CANADA ORIENTALE: Ontario-Quebec,New Brunswich,Maine

15 Voti ricevuti
Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 14 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Più di 2.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI America
Questa volta la scelta del nostro viaggio annuale (mio figlio Giovanni ed io) è caduta sul Canada per la possibilità di un volo diretto Venezia-Toronto con durata di nove ore all’andata e otto al ritorno; dopo attente ricerche su internet e documentazione sulle guide, abbiamo preparato un itinerario di massima, prenotato i voli, gli hotel, l’auto e alla fine siamo partiti pieni di curiosità: ecco il nostro diario per un viaggio “on the road” di km. 5.280 realizzato nell’anno 2013.

Stati Visitati: Canada, Stati Uniti d'America

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Giorno 1

Sabato 25 – Arrivo all’aeroporto di Venezia alle 15,45 dove troviamo una lunga coda frenata dalla meticolosità con cui i Rangers privati addetti alla sicurezza si dedicano al controllo dei passaporti; superata questa prima formalità, le operazioni al check-in e alla dogana si svolgono con la massima velocità così l’imbarco e la partenza avvengono regolarmente alle ore 18. Aereo spazioso, sedili confortevoli per le gambe (avevamo pagato un supplemento), piloti e personale bravi, pasti vari e gustosi. Arrivo a TORONTO alle 21,15 ore locali (sei in meno rispetto all’Italia), pratiche d’ingresso e doganali veloci, ritiro all’Avis di una comoda Chevrolet Malibù poi, seguendo le indicazioni prendiamo la via dell’hotel: per distrazione non imbocchiamo subito l’uscita segnalata così ci troviamo a girare nella notte, con una meravigliosa luna piena, attraverso strade a quattro corsie ancora molto trafficate. Finalmente troviamo la direzione giusta e alle ore 23,30 arriviamo al Comfort Inn Motel (78 €) dove ci abbandoniamo a un sonno ristoratore in una camera molto confortevole.

Giorno 2

Domenica 26 – Al mattino abbiamo modo di vedere che siamo capitati in un hotel veramente super e troviamo conferma nella ricca colazione a base di frittata, salsiccette, yogurt, uova sode, e tutte le altre solite scelte di toast, waffels, fiocchi, spremute e tanto altro.
Così riposati e rifocillati alle ore 9,40 partiamo con un bel sole, la temperatura di 16/17° (gradi e km. come in Europa) sulla bella autostrada ON-401E molto trafficata nelle vicinanze di Toronto poi più scorrevole quando corre quasi parallela al lago Ontario di cui vediamo larghi squarci attraverso i boschi alternati a campi con fattorie. A Kingston il lago termina e lascia il posto al fiume San Lorenzo che dopo moltissimi chilometri sfocerà nell’oceano Atlantico. Alle 13,00 ci fermiamo a Brookeville presso un Ufficio Informazioni per ritirare una mappa dello stato e avere altre informazioni; giriamo circa mezz’ora a piedi per il centro ma un forte vento freddo ci fa riprendere la macchina. Alle 15,30 arriviamo a CORNWALL al Fairview Motel (65€) gestito da una famiglia pakistana subentrata solo da tre giorni perciò la pulizia e i servizi lasciano molto a desiderare! Rimaniamo a riposare poi, mentre Giovanni si addormenta, io esco per una breve passeggiata e conosco il fratello dei gestori che parla molto bene l’italiano perché vive nel nostro paese da quattordici anni e ne ha la cittadinanza; mi racconta che è qui con un visto turistico ma si sta guardando intorno per trovare un lavoro o aprire un’attività con i suoi parenti poiché in Italia c’è la crisi. E’ molto bene informato sulle leggi canadesi, sulle opportunità d’impiego e sulle agevolazioni previste per le madri e i bambini. Mi spiega anche che sua sorella e il marito, qui da molti anni, hanno acquistato la struttura del motel con un mutuo della banca e che sapranno rimetterlo a nuovo in poco tempo. Mi hanno molto colpito la determinazione e l’intraprendenza di queste persone venute da molto lontano che non hanno paura di rimettersi in gioco ogni volta spostandosi da un continente all’altro. Proprio bravi!
Alle 19,00 ci dirigiamo verso il centro per andare a cena allo Shoeless Joe’s un locale caratteristico con schermi TV a ogni tavolo, altri in posizioni strategiche e uno enorme in mezzo alla sala. Io ho mangiato dei buonissimi gamberetti con verdure miste (28 € in due mancia compresa).
Percorsi oggi 454 km.

Giorno 3

Lunedì 27 – Al mattino per colazione solo due fette da toast con marmellata e nessuna traccia dei pakistani che sono ancora tutti a letto quando vado a riconsegnare le chiavi. Partenza alle ore 9,40 con un sole splendido e con 14° che salgono fino a 20° durante la giornata. Proseguiamo sulla ON-401E fino al confine con il Quebec dove inizia l’Autoroute 20E: altra sosta all’Ufficio turistico per prendere mappe, percorsi e indicazioni per arrivare a Montreal; il locale è enorme con quattro sportelli aperti e una signora gentilissima mi fornisce tutte le informazioni richieste (qui si parla francese e le mie reminiscenze scolastiche mi aiutano a farmi capire in maniera accettabile). Faccio un veloce giro per il centro e noto che ci sono bar, caffetterie, toilette impeccabili e tanto altro: il vento continua a farla da padrone e ci accoglie anche quando arriviamo a Montreal. Giriamo a lungo in macchina attraversando i quartieri con le costruzioni più recenti ma non riusciamo a imboccare il senso che ci porterebbe nella zona antica del porto: dopo vari tentativi rinunciamo un po’ frustrati e delusi! Proseguiamo comunque prima sulla Autoroute 20 poi sulla 73N e sulla 175 che ci porta direttamente nel cuore della città di Quebec. Dopo aver passato le antiche mura che circondano la città vecchia guardiamo con occhi stupiti ritrovando dall’altra parte dell’oceano una copia dei nostri borghi medioevali; data l’ora decidiamo di proseguire e ci ripromettiamo di ritornare con calma per una visita più accurata.
Usciti da Quebec prendiamo prima la 440 poi la QC-138E che, seguendo sempre il corso del San Lorenzo, dopo una quarantina di chilometri arriva a STE. ANNE de BEAUPRE’ dove ci fermiamo all’hotel Manoir St. Anne (63€) proprio di fronte a un famoso Santuario conosciuto in tutta la regione.
Dopo un breve riposo in camera (molto accogliente, pulita, ben fornita di accessori e tranquilla) esco per una passeggiata che mi porta fino a un lungo pontile che si allunga nel fiume, poi verso la Cattedrale maestosa che ho modo di ammirare nella luce del tramonto; dopo un’oretta ritorno e aspetto Giovanni per andare a cenare a base di pizza, zuppa vegetale e hamburger.
Giornata intensa con tante emozioni.
Percorsi oggi 500 km.

