Grecia continentale

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 12 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
L’itinerario che vi voglio proporre è quello che ho intrapreso nel mio ultimo viaggio all’estero.
L’idea alla base è quella di una vacanza “on the road” alla scoperta della Grecia Continentale ma soprattutto alla scoperta del Nord della Grecia, spesso dimenticato dai turisti italiani, ma ben frequentato dai turisti greci, libanesi, russi e israeliani, soprattutto durante la stagione sciistica. Sì! In Grecia si scia! 🙂
Ricca di bellezze naturalistiche oltre che storiche, la Grecia , ospita una serie di siti riconosciuti dall’ Unesco, veramente unici nel loro genere.
Personalmente mi sono avvicinata alla Grecia come meta turistica non tanto per la sua storia antica quanto per le vicissitudini intercorse dalla caduta dell’impero Ottomano. Per capire ed apprezzare regioni come l’Epiro e la Macedonia e anche la Tracia ( che io ahimè non ho avuto tempo di visitare) bisogna ripercorrere alcuni passaggi fondamentali che cercherò di inserire nei prossimi articoli.
L’itinerario così come è stato.
Corfù aeroporto, Ioannina, Konitsa, Katoria, Edessa, Salonicco, Lithoro, Kalambaka, Arta, Nafpaktos, Delphi e Atene

Col senno di poi
Nel noleggiare la macchina bisogna fare attenzione a prenderla in un aeroporto e a riconsegnarlo in un altro poichè c’è una quota in più da pagare abbastanza salata ( si fa per dire -.-) circa 250 euro. Insomma occhio al budget e al plafond!
Per organizzare questo viaggio ho utilizzato la Lonely Planet “Grecia Continentale”. Ora io sono una fan sfegatata della Lonely Planet ma devo dire che mi sono trovata a non essere d’accordo nella descrizione di alcune città. Ho trovato molto utili gli itinerari proposti all’inizio della guida e gli itinerari proposti per le grandi città, come Salonicco e Atene.

AUTOSTRADA : poco frequentate rispetto ai canoni italiani ma nuove nuove….appena finite direi. Il pagamento avviene lungo le tratte e la quota dipende dal veicolo che si guida la moto paga di meno il camion paga di più e le auto pagano una quota intermedia.
Noi abbiamo utilizzato l’autostrada nella seconda parte della vacanza in direzione di Atene (molto comoda e bellissimi panorami soprattutto nella regione dell Sterea Ellada).

STRADE DI MONTAGNA In Epiro e in Macedonia puo’ capitare di andarsi a mettere nei guai automobilisticamente parlando. Le strade di montagna sono molto suggestive e ricche di incontri con animali allo stato semi brado, tuttavia sono soggette alle intemperie e bisogna essere consapevoli nel pianificare litinerario che non si può andare veloci, perchè è un attimo che ti ritrovi davanti dei buchi enormi in mezzo alla strada oppure ti ritrovi davanti un pezzo di strada sterrata perché è franato un costone.
Non voglio allarmare nessuno ma la prudenza è consigliata. Noi ce la siamo cavata benissimo ma abbiamo capito perchè il noleggio auto ci ha dato una Micra sgangherata!:)



#turismocanino
Prenotando il viaggio in traghetto dall’ Italia non è difficile portarsi il proprio pet. Spesso i traghetti sono attrezzati con trasportini fissi quindi il cane non deve restare in auto a bollire (soprattutto se si viaggia d’estate)!!!
Una cosa da segnalare è il randagismo. La Grecia è piena di piccoli branchi di cani randagi. Io li ho trovati molto docili e per niente pericolosi; spesso stanno vicino ai turisti per ottenere un po’ d cibo, ma non sono molesti.
Una guida ci ha spiegato che viene loro messo un collare, per non farli prendere dalle guardie del canile e poi vengono lasciati liberi. Sono comunque branchi abbastanza stanziali. Insomma i greci sono un popolo che convive serenamente con i pelosi randagi.
L’unica cosa che mi sono chiesta, dal punto di vista del turismo canino, è come si comportano con un cane al guinzaglio in visita. Sarebbe da indagare! 🙂 A qualcuno è successo?
Ero senza pets in Grecia ma credo che a seconda del carattere del cane questo potrebbe essere un elemento da valutare.

