Brasile on the road con al Famiglia

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 15 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1.501€ a 2.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Con la famiglia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI America
BRASILE 2016
KM TOTALI 3964
5 FEBBRAIO VENERDì km 60
Si riparte finalmente…destinazione Brazil…Visto il bel tempo e le temperature alte che ci attendono abbiamo portato due valigie ma non stracolme come sempre…anche stavolta i biglietti sono stati prenotati on line e non abbiamo avuto problemi per il check in aeroporto.
Partiti da Venezia io mio marito Sandro e i miei bambini Alessio di 8 anni e Mattia di 10…abbiamo approfittato del ponte di carnevale…anche se per noi il ponte sarà lungo due settimane…
Il volo da venezia con la Iberia è partito alle 8.45 ed è durato due ore e mezza con scalo a Madrid. Ho parlato tutto il tempo con un altro viaggiatore appassionato di bicicletta che è già stato un paio di volte in Brasile, così ho chiesto informazioni pratiche sulle strade e la gente del posto.
L’ora di scalo è volata e a mezzogiorno meno un quarto siamo ripartiti destinazione Rio de Janeiro il cui volo è durato 11 ore…Purtroppo per i bambini non c’erano i visori sui sedili per passare il tempo così hanno dormicchiato . A Rio erano le 19 e 30 ora locale con cinque ore in meno rispetto all’Italia e fuori c’era ancora il sole alto.
Disbrigato le formalità doganali abbastanza velocemente abbiamo ritirato i bagagli senza ritardi. Subito ci siamo diretti al desk del rent a car Localiza dove avevo prenotato la macchina da casa on line. Come navigatore mi hanno dato un telefonino che non ho accettato perché non prendeva niente (infatti siamo tornati indietro tre volte…)finchè mi hanno consegnato un normale navigatore con il quale ci siamo trovati subito…in sintonia…anche se l’hotel delle prime notti non è stato in grado di localizzarlo… La macchina è una Fiat basilare dove ci stanno le due valigie in piedi e quindi si vedono dall’esterno, non una scelta ottimale….
Per guidare in Brasile serve la patente internazionale con la convenzione di Vienna del 1968…non quella di Ginevra del 1949, vale tre anni e costa 42 euro.
Tra una pratica e l’altra, una fila di persone in attesa di ritirare la macchina, finalmente ci siamo immessi sulle strade brasiliane che erano le dieci di sera…Il problema principale è stato uscire dalla zona aeroportuale e imboccare la strada giusta senza sbagliare svincoli, uscite o incroci…perché sarebbe stato fatale…ovunque c’era un caos pazzesco legato al carnevale, le strade erano intasate di macchine, di gente che camminava in mezzo, di venditori di bibite o snack e motorini che suonavano e zigzagavano in mezzo al traffico…Il navigatore non era stato impostato ancora con la posizione precisa perché non riconosceva la zona…dovevamo uscire da Rio per una cinquantina di km….ma tutta la strada è stata un incubo, si procedeva a passo d’uomo ed eravamo intimoriti perché ci trovavamo in una zona non molto raccomandabile…è stata una situazione veramente snervante dopo venti ore di viaggio….con fuso orario e stanchezza accumulata…senza contare l’afa opprimente e il primo contatto con il nuovo mondo di notte e nel caos assoluto…senza il navigatore che ci dava la certezza di trovarci sulla strada giusta l’angoscia incombeva su di noi…pensavamo addirittura di aver oltrepassato l’hotel senza accorgercene… tornare indietro sarebbe stato impossibile con il traffico immobilizzato….alle due di notte finalmente abbiamo trovato l’hotel grazie anche alle indicazioni della gente del posto….
Al nostro arrivo l’hotel era completamente al buio, pensavamo che fosse chiuso….o disabitato…con coraggio sono scesa dalla macchina e sono andata all’entrata suonando un campanello….l’hotel era nuovo era un Ibis della nota catena alberghiera…quando ho avuto conferma che la nostra prenotazione andava bene, ho chiamato Sandro e i bambini che hanno scaricato i bagagli….ci hanno assegnato due camere comunicanti, così io e Sandro ci siamo divisi i bambini….finalmente ci siamo sistemati e ci siamo sentiti al sicuro…come primo impatto del Brasile è stata dura….di notte, su strade sconosciute senza un navigatore e in pieno carnevale con gente ovunque e traffico bloccato….davvero l’ideale per finire sui telegiornali….
Pensando positivamente, una notte di sonno non poteva che migliorare la situazione….e ogni problema sicuramente sarebbe stato affrontato a mente lucida l’indomani…

Stati Visitati: Brasile

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Sonia Lauriola Visualizza Profilo