Giorno 4

Martedì 28 – Ho dormito abbastanza così mi alzo alle 7,30 e decido di andare a visitare il Santuario dopo aver ripercorso il pontile per scattare alcune foto del fiume e della costruzione imponente di stile normanno-gotico (105 m di lunghezza e 48 di larghezza) ai lati della quale svettano due guglie alte 91 metri. Data l’ora la zona è deserta e anche dentro non ci sono visitatori così posso girare indisturbata e ammirare questo complesso dedicato a sant’Anna, disposto su due piani, con cappelle, dipinti mosaici, vetrate, sculture su pietra e su legno e i tanti ex voto (stampelle ecc.) che testimoniano i presunti miracoli dichiarati dai pellegrini. All’uscita c’è un cortile con una bella fontana e di fronte un albergo ristorante che sembra la casa di Biancaneve; trovo Giovanni che aveva fatto anche lui una visita e ci dirigiamo verso il “Cyclorama di Gerusalemme” che si trova lì vicino e che vorremmo visitare. Purtroppo apre solo alle dieci così mi accontento di prendere un depliant da cui vengo a sapere che si tratta di uno dei più grandi panorami al mondo (misura 14 m di altezza e 110 m di circonferenza) e crea una straordinaria illusione di rivivere l’avvenimento della Crocifissione attraverso i suoi 1.540 metri quadrati che comprendono anche tutta la città di Gerusalemme e più di 80 km della campagna circostante ai quattro punti cardinali.
Oggi però abbiamo deciso di risparmiarci un po’ di strada e di procedere lungo la QC-138E fino a St.Simeon e qui prendere il traghetto per Rivière du Loup così alle ore 10, con un bel sole e una temperatura di 12°, riprendiamo il nostro viaggio; la strada lunga e dritta attraversa foreste, sale fino ai 740 m dove scorgiamo ancora tracce di neve, la velocità consentita è di 90 km/ora e frequenti cartelli segnalano attenzione per la presenza di alci (ne vedremo uno più avanti uscire dal bosco e rientrare con tutta calma). Per la prima volta vedo la dicitura “cul de sac” per indicare una strada senza uscita e noto che sulle targhe delle auto è riportata la dicitura “je me souviens” che è il motto di questo stato.
Procediamo così tra boschi con alberi e piante dai bellissimi colori e molto vari e panorami altrettanto incantevoli soprattutto quando arriviamo a La Malbaie, graziosa cittadina adagiata a nord del fiume San Lorenzo.
A mezzogiorno arriviamo a St.Simèon e ci informiamo sull’orario del traghetto che partirà alle ore 14,00; nell’attesa vado a fare un giro di mezz’oretta sulla spiaggia poi ci mettiamo in fila per attendere l’imbarco (solo quattordici macchine perché la stagione inizierà dal dieci di giugno) che avviene regolarmente. Anche il servizio di ristorazione a bordo non è ancora in funzione così mi limito a ispezionare il traghetto che si presenta con un ampio salone fornito di comode poltroncine di cuoio, zona bar e ristorante e giochi per i bimbi e TV; percorro anche i camminamenti esterni e il ponte superiore ma un vento fortissimo mi fa rientrare. Il Trans-Saint-Laurnt può trasportare 100 macchine e 400 persone e un ascensore serve i tre ponti; prezzo totale per auto e due persone (io over 65 ho lo sconto) € 57.
La traversata dura un’ora e mezza che per fortuna trascorre in fretta e l’arrivo a Rivière du Loup avviene alle 15,30; da qui riprendiamo la macchina e procediamo per altri cento chilometri prima di arrivare all’entrata di RIMOUSKI posta sulla riva sud dell’estuario del San Lorenzo e che si sviluppa da ovest a est per circa 12 km: conta 45.000 abitanti ca. ¼ dei quali sono studenti che frequentano gli istituti Marittimo e di Biotecnologie marittime. Arriviamo in breve al nostro hotel sito nella zona di Pointe-au-Père denominato “Au Soleil Cochant” (62€) condotto da una coppia molto gentile, veramente ottimo per la comodità, la pulizia e la cura dei particolari, dove ci fermiamo per un breve riposo fino alle 19,30 quando, su indicazione dei gestori, ci rechiamo a cena nella zona del porto presso il ristorante La Marina. Ci accomodiamo in una veranda sul fiume e ordiniamo dei deliziosi piatti a base di pesce: tramezzini con polpa di granchio e bacon con patate fritte, verdure cotte (broccoli, carote, zucchine), insalata con peperoni, riso bollito con salsa di granchio, una zuppa cremosa con tre tipi di pesce in terracotta gratinata al forno (43 €). Veramente eccezionale a conclusione di un’altra buona giornata. Quando rientriamo faccio in tempo a scattare una foto del sole che sta tramontando sull’acqua proprio davanti al motel (da qui il nome appropriato!).
Percorsi oggi 310 km.