Stati Visitati: Grecia

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Giorno 1

Atterrati all’ Aeroporto di Corfù Town ci siamo subito diretti a ritirare la macchina.
Impossibile perdersi! Appena usciti dal Gate vedrete le postazioni con gli addetti al noleggio auto. Inoltre la macchina si raggiunge a piedi perché tutti i veicoli si trovano in un parcheggio a ridosso dell’ aeroporto.
Consiglio: fotografate la macchina prima di partire e il contratto di noleggio…non si sa mai!!
Partiamo alla volta del Porto di Corfù Town per prendere il traghetto. Uscendo dall’aeroporto la direzione è ben segnalata, in città si rischia un momento di smarrimento senza navigatore ma niente che Google Maps non possa risolvere.
Arrivati al traghetto facciamo il biglietto e si parte. Il biglietto è la somma della quota auto più la quota per persone fisiche moltiplicate per il numero di persone….A prova di fraintendimenti si lasciano li tra i 60 e i 70 euro per due persone+ auto.
Attraccati a Igoumenitsa, partiamo alla volta di Ioannina.
Abbiamo pernottato in un Hotel molto bello con vista sul Lago Pamyotis e sulla Città di Ioannina. Il padrone dell’ hotel è un personaggio molto simpatico che scherza con la politica ma riesce a creare un ambiente molto disteso. Mentre prende un po’ in giro greci, tedeschi, italiani e chi più ne ha più ne metta, ti offre le leccornie locali. All’arrivo ci ha offerto un dolce di gelatina tipico e una bevanda locale che sembrava grappa ma che viene chiamata Cyprus (siprus).
L’Hotel si chiama Mir Boutique e si trova a Ligiades, Ioannina. Consigliato!


La tomba di Alì Pascìa e sullo sfondo la moschea
Nella città di Giannina o Ioannina si trova il Lago Pamvotis , e nel mezzo di questo si trova un’isoletta chiamata To Nisì ricca di monasteri nonchè di siti storici. Proprio in quest’isola, nel 1882 gli ottomani uccisero Alì Pascià, detto anche il “leone di Ioannina”, un sanguinario condottiero di origine albanese che si era approfittato della debolezza dell’impero ottomano per conquistare Ioannina e costruire il suo feudo personale. L’acceso all’isola è semplice basta raggiungere il porto dei traghetti. Non abbiamo visitato l’isola, dall’hotel ci siamo diretti nella zona detta “Kastro o Its Kale” ossia la cittadella costruita in epoca bizantina ( nel periodo chiamato del Nuovo Apogeo, che interessa anche le crociate ), poi conquistata dagli ottomani e infine da Alì Pascià. Nel 1912-13 durante le guerre balcaniche Ioannina viene liberata dai greci e con lo scambio di popolazioni avvenuti con paesi confinanti, la Grecia allontanò i popoli mussulmani.

Il Kastro la rappresentazione fisica di tutta la storia della città poichè racchiude in sè elementi bizantini, elementi ottomani e la tomba di Alì Pascià. Tutto intorno a questo quartiere si trova un nugolo di vie in stile balcanico che ricordano alla lontana quelle delle città bosniache, dove potete rifocillarvi o comprare qualche souvenir.

Lasciata la città di Ioannina partiamo alla volta di Konitsa. Per arrivare a Konitsa bisogna attraversare tutta la zona detta Zagorohòria e il Parco Nazionale di Vikos Aoos .

Fotografi di tutto il mondo unitevi!!! A parte gli scherzi , abbiamo potuto ammirare alcuni dei panorami più belli della nostra vacanza.

La nostra Lonely Planet dice che questa è una delle zone più ricche, anche in virtù del fatto che durante l’impero ottomano la popolazione usufruiva di una maggiore autonomia in cambio del controllo dei valichi di montagna. Tuttavia da qui in poi se abbandonate le strade principali cominciano ad esserci delle strade dissestate per cause contingenti ( niente di grave ma bisogna andare piano e occhio a come programmate il navigatore!).

Lungo la strada per Konitsa ci siamo fermati a visitare il villaggio di Monodendri, la Gola di Vikos e le piscine naturali di Pàpingo.

