Northumberland: una terra da scoprire

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 8 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Con la famiglia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Ho scoperto l'esistenza del Northumberland grazie al telefilm poliziesco Vera trasmesso su Giallo, e siccome sono una grande appassionata del mondo anglo irlandese, ho trascinato i miei genitori alla scoperta di questa splendida terra, poco conosciuta ma che non ha nulla da invidiare alle più famose Scozia e Irlanda. Per terminare la vacanza ci siamo concessi una capatina in Scozia e una visita alla sua capitale, Edimburgo.

Qui di seguito i dettagli tecnici del viaggio: aereo, alloggio e noleggio auto.

VOLI
Siamo partiti e tornati su Milano Malpensa e in Inghilterra siamo arrivati a Newcastle e poi ripartiti da Edimburgo.
Il volo su Newcastle l’abbiamo fatto con KLM con scalo ad Amsterdam per 155 euro a passeggero e il ritorno diretto da Edimburgo con Easyjet per 45 euro a testa; in entrambi i casi valigia in stiva esclusa.

ALLOGGI
Io quando vado in Inghilterra o Irlanda prediligo sempre i b&b per potermi gustare le loro fantastiche colazioni. Nella prima sosta abbiamo alloggiato a Haltwhistle al b&b Grey Bull, camera tripla e colazione inclusa per 227,50 sterline. La camera era spaziosa e pulita e la colazione davvero ottima, sia a livello di English breakfast che di colazione a buffet ( ottimo yogurt, frutta fresca e tanta altra scelta). Unico neo, se si vuole il porridge bisogna dirglielo la sera prima.
A Wooler invece abbiamo alloggiato in una casetta prenotata tramite airb&b, perché non sono riuscita a trovare b&b a buon mercato. È costato 277,18 euro per tre notti, direi abbastanza economico. Essendo una casa ovviamente lo spazio non mancava, era pulita e ben attrezzata, c’era Alexa di Amazon e anche il Nintendo wii, anche se per qualche strano motivo non siamo riusciti a farlo funzionare. Arredamento british e bagno molto datato, ma in ogni caso non ci possiamo lamentare; abbiamo vissuto praticamente come degli inglesi per 3 giorni!
L’ultimo alloggio a Edimburgo è stato presso la Cruachuan guesthouse, prenotata tramite Booking.com per 216 sterline con colazione inclusa. Nulla da eccepire per quanto riguarda camera, bagno e posizione, ma la colazione mi ha un po’ deluso. Buona quella all’inglese, ma per il resto non c’era praticamente nulla.

Nel complesso posso dire di consigliare più o meno tutte e tre le sistemazioni, con una spiccata preferenza per la prima. Per Edimburgo la scelta è comunque molto abbondante e per quanto riguarda Wooler, se dovessi tornare in Northumberland, credo che cercherei piuttosto di trovare un alloggio sulla costa, Wooler in sé non ci ha entusiasmato molto, soprattutto a livello di ristorazione.

AUTONOLEGGIO
Abbiamo utilizzato Europcar con il codice sconto offerto da Easyjet, che l’ha resa la più a buon mercato di tutti. Il noleggio dal 3 all’8 agosto è costato 302 euro, con incluso il guidatore addizionale e la franchigia standard. Come copertura della franchigia noi prendiamo sempre un’assicurazione extra fornita da insurance4carhire.com e che costa solamente una ventina di euro, invece delle centinaia che propongono gli autonoleggi. In pratica in caso di danni alla macchina, l’autonoleggio addebita il dovuto e poi ci si rivolge a quest’altra impresa per farsi rimborsare. Non posso dire se funzioni bene o no, perché per fortuna non abbiamo ancora dovuto attivarli! Ad ogni modo le recensioni sul loro sito internet sono buone. Si può addirittura comprare una copertura annuale, se si viaggia e si noleggia sovente un’auto, per una sessantina di euro. Decisamente più conveniente degli autonoleggi.