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Giorno 1

6 FEBBRAIO SABATO km 134
Alle sei e mezza mi sono svegliata così ci siamo preparati per scendere a fare colazione che era compresa nel prezzo della camera….Noi ci trovavamo a Itaborai una località a 50 km da Rio de Janeiro, la scelta è stata obbligata perché ci trovavamo nel mezzo del periodo di Carnevale e i prezzi erano alle stelle…e gli hotel erano già tutti prenotati sebbene mi fossi attivata con messi di anticipo, non c’è stato niente da fare….avremmo rischiato veramente di dormire chissà dove se non avessi prenotato questo hotel fuori dal centro….inoltre questo hotel ibis era nuovo e aveva tutti i confort e le sicurezze che la situazione richiedeva, nonostante si trovi in una zona popolare… veramente questo hotel su più piani moderno stona con l’ambiente circostante….
Dopo una prima colazione brasiliana con frutta tipica ci siamo organizzati per la giornata con l’incubo di dover affrontare il traffico pazzesco della notte appena passata…ma sorpresa, a parte dei piccoli ingorghi siamo arrivati velocemente al Ponte Presidenti Costa e Silva sulla baia che conduce a Rio de Janeiro…
Il ponte è a quattro corsie per ogni senso di marcia ed è a pagamento ed è meglio munirsi di monete.
La moneta brasiliana è il Real Brasiliano il cui cambio è 4 real per un euro circa.
Purtroppo il nostro ottimismo ha avuto una battuta di arresto una volta usciti dal ponte e immessici sulle superstrade di Rio…il traffico era…paralizzato…con motorini che sfrecciavano ovunque….eravamo veramente sulle spine…per la macchina noleggiata…era una giornata di festeggiamenti carnevaleschi e ovunque c’erano sfilate….e naturalmete nonostante fossero solo le dieci del mattino c’erano già una trentina di gradi e molta umidità… il cielo era un po’ coperto. Il navigatore nel frattempo ha cominciato a fare il suo dovere e ci ha portato alla prima meta della giornata….nonostante tentativi di depistaggi di gente che si metteva con cartelli in mano per deviare i turisti verso altre attrazioni sulle quali ci guadagnavano.
Siamo saliti sul Corcovado (che significa “gobbo” in portoghese), una montagna alta 709 metri dal quale si gode di un vista a 360 gradi della città di Rio. E si trova nel parco nazionale della Tijuca.
Si può raggiungerlo con una strada asfaltata in mezzo alla foresta o con un trenino elettrico.
Una volta parcheggiato lungo la strada piena di tornanti (si paga qualcosa ai parchegiatori….) bisogna fare il biglietto e prendere dei pulmini che portano in cima perché non ci sono molte piazzole per mettere la macchina…e salire altri 215 scalini….ci sono anche delle scale mobili…inutile dire che è strapieno di gente….per cui bisogna valutare quando è meglio salirci…di solito il mattino presto…
Il Cristo Redentore è alto 30 metri più altri 8 del piedistallo. L’apertura delle braccia spalancate è di 28 metri. La statua in stile art-deco’ è stata realizzata nel 1926 e nel 1931 è diventata il simbolo della lotta al comunismo. Dal 2007 fa parte delle sette meraviglie del mondo moderno.
Purtroppo abbiamo avuto un problema con i soldi. Per sicurezza ho lasciato la carta di credito in hotel e ho portato via solo il bancomat che purtroppo era bloccato…(prima di partire ero stata in banca ad accertarmi che tutto funzionasse e invece di sbloccare le tessere sono state bloccate…). Per fortuna che in aeroporto quando siamo arrivati abbiamo cambiato 100 euro per avere contanti in tasca soprattutto per l’autostrada e i pedaggi…ora invece ci ritrovavamo a non poter usufruire della tessera….così siamo stati tutto il giorno con i soldi contati…ce ne siamo accorti subito al momento di pagare il biglietto per salire in cima al Corcovado….inutile dire che ci si sono raddrizzati i capelli alla notizia….e per questo motivo e la stanchezza del viaggio ancora sulle spalle ci siamo veramente stressati….
La vista comunque dalla cima è spettacolare, si vede veramente tutta la città con le varie spiagge, quartieri e montagne….peccato la foschia della giornata…
Un po’ più in basso si trova un altro punto panoramico il Mirante Dona Marta , una piattaforma a 385 metri di altezza che si raggiunge passando per un boschetto da dove vedere tutta la città gratuitamente…
Ritornati in macchina abbiamo fatto il punto della situazione…senza soldi…così abbiamo deciso di andare a Ipanema in spiaggia. Abbiamo però parcheggiato l’auto in una zona interna e con un taxi l’abbiamo raggiunta. Il lungomare era piena di macchine e poi c’erano in programma sfilate di carnevale quindi era meglio evitare di complicarci la vita cercando parcheggi…inoltre siamo passati in un centro commerciale a provare ancora a tirare fuori soldi dal bancomat…ma niente (non sapevamo con certezza che il problema era la carta bloccata..pensavamo che fossero i bancomat non abilitati per quella tessera)…
Abbiamo cercato di sdrammatizzare e pensare positivamente…ma lo stress di girare con i soldi contati non ci mollava….
Ipanema è una delle principali spiagge di Rio, è suddivisa in Postos (zone) che rispecchiano i vari strati sociali. Il posto 9 è sopranominato Garota di Ipanema è dove si possono ammirare i corpi più sinuosi e abbronzati di Rio.
Al quartiere e alla spiaggia di Ipanema è dedicata la famosa Garota de Ipanema (la ragazza di Ipanema), una delle più famose canzoni del movimento musicale Bossa Nova. Anche Mina ne interpretò una famosa versione.
Il Posto 9 è chiamato anche cimitero degli elefanti perché è il luogo di incontro di vecchi hippy e simpatizzanti di sinistra. La zona di fronte a Rua Farme de Amodeo la spiaggia è chiamata Bolsa de Valores ed è la sezione gay. Il posto 8 è il regno dei ragazzini delle favelas. Su tutta la spiaggia a intervalli regolari si trovano chioschi dove mangiare e bere soprattutto la Caipirinha… Ma ovunque in spiaggia ci sono venditori di cibi e bibite o vestiario che passano in continuazione…
La Caipirinha è il cocktail tipico del Brasile ed è a base di cachaca (un distillato a base di canna da zucchero), zucchero di canna, lime e ghiaccio. Un derivato è la caipiroska a base di vodka. Buona è anche la caipirinha alla fragola…o altri frutti tropicali.
I bambini appena hanno visto le onde altissime vi si sono tuffati e sono stati tutto il tempo in acqua, ma occorre prestare molta attenzione perché ci sono forti correnti che trascinano al largo, molto spesso gli abitanti del luogo li avvisavano di stare attenti e non rischiare…cose che continuavo già a dire io senza essere ascoltata…Avendo avuto i soldi in tasta ci saremmo sbizzarriti anche noi ad assaggiare tutte le squisitezze che offrivano i venditori ambulanti, come spiedini di gamberi o pesce cotti su delle scatole che trasportavano in giro per la spiaggia, o darci dentro con le bevande tipiche…ci siamo accontentati di una noce di cocco fresca da bere….nonostante la stanchezza la voglia di vedere era molta così ci siamo fatti a piedi tutta la lunghezza della spiaggia oltre 2.5 km…di sola andata…
Abbiamo raggiunto la Pedra do Arpoador, un promontorio che divide Ipanema da Copacabana. Il promontorio di roccia rossa è anche un parco con sentieri da dove ammirare i vari punti di vista su entrambe le spiagge. I ragazzi locali sono abituati a tuffarsi in mezzo alle rocce e molti si cimentano nella pesca. Ovunque ci sono guardiani che controllano che la gente non corra pericoli soprattutto derivanti da furti o aggressioni per cui ci sentivamo sicuri a girare da soli…io poi ero per conto mio a fare riprese…i turisti a dire il vero non erano molti perché la maggior parte si limita alla spiaggia dei numerosi alberghi dove pernottano….naturalmente occorre sempre stare attenti e non andare in giro proprio con la testa sulle nuvole, è necessario essere sempre consapevoli di dove ci si trova e avere occhi anche dietro la testa….ma non bisogna essere sempre diffidenti, in ogni caso l’importante è non sfoggiare gioielli o accessori appetibili per i delinquenti….
Prima di partire da casa mi ero informata sul carnevale di Rio…Prima di tutto bisogna chiarire che il classico carnevale che si vede sempre alla televisione viene fatto in una struttura apposita, il Sambodromo, dove sfilano i magnifici e faraonici carri di carnevale con tutte le persone con i costumi strabilianti…in giro per la città ci sono invece le sfilate di quartiere chiamati Blocos. Un calendario con tutti gli orari si può consultare anche online e decidere così a quale partecipare e come organizzarsi per raggiungerlo. Noi eravamo a Ipanema così alle quattro ci siamo diretti sul lungomare da dove partiva il bloco ossia la sfilata… Ogni quartiere ha il suo bloco con un percorso definito e strade chiuse appositamente…in realtà non ci sono molte persone in costume, tutti seguono un carro che procede con musica assordante e la gente si unisce ballando e bevendo a volontà in allegria….e naturalmente non ci siamo fatti scappare l’occasione di partecipare anche noi, io in particolare mi ero carburata anche con una caipirinha che mi aveva messo le ali ai piedi e fatto sprizzare allegria da tutti i pori tanto era alcoholica….bisognava comunque stare attenti a non perdere i bambini e tenerli stretti perché c’erano dei passaggi talmente stretti dove si era totalmente stritolati dalla folla…..i bambini non sono stati affatto traumatizzati anzi si sono divertiti anche loro….è stata una bella esperienza ritrovarsi in mezzo alla gente brasiliana, in giro c’erano pochissimi turisti…
Stanchi siamo tornati a piedi alla macchina che era parcheggiata vicino alla laguna (lagoa) de Freitas continuando lo stesso a tentare di ritirare soldi dai bancomat…senza risultati….qui veramente ci siamo resi conto che il problema era la carta bancomat nostra e non gli sportelli bancomat….
La Lagoa Rodrigo de Freitas è un lago interno salmastro collegato al mare con un canale. La sua circonferenza è di 7.4 km ed è percorribile anche con la pista ciclabile. Il fine settimane è molto popolare per attività all’aperto e dove praticare canotaggio o vela. Lo fiancheggiano parchi e stadi di calcio come il Flamengo (una delle principali squadre della città assieme al Botafogo e alla Fluminense), e l’enorme stadio di jockey ben visibile dal Cristo Redentore in cima al Corcovado.
Ripresa la strada per l’hotel di Itaborai a cinquanta km da Rio, abbiamo avuto la gradita sorpresa di non trovare ingorghi come la sera precedente…e in un’ora siamo tornati all’hotel dove abbiamo parcheggiato. Presa la carta di credito in camera e ci siamo avventurati sulla strada principale in cerca di un ristorante dove cenare visto che la scelta non mancava…per testare la carta di credito prima siamo andati in un supermercato a prendere qualcosa e poi con la certezza che tutto funzionasse ci siamo diretti in un ristorante che ci ispirava…e non abbiamo sbagliato…finalmente potevamo tirare un sospiro di sollievo ed essere soddisfatti della nostra prima giornata in terra brasiliana…

Giorno 2

7 FEBBRAIO DOMENICA km 219
Stamane ci siamo alzati tutti rossi come dei peperoni arrostiti…le poche ore di ieri in spiaggia sono bastate per metterci ko…i bambini avevano la faccia gonfia ed erano doloranti per le onde gigantesche nelle quali si sono tuffati…
Visto la gran confusione per il giorno clou del carnevale a Rio abbiamo deciso di cambiare programma e concederci una giornata in un ambiente più tranquillo e rilassante. Direzione montagne in una località eletta dai sovrani brasiliani come residenza estiva…
Dopo un’altra sostanziosa colazione in hotel siamo partiti alla volta del Parque Nacional da Serra dos Orgaos con vette che ricordano le canne d’organo delle chiese…molto suggestive se non fosse stato per la nuvolaglia bassa che le copriva quando siamo passati lungo la strada molto scenografica con tornanti. Qui si trova una foresta atlantica ricca di specie esotiche e animali di ogni genere. Moltissimi sentieri conducono all’interno del parco dove vedere spettacolari cascate.
Noi però ci siamo solo passati perché addentrarci voleva dire starci tutto il giorno. Abbiamo proseguito passando anche per Teresopolis dal nome dell’imperatrice Teresa Cristina moglie di Pietro II re del Brasile. La cittadina si è formata su terreni strappati agli indios poiché luogo ideale per il transito dei commerci da Minas Gerais a Rio de Janeiro.
La meta è stata Petropolis una località dall’aspetto europeo dove la corte imperiale brasiliana di Dom Pedro II trascorreva i periodi estivi lontani dalla calura di Rio de Janeiro. Ancora oggi il presidente brasiliano vi trascorre l’estate e molti brasiliani hanno eletto la cittadina come loro meta delle vacanze. Nel tempo molti hippies sono arrivati e hanno installato degli atelier, come pure celebrità di vario genere.
Abbiamo iniziato la visita dalla Cattedrale di Sao Pedro de Alcantara che ospita le tombe dell’ultimo imperatore del Brasile Dom Pedro II, di sua moglie e sua figlia. Salendo sul campanile si puo’ ammirare il panorama della cittadina immersa nel verde e abbellita con lampioni, parchi e ponti su fiumiciattoli. E’ in stile gotico con vetrate istoriate colorate e di notte è illuminata anche all’esterno. Quando siamo entrati stavano facendo le prove di canti sul genere gregoriano che ci hanno fatto accapponare la pelle nonostante il caldo….
Attraversando ponticelli che collegano vari palazzi e strade abbiamo raggiunto il Museo Imperial nel palazzo ottocentesco nel quale entrare con le pattine in feltro…noi non ci siamo andati per mancanza di soldi liquidi e la carta di credito non veniva accettata…il parco è molto interessante con le specie tropicali tipiche del luogo.
Il Palacio Rio Negro è un maestoso edificio tinteggiato di giallo e residenza estiva del presidente brasiliano.
La Casa Museo dell’inventore dell’orologio da polso.
Una curiosità è il Trono de Fatima una scultura alta 3.5 metri della Madonna di Fatima importata dall’Italia dal quale ammirare il panorama sulla cittadina dall’alto della collinetta dove si trova. Per arrivarci abbiamo fatto un percorso segnalato in mezzo alla boscaglia con scalini.
Tornando sui nostri passi abbiamo visitato anche uno dei primi birrifici brasiliani, la Cervejaria Bohemia dove spiegano le lavorazioni e offrono la possibilità di degustare il prodotto finito.
La Casa da Ispiranga è una delle più belle residenze in miniatura di Petropolis. Quando siamo usciti ha cominciato a piovere così ci siamo diretti verso il Palacio Cristal costruito in Francia e trasportato in Brasile nel 1879. È tutto in vetro e ferro ed è utilizzato come serra per le orchidee.
Purtroppo il tempo non accennava a migliorare e comunque la nostra visita di Petropolis era terminata. Sotto un diluvio impressionante ci siamo diretti verso Rio…per la strada l’acqua scorreva a fiumi tanto che è stato difficoltoso vedere bene la strada…
Dato che eravamo nelle “vicinanze” siamo andati a vedere un grande outlet fuori Rio….A dire il vero non abbiamo trovato prezzi molto convenienti…considerato che eravamo in Brasile….inoltre i marchi non erano molto conosciuti a parte quelli internazionali grossi…così siamo usciti a mani vuote…era tanto per dare un’occhiata…se non ci sono le occasioni non ne vale veramente la pena acquistare a determinati prezzi…
Ci siamo diretti verso Itaborai al nostro hotel e anche stasera abbiamo mangiato in una ristorante in zona che però avevamo già adocchiato la sera prima…si trattava di un Rodizio… o churrasco. Un ristorante tipico brasiliano dove si mangia molta carne portata dai camerieri su degli spiedoni. Il pezzo forte è la Picanha un taglio di manzo veramente succulento…il tutto accompagnato da un buffet ricco di verdure in ogni salsa, pasta, riso, pesce…I dolci a volte sono compresi nel prezzo fisso altre a parte…tutto buonissimo e abbondantissimo. Famosa è la Farofa un contorno salato a base di farina di manioca passata nel grasso e arricchita con pancetta, uova, cavoli, banane…molto particolare. Anche la feijoada è deliziosa fatta con fagioli, spezie, carne, verdure e riso bianco…tutto da provare….pure per i dolci c’è l’imbarazzo della scelta, presentati in maniera golosa….
Inutile dire che quando siamo usciti stavamo per scoppiare…da tanto che avevamo mangiato….
Sono andata a dormire con il pensiero di svegliarmi presto per telefonare in Italia in banca e fare sbloccare il bancomat…

