Sardegna Speedy

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SARDEGNA SPEEDY - TOUR DEL NORD
Una rapida capatina in Sardegna in occasione del ponte di Ogni Santo.

Stati Visitati: Italia

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Alberto Perotti Alberto Perotti Visualizza Profilo

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Giorno 1

Giovedì 31/10/2019
Mi sveglio come sempre pensando alle cose da fare al lavoro, la demo della mattina e i casi da chiudere ma subito un flash compare fra i pensieri… oggi si parte! Tre giorni di moto in Sardegna!
La giornata scorre tranquilla ma dopo pranzo inizio a fremere. Esco dall’ufficio a metà pomeriggio e corro a casa a preparare le valigie da montare sulla moto perché questo sarà un viaggio di test per il carico bagagli in vista della Tunisia a Capodanno.
Sbaglio i tempi di carico e non considero il traffico cittadino e arrivo con mezz’ora di ritardo all’appuntamento con Matteo, il ragazzo che mi accompagnerà in questa gita.
Inforchiamo le moto e procediamo tranquilli alla volta di Genova avendo un ampio margine prima della partenza della nave; contiamo di arrivare al porto per le 19.00 considerando che la nave salperà per le 20.30.
Nei nostri piani non avevamo considerato però l’assenza del ponte Morandi per cui una deviazione in autostrada ci porta a Bolzaneto e lì rimaniamo incastrati in coda per almeno un’ora.
Arriviamo al porto per le 20.15, tempo di sbrigare le pratiche d’imbarco e sentiamo chiudersi il portellone della nave dietro di noi. Il contachilometri in nave segna 108.350 km.

Giorno 2

Venerdì 01/11/2019
Il viaggio in nave scorre tranquillo e alle 9.00 sbarchiamo a Porto Torres; ad accoglierci troviamo un arcobaleno che ci scalda il cuore dopo la pioggia della sera prima e speriamo ci sia di buon auspicio per i giorni seguenti.
Ci mettiamo qualche minuto per orientarci ma poi procediamo spediti verso Stintino; alla spiaggia de La Pelosa troviamo ad attenderci un sole caldo e acqua trasparente, qua l’estate non sembra ancora finita.
Riprendiamo la strada verso sud cercando stradine secondarie che ci portino ad Alghero dove il centro storico della città si rivela di inaspettata bellezza ed è un dispiacere non avere il tempo di esplorare i suoi vicoli interni.
Lasciate le mura fortificate sulla riva del mare alle spalle imbocchiamo la panoramica costiera verso Bosa; il tratto di strada pennellato lungo la costiera è fantastico, curve dolci si susseguono in armonia con il profilo della montagna e l’asfalto ben tenuto ci porta a strisciare con le pedane più volte.
Arrivati a Bosa Marina ci raggiungono le nuvole portatrici di acquazzoni ma per fortuna è ora di pranzo e ne approfittiamo per farle passare con calma e all’asciutto.
Obiettivo del pomeriggio è attraversare longitudinalmente l’isola, così ci incamminiamo verso Nuoro e dopo essere stati fermati dall’attraversamento di un gregge di pecore deviamo verso sud in direzione Ottana e da lì verso Tortolì.
Il paesaggio diventa collinare ma l’asfalto e il disegno della strada continuano ad essere perfetti!
A Tortolì ci aspetta Maurizio, proprietario del B&B “Il Vicoletto”, una piccola perla racchiusa in una caotica urbanizzazione.
Cena a base di pesce conclusa con mirto e sigarillo.

Giorno 3

Sabato 02/11/2019
Partiamo con tutta calma con l’idea di raggiungere Olbia nel pomeriggio e poi visitare il Golfo degli Aranci.
Superiamo il parco naturale del Gennargentu lasciandoci alle spalle Santa Maria Navarrese, Urzulei, Orosei e raggiungendo Santa Lucia per l’ora di pranzo.
Il paesaggio è di nuovo cambiato con montagne di roccia color sabbia puntellate di macchie verdi.
Riprendiamo la strada verso Olbia ma lungo il percorso ricomincia a piovere per cui decidiamo di raggiungere l’appartamento che avevamo affittato e rinunciare al giro al Golfo degli Aranci.
La sera smette di piovere per cui riusciamo a fare almeno una passeggiata in città.