Giorno 5

Mercoledì 29 – Dopo una buona notte di riposo mi alzo ed esco alle 7,45 per un giro a piedi per vedere da vicino le case della zona: sono fortunata perché incontro quasi subito una signora che sta curando il giardino così le rivolgo la parola in francese, le dico che vengo dall’Italia e che avrei tanto desiderio di entrare nella sua casa per rendermi conto di com’è strutturata (desiderio che coltivo da anni e che non ho mai avuto occasione di soddisfare durante i miei sette precedenti viaggi negli USA); la signora Doris accetta con entusiasmo e mi fa strada mostrandomi le varie stanze raccontandomi della sua vita, di sua madre, dei suoi figli e di come ora viva sola perché suo marito è morto. Alla fine soddisfatta (le stanze sono piccole e basse proprio come si vede nei film) le scatto una foto che le inoltrerò tramite e-mail, la ringrazio molto e procedo con il mio giro che mi porta a vedere la chiesa di Sainte Anne poi arrivo fino al faro e ritorno alle ore 9 dopo aver percorso 2,5 km ca. senza aver incontrato nessuno!
Giovanni ed io ci rechiamo a far colazione in un bar che dista 200 m dal motel e, parlando con il proprietario, veniamo a sapere che la sua mamma è siciliana, che ha due figli ed è in attesa del terzo; ci prendiamo tutto il tempo per consumare frittata, bacon, wurstel, prosciutto, patate, fette da toast con burro, arancia e melone.
Poi, ben sfamati, alle 10,50 saliamo in macchina e seguiamo l’Autoroute 20 fino a quando termina e iniziamo a percorrere la QC-132E che corre attraverso campi estesi ricoperti dal giallo oro dei “denti di leone”, i numerosi campi da golf molto frequentati e a lato tanti chilometri di piste ciclabili; il panorama cambia e troviamo boschi da una parte e rocce che emergono dal fiume il cui letto si sta allargando, superiamo le cittadine di Mont Joli, Matane e Sainte-Anne des Monts poi prendiamo la QC-299S. Questa strada lunga 120 km taglia da nord a sud la penisola della Gaspèsie, (il giro completo, compresa la visita al parco nazionale, richiederebbe una sosta di un paio di giorni); all’inizio un cartello informa che per tutta la sua lunghezza non ci sono paesi né stazioni di servizio per il carburante, in compenso è segnalata una forte presenza di caribù. Lasciamo sulla destra l’indicazione per entrare nel famoso parco, la temperatura varia dagli 11° ai 24°, il panorama è un po’ monotono solo negli ultimi chilometri ai boschi si alternano spettacolari squarci di laghetti e del fiume Cascapèdia che sfocia nell’omonima baia.
Da qui prendiamo la QC-132O con arrivo alle ore 16,00 a CARLETON SUR MER dove troviamo il bellissimo B&B Gite Les Leblanc (62€) che avevamo prenotato: la padrona di casa, dopo le presentazioni, ci accompagna subito nella nostra stanza che contiene tre comodi letti coperti da piumini in vivaci colori, cuscini ricamati e tendine graziose alle finestre, comò e pareti di legno massiccio, un lungo piano con il lavabo e i prodotti per la pulizia, asciugamani verdi e soffici. C’è solamente un’altra camera matrimoniale che sarà occupata nella serata da una coppia francese: il bagno è in comune ma per me non c’è problema al contrario di Giovanni che non sembra tanto contento; io invece sono entusiasta!
Cerchiamo di riposarci un po’ ma qualcuno ha deciso di tagliare l’erba proprio dietro la nostra casa e il rumore fastidioso ci induce a uscire, riprendere la macchina e dirigerci a est verso New Richmond così passa il tempo e al ritorno ci fermiamo a Maria dove vediamo il Bistro Boute de Ligne invitante per fermarci a cenare; è gestito da un tipo bizzarro la cui mamma è di Massa Carrara, alle pareti ci sono delle mensole con parecchi libri, foto di personaggi insoliti e sulle quali sono riportate massime, proverbi e detti locali.
Giovanni ordina dieci capesante mentre io mangio due pezzi enormi di merluzzo panati e fritti su un letto di patate sottili, cipolle cotte, piselli e salsa: una delizia per il palato al prezzo di 49 €.
Percorsi oggi 405 km.

Giorno 6

Giovedì 30 – Durante la notte e il mattino presto è piovuto e la temperatura si è un po’ abbassata; il profumo del caffè ci invita a fare colazione che avviene in una saletta molto carina con una tavola apparecchiata con gusto dove fanno bella mostra coppette di marmellata (arance, fragole, avocado) fatta in casa, di frutta fresca (melone, anguria, mirtilli, lamponi), burro, formaggi, toast, croissant, caffè, the e succo d’arancia serviti dalla padrona di casa. Poco dopo ci raggiunge la coppia francese con la quale si instaura un dialogo che riguarda sia i motivi dei nostri viaggi (loro sono di Parigi e hanno una figlia sposata a Montreal) sia le nostre nazioni (politica, leggi e altro): con il francese Giovanni ed io ce la caviamo veramente bene!
Terminata la colazione, faccio un breve giro intorno alla casa per scattare delle foto ricordo poi alle 10,00 prepariamo i bagagli, salutiamo i nostri cortesi ospitanti e riprendiamo il viaggio: il cielo è ancora nuvoloso, la temperatura di 15° e c’è anche la nebbia che rende il paesaggio un po’ triste.
Proseguendo sulla QC-132E notiamo parecchie aree di sosta (halte) dotate di tavolini, panchine e giochi per i bimbi e, dopo circa 50 km entriamo alle 10,50 in New Brunswick dove dobbiamo spostare gli orologi un’ora avanti essendo entrati nell’Atlantic Time Zone. Ci dirigiamo sulla NB-11 verso Campbelton poi superiamo Bathurst seguendo la costa e alle ore 13,00 facciamo una sosta per la benzina (parlando con il cassiere veniamo a sapere che ha girato l’Europa e conosce l’Italia).
Quindi ci immettiamo nella NB-8S una bella autostrada che passa attraverso fitti boschi di pini e piccolissimi paesi che punteggiano i 240 km che ci separano dalla nostra prossima tappa; il cielo, dapprima coperto, lascia spazio a un bel sole caldo che porta la temperatura fino ai 24°. Il panorama è interessante ma dopo un po’ risulta anche monotono e ripetitivo così siamo contenti quando alle ore 17,00 arriviamo a FREDERICTON e troviamo subito il motel Knights Inn (68€) prenotato su Booking.com e seguendo le indicazioni stampate da casa con Google Map (precise e utilissime).
Il motel è un po’ vecchio e poco attrezzato ma pulito e si trova in una zona tranquilla e comoda al centro dove ci rechiamo per un giro a piedi della città capitale dello Stato, adagiata sulle sponde del fiume Saint John, sede dell’Università del New Brunswick, con 50.00 abitanti ca. che parlano prevalentemente l’inglese. Durante la nostra passeggiata abbiamo modo di ammirare il Palazzo di Giustizia, il Municipio, il Museo della Regione, alcuni College e altri edifici importanti; le zone pedonali sono piene di studenti che oggi hanno ottenuto i loro diplomi e lauree e festeggiano con genitori e parenti occupando tutti i posti nei ristoranti, pizzerie e pub. Dopo lunghi giri a vuoto ci accontentiamo di un ristorante cinese dove consumiamo una cena a base di pollo, riso nero, salsa di ribes, roll di frittatina ripieno di carne e verdure; Giovanni spaghetti con gamberi, carne e verdure: discreto anche nel prezzo di 26 €.
Quando rientriamo in motel sono le ore 21,00 e l’aria si è fatta afosa perché la temperatura ha raggiunto i 27°. Giornata di trasferimento senza grosse emozioni.
Percorsi oggi 450 km.

