Salonicco: l'antica Thessaloniki in due giorni

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Salonicco, Penisola Calcidica, Grecia. L’antica Thessaloniki è un fulcro di energia. Ha uno spirito in continua evoluzione che vuole divertirsi. Festival di street art, opere di arte contemporanea, architetture moderne si fondono con l’anima antica della città, quella di un gatto che dorme all’ombra, di una comunità in festa nel cortile di una chiesa ortodossa, di un’agorà.

Per visitarla servono due giorni. E’ perfetta per un weekend last minute, una piccola fuga o come punto di partenza per un’itinerario on the road della Calcidica.

Stati Visitati: Grecia

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Federica Gerini Visualizza Profilo

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Giorno 1

Il nostro tour di Salonicco inizia con la Torre Bianca. E’ il monumento più rappresentativo della città, anche se la sua storia è piuttosto triste. Nel 1826, il sultano ottomano Mahmud II ordinò, con l’accusa di tradimento, il massacro dei giannizzeri, cristiani obbligati alla conversione nella fede islamica. Abbiamo iniziato da qua non tanto per la sua fama ma perché da questo punto è possibile raggiungere la maestosa statua di Alessandro Magno, il più grande dei Re macedoni. Suggestiva è dire poco. Continuando sul lungomare abbiamo incontrato dei giochi e delle istallazioni d’arte contemporanea. Questa zona di Salonicco in particolare fa capire quanto la città sia moderna e quanto abbia voglia di divertirsi.

In sequenza per una full immersion nella storia: Palazzo, Arco e Rotonda dell’Imperatore Galerio. La dominazione romana a Salonicco ha lasciato considerevoli tracce che si possono ammirare ovunque, soprattutto nel quartiere di Kamára. L’Arco di Galerio venne eretto nel 303 d.C. per celebrare una delle numerose vittorie sull’esercito persiano. La Rotonda di Galerio, invece, fu fatta edificare dall’Imperatore come mausoleo che poi Costantino trasformò in chiesa e infine gli ottomani convertirono in moschea. Le rovine del Palazzo di Galerio, con i suoi pavimenti mosaicati e le sue colonne chiudono il cerchio in maniera perfetta. Un altro MUST TO DO è l’Agorá. Dal livello della città contemporanea ci siamo affacciati sul sito archeologico che si trova ad un livello inferiore rispetto alla strada. Siamo scesi, entrati ed innamorati. Suggestivo è un termino troppo riduttivo.

Dopo una giornata così, hotel, una bella doccia e di nuovo fuori per un aperitivo al porto. La zona è curata in ogni minimo dettaglio, ha un design unico e tutti si ritrovano qua per vedere il calar del sole. Per cena invece abbiamo optato per il quartiere ebraico. Tanti turisti, ma si mangia così bene che glielo abbiamo perdonato.

Giorno 2

Per iniziare il nostro secondo giorno a Salonicco abbiamo scelto il Mercato di Modiano, così da poter dire ufficialmente di aver conosciuto la vera essenza della città: respirando i suoi odori e perdendoci nei suoi colori. Più tardi ci siamo diretti verso Ágios Dimítrios, una delle chiede bizantine più belle, che contiene le reliquie del santo patrono della città e Agia Sofia, una delle più antiche.

Prossima tappa? Ano Poli, la Città Alta. Si tratta della zona più vecchia della città, circondata dalle antiche mura bizantine del IV secolo a.C.. Per una vista panoramica sulla città e sul golfo questo è il punto ideale. Qui si respira un’atmosfera sospesa che non ha nulla a che vedere con il via vai della Salonicco odierna. Alcuni ci avevano consigliato di prendere l'autobus, ma dopo una breve e vana ricerca abbiamo chiamato un taxi lungo la strada. Con 5 euro soltanto il taxista ci ha accompagnato su e abbiamo risparmiato un sacco di tempo.

Essendo amante di street art, Thessaloniki mi ha reso davvero felice. La città ne è piena e sono incredibili. Palazzi come tele, venti piani di colori. Qua e là sparsi un po’ ovunque. Salonicco da qualche anno ospita un grande festival di street art e i writers vengono da tutto il mondo. Imperdibile è quello realizzato da BLU nel quartiere universitario. A differenza di quasi tutti gli altri non è in centro e non si incontra casualmente, bisogna cercarlo. L’Euro, l’Europa e la Grecia.

Prima di lasciare la città abbiamo fatto un salto alla nuova Concert Hall. Disegnata dall’architetto Arata Isozaki, esponente di punta del movimento metabolista giapponese. Direttamente sul mare. Acciaio, cemento e vetro. Elegante e minimalista.

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