Il villaggio di Monodendri è, si puo’ dire, a vocazione principalmente turistica ma molto carino, permette di visitare il Monastero chiamato Moni Agia Paraskevi, da cui si ha un assaggio di quella che è la maestosità della Gola di Vikos. E’ da qui che comincia il canyon lungo 12 km e profondo 900 metri.

Le piscine naturali di Papingo nei pressi del fiume Rogovo sono lungo la strada e non richiede molto tempo farci un giro. Non abbiamo visitato i due vilaggi in pietra Megalo Papingo e Mikro Papingo perchè eravamo stretti con i tempi.

Giorno 2

La Macedonia è una delle regioni greche più complete, a mio avviso, dal punto di vista dell’ offerta turistica,anche se non è tanto conosciuta. Ce n’è veramente per tutti i gusti : mare, monti e grandi città. Di sicuro il mare non è quello delle isole ma insomma è un’alternativa. Visitando la Macedonia l’incontro con la storia è inevitabile, infatti nel corso dei secoli molti popoli sono passati su questo territorio e hanno lasciato la loro impronta: romani, bizantini, slavi, turchi e macedoni.

Semplificando all’ osso la linea storica , la Macedonia comincia a far parlare di se durante il regno di Filippo II, padre di Alessandro Magno, entrambi grandi condottieri che sottomisero la Grecia di Atene ma che prendendone i costumi e la lingua diedero inizio all’ Età Ellenistica e in verità resero più omogeneo culturalmente il territorio conquistato. Dopo l’impero romano e la successiva divisione dello stesso nell’impero d’occidente e d’oriente si affermò in questi territori il potere di Bisanzio. Durante questo periodo incominciarono anche le invasioni slave , principalmente bulgare e serbe. Nel tredicesimo secolo comincio’ il dominio turco. In questo periodo nasce anche il nazionalismo Macedone .

L’epilogo per la Macedonia greca fu durante le guerre balcaniche, guerre espressione dei nazionalismi dei popoli balcanici in opposizione alla ferocia dell’impero ottomano, che assegnò alla Grecia gli attuali territori della Macedonia greca e della Tracia.

Nel 1923 i Greci “gestirono” ( sempre semplificando) la questione religiosa con il movimento di popolazioni. Durante la seconda guerra mondiale, viene restaurata la Monarchia e si assiste alla persecuzione del popolo ebraico . La storia successiva è più nota e potete leggerla qui.

Kastoria
Vista del Lago Orestiàda
Una bellissima cittadine sul lago Orestiada , in cui ci sono diversi negozi di lusso che vendono pellicce ( si notano entrando in città).
Abbiamo fatto un giro della città e nel quartiere del Doltso per visitare le dimore del diciottesimo secolo.

Da segnalare! Se si arriva intorno all’ ora di pranzo, fino alle 17.00 orario di riapertura dei negozi, la città è pressoché vuota salvo i ristoranti sul lago.
Bellissima la passeggiata lungo la riva del lago.

Fotografia! Il sogno per chi ama la fotografia di paesaggi e il birdwathching è secondo me il Lago di Prespa, a cavallo del confine con la Macedonia (lo Stato 😉 ) e l’ Albania. Non sono riuscita ad arrivare fin là, perché bisogna ( come sempre ) dedicargli del tempo non inferiore ai 2 giorni ( almeno 1 notte).

La promozione turistica è maggiore dal lato albanese. Vi segnalo alcuni link che ho letto e che ritengo interessanti !:)
I due laghi di Prespa (il Grande e il Piccolo) segnano il confine tra Grecia, Macedonia ed Albania. Una regione montagnosa, dura e incontaminata, segnata da forte emigrazione e che spera oggi nello sviluppo del turismo sostenibile.