Giorno 3

8 FEBBRAIO LUNEDI' km 491
Come anticipato, dormito poco per il pensiero del bancomat, infatti svegliata alle cinque e mezza e chiamato in Italia in banca dove avevano appena aperto…ho spiegato il problema e mi hanno richiamato per avere la conferma…per fortuna è andato tutto a buon fine e ho avuto la certezza che il bancomat era stato bloccato per l’estero….
Abbiamo preparato i bagagli e siamo scesi per l’ultima colazione in hotel. Ho utilizzato il bancomat per pagare l’hotel ma non avevano la possibilità di darmi soldi in contanti e ci hanno consigliato un negozietto in fondo alla strada dove c’era uno sportello…seguendo le loro indicazioni abbiamo capito che si trattava proprio di un negozietto con il bancomat stile slot machine fuori dall’edificio….molto sicuro per prelevare soldi in contanti….comunque velocemente abbiamo fatto l’operazione e ci siamo diretti verso San Paolo…
Le autostrade brasiliane, rodovie, sono ben tenute e alcune sono a pagamento, per questo non sono molto trafficate…si trovano anche dei baracchini dove vendono frutta tropicale o altre specialità. Gli autogrill si chiamano lanchonete con ristoranti e self-service.
Per spezzare la lunga strada ci siamo fermati a Penedo…il villaggio di Babbo Natale…In realtà questo paese è stato fondato da una comunità di finlandesi che sono arrivati in Brasile nel 1929 che con il tempo si sono ingegnati a inventarsi questa attrazione…il villaggio di Babbo Natale è aperto tutto l’anno…certo i 30 e passa gradi non permettono di assaporare veramente il clima natalizio ma è comunque sbalorditivo vedere tutto il paese con casette in stile finlandese con decorazioni a tema…un altissimo albero di natale, con negozi e attrazioni varie che incuriosiscono i visitatori….
Passando oltre il paese e addentrandoci nel parco nazionale delle montagne circostanti si trovano moltissime cascate molto tipiche del Brasile…su rocce liscissime dove gli abitanti si rinfrescano e si divertono…ma anche pericolose perché scivolose, le cachoeiras…non pochi si sono infortunati o ci hanno lasciato le penne….abbiamo fatto fatica a trovare un parcheggio perché c’era gente ovunque che si era organizzata con grigliate e bagni…finamente una vigilessa ci ha permesso di metterci in doppia fila dove sono scesa solo io per fare foto e filmati…alla fine si è liberato il posto e sono scesi anche Sandro e i bambini così abbiamo fatto una camminata lungo il fiume con le sue molteplici cascatelle…
Tornati a Penedo abbiato trovato un posticcino per fare uno spuntino…peccato che poi abbiamo riempito il tavolo con le mega porzioni di tutto, sandro aveva preso di nuovo la picanha stavolta servita direttamente nel piatto…
Siamo riusciti giusto a mangiare che si è messo a piovere, così abbiamo ripreso l’autostrada direzione San Paolo che ci stava aspettando sotto un cielo nero di tempesta…e con la sua vastità…
Il primo nucleo della città si deve all’arrivo dei Gesuiti nel 1554. Divenne presto una stazione di posta per gli avventurieri che erano diretti verso l’interno e come centro del trasporto dello zucchero delle piantagioni vicine.
Nel 1882 il Brasile ottenne l’indipendenza e San Paolo fu dichiarata capitale del Paese. L’economia cominciò a decollare alla fine del XIX secolo quando si iniziò a esportare il caffè in tutto il mondo. Da ciò derivarono i milioni di discendenti degli immigrati italiani e giapponesi. Agli inizi del XX secolo con il crollo del prezzo del caffè i capitali vennero impiegati nell’industria che richiamò altri immigrati da tutto il mondo rendendo San Paolo la città più popolosa dell’emisfero meridionale con i suoi 20 milioni di abitanti e terza al mondo dopo Seul e Bombay.
Questa crescita esplosiva ha avuto però anche un lato negativo con la presenza di baraccopoli che l’hanno resa anche una città pericolosa…
Grazie al navigatore siamo arrivati al nostro hotel in centro a San Paolo senza problemi e giusto in tempo prima che cominciasse a diluviare…la macchina è stata portata in un parcheggio coperto e custodito dallo staff dell’hotel…
Il Normandie Design Hotel è proprio un albergo di…design con la sua hall coloratissima e le stanze (due in questo caso) ben arredate….intanto che ci siamo sistemati fuori il tempo si è placato giusto per andare in cerca di qualcosa da mangiare….camminando abbiamo avuto modo di constatare come la megalopoli rispecchi la sua fama….molto sfarzo e molta povertà…c’erano barboni ovunque e per questo abbiamo deciso di non avventurarci lontani dall’albergo vista l’ora….

