Weekend lungo a Belfast

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 4 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 251€ a 500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Da solo Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Ho passato un weekend lungo a Belfast, capitale dell'Irlanda del Nord, dove ho sempre desiderato andare da quando hanno aperto il museo del Titanic e poi perchè sono un'appassionata di Irlanda, anche se questo lembo di isola appartiene al Regno Unito. Sono stata solo a Belfast e un giorno ho fatto una gita alle Giant's Causeway.

Qui di seguito i dettagli per quanto riguarda alloggio e aereo.
-Albergo: Premier Inn Alfred Street, 164 euro più 33 di colazione per 3 mattine su 4 ( 9 sterline per colazione continentale e english breakfast, buffet ricco e tutto buono). Albergo carino e prezzo corretto. Col senno di poi però, sarebbe stato meglio prenotare il Premier Inn nel quartiere della cattedrale, più vicino ai pub.
-Aereo: easyjet 87 euro da Ginevra all’aeroporto internazionale di Belfast, quello lontano dal centro città. Ritorno con scalo a Luton. Prenotato 6 mesi prima.

Stati Visitati: Irlanda del Nord

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Giorno 1

Arrivo all’aeroporto internazionale di Belfast con un’ora di ritardo. Il comandante ci dice che la mattina aveva nevicato e lo scalo era stato chiuso per un po’. Effettivamente appena prima dell’atteraggio guardando dal finestrino, mi rendo conto che i verdi prati nordirlandesi sono vagamente imbiancati, poca cosa eh, ma quanto basta per bloccare un aeroporto. Tra l’altro, con mia piacevolissima sorpresa, passata la nevicata, è arrivato il sole, che mi ha accompaganata tutto il pomeriggio, assieme ad un poco piacevole vento gelido.
Dall’aeroporto ho preso il bus 300a che per 11 sterline mi ha portata in città e mi riporterà all’aeroporto alla fine della vacanza. La durata della corsa è stata di circa 30 minuti, su un autobus dotato di wi fi e prese usb per ricaricare i telefoni!
Arrivata all’albergo, la receptionist mi ha informata che la camera non era pronta, così sono subito partita per fare un giro del centro, visto il bel sole. Sono stata al municipio, City hall, e ho fatto la visita guidata di circa un’ora, che è gratuita. Appena entrata c’era un sacco di confusione provocata da un matrimonio: le signore in abiti eleganti e quei cappellini che solo i britannici osano portare, che sia per andare alle corse di cavalli o appunto a un matrimonio. Entrando sulla destra c’è una specie di reception e basta dire che si è lì per il tour e ti danno un cartellino con su l’ora dell’inizio del tour.
La nostra guida ci ha fatto visitare un paio di sale del municipio, tra cui quella del consiglio, che ha visto passare anche i re e le regine, e ci ha raccontato un po’ come funziona la vita politica a Belfast. Appesi ai muri dei corridoi ci sono i ritratti dei vari sindaci della città, che una volta si pagavano di tasca loro, oggi li paga la collettività. La cosa particolare è che non sono ritratti ufficiali, ma ognuno ha deciso di farsi ritrarre come gli pareva: la sindaca col bambino piccolo, quello che faceva la maratona che si è fatto dipingere in t-shirt, l’altro seduto sull’autobus… buffo e molto informale, decisamente lontano dallo stile delle foto ufficiali di casa nostra!