Edessa
Edessa è una delle città in cui la linea storica , che ho tentato di descrivere ad introduzione di quest’articolo, è più evidente. Dalle rovine romane alle chiese ortodosse, passando per l’influenza dei popoli slavi. Infatti, la città veniva chiamata Voden . Chiunque abbia una minima infarinatura della lingua slava ( perdonate la generalizzazione) sa che “Voda “significa acqua . Voden significa “luogo dell’acqua”. A Edessa si trovano le cascate più alte dei Balcani e propio queste regalano alla città un’ atmsfera unica.
Fotografia! Le occasioni per esercitarsi non mancano. Fotografare l’acqua delle cascate è stato un buon esercizio! 😉

Konitsa
Da questo paese partono una serie di sentieri bellissimi che si trovano nel Parco Nazionale di Vikos Aoos . Tutelato dall’Unesco, il Geoparco di Vikos e Aoos fa parte della catena montuosa del Pindus. All’entrata del parco è possibile ammirare il Ponte di Konitsa, costruito nel 1870 .
Noi abbiamo pernottato al Gefiry Hotel, bellissimo e vicino al ponte che è possibile raggiungere anche a piedi.
A 20 metri dall’ hotel, c’è una trattoria , frequentata da persone del paese (tra i clienti solo uomini che fumavano come camini e giocavano backgammon …c’era pure il prete rigorosamente ortodosso). Una signora gentile, che non spiccica una parola di inglese ma che si fa capire, vi porterà da mangiare ….super! Specialità greche ovviamente ma squisite per qualità! Da provare

Giorno 3

Arta

Abbiamo visitato Arta dopo Kalambaka e non ci è sembrata la città romantica che descriveva la guida, forse perchè il Ponte Vecchio era in ristrutturazione Sono visibili le rovine dell’ antica Ambracia fondata nel 625 a.C. e i resti del Tempio di Apollo.Personalmente mi hanno colpito di più i dintorni di Arta che ho potuto vedere solo velocemente dall’ auto percorrendo il nuovo tratto di autostrada che va verso Messolongi, dove si trova il ponte che unisce il continente e il Peloponneso . Per la precisione il Parco nazionale delle zone umide di Amvrakiko è una zona imperdibile per tutti gli appassionati di natura, birdwatching o fotografia naturalistica.

Con il senno di poi! Più tempo! Visitare Giannina, Zagorohoria e Konitsa, senza programmare escursioni di trakking merita almeno 3/ 4 giorni secondo me. Dedicandogli questo tempo potrete visitare tutto, anche quello che non sono riuscita a visitare io.

Per chi cerca occasioni per fare fotografie …quelle non mancano! e’ veramente una regione spettacolare.

Giorno 4

Salonicco

Seconda città per grandezza della Grecia, non ha nulla da invidiare alle altre città europee.
Nel visitare la città abbiamo seguito l’itinerario della guida Lonely Planet e i consigli del nostro albergatore. Bellissima città! Ci siamo trovati bene e sopratutto anche qui abbiamo mangiato bene. Il nostro albergatore ci ha consigliato di andare a cena nel quartiere di Ladadika a ridosso del porto di Salonicco . Abbiamo seguito il suo consiglio e devo dire che ci siamo trovati bene ( acquistate piatti a base di melanzane …non ve ne pentirete 🙂 ).

Inutile dire che Salonicco è pieno zeppo di siti tutelati dall’ Unesco , vi consiglio di seguire quelli nella stesura del vostro itinerario se non avete altri punti di riferimento.
I quartieri della città che abbiamo visitato sono : Ladadika, Ano Poli, Torre Bianca .
Segnalo la chiesa ortodossa che secondo me è imperdibile per simpatia e del “Church’s keeper” e per la sua storia , cioè: Osios David Monastery of Latomou.
Osios David Monastery of Latomou
Cercherò di spiegarvi, brevemente, la bellezza di questa chiesa; non sono un’esperta, mi limiterò a raccontare quello che mi è stato raccontato sul posto. Il mosaico nella cupola è stato riportato alla luce dal terremoto che ha scosso Salonicco, alla fine degli anni ’70. Prima era stato ricoperto con dell’ intonaco….si presume per motivi religiosi.