Stati Visitati: Inghilterra, Scozia

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Giorno 1

Arriviamo a Newcastle in perfetto orario, nonostante mezz’ora di ritardo in arrivo a Amsterdam, le valigie arrivano dopo un’attesa di 15 minuti e ci dirigiamo subito al banco Europcar. La macchina è in ritardo, dobbiamo aspettare una mezz’oretta, ma gli impiegati sono gentili e ci offrono da bere. Nonostante gli avessi scritto cosa volevamo, cioè un the, una coca e un caffè. Portano un the e due caffè, per altro disgustosi. Quindi tutti e tre beviamo dalla stessa tazza di the. Dopo i previsti 30 minuti ci danno la macchina, che è una Ford Fiesta nuova fiammante con navigatore incluso, e in circa 40 minuti raggiungiamo la nostra prima tappa: Haltwhistle e il B&B Grey Bull. La camera è bella, pulita e spaziosa e l’accoglienza del proprietario molto calorosa. Guidare a sinistra non è poi troppo complicato, per fortuna la macchina ha il cambio manuale e le strade inglesi sono splendide.
Data l’ora, andiamo subito in centro a piedi a mangiare. Ci fermiamo al pub Black Bull, dove mangiamo i nostri primi fish and chips della vacanza e beviamo molto bene a un prezzo tutto sommato contenuto.

Giorno 2

Dopo un’abbondante colazione all’inglese ci dirigiamo a Steel Rigg per cominciare una passeggiata di alcune ore lungo il vallo di Adriano. Tutti i parcheggi in zona ( e non solo) sono a pagamento, quindi paghiamo il nostro obolo di 5 sterline per 3 ore ( con carta di credito alla macchinetta) e cominciamo la nostra passeggiata. Il tempo è bello, il vento è fresco e moderato e fa da contro altare a un sole caldo e piacevole. Dopo poco arriviamo al famoso Sycomore Gap, che è un punto in cui si trova un enorme sicomoro, reso celebre dal film Robin Hood con Kevin Kostner.
La passeggiata è circolare, e dopo aver costeggiato qualche porzione restante di muro, ritorniamo al parcheggio passando in mezzo a una fattoria, per i campi e tra mucche e pecore. Tutto molto bucolico, anche se quando passo vicino alle mucche e alle pecore temo sempre un po’ le loro reazioni, anche se forse loro hanno più paura di me, tant’è che se ne stanno alla larga e si girano dall’altra parte se le voglio fotografare.
Dopo ore di cammino, recuperiamo la macchina e ci fermiamo a mangiare qualche cosa al Once Brewed, una birreria e guesthouse sulla strada. Abbiamo preso 3 tazze di the e due dessert ( un crumble con crema inglese e un fondant al cioccolato) per 16 sterline, il tutto molto buono.
Dopo esserci rifocillati riprendiamo la macchina a andiamo ad un altro punto dove si può passeggiare costeggiando un’ampia porzione di muro: Cawfields quarry, una vecchia cava dove si trova una lunga porzione di muro, incluso una dei vari milecastle, che erano i luoghi in cui i romani ergevano dei punti di accesso—uscita, nonché di sorveglianza della zona. Il muro è stata una costruzione impressionante per quei tempi, lungo oltre 100 km, largo 3m e alto 5m, era il confine più a nord dell’impero e a pensare che all’epoca non avevano neanche la metà dei mezzi odierni, c’è veramente da chiedersi come abbiano fatto a erigere una costruzione del genere. I romani erano davvero gente in gamba.
Abbiamo girato un altro po’ tra i vari siti elencati sulla piantina, che alla fine sono un po’ tutti uguali: immense distese di verde e qualche porzione di muro, e alla fine siamo tornati a Haltwhistle. A volerlo ci sono anche musei e punti di interesse a pagamento, in particolare Vindolanda, dove ci sono i resti di un forte e una qualche ricostruzione, noi abbiamo preferito non farli.
Tutta la zona del vallo di Adriano è molto bella, i posti sono ben indicati e soprattutto, c’ è in giro poca gente, ed è meraviglioso camminare tra i campi verdi e gli animali.