Giorno 7

Venerdì 31 – Ci alziamo ben riposati e, dopo una soddisfacente colazione continentale compresa nel prezzo, facciamo la conoscenza di una volontaria della Royal Canadian Legion associazione che raggruppa e tutela i veterani e le loro famiglie, promuove la memoria dei caduti delle guerre e raccoglie fondi tramite volontariato: ci spiega che è in questa zona per una settimana per svolgere un non meglio precisato servizio e, quando le diciamo che veniamo dall’Italia, ci racconta che suo suocero ha combattuto ed è morto nel nostro paese durante la seconda guerra mondiale. Altro incontro interessante!
Partiamo alle 9,15 con un sole splendido e una temperatura di 22° seguendo la NB-102S che attraversa grandi laghi, i soliti boschi di pini e costeggia a tratti il fiume Saint John che sfocia nell’oceano Atlantico presso l’omonima città dopo 120 km; noi però deviamo sulla NB-7E autostrada a 2+2 corsie dove si può transitare con una velocità di 110 k/ora ma che lasciamo quasi subito per immetterci nella NB-1W che costeggia la parte meridionale dello Stato affacciata sull’oceano.
Alle ore 13,00 la temperatura è salita fino ai 31° quando decidiamo di fare una sosta nella cittadina di Saint Andrews posta alla fine di una penisola lunga 20 km che raggiungiamo percorrendo all’andata la NB-127 Sud e la Nord al ritorno; parcheggiamo la macchina lungo il molo e per un’oretta ci aggiriamo a piedi nelle caratteristiche stradine con belle case in stile, allegri negozietti che espongono le solite mercanzie di ogni località di mare. Non ci sono molti turisti perché la stagione non è ancora iniziata così si può camminare senza fretta ma il caldo si fa sentire e, dopo aver ammirato le numerose barche che al largo si dedicano alla pesca delle aragoste, riprendiamo il nostro viaggio.
Percorriamo strade senza traffico verso la frontiera con gli Stati Uniti e ci chiediamo quanta colonna troveremo al valico; improvvisamente superata Saint Stephen si allarga davanti a noi un piazzale con larghe corsie che portano ai caselli d’ingresso: siamo solo noi! Prima un’addetta controlla i passaporti, libretto e patente poi ci indica una postazione dalla quale viene a prelevarci un funzionario dell’immigrazione che ci accompagna in un enorme salone con vari sportelli dove si svolgono le pratiche vere e proprie (compilazione della carta verde, prelievo delle impronte e foto) poi si paga la tassa di 12$ ed è tutto finito in venti minuti. Il funzionario è molto gentile e ci racconta che è stato in Italia con la moglie e ricorda Bologna, le Cinque Terre, Roma, la Sicilia e che gli sono rimasti impressi i nostri piatti tipici come il risotto alla milanese e la polenta. Giovanni gli domanda quanti italiani in media all’anno passano da questa frontiera; risponde che in tanti anni di servizio non ne ha mai visto uno!
Siamo finalmente nello Stato del Maine e dobbiamo rimettere gli orologi indietro di un’ora così alle 14,00 ci fermiamo presso un Ufficio Turistico (enorme, molto ben provvisto di materiale e con personale gentile) per ritirare la mappa e altri depliant. Ci rendiamo subito conto di essere negli Stati Uniti notando il diverso stile delle case e la loro manutenzione (in Canada sono tutte belle e ben curate) e iniziando a percorrere le caratteristiche strade a “montagne russe” che ci portano a Calais, Perry, Whiting dove facciamo una deviazione che, prima sulla ME-189 poi sulla ME-191, ci permette di raggiungere la graziosa località di Cutler con il suo esteso porto e vedere all’opera le numerose barche che si dedicano alla pesca delle aragoste e dei molluschi. Questa attività nella zona meridionale sull’oceano rappresenta la prima fonte di reddito per gran parte della popolazione, infatti vediamo che fuori da ogni casa ci sono poche o tante nasse per la pesca; questo ci viene più volte confermato dalle persone con cui entriamo in contatto.
La temperatura ha superato i 34° quando riprendiamo la US-1 che ci porta a JONESBORO presso il Blueberry Patch Motel (50€) situato sopra una piccola collinetta “in mezzo al nulla” ma che si rivelerà uno dei migliori di tutto il viaggio: ha solamente sette stanze arredate con gusto (biancheria, moquette, poltrone, copri letti in tinta azzurro-blu, quadri con colori accompagnati) completo di microonde, frigo e macchina per il caffè e all’esterno vasi pensili con bellissimi fiori; un impatto molto piacevole e rilassante.
Dalle 17,00 alle 18,00 ci concediamo un breve riposo poi riprendiamo la macchina per recarci a cena a tredici chilometri di distanza nella vicina Machias; dopo un breve giro ci fermiamo presso il The Blue Bird Ranch che offre a Giovanni gamberetti con due tipi di patate fritte (a sfoglia e a bastoncino) e a me due grosse polpette di polpa di granchio e gamberetti con purè condito e piselli. Chiudiamo in bellezza gustando due enormi fette di cheesecake ricoperte di mirtilli, fragole e panna (35 €).
Rientriamo al motel alle 20,15 ma non possiamo stare all’aperto per la presenza di grosse zanzare così andiamo a letto stanchi ma soddisfatti per quest’altra interessante giornata.
Percorsi oggi 470 km.