Finita la visita guidata sono andata a passeggio un po’ senza una meta per il centro cittadino, popolato dai locali usciti tutti a godersi il sole e fare shopping. Le vie del centro sono ricche di negozi di vestiti e scarpe, ammetto che è venuta voglia anche a me. Ho fin visto dei negozi della serie “ tutto a un euro”, ( in questo caso una sterlina), ma non ho osato entrare, per non indurmi in tentazione e finire a spendere ben più di un euro in cose inutili…
Sono arrivata fino al grande pesce blu (simbolo di Belfast?) che purtroppo non era baciato dal sole, a causa di un orrendo grattacielo costruito proprio lì davanti che gli faceva ombra, ho passeggiato un po’ lungo il fiume e poi davvero a caso attorno al city hall e alle vie dello shopping, fino a che stremata dalla lunga giornata me ne sono tornata in albergo.
La sera sono andata a fare il tour dei pub con Belfast Pub crawl, che avevo prenotato da casa. Ho cenato tramite loro al McHugh's, vicino al big fish. Pensavo che sarei stata già col gruppo di turisti, invece in realtà ero da sola. Comunque mi sono mangiata un fish&chips scontato grazie alla prenotazione del pub crawl, quindi bene così.
Alle 8 mi sono incontrata sotto l’Albert Memorial Clock con il resto del gruppo e abbiamo cominciato il giro dei pub. Siamo stati nell’ordine al: McHugh’s (sì, di nuovo), Bittles Bar, Whites Tavern, Henry’s e Kelly´s Cellars. In tutti i bar acquistando il primo drink, poi se ne aveva un altro gratis ( un baileys, un whiskey o uno shottino). Io all’inizio non avevo capito, così al McHugh’s ho chiesto subito il baileys, credo ci sia stato un quiproquo col cameriere, perché non me l’ha fatto pagare! Negli altri pub invece una signora inglese si è impietosita perché non bevevo ( alla fine non mi piace granchè l’alcol, né riesco a bere come una spugna come i britannici…) e mi ha offerto da bere, allora ho preso un sidro. Comunque, il Bittles è un pub piccolino e molto carino: le pareti sono tappezzate di dipinti che narrano alcuni momenti salienti della storia nordirlandesi e dei suoi protagonisti. Il Bittles è tra l’altro l’unico pub di Belfast in cui ho trovato il mio sidro preferito, l’Orchard Thieves. Al pub Henry’s suonavano musica dal vivo irlandese, la mia preferita, e abbiamo anche avuto la fortuna di assistere ad una balletto tipico irlandese. Due ragazze bionde si sono presentate con il loro “ dancefloor” ( come uno dei miei compagni di tour americani ha giustamente detto), cioè una lastra di legno su cui poter ballare, e hanno ballato lo spazio di una sola canzone. Speravo di più, ma è stato bello comunque. Negli altri pub c'era musica live normale, quella che da noi chiameremmo piano bar e che mi farebbe abbastanza pietà, in Irlanda invece i pub hanno il loro fascino, e quindi anche i piano bar!
Il tizio che ci ha accompagnato per il giro dei pub ci ha raccontato rapidamente la storia e le caratteristiche di ognuno prima di entrarci, tutti ovviamente pub storici della città, in particolare i più antichi in termini di fondazione e di licenza di vendere alcol.
È stata decisamente una piacevole serata, che ho passato in compagnia di persone simpatiche ed interessanti, ed è costata solo 10 sterline, non posso che consigliarla.