Giorno 3

Abbiamo lasciato Haltwhistle alla volta del nord. La prima tappa è stata Arbeia con il suo forte romano, che si trova sulla costa appena dopo Newcastle. L’entrata è gratuita e c’era una bellissima micina nera ad accogliere i visitatori. Nel forte ovviamente ci sono soprattutto sassi, ma hanno comunque ricostruito una delle entrate e alcune delle baracche in cui abitavano gli ufficiali e i soldati. Tutto sommato è stato carino. Dopo il forte abbiamo fatto un giro a South Shields, che ha una splendida ed enorme spiaggiona di sabbia. Abbiamo mangiato un fish and chips bordo mare da un baracchino sulla spiaggia. Veniva voglia di stendersi a fare un pisolino baciati dal sole non troppo caldo del mare del nord, invece siamo ripartiti per andare a visitare il castello di Alnwick.
Questo castello è famoso perché è stato sovente utilizzato come location di film, tra cui Harry Potter e Downtown abbey. Il biglietto d’entrata l’abbiamo comprato la mattina stessa via internet, in quanto c’era il 10% di sconto. Il castello, come tanti da queste parti, è privato e tutt’oggi abitato in parte dalla famiglia tant’è che visitando le state rooms, ci sono sparse qua e là anche foto di famiglia piuttosto recenti. Particolare delle state rooms di Alnwick, alquanto macabro, è la presenza di alcuni dei cani della famiglia impagliati e messi in modo tale che sembrino vivi: uno in poltrona, un altro sotto il pianoforte che sembra faccia un pisolino… Sicuramente l’hanno fatto perché gli volevano molto bene, però fanno un po’ impressione.
Di Alnwick mi è piaciuto particolarmente il museo dedicato ai fucilieri del reggimento del Northumberland. Anche lì c’era un povero cagnolino impagliato.
Dopo il castello abbiamo fatto un rapido giretto a piedi per Alnwick sotto la pioggia e poi siamo arrivati a Wooler, al nostro cottage.
Abbiamo mangiato al pub della cittadina, Angel inn, davvero nulla di che.