Giorno 8

Sabato 1 giugno – Dopo un buon riposo sono pronta per una esplorazione dei dintorni con una passeggiata che inizia alle 7,15: in giro non c’è nessuno, le poche case sono ancora silenziose, le stradine a saliscendi mi impegnano anche perché fa già molto caldo. Quando mi rendo conto che proseguendo non arrivo da nessuna parte, faccio dietro-front e ritorno al motel dove trovo Giovanni che mi aspetta per fare colazione. Non era compresa nel prezzo ma la coppia di gestori molto cordiali ci offre ciambelle, cioccolato, frutta e caffelatte così abbiamo modo di parlare un po’ e fare loro gli elogi per la perfetta conduzione del motel.
Partiamo alle 9,45 con il termometro che segna 27,5° e proseguiamo seguendo la U.S. 1 che corre alta sulla costa frastagliata lasciando intravedere a tratti l’oceano; facciamo una deviazione sulla Hw 186 e arriviamo a Winter Harbor (1.000 abitanti) classico villaggio di pescatori con il porto dove tante barche si dedicano alla pesca delle aragoste poi, dopo aver superato Milbridge, lasciamo sulla destra Ellsworth prendiamo la ME-3 per andare alla Mount Desert Island dove si trova Bar Harbor, rinomata località balneare turistica molto praticata in estate.
Da Trenton, dove inizia questa strada fino al centro della cittadina, percorriamo una ventina di chilometri tra un susseguirsi di residence, hotel, Inn e case private molto lussuose, campi da golf, piscine, giardini fioriti e ben curati. Arriviamo a mezzogiorno, troviamo facilmente un parcheggio e ci avviamo a piedi per visitare l’antico borgo con le sue case caratteristiche, il porto da cui partono le navi da crociera, i negozietti, i bar e i ristoranti che offrono immancabilmente menù a base di aragosta; non ci sono ancora molti turisti e Giovanni ed io immaginiamo il caos che ci sarà dalla settimana prossima e soprattutto in estate. Giriamo per un’oretta fino all’una poi, il caldo e la fame ci consigliano di andare in cerca di un posto tranquillo per pranzare: dopo pochi chilometri siamo attratti da una “osteria” rustica con panche e tavoli di legno sotto una veranda, sul fuoco grandi pentoloni di acqua bollente per cuocere le aragoste e lì vicino una vecchia bilancia per pesarle. Una scelta veramente azzeccata perché possiamo gustare dei panini speciali spalmati di burro fuso, ripieni di grossi pezzi di polpa di aragosta, patatine fritte, insalata russa fatta in casa e salsa; eccezionale veramente al prezzo di 33 € comprese bibite e mancia!
Proseguiamo sulla U.S.1W che presenta panorami pressoché ripetitivi fino a Ellsworth poi rimane all’interno per lunghi chilometri per sbucare nuovamente lungo la costa a Bucksport, scendere a Belfast, Camden dove facciamo una deviazione sulla Hw 90 e riprendiamo definitivamente la U.S.1 che, attraversate Newcastle e Bath, ci porta direttamente a BRUNSWICK e al Travelers Inn (64€) un motel molto buono situato nelle vicinanze di un fiume.
Ci rilassiamo in camera fino alle 19,00 quando riprendiamo l’auto e facciamo un giro per il centro cercando un locale per la cena: la scelta cade sul Len’s dove Giovanni ordina un hamburger di pollo con patate fritte, io gamberetti panati-fritti, panino al formaggio, salsa garlic (aglio) e cavolo cappuccio (22 €).
Rientro in motel e meritato riposo; percorsi oggi 360 km.