Osservando bene il mosaico si possono trovare tutti i simboli comuni a tutte le confessioni di religione cristiana: il toro, il pesce, l’acqua con dentro un uomo che indica il fiume e l’acqua con dentro una donna che indica il mare,…Un ‘altra particolarità è che Gesù è rappresentato negli anni della sua giovinezza, cosa molto rara. Tutti questi elementi, fanno di questa chiesa un luogo da visitare e a mio avviso veramente bello perché avrete l’opportunità di parlare e chiarire tutti i vostri dubbi riguardo alla religione ortodossa, in quanto, il “sacrestano” (chiamiamolo così) è molto disponibile. Un’altra cosa che mi è molto piaciuta è che nel raccontare la storia della chiesa ha evidenziato di più i punti di contatto tra le diverse religioni che non quelli di rottura.

Fotografia! Le occasioni per un po’ di “street photography” non mancano.

Giorno 5

Antica Dion , Castello di Platamònas e Monte Olimpo

Abbiamo raggiunto il sito archeologico dell’ antica città di Dion dopo aver dormito lungo la costa a sud di Salonicco, vicino a Katerini. Gli Hotel che si trovano nelle città balneari, in questa regione sono prevalentemente impegnati nel turismo quindi presentandosi a fine stagione si può usufruire di prezzi interessanti.
Percorrendo la strada che da Katerini va in direzione Platamonas , si trova l’omonimo Castello. Importante presentarsi entro le 15.00 se si vuole visitarlo perchè superato quell’orario gli addetti mandano via tutti , indipendentemente dal numero di ritardatari presenti! 🙂

Il Castello di Platamonas costruito dai bizantini nell’ undicesimo secolo per tutelare le rotte commerciali dai pirati offre una bellissima vista su tutto il territorio circostante .

Il Monte Olimpo è croce e delizia di chiunque passi in Macedonia. Sperare in ginocchio che il cielo non sia coperto nel giorno in cui passerete per di là non è sufficiente. -.- Se non siete interessati ad una scampagnata in montagna vi consiglierei di non inserirlo nel vostro itinerario e di limitarvi a fotografarlo da lontano…..modalità skyline ! 🙂

Voglia di sciare?

Vagando, vagando siamo arrivati nella prefettura di Pella dove si trova la cima più alta della Macedonia centrale (2.480 metri), il Monte Voras e la Stazione sciistica omonima .

Un buon sito se siete interessati alle vacanze sulla neve in Grecia è sicuramente quello chiamato : Punto Grecia

Giorno 6

TESSAGLIA, GRECIA

Meteoros…..sospeso nell’aria.
La Tessaglia ospita una delle mete più interessanti di tutta la Grecia : il sito delle Meteore, inscritto nella lista dei siti patrimonio dell’ UNESCO.

Guardando le immagini non è difficile capire perché i Monasteri delle Meteore siano tutelati da l’ UNESCO, ma vale la pena approfondire un po’. Il nome Meteore è evocativo e deriva dal termine Meteoros che si traduce dal greco con la frase “sospeso nell’aria “. Con questo termine non si identificano i Monasteri bensì le formazioni rocciose, che hanno un aspetto particolare perché formate dall’ erosione per mano dell’ acqua dal mare che, allora, copriva l’attuale pianura della Tessaglia!

I primi monaci ortodossi (o eremiti) si insediarono in questo territorio nell’ XI secolo , trovando rifugio nelle cavità naturali o grotte formatesi nella roccia arenaria, per fuggire alle persecuzioni religiose del popolo turco durante il tramonto dell’impero romano d’oriente.

Successivamente all’interno di queste grotte furono costruite delle strutture in legno, ta cui le scale removibili, per agevolare i monaci. Da chi furono costruite? Dagli abitanti dei villaggi vicini; presumibilmente gli abitanti di Kalambaka e Kastraki. Bisogna tener presente che questi eremiti vivevano in penitenza quindi non avevano la capacità nè di difendersi nè di costruirsi rifugi sicuri.
I monasteri che sono arrivati fino ai giorni nostri furono costruiti nel XIV e XV secolo, quando alcuni membri di importanti famiglie locali decisero di dedicarsi alla vita monastica.

In totale furono costruiti 24 monasteri di cui oggi ne rimangono solo 6 abitati di cui 2 sono monasteri femminili. Una leggenda vuole che i monaci si ritrovarono in difficoltà per colpa di un incendio e furono delle donne ad avvisarli del pericolo e quindi a salvarli. Da quella volta i monasteri si aprirono alle donne fino ad arrivare alla possibilità di esercitarvi la vita monastica .

