Gita fuori porta a Corinaldo

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 1 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1€ a 250€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, ci troviamo nell’entroterra di Senigallia, precisamente sopra un colle sulla riva sinistra del fiume Nevola.
Questo borgo, le cui origini risalgono al V secolo, venne distrutto il 18 agosto 1360 dall'esercito pontificio di Innocenzo VI e poi ricostruito nel 1367, oggi si presenta circondato da imponenti mura difensive, torri, numerose viuzze strette che si intersecano l'una all'altra, piazze, chiese e bellissimi panorami.
Corinaldo, nel suo insieme, racconta la storia di Santa Maria Goretti, da quando nacque a quando, ancora bambina, morì.

Stati Visitati: Italia

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Giorno 1

Ci siamo svegliati sulle 9, guardando fuori abbiamo visto un bel sole primaverile, così in un attimo abbiamo deciso di fare una gita a Corinaldo, che fortunatamente si trova a poco più di un ora di macchina. Ne avevamo sentito parlare da alcuni amici, ma non ci aspettavamo un borgo così bello e ricco di storia.
Siamo arrivati sulle 11.00, e abbiamo trovato abbastanza facilmente parcheggio.

Entriamo nel borgo e dopo aver preso una cartina, con sopra indicato un percorso da seguire, iniziamo il giro delle Mura, le quali conservano tutt'oggi gli elementi tipici dell’architettura dell’epoca medievale.
Partiamo dall'imponente Torre dello Sperone, alta 18 metri in forma ottagonale, del XV secolo, poi ci troviamo a Porta San Giovanni, e proseguendo arriviamo alla Torre dello Scorticatore, chiamata così perché in passato era abitata da uno scorticatore di pecore.

Continuiamo a camminare e arriviamo alla Porta Santa Maria del Mercato, si presenta in due parti realizzate in epoche diverse, un arco trecentesco e un ulteriore porta di accesso del 1400, per intensificare la difesa.
Ci troviamo di fronte a una scalinata di 109 gradini, dove circa a metà troviamo il rinomato Pozzo Della Polenta, una leggenda popolare, dice che, un uomo fece cadere accidentalmente nel pozzo della farina di mais, e mescolandosi all’acqua divenne così un paiolo per la polenta.

Ci fermiamo in un bar nelle vicinanze per mangiare qualcosa di veloce e poi proseguiamo prendendo, dopo il Pozzo della Polenta, una viuzza a sinistra, scendiamo giù per una scalinata, arriviamo così alle Mura di Mengano, alla Torre della Rotonda e infine siamo ai Landroni, un corridoio sotto a un porticato creato dagli edifici che si affacciano lungo la via principale, che è Via Del Corso, alla quale accediamo svoltando a destra.
Da lì in pochi minuti ci rechiamo al Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti.
Morta giovanissima, a 11 anni, uccisa con un punteruolo dal vicino di casa, Alessandro Serenelli, da tempo lui provava diversi approcci nei suoi confronti, e lei morì dopo un tentativo di stupro da parte dell’uomo.
Giungiamo poi in Piazza del Cassero, dove troviamo quasi una di fianco all'altra, la chiesa del Suffragio, in stile barocco con colonne e capitelli e la chiesa dell’Addolorata, il suo interno è in stile rococò. Oltrepassiamo il Campanile di San Pietro, nell'omonima piazza e arriviamo a un piccolo parco recintato dove al centro si innalza il Cedro del Libano.
Ritorniamo sulla via Del Corso e decidiamo di andare a prendere la macchina, così prima di rientrare ci fermiamo a circa 2 km, in località Pregiagna, a visitare la casa natale di Santa Maria Goretti. Si tratta di un abitazione su due piani, tutta in mattoni, partendo dal pian terreno dove troviamo la stalla, e al posto della cantina ora c’è una piccola cappella.
Al piano superiore, c’è la sala da pranzo con un immenso camino al centro; a sinistra c’è la camera dove nacque, nella quale ancora oggi sono conservati i mobili dell’epoca.

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