Giorno 4

Domenica 03/11/2019
Le previsioni meteo danno piogge consistenti a partire dalle ore 13.00 per cui decidiamo di partire presto per andare a Palau e da lì imbarcarci per l’isola de La Maddalena.
Arriviamo giusto in tempo per l’imbarco delle 8.30 e rimaniamo piacevolmente sorpresi dal costo del biglietto, 38 euro in due (andata e ritorno, contando le moto), ben diverso dai 50 euro a testa che avevamo preventivato da internet.
Non ci resta che concederci una colazione al porto del paese de La Maddalena prima di approcciare il giro dell’isola. Nuovamente paesaggi, asfalto e linee della strada ci rapiscono in un incastro perfetto.
Un lembo di asfalto unisce poi l’isola de La Maddalena con l’isola di Caprera, ultima dimora di Garibaldi, per cui ne approfittiamo per andare a visitare quella che fu la sua abitazione e il memoriale a lui dedicato.
Piacevolmente scopriamo che la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito per cui ci facciamo accompagnare in quella che era la sua dimora e ammiriamo i paesaggi di cui godeva dalle finestre fino ad arrivare alla sua tomba in granito grezzo, forse il modo più adatto per rappresentare la vita di quest’uomo, strano, giramondo, a volte ambiguo, forse pazzo, mai veramente schierato se non nella lotta a favore degli oppressi e dell’Unità d’Italia.
Bellissima la visita al Memoriale Arbuticci dove quattro sale multimediali ci hanno raccontato la vita del famoso condottiero.
Riprendiamo il traghetto verso la terra ferma, se così si può chiamare un’isola, e sulla nave ci sorprende di nuovo la pioggia che ci accompagnerà fino a sera.
Proviamo a seguire il percorso che avevamo tracciato per costeggiare la costa nord della Sardegna ma l’acqua è incessante e il vento troppo forte, tanto da far spostare la pioggia in orizzontale e mitragliarci di gocce impedendoci la visibilità.
Scolliniamo quindi i monti costieri e proseguiamo al loro riparo fino a Tempio Pausania e da lì cerchiamo di raggiungere il mare attraverso bellissime stradine secondarie.
Prima di arrivare a Castelsardo un pachiderma sembra volerci tagliare la strada ma altro non è che una roccia formata a guisa di elefante dalla pioggia e dal forte vento della zona.
Attraverso una lunghissima pineta costiera raggiungiamo Porto Torres con largo anticipo prima dell’imbarco e non ci resta che aspettare sotto qualche riparo di fortuna.
Prima di salire sulla nave ci informano che il vento di Libeccio che spira da tutto il giorno sta portando con sé onde alte 7 metri per cui la partenza è rimandata all’indomani: conclusione un po’ amara per questi tre giorni che, seppur bagnati, sono stati belli e divertenti anche grazie alle piacevoli coincidenze e al caso che ci ha fatto imboccare le strade giuste; la tecnologia moderna però non ci deve far dimenticare che con la natura non si scherza e quindi rimaniamo in porto in attesa di acque più calme.
Purtroppo Matteo viene contattato dal suo capo per un impegno urgente del giorno seguente per cui è costretto a sbarcare dalla nave e raggiungere in moto l’aeroporto di Olbia da cui arriverà a Milano la mattina dopo.
Io invece attendo in nave e raggiungerò il porto di Genova verso le ore 18.00 di lunedì; quanto meno ci hanno offerto colazione e pranzo e così ho evitato di tirare avanti a kinder brioche.
L’arrivo in notturna non ha reso agevole il rientro a Torino ma posso dire che è stata una bella esperienza, la moto si è comportata bene e la soluzione delle valigie laterali senza bauletto posteriore ha funzionato alla grande, pronti quindi per un viaggio più duraturo.
Chilometri finali all’arrivo al box 109.342 quindi circa 1.150 km percorsi in cinque giorni considerando anche il tratto di andata da Torino a Genova.
AJO!

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