Giorno 2

Il secondo giorno è stato quello climaticamente più freddo e più brutto di tutti. È piovuto praticamente tutta la giornata, con particolare intensità nei momenti in cui mi trovavo per strada ovviamente. Il tutto accompagnato dal vento, che in Irlanda non manca mai, e che è sempre “piacevole” quando si tenta di ripararsi dalla pioggia con un ombrellino…
Comunque, mi sono alzata relativamente tardi, reduce dalla serata in giro per i pub, e ho fatto colazione in albergo: una buona, abbondante colazione irlandese.
Dapprima sono andata al mercato di St George, un mercato coperto che racchiude un po’ di tutto, dalle verdure, agli artisti che vendono le loro opere ai banchetti per turisti. Questo mercato è aperto il fine settimana, e il sabato c’è anche musica dal vivo, pare. La domenica quando ci sono stata io non c’era. Ho fatto un giretto e ho guardato tutti i banchetti, c’erano anche cose molto carine, per fortuna sono riuscita a trattenermi.
Dovevo tergiversare un po’, perché alle 14 mi aspettava il political tour prenotato da casa per 10 sterline con l'associazione Coiste: 3 ore di camminata nella zona di Falls road, dove abitano principalmente i cattolici, grazie alla quale speravo di capire di più sul conflitto nordirlandese.
Uscita dal mercato allora ho deciso di andare a vedere la cattedrale e passeggiare un po’. Idea particolarmente malsana sotto la pioggia, tant’è che sono arrivata alla cattedrale appena prima di bagnarmi del tutto. La cosa che più mi ha colpita della cattedrale è che ha uno spire, cioè quella specie di stuzzicadenti che c’è anche a Dublino. Ha questo ago che le spunta dal tetto e fa un po’ impressione, anche se sostanzialmente è un’opera d’arte.
Dopo aver aspettato nella cattedrale che smettesse di piovere, sono uscita e sono andata a mangiare qualcosa in un locale lì di fianco che si chiama Made in Belfast. Da fuori era molto, molto carino, ma onestamente il cibo non mi ha entusiasmato. Non era cattivo, ma neanche nulla di eccezionale. Ho preso una zuppa del giorno ( che non era neanche bollente come speravo) e il dolce, una panna cotta al rabarbaro con uno shortbread al pepe ( che è la cosa che mi è piaciuta di più, e che speravo vendessero nei supermercati, ma invece è una ricetta di rifare a casa).
Finito di mangiare mi sono diretta alla Divis tower, luogo di incontro per il tour politico, sotto la pioggia e il vento gelido.
Al tour eravamo in 3 più la guida, e per fortuna, perché non credo avrei sopportato di essere da sola. Abbiamo camminato per 3 ore nel quartiere di Falls road e Jo, ex prigioniero politico, ci ha raccontato tantissime cose…peccato che io non abbia capito praticamente nulla. È stato terribilmente frustrante, sono sicura che ha raccontato un sacco di cose interessanti, e avrei tanto voluto capire meglio la versione della storia di un cattolico, ma purtroppo parlava con un accento tale da impedirmi di capire il semplice senso delle frasi. Ho captato parole qua e là, ma non abbastanza per 3 ore di tour. Davvero un peccato, alla fine mi è toccato affidarmi a google e wikipedia per capirne qualcosa in più.
Comunque durante la passeggiata nel quartiere ho avuto modo di vedere cimiteri, altari e murales dedicati ai morti repubblicani, oltre che il muro altissimo, che tutt'oggi divide il quartiere cattolico da quello protestante. Devo dire che fa abbastanza impressione pensare che ancora oggi devono stare separati perché non si sopportano.
Finito il tour Jo ci ha offerto una guinness in un bar, giusto in tempo prima che cominciasse a nevicare/piovere abbondantemente. Al che i miei compagni di tour hanno chiamato un taxi e mi sono aggregata a loro per tornare in albergo a riscaldarmi un po’.
In sintesi il tour politico lo consiglio solamente a chi ha un inglese talmente ottimo da poter capire anche gente che parla con un accento irlandese strettissimo, altrimenti, come per me, è davvero inutile.
Per cena sono andata a mangiare allo Yardbird, che è il ristorante del pub Dirty Onion. La loro specialità è il pollo, quindi ne ho preso un quarto con le patatine fritte ( nulla di che) e poi un cheese cake al lime e cioccolato, davvero molto buono. Finito di mangiare sono scesa al pub dove c’era in programma una serata di musica live irlandese, la ragione per cui ero lì e ho mangiato al ristorante di sopra. C’erano tre musicisti: un violino, flauti e una cornamusa ed hanno suonato le classiche musiche irlandesi. È stato molto bello, anche perché la location è particolarmente intima, in particolare grazie al fuoco acceso ( dato il clima era veramente piacevole). Davvero una bellissima atmosfera per ascoltare quel tipo di musica, non c’era nemmeno tanta gente, mi sono presa un sidro e mi sono seduta a un tavolino vicino ai musicisti a godermi il calduccio e la splendida musica.

