Vacanza in Puglia: il mio itinerario nel versante adriatico del Salento

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 6 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 251€ a 500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Chi mi conosce bene sa che non sono un’amante della stagione estiva. Soffro il caldo, detesto stare sotto al sole e seppur non disprezzi il mare, sono avversa alle spiagge affollate. Insomma da quella che dovrebbe essere una stagione dedicata alle vacanze e al relax, per me diventa tutto fuorché un periodo di distensione. Eppure, grazie ad un viaggio fatto l’anno scorso nel Salento, ho scoperto cosa significa trovare pace e tranquillità stando in spiaggia. Inoltre ho appreso che il mare in cui ero solita tuffarmi non era altro che una pozzanghera in confronto all’acqua in cui mi sono potuta immergere nella bassa Puglia. Questo viaggio, come tutti i viaggi che intraprendo, è fatto insieme al mio ragazzo e se la stagione scorsa abbiamo intrapreso un tour nel versante ionico, quest’anno ci siamo dedicati alla costa adriatica.

Stati Visitati: Italia

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Tanja Adducchio Visualizza Profilo

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Giorno 1

Il punto di partenza, nonché base, per il nostro itinerario è stata Otranto. Abbiamo soggiornato nel B&B Sunshine situato a 900 mt dall’ingresso della città e a 10 minuti di auto dalle più belle spiagge dell’Adriatico salentino. Otranto è senza dubbio una città ricca di storia. E’ considerata la “Porta d’Oriente” e questo ha certamente condizionato in tutto e per tutto la sua cultura, la sua arte e la sua storia. E’ una cittadina con poco più di 5000 abitanti, eppure c’è una contaminazione tra popoli e cultura che non si può non notare. Una località tutta da visitare, con un centro storico che regala meravigliose passeggiate, dove si può ammirare la Cattedrale dell’Annunziata, la Chiesa Bizantina di San Pietro e il Castello Aragonese.
Appena arrivati ci siamo subito voluti immergere in una delle bellissime spiagge del Salento, ovvero la Baia dei Turchi. Questa Baia ha tutto ciò che cerco in un litorale. È un luogo poco affollato, incontaminato, con una vegetazione prorompente, una vista pazzesca, il mare cristallino e addirittura un’antica storia. Una Baia che sa sorprenderti, poiché rimane del tutto nascosta da un boschetto che necessariamente bisogna attraversare per raggiungere la spiaggia. Durante il percorso si può scorgere dall’alto il meraviglioso scenario che fa assolutamente invogliare le persone di arrivare al più presto sul lungomare. Giunti sul litorale non si può non rimanere sbalorditi dallo spettacolo di un'acqua limpida, incorniciata dagli scogli e dalla sabbia.
La Baia dei Turchi ha una storia tutta sua giacché fu il luogo di approdo dell’esercito ottomano durante l’invasione del 1480. Molti storici pensano che le navi invasori fossero dirette a Brindisi e che forse, a causa di venti contrari, i turchi persero la rotta, ancorandosi infine nella baia. Da qui inizia la storia della sanguinolenta battaglia di Otranto finita con l’uccisione di 800 otrantini che si rifiutarono di rinnegare la fede in Cristo e di convertirsi all’Islam. Da questa occupazione turca nasce l’espressione “Mamma li turchi”, un grido di allarme usato da parte dei bambini per avvertire dell’arrivo dei pirati ottomani che razziavano le città costiere compiendo le peggiori barbarie.

Giorno 2

Nel nostro secondo giorno di vacanza abbiamo voluto fare un salto ai Laghi Alimini, due laghi che si trovano al nord di Otranto e che sono collegati da uno stretto. La particolarità di questi due laghi è che hanno due acque differenti: Alimini Grande ha una salinità pari a quella del mare, circondato da rocce e dalla macchia mediterranea, mentre Alimini Piccolo è ad acqua dolce con una vegetazione tipicamente acquatica. Intorno ai due laghi la fauna di certo non manca, ho potuto incontrare un simpatico serpente appena giunta ad Alimini Grande.
Dopo la fantastica gita ai laghi, serpente a parte, ci siamo diretti alla spiaggia degli Alimini. Qui è necessario parcheggiare il proprio veicolo in uno dei parcheggi a pagamento e successivamente raggiungere l’arenile a piedi oppure prendendo uno dei trenini (gratis) che gli stabilimenti mettono a disposizione. La spiaggia degli Almini è davvero particolare e vasta. Ha una sabbia molto chiara e vi sono numerosissime dune. Passeggiando sul litorale si può anche notare che ad un certo punto la spiaggia cambia: dalla soffice sabbia, pian piano trapelano rocce e scogli.
La spiaggia degli Alimini è certamente adatta alle famiglie, poiché vi sono tantissimi lidi a disposizione, organizzati con animazioni ed attrazioni, ma dove non mancano di certo le spiagge libere.