Giorno 4

La giornata è cominciata con un splendido sole e siamo partiti alla volta del castello di Bamburgh, arroccato in riva al mare. Molto bello in particolare il museo dedicato a William Armstrong, che è stato un genio, inventore e imprenditore britannico di successo, oltre che uno dei proprietari del castello. Anche qui si visitano le stanze più o meno riccamente decorate, con tante foto e cimeli di famiglia.
Abbiamo fatto una spuntino delizioso alla tea room della castello e poi ci siamo diretti a Seahouses e abbiamo fatto il giro in barca con la compagnia Billy Shields alle isole Farne. Seahouses è una cittadina sul mare, che in quel pomeriggio era invasa da tantissimi turisti, tant’è che siamo riusciti a parcheggiare solamente in una stradina residenziale perché i parcheggi cittadini erano pieni. Ma ci è andata bene, così non abbiamo pagato l’obolo per il parcheggio.
Abbiamo fatto il giro in barca da 20 sterline, che prevede lo sbarco solo sull’isola di Inner Farne per un’ora, oltre al giro in barca attorno a tutte le altre isole. Volendo si può fare anche il giro lungo con sbarco anche su Staple Island per 2 ore e 2 ore su Inner Farne per 40 sterline. Il giro in barca è stato molto bello, c’era anche il commento, ma purtroppo ho capito poco. Abbiamo visto da molto vicino la colonia di foche che soggiorna nell’arcipelago, sono talmente carine e coccolose…
Dopo una buona oretta in barca siamo sbarcati a Inner Farne per un’ora. Lo sbarco costa 11,90 sterline e deve essere pagato al National Trust al porto prima di partire, perché le isole sono una specie di patrimonio nazionale. Dopo aver pagato ti danno un braccialetto giallo fosforescente, che i ranger controllano allo sbarco sull’isola, quindi non si può sgarrare.. Comunque se si è membri del National Trust, queste isole e tanti altri ingressi sono gratis.
Sull’isola ci sono migliaia e migliaia di uccelli, tra cui le famosissime pulcinella di mare. Ce ne sono 39000 coppie solo di questa specie. L’isola è molto piccola, e la quantità di uccelli è davvero spropositata, tant’è che il rischio di venire centrati da qualche uccello intento a fare i suoi bisogni è molto elevato. Oltre alle pulcinelle ci sono tante altre specie. Quando siamo andati noi, in particolare le Sterna codalunga stavano nidificando e quindi erano molto aggressive verso chiunque per proteggere le loro uova. Quello che facevano era svolazzarti attorno gridando come delle ossesse per poi beccarti sulla testa per farti capire chiaramente che devi stare alla larga. Hanno beccato più volte anche me e devo ammettere che non è stato piacevole, mi sembrava di stare nel film di Hitchcock Gli Uccelli. Per fortuna questa specie stazionava solo all’ingresso dell’isola, poi si stava tranquilli, ma il ritorno alla barca l’ho fatto tutto di corsa tanto mi avevano traumatizzata! Quando ho pagato la tassa di sbarco al National Trust la tizia al banco mi ha informata della cosa e mi ha consigliato di mettere un cappello in testa. Onestamente io quando me l’ha detto non pensavo che la cosa sarebbe stata così frequente, ma perché non immaginavo che ci fosse una tale quantità di uccelli sull’isola! Per fortuna mi aveva abbastanza spaventata, cosicché prima di partire mi sono comprata un grazioso cappellino in una dei negozi di souvenir vicini al porto, e sono stata ben felice di averlo in testa una volta sbarcata sull’isola. Consiglio quindi a chiunque vada a visitare le Farne di portarsi un cappello per proteggersi dalle beccate!
Sull’isola c’è un sentiero predisposto, non si può andare dove si vuole, perché nel resto ovviamente nidificano gli uccelli, comunque bene così. È stato molto bello poterli vedere così da vicino. È una gita che merita davvero di essere fatta. Per i non amanti del bird watching, consiglio di fare la gita come la nostra con il solo sbarco a Inner Farne, dati i costi, è più che sufficiente rispetto all’altro giro con lo sbarco anche su Staple Island.
Tornati sulla terraferma abbiamo fatto una passeggiata lungo la costa a Seahouses, passeggiata che in parte passa addirittura in un campo da golf, ma né i golfisti né i cani di passaggio sembrano essere disturbati dalla presenza altrui.
Per cena abbiamo mangiato lì a Seahouses in un ristorante indiano, giusto per evitare l’ennesimo fish and chips.

Giorno 5

Oggi siamo andati a Holy Island, che è famosa per la sua marea che la rende isola per qualche ora al giorno. Ci sono infatti orari della giornata in cui si può passare a piedi e in macchina e altri in cui è circondata solo dal mare.
Abbiamo fatto un giro fino al castello, in questo non siamo entrati, immaginando sarebbe stato più o meno come gli altri, visto che è privato. E poi per la minuscola cittadina dove c’è una bella chiesetta e i resti di un priorato, anch’esso parte del National Trust, per cui i membri entrano gratis. Finito il giro sull’isola ci sembrava di aver adocchiato delle foche arenate tra l’isola e la terraferma, quindi abbiamo cercato un modo per avvicinarci e vederle meglio, ma non ce l’abbiamo fatta. Per cui siamo tornati alla strada di accesso all’isola e abbiamo aspettato assieme ad altri turisti l’ascesa della marea, lenta ma imperiosa.
È stato bello veder salire il mare. Abbiamo dovuto un paio di volte spostare la macchina perché stava salendo la marea, e devo ammettere che per un attimo è stato anche angosciante, perché basta davvero poco per ritrovarsi letteralmente con l’acqua alla gola. C’era anche un tizio con la sua cornamusa che per un po’ ha suonato ( alla fine con anche i piedi ammollo) e ha reso tutto ancora più magico.
Per cena siamo tornati a Wooler e abbiamo mangiato il peggior kebab della nostra vita in un kebbabaro take away che si chiama Fry Fry. Non avrei mai pensato che fosse possibile, ma gli inglesi sono riusciti nell’impresa di fare schifosamente qualcosa di terribilmente facile e la cosa assurda è che era anche abbastanza frequentato!