Giorno 4

9 FEBBRAIO MARTEDI'
Anche oggi una bella giornata ci stava aspettando….la sera precedent alla reception ci hanno detto che in questo periodo verso sera ci sono frequenti nubifragi essendo un po’ la stagione delle pioggie…infatti anche alla televisione abbiamo visto inondazioni e danni ovunque nella zona….
In ogni caso siamo andati a fare colazione che, anche in questo hotel, era compresa nel prezzo…e si è rivelata anche bella abbondante…peccato che come sempre i bambini non ne sappiano approfittare e nonostante l’imbarazzo della scelta tornino al tavolo con bicchieri d’acqua e piatti mezzi vuoti….per poi cominciare a reclamare cibo appena ci mettiamo in marcia….
Comunque…il nostro giro riguardava la downtown storica della città e noi eravamo praticamente attaccati, così siamo usciti a piedi e oltre agli innumerevoli barboni che dormivano ovunque…davanti ai portoni delle banche, dei grattacieli, nei parchi, e davanti ai monumenti….e dove si erano portati dietro scatoloni per ripararsi, divani vecchi, materassi….insomma un disastro…era incredibile come tutto ciò fosse ammissibile, c’era anche un odore “forte” in ogni luogo…ma non ci sentivamo in pericolo…anche se in giro eravamo praticamente solo noi…..all’inizio non l’avevo capito ma poi ho avuto la conferma che era Martedì Grasso e tutti i negozi e uffici erano chiusi…per cui il centro era praticamente deserto…a parte i barboni e noi….ma anche molta polizia…ecco perché non ci facevamo problemi nonostante due bambini piccoli….ma le antenne erano comunque drizzate….
L’Edificio Italia con i suoi 46 piani è uno dei più alti di questa parte della metropoli, è stato costruito proprio dagli italiani…ospita anche ristoranti e una terrazza panoramica… tutto chiuso vista la giornata di festa.
L’Edificio Copan è stato progettato da Oscar Niemeyer un esponente del modernismo brasiliano di fama mondiale, prediligeva le linee curve…ha progettato anche la capitale brasiliana, Brasilia, ma anche musei in tutto il mondo come in Italia a Ravello un auditorium futuristico. Una curiosità…è morto a 105 anni…a Rio c’è un museo a lui dedicato ma anche molti edifici e musei.
Il Teatro Municipal è ispirato all’Opera di Parigi ma ridimensionata.
Il Viaducto del Cha è un ponte in ghisa che è stato il simbolo per molto tempo della supremazia culturale ed economica della città.
La Cattedrale da Se’ sull’omonima piazza alberata è enorme in stile neo bizantino e sormontata da una cupola.
Il Solar da Marquesa è l’unico edificio del 1700 sopravvissuto. Si tratta di una villa ex residenza dell’amante dell’imperatore Dom Pedro I, oggi ospita il museo della storia della città.
La Praca Pateo do Colegio è il luogo esatto dove venne fondata la città da parte dei Gesuiti nel 1554. La missione odierna è una ricostruzione 1950.
Mercado Municipal coperto in stile belle epoque con vetrate istoriate e grandi cupole dove gustare specialità, ma chiuso quando ci siamo andati noi.
Mosteiro So Bento è una delle chiese più vecchie risalente al 1598 con facciata in stile neogotico e vetrate istoriate.
La rua 25 de Marco in discesa è una delle zone più vivaci e affollate del centro…infatti qui era tutto aperto…
Il palazzo Banespa è la versione brasiliana dell’Empire State Building ed è del 1939 e vi si può ammirare il panorama sulla città da 161 metri di altezza.
Il grattacielo Bovespa è la borsa valori più grande dell’America Latina. La lobby centrale ospita mostre temporanee.
L’edificio Martinelli altro simbolo della città è un grattacielo in stile beaux-arts del 1929 con terrazza panoramica al 26’ piano al quale accedere gratuitamente.
L’incrocio tra avenida Sao Joao e Avenida Ipiranga è famoso perché immortalato nella canzone di Caetano Veloso dedicata alla città “Sampa”.
Una cosa che ci ha stupito è la quantità di palazzi abbandonati e vandalizzati con scritte e codici e altri occupati abusivamente dalla povera gente, costretta al lastrico a causa delle politiche che il Brasile ha deciso di adottare….creando ancora di più disuguaglianze nella popolazione….
Il giro del centro storico ci è piaciuto, ma è stato veloce perché era tutto chiuso. Siamo tornati in hotel a darci una sistemata e a fare mente locale su come proseguire la giornata. Abbiamo deciso di prendere un taxi e recarci nel grandissimo parco di Ibiraquera che ospita musei, centri sportivi, laghi e adatto per fare jogging, camminare negli innumerevoli sentieri.
Ripreso il taxi abbiamo raggiunto la lunghissima Avenida Paulista una specie di Park avenue di New York con grattacieli specchiati che ospitano istituti bancari, stazioni televisive e radiofoniche (i tetti erano costellati di mega antenne), grandi musei come il MASP (uno dei musei d’arte più grandi dell’America latina), centri commerciali, consolati. Anche qui c’era molto più movimento rispetto al centro storico. L’abbiamo percorsa tutta fermandoci a mangiare in un centro commerciale per la gioia dei bambini.
Un tempo questa zona era occupata dalle residenze dei magnati del caffè. Il Parque Siqueira Campos è un bel parco che riproduce la tipica vegetazione tropicale (mata atlantica) di questa zona brasiliana. Molto bello con i sentieri lastricati e ponticelli.
Con un taxi siamo andati in un altro quartiere tipico di San Paolo, su consiglio della gente, dove a detta loro c’era una sfilata di carnevale interessante….anche qui come a Rio le sfilate avvengono in ogni quartiere in determinati orari secondo dei percorsi stabiliti…Il taxista che ci ha portati non ne sapeva niente….così ci ha scaricati nella via centrale dove non c’era ancora niente….attirati dai bei locali anche per la stanchezza ci siamo seduti a bere qualcosa…io un’ennesima caipirinha che mi ha subito fatta entrare nell’atmosfera carnevalesca…in realtà quando è arrivata l’ora stabilita è arrivata la gente a frotte che ha cominciato a seguire un carro che procedeva con musica assordante, ma erano veramente pochi coloro che erano vestiti in costume carnevalesco. La gente si divertiva perlopiù a camminare stando dietro al carro con alcolici e bibite in mano….visto che in questi giorni era in programmazione il film horror The Boy distribuivano delle maschere in carta che riproducevano una faccia e i bambini si sono divertiti a indossarle….fatto il giro mescolandoci alla folla di gente che nel frattempo era arrivata abbiamo ripreso un altro taxi per tornare nel centro storico dove c’era un’altra sfilata. Anche qui ci siamo sistemati in un parco vicino a un piazzale ad aspettare ma nel frattempo ci siamo messi a guardare la gente intorno e i molti barboni che sistemavano i loro giacigli…quando è cominciato il bloco, la sfilata, abbiamo constatato che era proprio una cosa di quartiere, niente di che…ci siamo diretti a piedi verso l’hotel ma in una via adiacente stavano facendo un’enorme sfilata piena di gente così ci siamo uniti alla ressa stando bene attenti a non perdere i bambini ….prima di tornare in hotel siamo tornati nel locale della sera precedente a mangiarci un’enorme coppa di gelato….e chiudere così la visita di questa megalopoli dai contrasti molto forti.

Giorno 5

10 FEBBRAIO MERCOLEDI' km 582
Anche oggi molta strada da percorrere così alle sette siamo scesi a fare colazione. Ancora una volta i bambini hanno spiluccato il cibo invece di approfittarne…Sandro e io invece abbiamo fatto il pieno in previsione delle molte ore di macchina che ci attendevano. Fatto il check out dell’hotel abbiamo atteso che ci riportassero la macchina che era stata parcheggiata chissà dove e finalmente prima delle otto eravamo per strada direzione Ponta Grossa.
Ponta Grossa si trova nello stato del Paranà e la nostra esatta destinazione era Vila Velha dove si trova un parco naturale composto da diverse attrazioni. Purtroppo l’ultima entrata è alle 15 e 30 dovevamo quindi affrettarci, per fortuna che si deve percorrere soprattutto autostrada e comunque strade poco trafficate a parte la periferia di San Paolo. Non siamo passati neppure in hotel a lasciare i bagagli proprio perché il tempo era poco e poi perché siamo arrivati che diluviava….
Purtroppo abbiamo potuto visitare solamente una parte..e più precisamente la zona con le strane formazioni rocciose.
Appena ha smesso di piovere abbiamo preso il bus del parco che ci ha portato fino all’inizio del sentiero o trilho. Si tratta di seguire un percorso lastricato (adatto anche alle sedie a rotelle) ad anello di 3 km circa. Nella prima parte si vedono delle formazioni rocciose dalle forme fantasiose che ricordano bottiglie, coppe, stivali… alle quali sono stati dati dei nomi; la seconda parte avviene nella foresta con discese a ridosso della montagna. Non essendo molto conosciuto dai turisti stranieri è molto silenzioso ed è veramente suggestivo trovarsi in mezzo a queste rocce sedimentarie di un fondo di un antico mare.
Il Vila Velha è conosciuta anche come la città di pietra per le sue 23 arentinhas (colonne di arenaria).
Mentre stavamo finendo il giro nella foresta si è rimesso a piovere a dirotto e abbiamo trovato riparo sotto la roccia di una montagna…per fortuna che sono venuti ad avvisarci gli altri turisti che il bus per tornare al visitor center del parco e quindi l’entrata stava per partire…per evitare di dimenticare qualcuno contano sempre i visitatori….
Un’altra parte del parco che non abbiamo avuto il tempo di visitare e che comunque non è sempre aperta è la zona delle furnas, si tratta di profonde cavità derivanti dal collasso del terreno sovrastante piene di acqua sotterranea, tipo piscine sotto terra….molto suggestive sicuramente. Nella più grande è possibile scendere con un ascensore fino al livello dell’acqua.
Vicino si trova anche una laguna, la lagoa dourada che pare alimentata dalla stessa acqua dei precedenti crateri ed è ricca di avifauna.
Vista l’ora e il tempo che ormai non sarebbe migliorato ci siamo diretti con il serbatoio della macchina in riserva totale ormai da km…per questo è salita un po’ la tensione poichè non riuscivamo a trovare una pompa di benzina nella nostra direzione…eravamo su un’autostrada per cui andare su quelle dell’altro lato era difficile se non rischiando di consumare altra benzina…per fortuna poco prima del nostro hotel ce l’abbiamo fatta…
Anche all’hotel 10 Ponta Grossa è stato molto accogliente, la camera disponeva di due grandi letti matrimoniali e tutti i confort. Abbiamo deciso di cenare nel ristorante interno dove ci siamo trovati bene. Quando siamo tornati in camera abbiamo visto i telegiornali che mostravano le inondazioni di varie parti del Brasile….molto rassicurante…ora che ci stavamo dirigendo verso l’interno del Paese….un po’ meno popolato…

Giorno 6

11 FEBBRAIO GIOVEDI' km 576
Anche oggi molta strada da fare, destinazione Foz do Iguazu’ sul confine con Argentina e Paraguay…partiti con il cielo nuvoloso ma poi il tempo è migliorato anche se a tratti ha piovuto…La strada non era male, non si trattava di un’autostrada e in alcuni punti era interrotta da lavori in corso per questo la nostra velocità di crociera si attestava sugli 80 km all’ora…Il panorama non me lo aspettavo in quel modo, mi ero immaginata di trovare zone più selvagge invece ovunque c’erano coltivazioni a perdita d’occhio….Siamo arrivati a destinazione verso le cinque.
All’hotel Falls Galli Hotel dapprima ci hanno assegnato una stanza che che era in un seminterrato, poi dopo varie lagnanze e varie cose che non funzionavano come l’aria condizionata, la televisione….ci hanno messi in una mooolto più somigliante a quella vista on line al momento della prenotazione dall’Italia…per questo consiglio sempre di controllare che sia la stanza scelta e non avere paura a farsi sentire….come dicevo la stanza era proprio bella, pulita, spaziosa e con vista sulla piscina come da foto su internet, niente a che fare con quella dataci in precedenza…forse destinata alla manovalanza….
Per prima cosa siamo andati in piscina per la gioia dei bambini che sono stati seduti tutta la giornata in macchina…dopo un bel cocktail abbiamo deciso dove andare per cena. Prima però ho prenotato un’escursione alla reception da fare due giorni dopo….
Con la macchina abbiamo raggiunto il centro di questa cittadina che in realtà è un po’ sparpagliata….abbiamo trovato subito la churrascheria di cui avevamo letto delle recensioni e devo dire che non ne siamo rimasti delusi…anche qui si tratta di mangiare carne a volontà tagliata direttamente dagli spiedoni e un ricco buffet dove scegliere un’infinità di contorni e dolci.