Giorno 9

Domenica 2 – Oggi, festa del “Corpus Domini” avrei desiderio di partecipare a una Messa così, appena alzata, vado alla reception per informarmi se nelle vicinanze c’è una Chiesa Cattolica: sono fortunata perché a ca. un chilometro e mezzo si trova la St. John the Baptist con una funzione proprio alle ore otto. Così mi preparo e, a piedi, percorro il tragitto indicatomi e arrivo un po’ in anticipo perciò ho tempo di guardarmi attorno e notare il bellissimo altare, la disposizione delle cappelle e le stazioni della Via Crucis. Noto anche la devozione e la partecipazione dei fedeli allo svolgersi della Messa (mi colpiscono tanti uomini giovani raccolti in preghiera) e sono contenta perché, a parte l’omelia di difficile comprensione, ho potuto seguire e comprendere le letture e i canti leggendo i testi in inglese. Quando rientro in motel trovo Giovanni che mi aspetta per fare una sostanziosa e abbondante colazione e gli racconto della mia positiva esperienza.
Alle ore 10,00 siamo pronti per partire sulla I-295 N che seguiamo per un lungo tratto fino a Gardiner e Augusta quindi prendiamo la US-201 N che attraversa paesi e cittadine tipiche dell’America con le sue strade a saliscendi o lunghe e dritte. Alle 12,30 ci fermiamo per acquistare dei panini che mangeremo più avanti quando faremo sosta in un’area attrezzata per il pic-nic nelle vicinanze di Moscow con vista sul lago Wyman, dopo aver seguito per parecchi chilometri il fiume Kennebec (nasce a nord del Maine e dopo 240 km sfocia nell’oceano); sono le 13,30 e la temperatura è salita fino ai 32° ma noi siamo all’ombra degli alberi e ci ristora una leggera brezza.
Riprendiamo la strada ma, all’improvviso, il cielo si oscura e una violentissima pioggia battente rende difficile proseguire perché non si vede più niente: ci fermiamo a lato e, per fortuna, dopo dieci minuti tutto cessa mentre la temperatura è scesa a 21° nel giro di pochi chilometri.
Proseguiamo sempre sulla US-201 N (vediamo un grosso cervo morto sulla nostra corsia e poco più avanti due caribù che stanno lentamente attraversando la strada e riesco a fotografarli) verso il lago Attean e Jackman dove ci fermiamo a fare il pieno di benzina perché costa meno che in Canada al cui confine arriviamo in breve.
Qui non ci sono tante formalità come per entrare negli U.S.A. basta esibire il passaporto e in cinque minuti è tutto fatto; seguiamo dapprima la route 173 Kennedy attraverso boschi, paesi e a lato piccoli corsi d’acqua poi imbocchiamo la 73 N e all’uscita 95 ci fermiamo a SAINTE MARIE presso il motel La Difference (80 € senza colazione) molto grande, ben curato con stanza spaziosa ma poco accogliente e impersonale.
Dalle cinque alle sette ci concediamo un po’ di riposo poi ci rechiamo a cena presso il ristorante Normandin dove Giovanni ordina un panino grigliato con carne di maiale e una grossa fetta di torta al formaggio per me con pollo e patate fritte (25 €).
Alle ore 20,00 siamo già di ritorno. Oggi percorsi 360 km.

Giorno 10

Lunedì 3 – Prima di partire vedo su un depliant che la cittadina nel 1994 in occasione del 250° anniversario di fondazione, ha predisposto un circuito che ripercorre le sue origini: seguiamo quindi questo breve itinerario che ci mostra chiese, cappelle, un monastero, belle residenze d’epoca e altre costruzioni adibite alle attività artigianali e delle professioni. Torniamo poi sulla Autoroute 73 N (2+2 corsie) che, dopo aver attraversato molti paesi (in questa parte del Quebec portano tutti nomi di Santi: Isidoro, Bernardo, Romualdo ecc.) si congiunge con la QC-175 N per arrivare direttamente nel centro di Quebec City.
Sono le 10,15, il cielo è sereno e la temperatura di 19° quando, dopo alcuni giri in centro per cercare un parcheggio (sono tutti riservati per chi ha il pass) ne troviamo uno a pagamento nelle vicinanze del Parlamento, fuori dalla cinta muraria (unica del Nord America); iniziamo la nostra passeggiata entrando dalla porta di St.Louis nella città vecchia scoprendo da subito l’atmosfera magica percorrendo le sue stradine abbellite con vasi di fiori dai colori vivaci, ammirando le case, i negozietti, i piccoli bar e ristoranti che ci fanno pensare alla Francia.
Vediamo in alto la cittadella fortificata, lo Chateau Frontenac famoso hotel dall’architettura fiabesca, il museo, la Cattedrale e dalla Terrasse Dufferin godiamo di una bella vista sull’antico porto e sul fiume San Lorenzo. Al ritorno, prima di uscire dalla porta St. Jean, dedichiamo dieci minuti a visitare antichi depositi di munizioni, camminamenti, alloggi della truppa e un piccolo museo che ripercorre la storia delle fortificazioni. Alla fine un forte vento gelido (18°) ci accompagna verso il parcheggio, dove siamo ben felici di rifugiarci nella nostra auto e riprendere la strada ma molto contenti per questa bella visita.
Sono le 12,30 quando percorriamo la QC-175 N che attraversa boschi di pini, laghi, corsi d’acqua e notiamo che i cartelli che indicano prudenza per la presenza di alci sono molto frequenti; alle ore 14,00 facciamo una breve sosta per acquistare del cibo che ci proponiamo di consumare più avanti presso un’area attrezzata segnalata sulla mappa. Arriviamo fino a Saguenay, grosso centro industriale sul fiume omonimo, da dove prendiamo la QC-170 E che, attraverso estese pianure coltivate e belle fattorie, si collega con la QC-169 O per arrivare a CHAMBORD dove avevamo prenotato al Lac St. Jean Motel (71 €). Scelta indovinata perché la struttura è nuova, la gestione perfetta, la camera spaziosa con veranda fiorita sul lago e il riscaldamento (ci sono 17°) silenzioso.
Rimango fuori in lettura, assisto al tramonto del sole fra nuvoloni bianchi e squarci di azzurro poi devo rientrare perché spira un vento freddo; alle 19,00 su consiglio del gestore ci rechiamo a cena al Coco-Rico dove io prendo una zuppa e una pizza al salamino mentre Giovanni mangia un hot-hamburger con patate fritte, piselli e cappuccio (20 € totali).
Alle ore 21,00 siamo già in camera per il meritato riposo. Oggi percorsi 385 km.