Giorno 3

Il lunedì ho deciso di rischiare ed andare alle Giant’s causeway, perché stando al meteo era l’unico giorno più o meno decente.
Avrei potuto fare uno dei tanti tour organizzati, ma alla fine ho deciso di andarci per i fatti miei e basta. A marzo c’è un bus diretto che ferma proprio alle Causeway partendo da Belfast alle 9h30 e arrivando alle 11h05: bus 221 della Goldine express ( sempre Translink, la società che gestisce i trasporti in nord Irlanda). Ce n’è poi uno per il ritorno alle 14h45. In alternativa si può comunque andare in treno fino Coleraine e poi da lì prendere un bus. Per quanto riguarda il biglietto, arrivata in aeroporto il primo giorno avevo acquistato la iLink card per la zona 4 per 17 sterline: è una carta giornaliera che ti permette di viaggiare illimitatamente per un giorno su tutti i mezzi nordirlandesi nella zona prescelta. L’ho trovato più semplice che comprare i singoli biglietti, anche perché ero indecisa su che mezzi prendere per andare e tornare e il solo treno per Coleraine costa circa 12 sterline.
Arrivata alle Causeway in perfetto orario ho deciso di non andare direttamente giù ai sassi ma ho fatto una parte della camminata costiera che corrisponde al sentiero giallo. Non so fin dove sono arrivata onestamente, so solo che ad un certo punto sono tornata indietro perché il sole, che miracolosamente mi aveva baciata quella mattina, se ne stava andando e non volevo rischiare la pioggia nel bel mezzo di una scogliera.
La passeggiata è stata molto bella, soprattutto perché non c’era assolutamente nessuno. Ero da sola, e mi sono potuta godere le scogliere tutte per me e ho potuto fare tutte le foto che volevo. Davvero fantastico, se penso all’estate scorsa alle Cliffs of Moher e alla quantità di gente che c’era. Non dubito che in piena estate anche le Causeway siano imballate, ma a metà marzo è stato davvero bello. Tornata indietro sono poi scesa per i 162 gradini e una parte di sentiero che porta ai sassi. La maggior parte della gente veniva su, perché prendevano il sentiero blu che porta diretto ai sassi e poi proseguivano. Considerando quanto è ripida la scala e in parte anche il sentiero, mi sento di consigliare di fare come me, cioè prima passeggiare sulle scogliere e poi scendere, che è meno faticoso.
Ai sassi ovviamente c’era parecchia gente, ma ancora gestibile. Il tempo è vistosamente peggiorato, il cielo si è coperto e a volte c’erano onde che facevano impressione. C’era un tizio del National Trust occupato a impedire alla gente di avventurarsi troppo vicino alle onde e a fischiare a quelli più lontani. Porello, che compito ingrato col brutto tempo.
Le causeway sono molto belle, il sentiero sulla scogliera merita davvero di essere percorso in lungo e il largo e i sassi di per sé sono una porzione molto ridotta del tutto, ma meritano di essere visti. Se devo però prendere una decisione, ammetto che le Cliffs of Moher mi sono piaciute di più.
Alle 14h45 sono riuscita a prendere il bus per tornare direttamente a Belfast. Ho scelto di non andare al ponte di corda di Carrick a Rede, perché il tempo non era buono e un tizio al pub crawl mi aveva detto che il giorno prima era chiuso causa maltempo, quindi non ho voluto rischiare. Se deciderete di fare un tour organizzato, quel ponte sospeso è incluso nel tour, insieme a svariate altre cose, che se pur interessanti, mi hanno portata a decidere di fare la gita per i fatti miei, perché ritenevo che fosse tutto troppo concentrato in una giornata sola. Inoltre mi sento di ribadire che la passeggiata alle Causeway è interamente gratuita, cosa che non sembra se si guarda il sito del National Trust, che parla di 9 sterline o giù di lì d’ingresso. In realtà quei soldi li si paga se si vuole andare al visitor center, altrimenti basta semplicemente dirigersi alla scogliera. Temevo che avrei dovuto pagare per magari andare in bagno al visitor center, ma in realtà c’è un bagno pulito e decoroso proprio di fianco all’hotel e al visitor center. Quindi non fatevi ingannare, si paga solo per il visitor center, non per il sentiero del gigante.
La sera sono andata a mangiare da Manny’s fish&chips, un localino che fa solo fritti davanti ad una chiesa dedicata alla Madonna di Lourdes in centro. Poi sono ripartita alla volta del Dirty Onion per la consueta sessione di musica irlandese, in quanto negli altri pub ( sono passata anche da Henry’s e al Kelly’s) alle 8 di sera non c’era ancora nulla.
La musica tradizionale irlandese non la suonano tutte le sere nei pub. C'è sempre musica live, ma quella tradizionale è soprattutto nel weekend, a parte al Dirty Onion.
Questa sera ho preso un sidro caldo e a suonare c’era una cornamusa, un violino e un tizio che ha cantato una canzone, per il resto del tempo stava lì coi musicisti e quando non suonavano chiacchierava con loro.
Ho dimenticato di menzionare che al Dirty Onion i cani sono ben accolti, due sere su tre ad ascoltare la musica irlandese c’erano anche dei simpatici cagnolini, che assieme ai padroni occupavano i divani davanti al fuoco. Anche questa sera è stato tutto molto bello: fuoco, sidro, musica irlandese e nulla più.