Giorno 7

12 FEBBRAIO VENERDI' km 83
Giornata intensa…quindi sveglia presto…stanotte abbiamo apurato che la piscina rimane aperta fino a notte fonda…con musica ad alto volume…
Comunque prima cosa colazione sostanziosa compresa nel prezzo della camera poi partenza in macchina.
Foz do Iguazu è una cittadina sul confine brasiliano e base di partenza per visitare le famose cascate di Iguazu’. I fiumi Paranà e Iguazu la separano naturalmente rispettivamente dal Paraguay e dall’Argentina.
Per prima cosa siamo andati a visitare la Diga di Itapu una delle più grandi centrali elettriche del mondo dopo quella cinese. E’ lunga 9 km e alta 200 metri. L’impianto fornisce il 22% dell’energia consumata in Brasile e il 90% di quella usata in Paraguay con il quale Il Brasile l’ha costruita. Per visitare si fanno delle escursioni guidate che durano un’ora e mezza e permettono di vedere le varie parti della diga, il lago artificiale che si è creato con lo sbarramento, un museo e un filmato che illustra la storia del posto. La diga fa parte delle 25 meraviglie ingegneristiche del mondo e i suo nome Itaipu deriva dalle popolazioni di indios che qui vivevano prima dell’avvio di questo progetto…La formazione di questo enorme lago ha inoltre spazzato via le più grandi cascate del mondo che qui si trovavano.
Durante il nostro giro guidato ci siamo mossi con degli autobus dai quali si può scendere in vari punti panoramici. Non essendo in molti abbiamo fatto conoscenza di una coppia di italiani di una certa età che sono emigrati in Brasile in gioventù e ci hanno raccontato come si vive veramente in Brasile e dei grossi squilibri fra ricchi e poveri…
Ci siamo poi fermati in un enorme santuario buddhista sempre sul confine con il Paraguay da dove è possibile vedere la città di Ciudad de l’Este da lontano. Il tempio è uno dei più grandi e importatni del sud America ed è stato costruito nel 1996 dalla comunità asiatica di Foz do Iguazù e celebra la diversità biculturale del Brasile. All’interno del tempio ci sono oltre 120 statue e un Buddha alto 7 metri.
Finalmente ci siamo recati al parco nazionale delle cascate di Iguazu’che si divide in due parti, una in Brasile e una in Argentina.
Il fiume Iguazu’ nasce dalle vette delle montagne costiere del Parana’ e Santa Caterina in Brasile, serpeggia per 600 km verso l’interno incorporando decine di affluenti lungo il percorso. Si allarga poi in una magnifica foresta prima di compiere una serie di salti su più livelli creando appunto le cascate. Il luogo era sacro alle popolazioni indigene, mentre gli europei arrivarono nel 1541 e l’Unesco le ha dichiarate patrimonio dell’umanità nel 1986. Nel 2011 sono state incluse nelle sette nuove meraviglie della natura.
Un bel film con una colonna sonora molto emozionante è “Mission” con Robert de Niro e Jeremy Irons che spiega come sono stati convertiti gli Indios dai padri missionari.
Il Parque Nacional do Iguacu’ Brasile comprende vari punti panoramici raggiungibili con sentieri:
- Trilha das Cataratas, sentiero delle cascate, è un percorso lungo 1200 metri che segue il fiume e termina presso la Gargantua do Diablo, uno spettacolare salto dell’acqua.
- Un ascensore panoramico permette di ammirare le cascate dall’alto. Da lì si raggiunge anche Porto canoas dove si trovano ristoranti e negozi.
Per prima cosa abbiamo fatto i biglietti per un’escursione sul fiume Iguazù direttamente all’entrata del parco. Con una bus del parco abbiamo percorso una lunga strada asfaltata in mezzo alla vegetazione e sulla quale ci sono varie fermate in coincidenza dei sentieri escursionistici. Noi siamo scesi in quella gestita da Macuco Safari il tour operator della zona che con una specie di mega jeep trainata ci ha condotto all’interno della foresta per tre km fermandosi in vari punti per darci delle spiegazioni sulla natura circostante e la fauna. In seguito siamo scesi e fatto un percorso a piedi costeggiando dei fiumiciattoli che scendevano verso il fiume Iguazu che abbiamo raggiunto anche noi. Qui ci sono stati consegnati i salvagenti e chi voleva poteva stare in costume o come me si è messo un sacco per proteggere borse e vestiti…naturalmente è sconsigliatissimo usare macchine fotografiche, telecamere o cellulari…perché ci si bagna veramente molto in quanto si va molto vicino ai getti delle cascate…io ho rischiato ma me la sono cavata lo stesso bene… anche se quando ero sotto l’acqua avevo messo via tutto….è stato divertentissimo navigare con i gommoni superveloci e vedere le cascate del lato argentino, poiché lì si trovano le più grandi. Tornati al punto di imbarco ci siamo asciugati e controllato che tutti gli apparecchi elettrici funzionassero…c’erano una miriade di farfalle di tutti i colori che svolazzavano vicino. Ripresa una jeep della Macuco Safari siamo tornati sulla strada principale del parco e da lì con un bus del parco abbiamo raggiunto il punto da dove iniziava il percorso lungo il fiume da dove vedere tutte le cascate in Argentina…
Nel parco di Iguazu’ ci sono circa 275 cascate con un’altezza che varia dai 40 agli 80 metri e di larghezza sono quattro volte più grandi di quelle del Niagara. Il punto più alto è la Garganta del Diablo, la gola del Diavolo con un’altezza di 150 metri e una lunghezza di 700.
Lungo il percorso ci si imbatte in animali tipici come i coati, una specie di procioni giganti, che si avvicinano in cerca di cibo e sono anche molto invadenti ma è meglio non toccarli perché ovunque ci sono cartelli che indicano la loro pericolosità…mordono…ma anche iguana, uccelli tropicali, farfalle e scimmie. I coati in particolar modo prendono i controllo dei tavolini dei bar costringendo la gente a spostarsi perché arrivano a frotte e ne combinano di tutti i colori rovesciando ogni cosa…e…facendo i loro…comodi…
Siamo arrivati in fondo al parco dove un insieme di passerelle permettono di camminare a pochi metri dalla superficie dell’acqua e qui comunque il bagno è assicurato dalle micro gocce delle cascate tutte intorno. Per finire il giro siamo saliti su un ascensore panoramico da dove vedere tutta l’imponenza delle cascate da molto vicino e i frastuono era assordante….
Tornati sui nostri passi dall’altro lato della strada fuori dal parco di Iguazù si trova il Parque das Aves dove è possibile passeggiare lungo i sentieri in mezzo alla foresta. Grandi voliere permettono l’accesso per vedere gli uccelli da vicino. Ci sono tantissimi pappagalli di tutti i colori, tucani, ibis e molte altre specie di uccelli tropicali, un rettilario, la casa delle farfalle e uccelli notturni.
Verso le sei siamo andati al Marco das tres Fronteiras, il punto di incontro dei fiumi Paranà e Iguazù e quindi il confine tra Brasile, Argentina e Paraguay. Ci sono dei sentieri panoramici dove vedere i Marcos, ossia i monumenti con le bandiere dei rispettivi stati sulle altre sponde dei fiumi. Si trova anche un locale storico con negozietti.
Per cena ci siamo fermati in un Pizza Hut della famosa catena di fast food dove ai bambini piace andare. Tornati in hotel visto che erano le sette e faceva ancora molto caldo e c’era ancora luce siamo andati in piscina per un’oretta e accontentare i bambini…

Giorno 8

13 FEBBRAIO SABATO
Oggi abbiamo fatto la visita delle cascate dal lato argentino ma per andarci siamo andati con un autista privato dato che con la macchina non si può espatriare. Si potrebbe andare anche con le corriere ma ci vorrebbe più tempo anche perché bisogna scendere e fare vedere il passaporto. Noi invece non siamo scesi dal van perché ci ha pensato l’autista a sbrigare le formalità doganali. In un’oretta siamo arrivati davanti all’entrata del Parque Nacional Iguacù. In Argentina c’è un’ora in meno rispetto al Brasile.
Come tutti gli altri per prima cosa abbiamo preso un trenino che conduce fino al punto più lontano del parco, dove si trovano le passerelle lunghissime che portano alla Gargantua del Diablo. C’era moltissima gente e faceva caldissimo, meno male che ogni tanto ci rinfrescavamo con gli spruzzi dell’acqua che venivano portati dal vento.
Stavolta eravamo proprio sopra lo spettacolare salto e c’era un rumore assordante da tanta acqua che scorreva…era proprio un paesaggio incredibile…ritornati alla ferrovia durante l’attesa ci siamo divertiti a vedere i coati, simili anche ai tapiri, che invadevano le rotaie e si avvicinavano nella speranza di raccattare qualcosa…
Per prima abbiamo fatto il circuito superiore lungo 1750 metri che permette di ammirare le cascate dall’alto camminando sempre sulle passerelle e in mezzo alla vegetazione. C’erano tantissimi punti di osservazione uno più bello dell’altro.
Il circuito inferiore conduce invece alla base delle cascate e si può arrivare vicinissimi ai getti dell’acqua e finalmente ci si può rinfrescare come si deve…
Prima di uscire dal parco abbiamo visitato il visitor center dove ci sono informazioni sul parco e abbiamo aspettato l’autista che puntuale è arrivato.
Al ritorno in sul confine c’era un po’ di coda ma noi non ce ne siamo preoccupati, per la stanchezza ci siamo addormentati tutti e quattro. In hotel siamo andati in piscina e a berci un cocktail in attesa di uscire per la cena.
Ci siamo fatti consigliare dal personale dell’albergo ma ci hanno mandati in un ristorante italiano che non era proprio quello che stavamo cercando….ormai che eravamo lì ci siamo fermati…di norma quando siamo all’estero preferiamo mangiare locale…per evitare di avere delle delusioni che puntualmente arrivano….