I sei monasteri sono:

Sacro Monastero del Grande Meteoron
Sacro Monastero di Varlaam
Sacro Monastero di Rousanou – Santa Barbara( monastero femminile)
Sacro Monastero di San Nicholas Anapausas
Sacro Monastero di Santo Stefano (monastero femminile)
Monastero della Sacra Trinità

Questi monasteri ad oggi sono raggiungibili a piedi o in auto percorrendo la strada asfaltata. Una volta non era così! I monaci avevano costruito dei sistemi simili a paranchi, che sollevavano con una rete i monaci o le vivande fino al monastero. Esiste un aneddoto divertente, anche se un po’ “dark” riguardo a questo metodo di trasporto, o di difesa se vogliamo. Quando ad un monaco è stato domandato: “Ogni quanto viene cambiata la corda che vi trasporta?”, lui rispose :” Ogni volta che il Signore vuole che si rompa!”. Oggi fa sorridere ma insomma non era una vita facile!

Qualche informazione pratica.
Kalambaka e Kastraki sono due cittadine a ridosso di questi spettacolari monasteri. Totalmente a vocazione turistica offrono soluzioni turistiche per tutti i gusti. I prezzi sono più alti della media nazionale….ma insomma si capisce perchè.
Visitare i monasteri con una visita guidata è una buona cosa soprattutto perché così sarete sicuri di vedere le attrazioni principali , ma vi consiglio di tenervi un po’ di tempo per andare a vedere quello che non avete visto con il tour organizzato. Ricordate che al costo del tour, che è di circa 35 euro ,bisogna aggiungere i 3 euro da pagare all’entrata nel monastero. Posso dire per esperienza personale che il Tour organizzato da Visit Meteora è bello. Attenzione al Sunset tour ! I “sunset” sono soprattutto in estate, come ci ha spiegato una guida! 🙂 Questi tour sono ideali per fare #fotografia con o senza tramonto mozzafiato. Inoltre visitando le Meteore può succedere di incappare in una giornata uggiosa nello stile di quelle che fanno scomparire il Monte Olimpo….attenzione alla stagione! Le occasioni per fare delle belle foto non mancano perchè il posto è bellissimo e l’offerta è veramente ampia. Per esempio, un ‘altro servizio offerto dalle agenzie turistiche è quello di arrampicata sulle rocce di Meteora! WOW!
Un’altra attrazione di Kalambaka è il ” Natural History Museum of Meteora & Mushroom Museum” che vi consiglio di visitare.
Una curiosità! Durante i primi giorni del mese di ottobre il personale del museo organizza una Sagra del Fungo in centro al paese durante la quale viene offerta una porzione di funghi a tutti i presenti! 🙂
Provincia di Trikala
Per chi ama la montagna consiglio di non sottovalutare la Provincia di Trikala che prende il nome dall’omonima città, dove si può visitare la Fortezza bizantina. Spesso turisticamente associata alle Meteore, offre alberghi a prezzi ragionevoli immersi nelle montagne della Tessaglia. Noi abbiamo pernottato ad Elati, la stazione sciistica di Trikala. E’ veramente rilassante ma attenzione alla strada che scegliete di fare. Se prendete le stradine di montagna ci potreste impiegare parecchio tempo e se non siete preparati “alla traversata” potrebbe essere stancante ma comunque ne varrà la pena !

Giorno 7

La Grecia Occidentale è la regione della Grecia che comprende una parte continentale e una parte nella penisola del Peloponneso. Queste “due parti” sono separate dello stretto di Rion. Il ponte che unisce le due sponde si chiama Ponte Rion Antirion , venne inaugurato nell’agosto del 2004 e fa parte dell’ autostrada che collega Giannina ad Atene. Il capoluogo regionale si trova nella penisola del Peloponneso ed è Patrasso .