Giorno 3

Nel terzo giorno abbiamo deciso di andare a Torre dell’Orso, una delle spiagge più gettonate del Salento. Abbiamo preferito recarci in questa spiaggia in mezzo alla settimana per evitare l’affollamento, ma ragazzi miei la calca c’era lo stesso. Seppur non amo il pullulamento, Torre dell’Orso è stata un’altra delle spiagge che ho preferito per la sua sabbia bianca, le dune, ma soprattutto per le sue alte scogliere. Fare il bagno in acque cristalline, nuotando di fianco a questa immensa parete rocciosa, circondata dai pesci è una esperienza incredibile. Come è incredibile poter salire sull’alta scogliera e visionare il panorama circostante, dove è possibile osservare da un’altra prospettiva “Le due Sorelle”, i due faraglioni, affini e vicini, che spuntano in mezzo al mare.
C’è un antica leggenda legata a questi due enormi scogli e che spiega il perché di questo nome. L’epopea racconta di due sorelle che, cercando un po’ di refrigerio dopo i lavori quotidiani, si recarono alla baia di Torre dell’Orso. Una delle sorelle, affascinata dalle acque cristalline, si sporse troppo dalla scogliera e cadde inesorabilmente in acqua. L’altra sorella, sentendo le grida, si tuffò a sua volta, con la speranza di poterla salvare, ma alla fine il mare le unì anche nella morte. Gli Dei, avendo compassione per la tragedia avvenuta, decisero di farle rinascere tramutandole nei due magici faraglioni.
Verso il pomeriggio, invece, ci siamo recati a Torre Sant’Andrea, una piccola baia dalle alte scogliere e dai numerosi faraglioni. Non vi è una spiaggia sabbiosa, ma in compenso potrete tuffarvi dalle elevate rocce naturali (magari se acquistate le scarpette da scoglio è meglio) e regalarvi delle nuotate fantastiche nelle insenature e nelle piccole grotte presenti. Per non parlare dell’immenso faraglione a forma di arco: attraversarlo a nuoto è senza dubbio un’esperienza unica!

Giorno 4

Al quarto giorno decidiamo di voler visitare una spiaggia meno conosciuta ma comunque dalla bellezza straordinaria, ovvero la Spiaggia della Fontanella a San Foca. Si trova proprio vicino al centro abitato, di fianco al porticciolo, e offre un’immensa spiaggia sabbiosa ma anche un gran numero di scogli, in cui è possibile fare snorkeling. Quel giorno c’era la tramontana e l’acqua era davvero gelida (e quando dico gelida non scherzo), quindi anziché impegnarmi nell’osservazione del fondo del mare, mi sono dedicata all’idroterapia per le mie gambe, entrando ed uscendo dall’acqua.
Nel pomeriggio, impossibilitati dallo stare in spiaggia a causa del forte vento, abbiamo deciso di visitare la Cava di Bauxite. Questo posto è stata una scoperta! Sembrava di non trovarsi in Puglia ma bensì in Australia! Se si pensa che il laghetto è nato grazie alle infiltrazioni dell’acqua dopo l’abbandono della cava nel ’76, rende questo posto ancora più straordinario. Vi è un contrasto di colori tra il rosso della terra e delle rocce, dovuta alla presenza del minerale e il verde del laghetto e della vegetazione circostante. Quando uomo e natura vanno d’accordo nascono dei luoghi unici e la Cava di Bauxite ne è sicuramente un esempio.
Giunta la sera, abbiamo deciso di allontanarci dalla nostra base otrantina per tornare a Lecce. Già visitata nella nostra precedente vacanza, questa città è un tripudio di arte, gusto, musica, tradizione e popoli. Se la dovessi descrivere con un solo aggettivo Lecce per me è multiculturale. E’ una città che mantiene un forte legame con le proprie origini eppure è aperta alle differenze culturali senza timore, facendo sentire, a chi la visita, un grande senso di aggregazione. Lecce offre buon cibo (pasticciotti, rustici, taralli e chi più ne ha più metta), meravigliosi monumenti (Duomo di Maria Santissima Assunta, Basilica di Santa Croce, Anfiteatro Romano ne sono solo alcuni esempi), ricchissima arte (dallo stile Barocco delle chiese alla lavorazione della cartapesta) e tantissimo divertimento.