Giorno 9

14 FEBBRAIO DOMENICA km 650
Lungo viaggio di spostamento verso Curitiba così abbiamo fatto colazione in hotel e per le sette e mezza eravamo già per strada…bloccati in una coda di camion..nonostante fosse domenica…sulla strada infatti c’erano dei lavori che rallentavano la marcia…
Lasciando Foz do Iguazù abbiamo notato per la strada delle bancarelle di artigianato delle popolazioni indios che ancora vivono per i fatti loro…
Ci siamo fermati per strada in una lanchonette, una specie di autogrill anche se non eravamo in autostrada.
Il tempo è stato variabile e a tratti ha piovuto. A Curitiba siamo arrivati verso le cinque e grazie al navigatore abbiamo trovato subito la principale attrazione della città, il giardino botanico con un’enorme serra chiamata Palazzo di Cristallo dove dal suo interno è possibile vedere dall’alto il giardino in stile francese.
Curitibia è la capitale dello stato del Paranà ed è considerata la città con la migliore qualità di vita di tutto il Brasile ed è stata premiata come la più ecosostenibile del mondo.
Purtroppo abbiamo fatto giusto in tempo a entrare nella serra che è venuto il diluvio universale, fortunatamente è durato poco…il parco è molto bello specie con le prospettive che creavano le siepi con i fiori….stanchi siamo andati in cerca dell’Hotel Slaviero Slim Curitiba, molto elegante e moderno…ci sono state assegnate due stanze comunicanti così ci siamo divisi i figli anche stavolta…lasciarli da soli assieme non se ne parlava…Eravamo in un quartiere tranquillo e di andare in cerca di un posto dove mangiare non ne avevamo voglia e fuori il tempo era ancora nuvoloso così abbiamo approfittato di cenare nel ristorante dell’hotel.

Giorno 10

15 FEBBRAIO LUNEDI' km 727
Oggi la tappa più lunga del viaggio direzione Paraty. Siamo passati per San Paolo per fortuna che è tutta autostrada. Quando abbiamo imboccato la direzione verso la costa la strada è diventata più impegnativa con salite e discese e soprattutto perché passando in mezzo alla foresta siamo stati investiti da un nebbione che non faceva vedere neppure a un metro di distanza…il tutto è durato per decine di km. Ci trovavamo in un parco naturale protetto eravamo veramente circondati dalla natura selvaggia. Quando siamo arrivati sulla costa il tempo era coperto ma siamo andati lo stesso a vedere una spiaggia famosa da queste parti Praia do Cepilho bianchissima e lunga caratterizzata da enormi massi levigati dalle onde. Ritornati indietro siamo arrivati alla nostra meta.
Paraty è stato il porto principale dal quale i portoghesi esportavano l’oro in epoca coloniale. Si trova in mezzo a due fiumi ed è stata progettata in base al flusso delle maree in modo tale che molte strade si inondassero con l’alta marea per facilitare i trasporti fino alla parte più interna della città. L’aspetto attuale è molto pittoresco con case bianche e portoni decorati. Le strade sono acciottolate e dritte.
Per prima cosa siamo andati alla Pousada Praia do Jabaquara una tipica sistemazione brasiliana molto spartana. I bambini si sono subito tuffati in piscina che stava per chiudere per il maltempo. Poi siamo tornati nella zona centrale in cerca di un ristorante tipico ma ha cominciato a diluviare e ci siamo trovati subito intrappolati con la macchina che stava per allagarsi da tanta acqua che cadeva…rischiavamo veramente di bloccare il motore e ce la siamo vista brutta perché continuava ad arrivare acqua da tutte le parti….con coraggio ci siamo mossi per uscire dalle strade lastricate del centro con il rischio di ingolfare la macchina….ripresi dallo spavento stavamo per tornare in camera con la coda fra le gambe quando abbiamo adocchiato un ristorante dove mangiare ….per tirarci su di morale e riprendere il coraggio dopo la brutta avventura….ci è mancato poco per essere travolti da una marea di acqua….Per fortuna l’ottima cenetta ci ha risistemato il morale e fatto trovare il coraggio per continuare il viaggio…Tornati nella pousada abbiamo visto i telegiornali che mostravano allagamenti ovunque…ora sapevamo veramente cosa significava starci in mezzo…

Giorno 11

16 FEBBRAIO MARTEDI' km 261
Ha piovuto tutta la notte ma la mattina il tempo è migliorato ma c’era una cappa di umidità…tutta l’acqua che è caduta stava evaporando….abbiamo fatto la colazione compresa nel prezzo della stanza nel patio vicino alla piscina, tutto molto suggestivo. Fatti i bagagli prima siamo andati a fare un giro nella spiaggia dietro la pousada in una baia riparata circondata dalla foresta e molto tranquilla. Poi con la macchina abbiamo raggiunto il centro storico della sera precedente…alla luce del sole tutta un’altra cosa….le strade si erano praticamente asciugate da tutta la pioggia caduta e i colori e l’atmosfera coloniale era molto rilassante…abbiamo passeggiato ovunque, c’erano negozietti di artigianato, piazzette, ristoranti e chiese il tutto in mezzo a fiori e alberi tropicali..il porto era pieno di barche tipiche e colorate pronte per portare i turisti nelle varie baie del parco. Prima di ripartire ci siamo fermati in una gelateria artigianale molto pittoresca dove ci si serviva da soli.
Per strada volevamo andare a vedere delle cachoeiras (cascate sulle rocce lisce e altissime) ma non siamo riuscite a trovarle nonostante avessimo chiesto alla gente locale….chi ci mandava di qua, chi dall’altra parte….alla fine abbiamo desistito e ci siamo avviati verso Rio de Janeiro lungo la costa….quindi la velocità è stata molto ridotta ma abbiamo avuto l’occasione di vedere altri scorci di questa costa brasiliana e altre località balnerari….poi però abbiamo imboccato l’autostrada che in prossimità di Rio è stata molto trafficata…per essere alla fine del viaggio on the road eravamo veramente stressati così siamo andati direttamente al nostro ultimo lussuoso hotel di questo viaggio….
Se all’arrivo abbiamo dovuto andare a 50 km da Rio per trovare un albergo per gli ultimi tre giorni ci siamo trattati bene complice il fatto che i prezzi si sono notevolmente ridotti dopo il carnevale appena finito…Il Windson Guanabara Hotel veramente bello e maestoso. Si trova su una via lunghissima della downtown molto trafficata e per parcheggiare abbiamo fatto dure volte il giro dell’isolato perché non riuscivamo a trovare l’entrata del garage e dietro di noi c’erano altre macchine. Al secondo tentativo ci siamo riusciti, abbiamo lasciato le chiavi della macchina e abbiamo fatto il check in…La nostra camera era al 17° piano…bella ampia e con tutti i confort…siamo andati subito alla piscina sul tetto al 22° piano all’aperto da dove c’era una vista spettacolare sulla baia di Rio e tutti i grattacieli circostanti…da lassù era divertente vedere le macchine piccolissime sulla strada…Siamo rimasti il più possibile per la gioia dei bambini…ormai volevamo prendercela comoda e abbandonare lo stress accumulato specialmente per Sandro che di guidare per centinaia di km al giorno ne aveva abbastanza…non che la macchina non l’avremmo più toccata….
Avremmo voluto andare a cene in un bel ristorante ma si era messo di nuovo a diluviale così ci siamo accontentati di un fast food sotto i portici della via dell’hotel…in una catena brasiliana Habibi che avevamo già provato a San Paolo. Ma per il dessert siamo andati a prenderci un gelato da KFK la catena americana….