Giorno 11

Martedì 4 – Appena alzata guardo fuori e vedo quattro o cinque persone che stanno pescando sul piccolo pontile: sembrano marziani imbacuccati come sono in indumenti pesanti, berretti, guanti e grosse giacche a vento e capisco perché quando aprendo la finestra mi investe un freddo vento gelido. Il lago è agitato e durante la notte si sentiva il rumore appena attutito delle onde e, in lontananza, anche il fischio di un treno a intervalli regolari.
Dopo aver fatto con calma una sostanziosa colazione continentale, alle 10,25 con cielo molto nuvoloso e una temperatura di 11°, prendiamo la QC-155 S che per 135 km corre attraverso boschi di pini e betulle che colorano il paesaggio con tutte le tonalità di verde e scorci fantastici su laghi piccoli e grandi; solo a La Tuque vediamo le prime case poi costeggiamo a destra il fiume St.Maurice (attraversiamo un ponte per misurarne la larghezza: dai 300 ai 500 m) e dopo altri 100 km alle ore 14,00 facciamo una sosta per acquistare panini e bibite che consumiamo in un’area di sosta. A Grand Mère la QC- 155 diventa Autoroute 55 S fino a incrociare la Autoroute 40 O che lasciamo ben presto per percorrere la bella strada panoramica QC-138 O che lascia a destra estesi campi coltivati e grandi fattorie e a sinistra il corso del fiume San Lorenzo che ci accompagna fino a REPENTIGNY dove arriviamo alle ore 17,00 e facciamo sosta presso il Au Doc Motel (80 €) posto in una bella posizione sul fiume e che già da subito ci colpisce favorevolmente.
Esco sulla riva per scattare delle foto poi, dopo un breve riposo, siamo pronti per andare a cena presso il Nick Pizzeria dove prendo una minestra di pasta e pollo, un grosso hamburger rettangolare ricoperto di salsa e funghi champignon, due tipi di purè, insalata con salsa pane abbrustolito e scaglie di grana; Giovanni mangia una buona pizza (totale € 25).
Giornata di trasferimento in mezzo alla natura. Percorsi 415 km.

Giorno 12

Mercoledì 5 – Durante la notte ho sentito degli strani rumori provenienti dall’esterno e, quando alle 5,30 mi sono affacciata alla finestra, ho visto delle persone che stavano caricando un camion con attrezzature varie; più tardi ho chiesto al gestore (un cinese qui con la moglie, tre figli e i genitori perfettamente integrati nella comunità) il quale mi ha spiegato che una troupe è rimasta qui tutta la notte per riprendere il motel e il lago su incarico dell’ufficio turistico a titolo promozionale.
Sono uscita alle 7,30 per una passeggiata nel quartiere formato da villette una più bella e curata dell’altra, strade ampie e pulite senza macchine parcheggiate (per l’unica sulla via è arrivato immediatamente lo sceriffo a dare la multa!), non ho visto persone a piedi solo due scuolabus che si alternavano avanti e indietro a raccogliere gli studenti; c’è un po’ di vento freddo ma sono ben coperta.
Rientro dopo mezz’oretta e trovo Giovanni che sta parlando con il gestore che gli racconta della sua famiglia e di come si vive in questa parte del Canada; facciamo una buona colazione continentale seduti all’aperto con la vista del fiume poi alle 9,15 con un sole splendido e una temperatura di 17° riprendiamo la Autoroute 40 O che lasciamo dopo 110 km per entrare alle 10,45 in Ontario.
Proseguiamo sulla 417 TransCanada Hwy che attraversa estesi campi coltivati, belle fattorie con silos e piccoli paesi fino a Ottawa dove arriviamo alle 11,40; troviamo facilmente un parcheggio presso il Museo della Natura poi iniziamo a piedi il nostro giro per conoscere e vedere più da vicino la capitale federale del Canada che sorge sulla sponda meridionale del fiume omonimo mentre su quella settentrionale si trova Gatineau. Percorriamo un lungo viale fiancheggiato da bei negozi, ristoranti, locali e grattacieli di stile moderno che ci porta fino al quartiere centrale con la Collina del Parlamento e i maestosi palazzi del Governo realizzati in stile gotico-vittoriano.
Notiamo la grande Torre dell’Orologio, il Museo delle Civiltà e costeggiamo il Canale Rideau che unisce Ottawa a Kingston sul lago Ontario.
Assistiamo a una manifestazione pacifica di un numeroso gruppo etiope (le donne nei caratteristici abiti colorati) che chiede la cessazione dei massacri operati nei confronti dei cristiani-copti nel loro paese; ci adeguiamo ai numerosi impiegati governativi che consumano il loro pranzo seduti nei parchi e prendiamo degli hot-dog e bibite.
Abbiamo girato quasi due ore e visto una città molto bella, spaziosa, multietnica così siamo soddisfatti quando riprendiamo l’auto e ci dirigiamo prima sulla ON-416 S poi, arrivati in vista del fiume San Lorenzo, deviamo sulla ON-401 W con uscita a NAPANEE dove troviamo l’ottimo motel Fox Motor Inn (76 €) gestito da fratelli indiani con famiglie numerose: pareti ricoperte di legno, bagno appena restaurato con sanitari nuovi, microonde, frigo, TV schermo piatto, prato con area pic-nic e barbecue, piscina. Molto rilassante, infatti, ci fermiamo in camera fino alle 19,00 poi andiamo a cena in un locale tipo Mc Donald’s dove prendiamo pollo fritto, hamburger e patatine. Ottima giornata turistica. Percorsi 480 km.