Giorno 6

Lasciamo il Northumberland per la Scozia e Edimburgo, ma prima ci facciamo un’ultima gita in Inghilterra. Eravamo partiti con l’idea di andare a vedere la cascata Roughtin Linn, che mio padre aveva trovato cercando su Google. Nella realtà però non abbiamo trovato né lei, né il sentiero per raggiungerla. Siamo andati a Ford, che è un villaggio carino e quasi pittoresco, ma poi ce ne siamo andati. Allora abbiamo deciso di visitare il castello di Chillingham e la famosa mandria di buoi selvatici che vive lì di fianco. Sul volantino definiscono l’esperienza quasi come un safari in mezzo ad animali feroci, in realtà la guida ci ha accompagnati su un prato e ad una buona distanza dalla mandria, che si faceva gli affari suoi poco più in basso. Ad ogni modo è stato interessante, perché ci ha raccontato un po’ la storia e le caratteristiche di questa mandria, che è effettivamente selvatica e di contatto con l’uomo non ce n’è nessuno. Sono autonomi da centinaia di anni, ed è un fatto molto curioso, visto che si riproducono sempre e solo fra di loro.
Dopo il breve tour tra le mucche abbiamo visitato il castello di Chillingham, che è appunto lì di fianco. Si tratta dell’ennesimo castello abitato da privati. La visita delle stanze è stata comunque interessante, in questo castello erano molto accoglienti e sembravano davvero vissute. Alcune sembravano usate come sgabuzzino dove lasciare tutti gli oggetti e le cose non più in uso. A fine visita abbiamo preso un the e qualcosa da mangiare nella tea room del castello, questa davvero bellissima. Era una stanza semi interrata, arredata un po’ come un casino di caccia del 1800 e soprattutto con uno splendido fuoco acceso. Abbiamo preso uno scone con marmellata, una fetta di victoria sponge e un panino col bacon, il tutto annaffiato dal solito the: squisito e in un’ambientazione davvero pittoresca.
Finita la visita siamo partiti per Edimburgo passando solo per strade secondarie. Ci abbiamo messo circa 2 ore, per colpa di un imbottigliamento sulla tangenziale di Edimburgo. La macchina l’abbiamo lasciata alla filiale Europcar di Sighthill, appena fuori la tangenziale e il check out è stato molto rapido. Poi abbiamo preso l’autobus 300 Skylink che per 1,70 pound ti porta in città in circa 30 minuti.
Arrivati al b&b dove abbiamo lasciato le valigie, siamo andati in centro a fare un giro e a cercare da mangiare. Siamo finito al grassmarket e abbiamo mangiato al pub The last drop. Io ho preso l’haggis, che è una salsiccia fatta di non so bene quali interiora, accompagnata da puré e gravy e poi il dolce cranachran, crema, miele, avena, whiskey e lamponi, molto buono e tipicamente scozzese!