Giorno 12

17 FEBBRAIO MERCOLEDI'
Anche in questo hotel la colazione è compresa così, con l’enorme buffet e scelta, ne abbiamo approfittato solo Sandro e io mentre i bambini dopo essere andati a servirsi sono tornati con un bicchiere di acqua e anguria….Abbiamo deciso di fare il giro del centro storico di Rio dato che era ancora un po’ nuvoloso e come sempre…abbiamo camminato tantissimo…Abbiamo visto un sacco di cose e verso la fine del giro che mi ero studiata ho dovuto accelerare perché era spuntato il sole e tutti gli altri volevano andare in spiaggia…
Rio de Janeiro significa fiume di gennaio e deriva dal fatto che la baia fu scambiata per essere un fiume, e ciò avvenne nel 1502 in una spedizione dei Portoghesi nella quale aveva partecipato anche Amerigo Vespucci. Gli Indios Guanabara che abitavano la zona chiamarono i bianchi carioca, ecco da dove deriva il sopranome degli abitanti di Rio.
E’ la seconda città del Brasile per estensione dopo San Paolo ed è stata la capitale dello stato prima di Brasilia. Ha una popolazione di 6 milioni di abitanti ma contando anche le zone periferiche arriva a 12 milioni.
Il clima è tropicale con due stagioni, quella delle piogge che va da dicembre a marzo e coincide con l’estate e quella secca. La temperatura minima si aggira comunque sui 21°.
Per prima cosa siamo andati a vedere uno dei primi luoghi fondati dai conquistatori. Il Mosteiro de Sao Bento una delle più belle chiese coloniali del Brasile. Costruito nel 1600 sul Morro de Sao Bento che offre un panorama sulla città. L’interno è barocco con ricche decorazioni. La domenica la messa è accompagnata da un coro di monaci benedettini con canti gregoriani.
Su una piazza e in mezzo a un incrocio si trova la Chiesa di Nostra Senhora de la Candelora con la sua cupola e di fronte alla quale si trova il nostro hotel all’angolo.
Il Centro cultural banco do Brasil in un edificio neoclassico che ospita una sala coperta da una cupola, tre teatri e caffè.
Abbiamo raggiunto la piazza XV nella quale si trova la stazione marittima di colore giallo e in stile neoclassica da dove partono i traghetti che conducono a Niteroi sull’altra sponda dell’immensa baia di Guanabara.
La Rua do Ouvidor è famosa perché nei pomeriggi si balla il samba.
La Travessa do Comercio è un’ex via commerciale ricca di bar, locali e caffè.
Praca 15 de Noviembro sulla quale si trova un monumento equestre.
Il Palacio Tiradentes presenta imponenti colonne neoclassiche e una cupola illuminata di sera. La statua di fronte di un combattente indipendentista che per il suo lavoro (era dentista) fu soprannominato tiradentes. L’edificio ospita il consiglio regionale di Rio, prima del trasferimento della capitale a Brasilia era ospitato il Parlamento.
Il Paco Imperial è un edificio bianco in stile coloniale, oggi ospita un centro culturale un tempo era la sede del governatore e dei vicere’.
L’Igreja do Carmo da Antiga Se’ è stata la cattedrale di Rio per un periodo ma anche teatro dell’Opera. Sul suo campanile alto 30 metri si trova la statua di bronzo di Nossa Senhora da Conception.
Il Museo Belas artes ospita opere di artisti brasiliani e europei che va del XVII al XX secolo.
Il Teatro Municipal è ispirato all’Opera di Parigi. Il teatro è decorato internamente con cristalli colorati provenienti dalla Germania.
La Biblioteca National possiede 10 milioni tra libri e documenti. Il salone d’ingresso con colonne di marmo e cupole in stile art deco’. Sulla piazza si trova un edificio giallo che ospita un locale storico.
Costeggiando la baia si susseguono enormi parchi con sentieri, monumenti (l’enorme monumento Aos Mortos Segunda Guerra) e musei fra cui il Museo de Arte Moderna uno dei migliori musei di Rio con opere internazionali.
Abbiamo raggiunto il quartiere di Lapa dove si trova la celebre scalinata Selaron che è stata decorata dall’artista cileno Jorge Celaron. E’ lunga 125 metri e ha 250 gradini decorati con oltre 2000 piastrelle provenienti da tutto il mondo. In origine le piastrelle erano recuperate da cantieri in seguito sono state donate dai visitatori. Qui c’erano veramente molti turisti ed è stato divertente salirla e scenderla guardando anche le case che vi si affacciano.
Arcos da Lapa si tratta di un acquedotto lungo 270 metri costruito nel 1673 per l’approvvigionamento idrico della città. Fino agli anni ’40 questa piazza era piena di locali notturni, spettacoli di cabaret e sale da gioco. Poi sono stati chiusi e il quartiere ha iniziato una fase di decadenza…Attualmente è rinato con locali alla moda e bar in edifici coloniali restaurati…ma ovunque ci sono mendicanti e persone che dormono ovunque…anche in mezzo al marciapiede…
La Avenida mem de Sa’nei fine settimana è presa d’assalto dai turisti e gente locale che passeggiano vista la quantità di ristoranti e bar.
La cattedrale di San Sebastiano di Rio chiamata popolarmente come Catedral Metropolitana è stata costruita nel 1979 con una forma a tronco di cono di 106 metri di diametro e 96 metri di altezza. Quattro finestre istoriate si incontrano formando una croce colorata. Può ospitare fino a 20.000 persone in piedi.
La zona circostante è caratterizzata da grattacieli che ospitano grandi società petrolifere statali come Petrobas di forma cubica scura, banche come il banco Nacional do Desenvolvimento (la banca statale) in un edificio nero.
In mezzo a questi enormi edifici si trovano chiese storiche come la Igreja de Santo Antonio la più antica della città con decorazioni di azulejos e la Igreja da Ordem Terceira de Sao Francisco da Penitencia i stile barocco è detta “caverna d’oro” per le sue pareti di cedro rivestite da 400 kg di foglia d’oro e un soffitto con disegno prospettico.
Il real Gabinete Portugues de leitura è una biblioteca fondata dall’imperatore Dom Pedro II come regalo del Portogallo al Brasile nel 1887. Conserva più di 35.000 libri e l’esterno ha una facciata neogotica.
Per concludere il giro nel centro città siamo andati a vedere la famosa Confeitaria Colombo il caffè storico di Rio del 1894 e presenta molti elementi art-deco’ ma sicuramente un’infinità di pasticcini deliziosi e fantasiosi.
La zona adiacente è pedonale dove si può girovagare in mezzo a stradine piene di negozi e ristoranti.
Tornati in hotel ci siamo organizzati per andare in spiaggia e per non muovere la macchina abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare a Copacabana un quartiere della città famoso per la sua spiaggia lunghissima.
Abbiamo percorso a piedi tutti i 3.2 metri della Praia de Copacabana prima lungo il bagnasciuga dove praticamente i bambini sono stati sempre in acqua e poi il ritorno lungo il marciapiede con la sua famosa decorazione a onde. La Statua di Carlos Drummond de Andrade seduto su una panchina raffigura il grande poeta brasiliano.
Sul lungomare si susseguono bar e chioschi e in uno di questi abbiamo fatto uno spuntino. Sulla strada principale di fronte alla spiaggia si susseguono alti palazzi che ospitano alberghi. Il più famoso è il Copacabana Palace un monumentale edificio in stile neoclassico che ha ospitato fin dal 1923 personaggi famosi.
Il Forte Duque de Caxias o do Leme è una base militare. Un sentiero ripido lungo 800 metri si innerpica nella foresta pluviale che sale in cima del Morro de Leme da dove vedere il panorama sulle spiagge.
All’altro capo della spiaggia si trova il Forte de Copacabana che ospita un museo fotografico sulla storia del Brasile.
Alla base del forte si trova una colonia di pescatori che hanno barchette colorate.
Il museo da Imagem e do Som è si trova sempre sul lungomare ed è stato inaugurato nel 2015 e illustra la storia della musica e del cinema brasiliana. Una terrazza panoramica permette la vista su tutta la spiaggia.
Di fronte al museo la sera si svolge il mercato dell’artigianato.
In una via interna l’edificio Ypiranga con una facciata curvilinea ha ospitato all’ultimo piano l’ufficio del famoso architetto Niemeyer morto all’età di 104 anni.
Stanchi e affamati siamo andati in cerca di una churrascherria chiedendo agli abitanti del posto…finalmente ne abbiamo trovata una…abbiamo mangiato bene…c’era molta scelta ma non è stata all’altezza delle prime esperienze nella zone lontane dai turisti dove siamo stati…
Prima di riprendere il taxi abbiamo fatto un’altra passeggiata sul marciapiede del lungomare dove c’erano i chioschi illuminati e visto delle sculture di sabbia…
Mentre eravamo in camera che sistemavano le nostre cose ho sentito al telegiornale che la notte precedente era stata accoltellata a morte una turista argentina proprio sulla spiaggia dove siamo stati noi….hanno cercato di scipparla e lei è corsa dietro ai ladri…certe cose fanno sprofondare proprio il morale sotto i tacchi e riflettere come certe volte si corrono dei rischi….io credo comunque che il buonsenso e la conoscenza dei posti possano aiutare ad evitare spiacevoli inconvenienti…per questo specie con i bambini non me la sento proprio di correre pericoli andando in giro di notte in zone deserte…Rio si sa che è accerchiata dalle favelas…alcune è possibile visitarle con delle guide apposite…ma confesso che quel tipo di turismo a me non piace….anche se potrebbe servire alla gente del luogo….
Solo a Rio de Janeiro ci sono oltre 1000 favelas e il 23% della gente della città vive lì. Le favelas sono nate dall’espansione della città che ha attratto molta gente dalla campagna con il miraggio di una vita migliore cosa che spesso non è accaduto e hanno dato il via ad insediamenti abusivi sempre più vasti nei quali la delinquenza e il narcotraffico ha preso il sopravento. Attualmente anche la polizia è molto restia ad addentrarsi….quindi capitarci per sbaglio sarebbe deleterio…Una particolarità delle favelas di Rio è che si trovano perlopiù in cima alle colline in mezzo alle quali si estende la città…un tempo erano coperte da foreste poi un po’ alla volta sono state disboscate per essere abitate.