Nafpaktos ovvero Lepanto
Siamo arrivati a Lepanto come tappa intermedia in direzione Delphi. Una città inaspettatamente bellissima con una storia che molti conoscono e che vide il suo apice nel 1571, durante l’ omonima battaglia . Cristiani veneziani e spagnoli guidati da Don Giovanni d’ Austria combatterono contro i turchi dell’ Impero Ottomano, i quali sconfitti persero la loro supremazia sul Mar Mediterraneo. I turchi furono sbaragliati definitivamente con la guerra greca d’indipendenza nel XIX secolo. Questa bellissima cittadina è sovrastata dal Castello costruito dai greci ancor prima dell’ arrivo dei veneziani e dei turchi. Questo castello ha cinque livelli di mura costruite dai conquistatori della città nelle diverse epoche e dentro le mura è ricompreso anche il porto. Dal porto al castello è una bella camminata ma potrete godervi i vicoli di Lepanto e osservare il mare e l’orizzonte che comprende anche uno scorcio della penisola del Peloponneso.

Ouzo. Una delle bevande tipiche di Lepanto è lo “Ouzo “(ci hanno spiegato che si legge “Uso”). Lo Ouzo è una bevanda molto simile alla Sambuca . Di solito è incolore ma se ci mettete un po’ di acqua fredda assumerà un colore bianco! 🙂 molto buona! Provatela 😉

Giorno 8

Delphi

Dopo Nafpaktos siamo ripartiti alla volta di Delphi , famosa per le rovine dell’ antica città, oggi sito archeologico (ovviamente) tutelato da l’ UNESCO.

Appena arrivati a Delphi, la città nuova, siamo andati a mangiare qualcosa in una trattoria situata nella strada denominata Vasileon Pavlou & Friderikis ( ci sono due le strade non si puo’ sbaglaire 😉 ). A parte che è sempre l’ora di un’ insalata greca, se siete dei fotografi non lasciate che il calo di zuccheri vi faccia dimenticare la macchina fotografica, perché in questi locali troverete una delle vedute più belle di tutta la tappa. Ideale per fare #fotografia.

Il sito archeologico dell’ Antica Delphi dove si trovano le rovine del Tempio di Apollo è raggiungibile anche a piedi dalla città nuova. Sfortunatamente non c’è più “la Pizia” , ossia la sacerdotessa del tempio, che rivela con criptici oracoli il futuro del mondo, ma è un luogo che conserva la sua magia, enfatizzata dalla sua speciale collocazione geografica.

Giorno 9

ATTICA, GRECIA
Atene
La città più costosa della Grecia… anche più di Kalambaka! Abbiamo prenotato un hotel a 10 minuti di metropolitana dalle principali attrazioni e comunque è risultato costoso.
Il Partenone
Per visitare la città ho seguito i consigli della guida Lonely Planet . Le parti denominate “Atene in 2 giorni” e “Atene in 4 giorni”, mi sono state molto utili insieme all’ ” Itinerario a piedi – Il centro di Atene” che descrive un percorso che va da Syntagma al Mercato delle Pulci di Monastiraki.

Giorno 10

All’itinerario della giuda abbiamo dedicato una giornata; il giorno seguente siamo andati a visitare l’ Acropoli, sito UNESCO dal 1987. Se non volete strapazzarvi troppo, per visitare l’ Acropoli e l’Antica Agorà contate almeno un a giornata. Le informazioni aggiornate in tempo reale sui costi dell’ Acropoli si possono trovare presso il sito del Ministero della Cultura e dello Sport.
Atene è una città talmente grande che scegliere cosa vedere oltre alle attrazioni principali non è facile.

Per quanto riguarda la possibilità di fare #fotografia le occasioni non mancano. Paesaggi, monumenti, fotografia di strada o fotografia per immortalare murales o street art e fotografia naturalistica….perché in Grecia può capitare in qualsiasi momento che una tartaruga vi attraversi la strada, soprattutto nei siti dove si trovano le principali attrazioni ! 🙂 La Collina dei Licabetto o dei lupi è ideale per le foto con vista panoramica. La cima si può raggiungere sia a piedi sia con la funicolare . Consiglio di non mettere la collina del Licabetto in programma lo stesso giorno dell’ Acropoli o comunque non nel giorno in cui camminerete di più, soprattutto se volete salire a piedi.

n.b. Alcune guide segnalano che ad Atene c’è foschia da inquinamento. In effetti è vero e si nota soprattutto quando si cerca di fotografare il panorama dall’alto.

