevo visto nelle foto presenti su internet.

Niente giornata di relax in spiaggia, ma in compenso ci rifacciamo con una strepitosa mangiata di riso, patatine fritte e pesce alla griglia; polipo, cicale, aragoste e gamberi cotti su un barbecue “Zanzibar Style”!

| INFO |
Il costo dell’escursione (Trasferimento in taxi (Nungwi -> Muyuni / Muyuni -> Nungwi); Trasferimenti vari in barca; Pranzo) è stato di circa 60$ cad.
N.B. Il prezzo è stato un po' più caro rispetto a quanto pattuito inizialmente, ma ci sta in quanto tutti i tragitti (Taxi e barca) li abbiamo fatti da soli, a differenza di quanto capitato nella precedente escursione

Giorno 9

Nungwi si trova a pochi minuti a piedi da Kendwa e decidiamo di scoprire le sue meravigliose spiagge facendoci accompagnare da Mosè, uno dei tanti masai con i quali stringiamo amicizia durante le nostre giornate di ozio!
Approfittiamo della bassa marea per raggiungere questa località direttamente dalla spiaggia e lo facciamo ascoltando i racconti del nostro nuovo amico tanzaniano!
Le spiaggia bianchissima, il mare cristallino di questa zona ci lasciano davvero a bocca aperta e catturiamo queste immagini con la mia immancabile macchina fotografica!
Con un occhio sempre attento all’orologio e alle maree spendiamo qualche ora a mollo in questo vero e proprio paradiso terrestre!

Giorno 10

Zanzibar non è solo spiagge meravigliose, mare trasparente, cibo delizioso e sorrisi ma è soprattutto un paese dove la gran parte della popolazione vive abbondantemente sotto la soglia di povertà e dove la mortalità infantile è piuttosto elevata, nonostante un sistema sanitario e scolastico migliore di quello di molti altri paesi africani.

Una volta scelta la meta abbiamo deciso, di conseguenza, di fare nel nostro piccolo qualcosa per la popolazione locale.
Anche in questo caso internet ci è venuto in aiuto facendoci scoprire Cuori In Viaggio, una Onlus italiana che da qualche anno ha deciso di sostenere e aiutare l’asilo di Kidoti, un piccolo villaggio nel nord dell’isola.

Patty, l’anima di questa Onlus, è una persona solare e molto disponibile a fornire una serie di indicazioni molto interessanti su quest’isola, ormai diventata la sua seconda casa.
Con lei prendiamo accordi su quando andare e, soprattutto, su cosa portare.
Ci fermiamo, durante il tragitto, per acquistare acqua e riso e finalmente raggiungiamo, dopo un pezzo di sterrato, l’asilo di Kidoti e sin dal primo istante il nostro cuore e i nostri occhi si riempiono dei sorrisi di questi meravigliosi bambini!

A parole diventa veramente difficile descrivere le emozioni provate in quelle poche ore trascorse in loro compagnia e lascio alle immagini il compito di raccontarle!

| SECONDO NOI |
Se partite per Zanzibar e volete visitare l’asilo di Kidoti dando magari una piccola mano non esitate a contattare Patty (Trovate tutti i riferimenti sulla loro pagina FB) che sarà ben felice di darvi tutte le indicazioni del caso!
Noi ci siamo affidati anche a lei per avere delle dritte su come vivere al meglio l’isola ed avere ottimi contatti per organizzare, in tutta sicurezza, le varie escursioni affidandovi a Said (Zona di Uroa) e al Toscanaccio (Zona di Nungwi).

Giorno 11

Ultimo giorno di vacanza e ultima tappa del nostro viaggio.
Lasciamo le spiagge di Nungwi per dirigerci verso Stone Town e visitare, in totale autonomia, la parte vecchia di Zanzibar City, capitale dell’isola.

La città, dichiarata patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è caratterizzata da un labirinto di vicoli, nei quali è facilissimo perdersi, ricchi di case, negozi, bazar e moschee.
Personalmente non troviamo nulla di interessante da vedere in maniera approfondita e decidiamo, perciò, di dedicare poco tempo alla scoperta della città e molto tempo all’acquisto degli ultimi souvenir da riportare in Italia.

Dopo aver individuato la casa di Freddie Mercury (Troverete solo una porta con una targa e qualche foto), decidiamo di incamminarci in direzione del Darajani Market, il principale mercato alimentare di Stone Town.
Il caos e gli odori non adatti ai deboli di stomaco, soprattutto quelli provenienti dalla zona adibita alla vendita di carne e pesce, ci fanno immediatamente cambiare destinazione.

Passiamo nei pressi del Palazzo delle Meraviglie e del Forte Arabo prima di decidere di spendere qualche ora alla ricerca degli ultimi regali in attesa del tramonto.
Nonostante le recensioni lette su internet, ci rechiamo all’Africa House Hotel per l’ultimo tramonto + aperitivo zanzibarino.
Arriviamo con largo anticipo e riusciamo a goderci, in tutta tranquillità, il panorama prima dell’arrivo delle prime “carovane” di turisti che rendono tutta l’atmosfera, decisamente, meno piacevole.

Con una rapida cena e una brevissima dormita, visto l’orario del nostro volo di ritorno, salutiamo questa meravigliosa isola, le sue spiagge, il suo mare e, soprattutto, i sorrisi e la gentilezza del suo popolo!

| INFO |
Il viaggio in taxi da Nungwi a Stone Town e da Stone Town all’aeroporto ci è costato circa 45$, appoggiandoci nuovamente al Toscanaccio (Un’altra garanzia per escursioni e trasferimenti)

ASANTE SANA ZANZIBAR!!!

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