Napoli: cosa vedere in tre giorni

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Capitale della pizza. Regno di sfogliatelle e babbà. Napoli è la città ideale per una partenza last-minute: tanto da vedere, buon cibo e un mare incantevole. Cosa visitare? Dipende. In base ai vostri interessi la città offre davvero tanto. Scavi archeologici, musei di arte moderna, graffiti. I miei luoghi preferiti sono la Cappella di San Severo con il suo Cristo velato e le sue Madonne, i Chiostri di Santa Chiara dalle meravigliose maioliche, la Chiesa del Gesù Nuovo, il Museo MADRE, il Palazzo dello Spagnolo e a Pozzuoli l’Anfiteatro Flavio.

Il mare? Come in una canzone di Liberato e in un video di Francesco Lettieri: il Parco sommerso di Gaiola. La sua particolarità è quella di essere un’area archeologica sommersa, in cui si fondono elementi vulcanologici, archeologici e biologici.

Stati Visitati: Italia

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Federica Gerini Visualizza Profilo

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Giorno 1

Iniziamo la nostra scoperta di Napoli con i Chiostri di Santa Chiara. Varcando il suo ingresso siamo entrati in una realtà davvero unica dove la sensazione è stata quella di respirare un senso di calma unico, una sensazione rara per una città come Napoli. La bellezza del chiostro maiolicato, opera del 1739 di Domenico Antonio Vaccaro, viene dalle decorazioni che rappresentano scene di vita quotidiana dell’epoca ma anche santi, allegorie e scene dell’Antico Testamento. Una volta usciti da qui ci siamo diretti alla Chiesa del Gesù Nuovo, tra le più caratteristiche chiese barocche in Italia, e dopo aver scattato qualche foto si è fatta ora di pranzo. La nostra prima scelta su dove mangiare è stata quella di andare da Sorbillo, ma vista la coda ci siamo diretti da Di Matteo, un altro must della pizza. Proprio in questa via c'è l'unica opera italiana di Banksy. Lo streetartist ha regalato alla città la sua Madonna con la pistola.

Pancia piena e cuore felice, ripartiamo. Sempre in questa zona c'è San Gregorio Armeno, la strada celebre per le botteghe artigiane di presepi. La tradizione ha un’origine antica: nella strada in epoca classica esisteva un tempio dedicato a Cerere, alla quale i cittadini offrivano come ex voto delle piccole statuine di terracotta, fabbricate nelle botteghe vicine.

La prossima tappa è la Cappella San Severo. Posto al centro della navata c'è il Cristo velato, una delle opere più suggestive al mondo. Giuseppe Sanmartino realizzò “una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua”. Ciò che ci stupisce ed emoziona è la leggerezza del velo, la raffinatezza della mano che l’ha scolpita e la morbidezza delle forme. Ma in questo luogo oltre al Cristo ci sono angeli dipinti con gli occhi di diavolo, madonne con i seni nudi e scheletri usati per studi anatomici.

Per finire in bellezza abbiamo deciso di goderci il tramonto sulla città dalla Certosa di San Martino, per vedete Napoli dall'alto. Spaccanapoli, Materdei, Quartieri spagnoli, Via Toledo e il Vesuvio. Tutto davanti ai nostri occhi.

Giorno 2

Secondo giorno a base di contemporaneità. Come prima tappa abbiamo scelto il Museo MADRE. Questo museo è perfetto per chi ama l’arte contemporanea. All’interno ci sono opere di Mimmo Paladino, Fausto Melotti, Piero Manzoni, Superstudio, Anish Kapoor, Daniel Buren, Marina Abramovic, Jan Fabre, Jeff Koons, Andy Warhol, Mimmo Iodice, Mario Merz e tanti tanti altri.

Seconda tappa: Rione Sanità per vedere il palazzo dello Spagnolo. Uno dei più pregevoli esempi di architettura civile in stile barocco napoletano. A renderlo innegabilmente affascinante sono la monumentale scala a doppia rampa, i medaglioni con i busti e gli stucchi rococò.

Da qua se siete appassionati di streetart, come me, spostatevi a Materdei. Sui muri dell’ex OPG, Ospedale Psichiatrico Giudiziario, è possibile ammirare l’enorme opera realizzata da BLU. Una figura drammatica e arrabbiata che ha cambiato il volto di questo luogo. Prossimo step, Quartieri Spagnoli. Entrate dal caratteristico ingresso da Via Toledo con le più belle frasi d'amore, cercate su muri, palazzi e saracinesche i racconti di Cyop&Kaf. Quore Spinato è un progetto fatto dalle storie di personaggi surreali, onirici, a volte inquietanti ma tutti colorati.

Nei Quartieri Spagnoli trovate anche un incantevole ritratto della statua della Cappella di San Severo che copre quasi interamente la parete. Iside va fotografata anche in negativo, come la maggior parte delle opere di Bosoletti. E' in via Emanuele De Deo insieme a Maradona. Realizzato in occasione del secondo scudetto del Napoli, nel 1990, il murales è stato restaurato nel 2016 grazie anche al contributo dei cittadini.

Per questa giornata di spostamenti abbiamo utilizzato la metro, anche perché non si può lasciare Napoli senza vedere le Metropolitane dell'arte. La combinazione del lavoro di architetti ed artisti ha portato ad avere una rete metropolitana UNICA nel suo genere. La più famosa sicuramente è la Fermata Toledo, premiata come la più bella d’Europa e firmata dall’architetto spagnolo Tusquets. Altrettanto belle sono la Fermata Garibaldi di Perrault, Università di Mendini e Rashid, Municipio di Siza e Souto de Moura, Dante e Museo di Gae Aulenti, Materdei e Salvator Rosa anche queste di Mendini insieme ad artisti del calibro di Sol Lewitt, Sandro Chia e Mimmo Paladino.

Giorno 3

Per il terzo ed ultimo giorno ci siamo allontanati un pochino da Napoli per andarcene a Pozzuoli. L'Anfiteatro Flavio merita assolutamente una visita. Risale alla seconda metà del I secolo d.C. ed è secondo solo al Colosseo in quanto capacità di capienza. La cosa più bella di questo luogo è sicuramente il sotterraneo, a circa 7 metri di profondità, in cui sono tuttora visibili parti degli ingranaggi per sollevare le gabbie che portavano sull’arena belve feroci oltre a capitelli, colonne e altri elementi di scenografia degli spettacoli.

Da qui la prossima meta non può che essere Pompei. Per visitare tutto il sito sarebbero necessari diversi giorni, sicuramente però non è possibile saltare Il Foro e il Tempio di Apollo, l’Anfiteatro, la Casa del Fauno e il Teatro Grande.

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