Allontanandosi da Atene in direzione della città di Sunion, verso sud lungo la cosiddetta Costa di Apollo , si arriva a Capo Sunio.

La Costa di Apollo si puo’ definire come la riviera di Atene ed è ben servita dalla metropolitana . Lungo questa strada ci sono gli stabilimenti balneari e, devo dire che, anche se non mi ci sono potuta fermare perché ero in viaggio verso l’aeroporto, non era niente male. Se trascorrerete molti giorni ad Atene potrà essere un’idea per una gita fuori porta.
Tempio di Apollo
Il costo del biglietto comprende la vista sia al sito sia al museo e il prezzo si sa puo’ subire delle variazioni ; per avere un indicazione esatta del costo del biglietto potete consultare il sito internet del Ministero greco della Cultura e dello Sport dove troverete anche una descrizione del luogo.

Dopo aver visitato lo Stadio e il Tempio non scordate che usciti dal sito archeologico,proseguendo lungo la strada troverete il Tempio di Atena Pronaia gratuito. Una visitina è d’obbligo! 🙂

Giorno 11

Tempio di Poseidone

Allontanandosi da Atene in direzione della città di Sunion, verso sud lungo la cosiddetta Costa di Apollo , si arriva a Capo Sunio.

La Costa di Apollo si puo’ definire come la riviera di Atene ed è ben servita dalla metropolitana . Lungo questa strada ci sono gli stabilimenti balneari e, devo dire che, anche se non mi ci sono potuta fermare perché ero in viaggio verso l’aeroporto, non era niente male. Se trascorrerete molti giorni ad Atene potrà essere un’idea per una gita fuori porta.
A Capo Sunio ci sono le rovine del Tempio di Poseidone che risale al 440 a.C.. Vale la sosta perché si visita in un baleno e si ha una bellissima vista sul mare …si riesce a vedere anche il Peloponneso all’orizzonte. Il sito è a pagamento ed è molto frequentato.
Il Tempio di Poseidone è ideale per fare #fotografia, soprattutto se ci capitate al tramonto ( o all’ alba) . In generale di luce ce n’è da vendere! Personalmente non sono ancora così avanti e mi sono accontentata di fare una panoramica con il cellulare per farvi capire com’è il sito. 🙂 Dalla foto che ho fatto io non si vedono gli isolotti che si trovano a ridosso della costa…..

Giorno 12

Santuario di Artemide
Proseguendo in direzione dell’ aeroporto internazionale Eleftherios Venizelos, si può’ visitare il Santuario di Artemide.

Situato nei pressi della città di Vravrona è un piccolo sito ( a pagamento), la cui storia è spiegata molto bene su www.greciaturismo.net e che qui riporto testualmente:

” […] La storia di questo sito è affascinante. Secondo la legenda evocata da Euripide nella tragedia Ifigenia in Tauride, la figlia di Agamennone, Ifigenia, fuggita in Tauride (l’odierna Crimea) per sottrarsi alla minaccia del sacrificio da parte del suo padre e poi tornata a Brauron con il simulacro sacro di Artemide, mettendo le fondamenta del santuario di Artemide Brauronia. Il fulcro della leggenda è questo misterioso Tempio di Artemide, del quale oggi restano solo le fondamenta. Artemide era figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo, l’equivalente greco della dea romana Diana. Era adorata qui a Vravrona, dove ogni quattro anni si tenevano le Brauronie, grandi celebrazioni con misteriosi rituali in cui giovani ragazze si travestivano da orsi e ballavano, ma come molti degli antichi culti greci, per esempio quello fondato a Eleusi, non sappiamo esattamente che cosa avesse luogo e perché. Nel santuario celebravano giovani sacerdotesse, le arse, vestite di tuniche color zafferano e consacrate alla divinità all’età di 7 anni. Nel IV secolo a.C, la zona è stata inondata e le comunità locali sono scomparse. Il paese di Vravrona venne ricostruito, ma i lavori di riscoperta dell’antico sito di Vravron non iniziarono prima del 1946, per continuare fino al 1963. Gli scavi hanno portato alla luce anche un tempio del V secolo a.c.[….]”

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