Giorno 13

Giovedì 6 – Dopo una buona notte di riposo mi alzo alle 8,30 ma fuori piove e fa freddo così ci portiamo in camera la colazione e la consumiamo al caldo. Giovanni vuole mettersi in contatto con la compagnia aerea per avere conferma del volo di ritorno e possibilmente prenotare dei posti comodi: chiede al gestore che ci fa accomodare nel suo ufficio e si offre di provare tramite internet ma sul sito non è possibile. Si preoccupa allora di telefonare e, quando ha la linea, Giovanni si informa ma gli rispondono che la prenotazione si può fare solo al check-in. Rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla cortesia e disponibilità del gestore che si è fatto in quattro per agevolarci e che ci mostra orgoglioso la targa che il suo motel ha ricevuto quale migliore della zona per il 2013; lo ringraziamo e gli assicuriamo che, tornati a casa, gli daremo un bel dieci su Booking.com perché se lo merita.
Ho letto sulla guida che a Kingston si trova il Penitentiary Museo che conserva e illustra la storia del sistema penitenziario federale canadese: vista la giornata e i pochi chilometri che ci separano, decidiamo di andare a vedere di cosa si tratta così alle 11,00 prendiamo la macchina e dopo circa mezz’ora ci troviamo nel parcheggio all’interno dell’area del Museo. La costruzione è una casa di pietra calcarea costruita a suo tempo dai detenuti e riservata al direttore del penitenziario e composta di due piani; per l’entrata non si paga il biglietto ma si fa una libera donazione per contribuire alle spese di manutenzione. Al primo piano, che costituisce la maggior parte del museo, si trovano quattro sale espositive: la prima contiene una collezione di uniformi, macchina fotografica usata per foto segnaletiche, le schede personali dei detenuti (posizione in cella, posto di lavoro, punizioni, ricoveri in infermeria e altro). La seconda presenta tavola e triangolo per la fustigazione, gatto a nove code, catene, manette, ceppi, camicie di forza, vasca per tenere il detenuto a bagnomaria e la “bara verticale” con il prigioniero bloccato dentro da un minimo di nove minuti a un massimo di due ore: impressionante anche se sono metodi punitivi non più in uso da decenni ma che mi hanno fatto pensare alla vita disumana di quei reclusi. Nella terza stanza sono conservati vari oggetti sequestrati che dimostrano l’ingegnosità nel costruire oggetti per ferire (posate, ferri limati, spazzolini da denti) o per nascondere armi, droga (libri cavi, tacchi delle scarpe ecc.). Nell’ultima troviamo oggetti costruiti dai detenuti “artisti” quali mobili finemente scolpiti e decorati, ceramiche, quadri, tessuti ricamati a mano e altro ancora. Ricostruite anche delle celle così piccole, strette e basse senza finestre che mi sono chiesta come potevano degli esseri umani viverci tanti anni senza impazzire!
Nel complesso abbiamo trascorso un’ora didattica riflettendo su un mondo cui non pensiamo mai perché non ci tocca da vicino.
Fuori continua a fare freddo e la pioggia non cessa, la temperatura alle 13,30 è di 12° quando prendiamo l’autostrada 401 W (6+6 corsie) che si fa sempre più trafficata man mano che ci avviciniamo a Toronto e diventa un serpentone quasi immobile in entrambi i sensi di marcia, sugli svincoli, alle uscite, sulle altre strade che escono dalla città come la Queen Elizabeth Way che dobbiamo seguire per arrivare alla nostra meta; in conclusione abbiamo impiegato più di tre ore per percorrere novanta chilometri e Giovanni, bravissimo e paziente, è stato messo a dura prova nella sua capacità di guida.
Finalmente alle 19,30 arriviamo a ST.CHATARINES presso il meraviglioso e accogliente hotel Capri Inn (77 €) e quando chiediamo alla signorina della reception il perché di tanto traffico, ci dice che di solito per coprire la distanza si impiega un’ora e mezza ma che siamo incappati nell’ora di punta quando si muovono tutti alla fine della giornata.
Siamo stanchi ma anche affamati così, su suggerimento, ci rechiamo presso l’elegante ristorante Wildfire convenzionato con l’hotel (sconto del 10%) e ci permettiamo una cena raffinata a base di zuppa di cipolle, polpettine di polpa di granchio, filetto con due gamberoni alla griglia, risotto, carotine e insalata: 45€ tutto compreso ma ne è valsa la pena!
Altra giornata interessante; oggi percorsi 425 km.

Giorno 14

Venerdì 7 – Ci alziamo con una leggera pioggia e un velo di nebbia poco invitanti ma ci consoliamo con una sostanziosa e varia colazione che rispecchia il livello di questo bel motel; scatto alcune foto del lago Ontario poi decidiamo il programma per la nostra ultima giornata in Canada (dobbiamo essere in aeroporto alle 18,55) e pensiamo di dirigerci a sud verso Welland da dove parte un canale navigabile con un sistema di chiuse che arriva al lago Erie.
Partiamo alle ore 11,00 seguendo la ON-406 S ma dopo alcuni chilometri cambiamo idea e scegliamo di andare a vedere le Cascate del Niagara (la parte degli Stati Uniti l’avevamo già conosciuta durante un precedente viaggio) anche se Giovanni c’era già stato ma mi dice che da qui sono più interessanti.
Ci raccordiamo con la RR 20 E che fino alla cittadina di Niagara Falls è un susseguirsi di motel, grill, tatoo, ristoranti, bar, Inn, resort, suites e alberghi di lusso e case da gioco: sembra tutto un luna-park come a Las Vegas.
Troviamo un enorme parcheggio quasi vuoto dove lasciamo la macchina poi incominciamo a piedi il lungo giro che ci porterà a vedere le cascate da vicino; costeggiamo rinomati e lussuosi alberghi, giardini curatissimi mentre in lontananza sentiamo il rumore dell’acqua. Scendiamo di livello e, dopo aver attraversato il parco della Regina Vittoria, si apre davanti a noi la stupefacente visione della cascata a ferro di cavallo che mi lascia senza fiato per la sua maestosità e mi rende felice di essere venuta. Al ritorno passiamo davanti al Casinò con la sua caratteristica facciata e i giochi d’acqua della fontana e notiamo anche lo splendore del Marriott Hotel; i turisti non sono moltissimi e il cielo, per fortuna, ci ha risparmiato la pioggia.
Alle ore 13,00 riprendiamo la macchina e seguendo la QEW ci dirigiamo verso Toronto con il suo traffico caotico; non abbiamo voglia di entrare in città così pensiamo di andare a nord verso Barrie dove arriviamo dopo un’ottantina di chilometri ma non vediamo nulla di interessante così ritorniamo e per fortuna abbiamo preso la decisione giusta: in poco tempo sull’altra corsia si forma una lunga colonna di auto quasi ferme (venerdì tutti si spostano per il week-end) ma nella nostra direzione il traffico è scorrevole.
Troviamo facilmente l’aeroporto, il parcheggio dell’Avis per la consegna dell’auto e alle ore 18 abbiamo già effettuato il chek-in e superati i controlli; non ci resta che aspettare l’orario del volo, previsto per le ore 22,55, consumando una cena ben meritata.
Percorsi oggi 270 km.

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