Giorno 4

Ultimo giorno in città dedicato ai musei.
La mattina sono ripartita alla volta della Divis Tower per andare al museo repubblicano, sempre nella speranza di capire qualcosa in più sul conflitto nordirlandese.
Siccome poi dovevo andare dal Titanic, che si trova dalla parte opposta del museo repubblicano, ho deciso di comprare un biglietto giornaliero per i bus Metro e i Glider ( bus, ma diversi dai soliti double deck, sembrano più dei tram) per soli 4 pound. L’ho comprato alla macchinetta della fermata. Particolare interessante, quel giorno ho preso il bus 3 volte e per ben due volte mi è stato controllato il biglietto dai controllori, dotati di telecamera sul petto.
Prima del museo ho fatto una capatina di nuovo al muro di separazione tra cattolici e protestanti. È davvero altissimo, e ci sono dei cancelli che la tizia con cui ho fatto il tour politico mi diceva che vengono chiusi la sera e aperti la mattina. Davvero inquietante. Nel 2019 Belfast è in apparenza una città moderna e cosmopolita, in realtà però è tuttora una città ferita e questi peace walls non sono altro che un’enorme cicatrice non rimarginata.
Il museo repubblicano è una stanza di una trentina di metri quadrati in cui c’è dentro di tutto: manichini con le divise da poliziotti britannici, foto, reliquie dei carcerati, armi… ci sono dei cartelloni esplicativi che mi hanno permesso di ritracciare un po’ la storia dei troubles. Quanta gente innocente è morta per niente, quanti attivisti sono morti di sciopero della fame perché semplicemente non gli avevano riconosciuto lo status di prigionieri politici… insomma, non sono stati dei begli anni, tanta gente ha sofferto e tanta probabilmente soffre ancora oggi su questa pezzo di Irlanda britannica. Il museo è gratis e merita una capatina, anche se personalmente l’ho trovato un po’ caotico. La storia del Nord Irlanda non la conoscevo, o meglio sapevo solo che c’era l’IRA, cioè dei terroristi, che piazzava bombe e ammazzava gente. In realtà la cosa è molto più complicata e i buoni non stanno da una sola parte.
Dopo il museo ho ripreso il glider e sono arrivata al quartiere del Titanic. Ho dedicato un paio d’ore alla visita del museo, che è stato il motivo numero uno del mio viaggio a Belfast. L’entrata costa 18,50 sterline, audio guida esclusa. Io non l’ho presa, e un po’ me ne sono pentita, ma in realtà al momento dell’acquisto del biglietto non ci ho pensato e me ne sono resa conto troppo tardi.
Il museo è molto bello, narra tutta la storia del Titanic, dalla costruzione al disastro, il tutto inserito nel contesto storico della città di Belfast e della sua storia. In una parte è previsto un percorso su un trenino come si fosse a Disney, quella in cui si narra della costruzione della chiglia e mi è rimasta impresso l’inserimento dei rivetti, che non ricordo più quanti milioni fossero, tutti messi a mano da coppie di operai.