Giorno 5

Il quinto giorno è stato un vero e proprio tour de force. Le tappe sono state tante e veloci, il tempo di un tuffo o una visitina e via verso la meta successiva.
Chi è stato a Santa Maria di Leuca, partendo da Otranto o da Gallipoli, capirà quando dico che “Non si arrivava più!”. Un viaggio davvero infinito che ha sicuramente aumentato il mio desiderio nel volerla vedere. Dopotutto è il luogo più a sud della Puglia e i chilometri attraversati ne sono valsi la pena. Tuffi non ne abbiamo fatti, visto che la frazione ha una costa caratterizzata da irti scogli ma... non te la vuoi fare una visitina ai piedi di uno dei promontori dove si incontrano i due mari? Certo che si! Da Punta Ristola si può vedere tutta la magnificenza di Santa Maria di Leuca e l’immensità del mare.
Dopo Santa Maria di Leuca siamo andati al Ponte Ciolo, un ponte alto 20 metri in cui la gente ci si tuffa! Una vera e propria botta di adrenalina, anzi un autentico atto di coraggio... che io naturalmente non ho avuto. La particolarità di questo luogo sta proprio nel ponte che sovrasta le due scogliere a precipizio che fa in modo che le persone che si fermano possano vedere due panorami straordinari. Da un lato il mare sconfinato, dall’altro la macchia mediterranea che incornicia la piccola spiaggia.
Proseguendo il nostro tour di spiagge siamo andati a Marina di Novaglie una località marinara di poche case, immersa tra gli ulivi e situata in un’insenatura caratterizzata da una bassa scogliera dove è stato ricavato un piccolo porto. Sono presenti numerose grotte naturali che è possibile perlustrare e il suo mare limpido permette l’esplorazione dei fondali e soprattutto la pesca.
Lasciata Marina di Novaglie siamo arrivati a Porto Badisco. Questa è la spiaggia mitologica descritta da Virgilio nell’Eneide in cui Enea approdò quando scappò da Troia. Naturalmente è una leggenda ma questa storia lascia un non so che di misterioso in questo luogo. Questa piccola baia dalle acque cristalline circondata dal suo Parco Naturale Regionale è uno dei posti che merita di essere visitato.
Ultima tappa è stata Capo d'Otranto. Ho letto tantissimi post in cui ammirare l’alba a Punta Palascìa è uno spettacolo unico. Osservare come il primo raggio di sole nasca e brilli sulle acque del mar Adriatico regalando energia a chi lo vede è certamente qualcosa che rimane impressa nei ricordi. Noi, come al solito facciamo le cose al contrario, ovvero ci siamo andati al tramonto. No, la verità è che eravamo di strada e quindi abbiamo deciso di fermarci. Comunque con o senza sole, all’alba o al tramonto, Capo d’Otranto è incredibile (a parte il tasso d’umidità assurdo). Vedere questo torreggiante faro che si erge su questa alta scogliera e trovarsi di fronte a quest’immensità d’acqua perdendosi verso l’orizzonte è un panorama che difficilmente verrà da me dimenticato. Ci si trova nella parte più ad est d’Italia, a soli 70 Km dall’Albania e in lontananza, nelle giornate migliori, è possibile scorgere anche le sue coste, facendoci comprendere come oggi, ma già in passato, questo territorio sia stato fortemente influenzato dalle diverse civiltà che ne hanno dominato queste sponde.

Giorno 6

Nell’ultimo giorno di vacanza, proprio sulla via del ritorno, approfittando della prima domenica del mese, in cui si entra gratis nei musei e nei monumenti, abbiamo deciso di visitare Castel del Monte, uno degli edifici più misteriosi e studiati della storia. Voluto da Federico II di Svezia, ancora oggi non si comprende per quale uso fosse destinato questo castello. Alcuni ipotizzarono che fosse una residenza di caccia, altri ci videro nella sua geometria un osservatorio astronomico oppure un congegno matematico, ma in tanti credevano che fosse un tempio poiché era colmo di elementi simbolici, tanto da presupporre che in passato fosse stato nascosto dai templari il Santo Graal.
Castel del Monte ad oggi è ancora il sito archeologico più visitato in Puglia. Il castello, patrimonio dell’Unesco, sorge sull’altopiano delle Murge, ed è un edificio massiccio a pianta ottagonale e con otto torri. Questo non è sicuramente il solito castello a cui siamo abituati, poiché manca di tutti quegli elementi che lo strutturano. Non c’è un fossato, non ha le mura di cinta, non ha le segrete e manca di tanto altri elementi. E’ un edificio elegante, costruito in pietra, con due piani collegati da delle scale a chiocciola che vanno in verso antiorario. É stato eretto in modo che durante i solstizi e gli equinozi, la luce solare dia delle informazioni che soltanto i più dotti potevano interpretare. Insomma è un castello dalle mille domande a cui però ancora nessuno sa dare una risposta.
Da Castel del Monte finisce il nostro viaggio. Mi scuso per il mio diario troppo lungo, ma certe cose meritano di essere scritte. La Puglia, come altre regioni d’Italia, è l’esempio che viviamo in un paese davvero meraviglioso. Questa regione racchiude arte, gusto, tradizione, divertimento, musica e tanto altro ancora. E’ una continua scoperta e merita di essere visitata almeno una volta nella vita.

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