Giorno 7

L’unico giorno intero previsto per la visita di Edimburgo si è rivelato il peggiore della vacanza in termini meteorologici. Ha piovuto praticamente tutto il giorno ed ininterrottamente, della serie: benvenuti in Scozia!
Dopo una buona colazione in albergo, ma non buonissima, molto meglio quella di Haltwhistle, siamo partiti alla volta del famoso castello. Arrivati in cima abbiamo fatto almeno 20 minuti di coda per comprare i biglietti. Sembrava di stare a Disney. Volendo si possono comprare in anticipo sul sito per evitare le code, ma un minimo di coda in realtà c’è anche nei punti di ritiro.
Una volta dentro, sembra di stare più in un piccolo villaggio che in un semplice castello. Abbiamo visitato i vari musei dedicati alle forze armate scozzesi, tutti molto interessanti con un sacco di materiale storico e belle descrizioni. All’una, sotto una pioggia battente, siamo usciti per assistere al colpo di cannone che viene sparato per indicare l’ora tutti i giorni. Ho scoperto che al mondo ci sono ancora un bel po’ di posti che mantengono questa tradizione. Pare anche a Roma, anche se mi domando se sia vero.
Dopo il colpo di cannone siamo andati a visitare le prigioni e poi di nuovo coda per vedere i gioielli della corona e infine un paio di stanze reali, che onestamente non mi sono sembrate granché.
La parte più interessante della giornata è stata di nuovo andare a bere e mangiare nella tea room del castello. Ho preso un buonissimo shortbread gigante e i miei genitori due fette di torta al limone, il tutto accompagnato dalle solite ottime tazze di the. L’ambientazione non era pittoresca come al castello di Chillingham, ma i dolci erano comunque molto buoni.
Dopo la visita al castello siamo andati un po’ in giro per la città, con la pioggia che stava dando una tregua. Siamo passati dal monumento a Scott e poi sulla collina di Chilton, da cui si gode una bella vista sulla città e il castello.
Per cena siamo tornati a grassmarket e abbiamo mangiato al Beehaven, che in quel momento era l’unico pub in cui non bisognava aspettare per avere un tavolo. Onestamente la cena non è stata un granché, mi ha dato l’idea di essere tutto scongelato.
Devo ammettere che in questa vacanza il lato cibo non mi ha entusiasmato parecchio. Più volte siamo finiti in posti che un po’ ci hanno deluso. Ho mangiato molto meglio in Irlanda, dove alla fine si mangiano esattamente le stesse cose, ma la qualità l’ho trovata decisamente migliore.

Giorno 8

Ultima giornata in città. Abbiamo chiesto al b&b se potevamo lasciare le valigie e ci hanno detto fino alle 16, dopo una lieve negoziazione, visto che la tizia all’inizio mi aveva detto fino alle 15.
Siamo andati a visitare il Royal Yacht Britannia, il panfilo reale che ha servito la famiglia per i suoi viaggi di rappresentanza e non intorno al mondo dagli anni 50 fino al 1997.
Il panfilo è ormeggiato a Leith, per cui abbiamo preso l’autobus 10 che passava davanti al b&b e in 40 minuti siamo arrivati. Il costo della visita è elevato, come per il castello, ma almeno in questo caso l’audioguida è inclusa nel prezzo. La visita è stata davvero bella, in ogni stanza della nave c’erano un sacco di foto di famiglia e si aveva davvero l’impressione di essere immersi in un pezzo di storia della marina inglese ma anche della famiglia reale. Proprio un bella visita, che consiglio vivamente a chiunque, non solo agli appassionati del genere.
Tornando in città ci siamo fermati a mangiare in un chiosco in Princes street, abbiamo dato un’occhiata ai negozi alla ricerca di qualche souvenir e poi siamo tornati a recuperare le valigie al b&b. Per tornare in aeroporto abbiamo preso di nuovo l’autobus 300 Skylink, il cui biglietto può essere pagato direttamente con carta di credito all’autista ( su tutti gli altri autobus cittadini il pagamento all’autista può essere fatto solo in contanti e non dà il resto).


CONCLUSIONE
Il Northumberland è molto bello, molto verde e poco frequentato. Una meta da consigliare assolutamente per chi ama la campagna inglese, le passeggiate, la natura e non desidera essere circondato da altre centinaia di migliaia di turisti. Le passeggiate al vallo di Adriano e la visita alle isola Farne le consiglio assolutamente. Abbiamo visto poco di quella che in reatà questa terra ha da offrire. Sono paesaggi meravigliosi, ti danno un senso di pace e tranquillità che oramai sono sempre più difficili da trovare.
Edimburgo è una città molto bella, abbastanza sporca devo dire e con un clima pessimo. Ad ogni modo merita una visita almeno una volta nella vita. Ha un suo fascino tutto particolare, io ho adorato soprattutto l’architettura dei suoi palazzi storici, che s’intona perfettamente con il cielo grigio tipico di questi posti.

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