Col biglietto del Titanic si accede anche alla visita della Nomadic, che sta proprio lì davanti. Questa nave è l’unica superstite della flotta della White Star ed era usata come tender per portare principalmente i passeggeri di prima classe al Titanic dal porto di Cherbourg, che non era abbastanza profondo per un transatlantico come di quella stazza. È stato bello salirci a bordo, e scoprire qualcosa in più sulla storia del Titanic. La nave per parecchio tempo dopo la seconda guerra mondiale è stata ribattezzata Ingenieur Minard ed usata sulle rive della Senna come cabaret bistro, prima di ritornare a casa a Belfast in tempi relativamente recenti!
Terminato il Titanic sono rimasta nel quartiere e sono andata alla volta della HMS Caroline, nave da guerra superstite della battaglie dello Jutland. Il biglietto costa 13,50 e questa volta l’audioguida è inclusa. La visita è stata davvero bella e interessantissima, la consiglio a tutti gli amanti del genere. Finita la visita, si era alzato un vento gelido e tremendamente forte, per cui sono tornata in albergo a bere il solito the per riscaldarmi.
La sera sono andata a mangiare al Thirsty Goat e poi di nuovo al Dirty Onion. Il martedì sera c’è una lezione gratuita di bodhran, il tamburo irlandese. Ero un po’ intimidita, ma alle fine c’era un bel gruppetto eterogeneo e quindi ho preso coraggio e mi sono aggiunta, c’erano pure degli italiani! È stato bello, ci hanno fornito i tamburi e il tizio ci ha dato un po’ di basi e abbiamo per così dire suonato per due ore. Lo consiglio vivamente per chi vuole fare un’esperienza un po’ diversa dal solito e soprattutto non per turisti, perché c’erano degli habitué delle lezioni! Mi è venuta voglia di imparare a suonarlo, esattamente come vorrei imparare a suonare il violino e il tin whistle!
Finita la lezione sono tornata in albergo, niente musiche tradizionali purtroppo, perché avevo la sveglia alle 4 per tornare a casa. I miei sogni quella sera sono stati al ritmo del bodhran!

CONCLUSIONE
Belfast è una bella città, che merita una visita. Sarà che era marzo, ma l’ho trovata meno imballata dai milioni di turisti che affollano Dublino e il resto dell'Irlanda, il che mi è piaciuto molto. I pub non erano assolutamente mai pieni, cosa che accade di raro in centro a Dublino, e non ho mai avuto la sensazione che tutto fosse fatto per i turisti, al contrario a popolare i pub erano soprattutto i locali.
L’atmosfera è quella magica irlandese, anche se ho comunque percepito un tocco british, che non saprei spiegare, ma che c’è e si sente rispetto alla Repubblica.
Ad ogni modo consiglio a chiunque di visitare Belfast e l’Irlanda del nord, perché è una terra ricca di storia e di fascino e credo sia anche importante conoscere le ragioni di un conflitto che ha insanguinato l’Europa fino a pochi anni fa e che con la Brexit rischia di riesplodere, perché a sentir parlare la mia guida Jo, l’intolleranza reciproca è tutt’altro che svanita.
L’Irlanda ti entra dentro e non ti lascia più, così anche Belfast, che in 4 giorni mi ha fatto sentire a casa e mi ha coccolata a suon di sidro,musica e pioggia, che per quanto fastidiosa, è parte integrante del fascino irlandese.

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