Giorno 13

18 FEBBRAIO GIOVEDI'
Abbiamo deciso di spostarci con la macchina dopo una giornata di pausa…in seguito alla solita abbondante colazione abbiamo raggiunto il parcheggio per salire sul Pan di Zucchero.
Il Pao de acucar è una collina che si è originata 570 milioni di anni fa con il sollevamento degli strati più profondi della crosta terrestre. Il nome deriva dalla sua forma che ricorda il contenitore delle zollette di zucchero.
La salita in funivia dalla stazione a valle avviene in due passaggi. La prima tappa è il Morro da Urca a circa 220 m sul livello del mare. Qui si possono osservare due modelli di cabine usate nel 1912 e nel 1972. Si possono vedere una mostra sul cocuruto, il monte, e un filmato.
La seconda tappa porta a 396 metri di altezza da dove si può ammirare la baia di Rio, le spiagge e i quartieri.
Ai piedi della collina si trova il quartiere di Urca molto pittoresco con con varie spiagge, un porto turistico e la Fortaleza de Sao Joao dove venne fondato il primo insediamento da parte dei Portoghesi.
Da lì abbiamo raggiunto il parco di Tijuca che circonda Rio. Ci sono tantissimi sentieri e strade che permettono di raggiungere vari punti panoramici come la Vista Chinesa a 380 metri di altezza. Si tratta di un padiglione costruito per commemorare i lavoratori cinesi immigrati impiegati nella costruzione di strade e ferrovie. Ci sono anche punti panoramici in cima alle caratteristiche rocce lisce delle montagne dove fare arrampicate e parapendio.
Ai piedi del parco verso la Lagoa Rodrigo de Freitas si trova il Parque Lage con giardini all’inglese ed è circondato dalla foresta pluviale atlantica dove avvistare scimmie e tucani ed è il punto di partenza per la scalata del Corcovado dove si trova la statua del Cristo. La residenza all’interno del parco ospita mostre.
Molto bello e interessante è il giardino botanico il più grande del Sudamerica. E’ stato fondato nel 1808 dall’aristocrazia portoghese scappata dal Portogallo per acclimatare le piante e le spezie importate dai paesi indiani. Vi si trova il legno del Brasile che ha dato origine al nome dello stato e dal quale si ricavava il colorante rosso per le vesti rosse dei reali.
Il viale delle palme alte 40 metri è lungo 700 metri e hanno circa 200 anni di età. A metà strada è situata la fontana delle muse con un bel panorama sullo sfondo. Il lago con le ninfee Victoria regia, le serre con orchidee, bromelie e piante carnivore completano questo parco meraviglioso.
Purtroppo i bambini volevano andare in spiaggia e faceva caldissimo e quindi la visita è stata troppo frettolosa per i miei gusti….
Siamo tornati nella spiaggia di Leblon e Ipanema.
La spiaggia di Leblon è lunga 1.3 km e arriva fino alle colline gemelle di Dois Irmaos. E’ una delle migliori spiagge di Rio con grandi hotel che la costeggiano fra cui il Marina Palace e il Marina all suites. Alla fine del lungomare si trova sul marciapiede con il tipico mosaico la statua del giornalista Zozimo Barozo con una vecchia macchina da scrivere. Punto panoramico è il Mirante do Leblon con bar all’aperto.
Abbiamo approfittato dei venditori ambulanti per fare uno spuntino a base di spiedini di gamberi e bere caipinha o succo di cocco ma anche per fare degli acquisti come i tipici parei colorati o i braccialetti di fili brasiliani.
Abbiamo percorso di nuovo anche la spiaggia di Ipanema sempre lungo il bagnasciuga così i bambini sono stati sempre in acqua in balia delle onde.
Al largo delle spiagge di Rio si trova l’arcipelago delle isole Cagarras degli isolotti dichiarati parco naturale.
Per la sera siamo andati a Leblon nelle vie centrali piene di negozi e ristoranti e al centro commerciale Leblon con negozi scintillanti. C’è anche un grande negozio delle Havaians le famose ciabatte infradito. Il nome in portoghese significa hawaiani e sono state inventate nel 1962 su ispirazione dei sandali giapponesi con suole in paglia di riso. Grazie ai prezzi bassissimi rispetto all’Europa abbiamo fatto praticamente razzia….ce n’erano di tutti i colori e dalle infinite fantasie. Ne abbiamo comprate anche in altri posti a Rio e i prezzi erano gli stessi.

Giorno 14

19 FEBBRAIO VENERDI'
Ultimo giorno intero così con la macchina siamo andati dall’altra parte dell’enorme baia di Guanabara percorrendo il lunghissimo ponte che abbiamo utilizzato i primi giorni per raggiungere l’hotel.
La cittadina di Niteroi è l’unica ad essere stata fondata da un indio e si trova a 5 km da Rio. È famosa per ospitare il Museo di arte contemporanea progettato da Niemeyer nel 1996 con una forma a disco volante o fiore di loto come era nella sua intenzione. La rampa di accesso permette di godere del bellissimo panorama sulla baia. Purtroppo quando siamo andati era chiuso per ristrutturazioni.
La città offre anche belle spiagge e parchi naturali sulle colline circostanti amate dai deltaplanisti.
La baia di Guanabara è stata esplorata per la prima volta dai Francesi che fondarono una colonia poi i Portoghesi presero il sopravvento nel 1565. Per i continui attacchi dei pirati olandesi e francesi si decise la costruzione di imponenti fortezze all’imbocco della baia fra cui la Fortaleza de Santa Cruz. La zona era un punto strategico per il transito delle navi provenienti dall’Africa cariche di schiavi e spezie.
Per accedere alla fortezza abbiamo fatto un tour guidato di 45 minuti poiché è ancora attiva militarmente. Eravamo solo noi e un altro signore brasiliano e durante la visita ci hanno accompagnato dei giovani militari che ci hanno spiegato le varie parti del forte. Ovunque c’erano militari in addestramento o in visita. Il giro inizia dalla cappella di Santa Barbara e passa attraverso le batterie di cannoni e il cortile centrale dove si trova la cisterna e le celle carcerarie. Il forte ha ispirato famosi prigionieri come Giuseppe Garibaldi ma è stato utilizzato come carcere durante la dittatura militare. Per arrivare in questa fortezza si costeggia la baia e si attraversa un piccolo borgo di pescatori.
Tornati a Rio ci siamo recati a vedere il Maracana’ il famoso stadio costruito nel 1948 in previsione del campionato del mondo del 1950. La capienza iniziale si attestava sui 160.000 ma dopo le ristrutturazioni per le olimpiadi del 2016 si è ridotta a 78.000 spettatori. Anche in questo caso non è stato possibile visitarlo all’interno perché c’erano lavori in previsione delle olimpiadi.
Dopo aver girovago tutto intorno e visto statue di famosi giocatori abbiamo raggiunto anche il famoso Sambodromo una struttura architettonica fissa lunga 700 metri, creata per ospitare manifestazioni e soprattutto le sfilate di carnevale, quelle che si vedono alla televisione. E’ stato progettato nel 1984 da Niemeyer per risolvere i problemi di traffico che avvengono per questi eventi.
Vista l’ora abbiamo fatto un rapido spuntino nella zona di Leblon e poi raggiunto la spiaggia per godercela per l’ultimo giorno….La sera per cambiare siamo andati in un rodizio..di pizza…ossia pizza a volontà servita al tavolo dai camerieri…

Giorno 15

20 FEBBRAIO SABATO
Oggi si ritorna a casa…ma prima, avendo mezza giornata a disposizione, siamo andati in taxi a visitare la Feira de Sao Cristovao che si svolge su un’area fissa ogni fine settimana a partire dal venerdì fino a domenica sera. Si tratta di una zona chiusa dove si trovano ristoranti, bar, bancarelle nelle quali si trattano perlopiù specialità del Nordest brasiliano…l’ideale è andarci di sera quando tutti i locali sono aperti e pieni di gente con musica e attrazioni. Noi ci siamo andati la mattina che era quasi tutto chiuso ma ci siamo fatti comunque un’idea del posto.
Tornati nella zona centrale abbiamo fatto ancora un giretto ma ormai il viaggio era agli sgoccioli così abbiamo deciso di rilassarci e approfittare della piscina all’ultimo piano del nostro hotel…ci hanno permesso di restare fino alle quattro del pomeriggio senza costi aggiuntivi poiché il volo era la sera….
Chiuse le valigie fatto il check out ci siamo diretti all’aeroporto ma per strada c’era un traffico pazzesco perché le strade erano bloccate dalla gente delle favelas che manifestavano per avere la corrente anche nei loro quartieri….le contraddizioni di questa enorme città…
Arrivati in aeroporto abbiamo riconsegnato la macchina a Localiza senza disguidi e sorprese di costi aggiuntivi per danni…che non abbiamo fatto…per miracolo…e con lo shuttle abbiamo raggiunto la zona dei voli in partenza. Putroppo qualcuno….Sandro…si è accorto di non avere più il portafoglio che aveva nei pantaloncini….così è tornato con lo shuttle bus di Localiza alla sede a vedere se gli era scivolato in macchina…per fortuna che lo ha trovato….
Fatto dogana speravo di passare il tempo prima dell’imbarco curiosando nei duty free shops…ma c’era poca scelta perché l’aeroporto era in fase di ristrutturazione per le olimpiadi….finalmente il volo di ritorno è partito alle nove di sera ed è durato nove ore fino a Madrid dove abbiamo preso la coincidenza per Venezia..
Bene anche questo viaggio è terminato. E’ stata un’esperienza molto intensa, un Brasile un po’ diverso da come me lo ero immaginato prima di andarci…pensavo di trovare un’atmosfera brasiliana stile telenovelas con musica tipica ovunque invece la globalizzazione ha colpito anche qui dando sì delle garanzie ma dall’altro ha tolto il fascino di paesaggi esotici e incontaminati….dal lato sicurezza non ci sono stati problemi, l’importante è il buonsenso e conoscere sempre i luoghi dove ci si trova magari studiandosi prima un itinerario di viaggio….
PS ATTENZIONI ALLE MULTE E RISPETTARE I SEGNALI STRADALI a noi sono state addebitate il mese successivo multe documentate con fotografie della targa della macchina nelle giornate in cui sono state fatte per superamento limite di velocità nella zona di Foz do Iguazù per due/cinque km….basta poco….

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