Itinerario di 3 giorni a Budapest

10 Voti ricevuti
Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 3 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1€ a 250€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
È un volo Easy Jet quello che nel tardo pomeriggio del 22 Aprile ci porta nella splendida capitale ungherese, Budapest. L’aeroporto si trova al’inizio della zona periferica della città e dista circa 16 km dal centro. Raggiungerlo è semplicissimo grazie al servizio Minibud (link https://www.minibud.hu/en), che in una ventina di minuti, per circa 18€ a testa, ti porta direttamente in centro.

Stati Visitati: Ungheria

Hai fatto un viaggio ed anche tu vuoi scrivere un diario di Viaggio?
È gratis, Clicca qui!
Alzatieviaggia Visualizza Profilo

Vota questo diario di viaggio:
Clicca mi piace.

Mi Piace

Giorno 1

L'Hotel: Danubius Astoria City Center

Sono le 23 circa quando entriamo nella hall del nostro splendido hotel Danubius Astoria City Center.
Il primo impatto è di quelli che ti toglie il fiato. Le decorazioni, l’arredamento e lo sfarzo che si percepisce ci fan quasi dubitare di essere nel posto giusto. Tant’è che presi dal forte dubbio di esser stati oggetti della stangata ungherese da parte dell’autista dello shuttle, controlliamo subito la prenotazione. È tutto vero.
E possiamo solo ringraziare il cambio monetario molto favorevole, considerato che per pernottare in un hotel del genere a Londra avremmo probabilmente dovuto vendere un paio di organi!
Dopo aver scaricato i bagagli in camera (ovviamente bellissima e in linea con l’hotel) e dopo la consueta tappa bagno ci concediamo un drink al bar dell’hotel. Anche il bar, insieme alla zona ristorante, sono di un’eleganza di cui non ci sentiamo quasi degni. Sorseggiamo quatto quatto le nostre coche e ce ne andiamo a dormire. L’indomani inizia il nostro tour!

Giorno 2

Sinagoga, Basilica di Santo Stefano, Ponte delle Catene, Castello di Buda, Chiesa di Mattia, Bastione dei Pescatori, Vorosmarty Ter, Casa del Terrore, giro in battello.

Come in tutti i nostri viaggi la leva mattutina è di tipo militare. Nemmeno il tempo di rendersi conto di essere al mondo che la nostra fame ci porta subito in zona colazione. E potevamo rimanere delusi?
Assolutissimamente no! Dolci tipici ungheresi, cornetti caldi, marmellate di 4/5 tipi, salami di ogni dove, formaggi e molto altro. Nel giro di pochissimo spazzoliamo tutto e ben carburati partiamo.
Ah stavamo per dimenticare di prelevare e ovviamente, essendo il cambio 1x0,003, prelevando 50€ ci sembra quasi di svaligiare l’intera banca!

LA SINAGOGA
A pochi passi dall’hotel ecco la nostra prima tappa: la Sinagoga. Costo del biglietto circa 12€ in due.
La Sinagoga è splendida, sfarzosa nelle sue decorazioni, umile nel suo silenzio. È la più grande d’Europa e si trova proprio al centro del quartiere ebraico. Budapest è infatti una città con una delle più ricche comunità ebraiche e la Sinagoga ne rappresenta il vero fulcro. Ma il suo fascino lo deve alla sua forza storica: resistendo a diversi bombardamenti e a ben due guerre mondiali, è diventata il simbolo della tenacia e della resistenza del popolo ebraico.
All’esterno vi si trova un giardino che raccoglie le spoglie di alcuni caduti e un cortile con alcuni monumenti commemorativi dell’olocausto.

Tra tutti spicca il salice piangente, costruzione di metallo sulle cui foglie sono impressi i nomi dei martiri.
Immancabile è il museo che raccoglie alcuni oggetti classici della cultura ebraica. Una parte interessante e suggestiva è rappresentata da una specie di zona sotterranea, alle cui mura sono appese delle fotografie raffiguranti momenti di celebrazione e di quotidianità.

LA BASILICA DI SANTO STEFANO
In un quarto d’ora di camminata arriviamo alla seconda tappa: la Basilica di Santo Stefano.
Bella, imponente, svetta nel centro di Pest. È la terza chiesa più grande del mondo e doveva essere in origine intitolata a San Leopoldo. I piani sono cambiati in corsa invece e alla chiesa è stato affidato il nome di Stefano, primo re d’Ungheria.
Decidiamo di non entrarci, in quanto la coda avrebbe sicuramente rallentato non di poco il nostro programma. Giusto il tempo di fare qualche foto alla Basilica e alla piazza circostante e si riparte!

IL PONTE DELLE CATENE
Prossima fermata, Ponte delle Catene. Dalla parte di Pest il Ponte si imbocca in Piazza Széchenyi ed è davvero una meraviglia; anche se la parte migliore la offre dal lato di Buda dove, grazie anche all’immensa aiuola in mezzo alla strada, regala degli scatti magnifici.
Gli interessi commerciali che esigevano un collegamento più fluido tra le due parti della città, ne hanno reso possibile la costruzione nel 1849, appena un anno dopo la Rivoluzione ungherese.
Come molti altri ponti europei anche il Ponte delle Catene fu fatto saltare in aria per mano dei tedeschi in ritirata, nel 1945. In poco tempo venne però ricostruito e in soli 4 anni era di nuovo in piedi, pronto a guidare chi lo attraversava da una parte all’altra della città, offrendo un panorama esclusivo sul Danubio.

IL CASTELLO DI BUDA
Attraversato il ponte ci troviamo proprio alla base della funicolare che conduce alla prossima nostra tappa: il castello di Buda. Decidiamo di non prenderla, solito problema della coda chilometrica. Saremmo dovuti arrivare la mattina presto all’apertura ma credeteci, non ha senso. Farla a piedi ha tutto un altro sapore.
In mezzo agli alberi intravedere il castello che a poco a poco si avvicina sempre di più è una sensazione imperdibile. Ok la comodità della funicolare, ma se come noi a colazione ci date dentro farsela a piedi è a maggior ragione un toccasana!
300 metri di edificio che si stagliano sul colle di Varhegy e dalla cui sommità il panorama è da immortalare in decine di scatti. La sua è una storia sofferta, che non ha conosciuto pace facilmente: semidistrutto durante la rivolta degli Ungheresi contro il regime asburgico, fortemente danneggiato dai tedeschi nel finire della seconda guerra mondiale.
Ah, se capitate attorno alle 12 non perdetevi il cambio della guardia nella piazzetta adiacente al castello. Sempre bello e suggestivo in qualsiasi città.

CHIESA DI MATTIA e BASTIONE DEI PESCATORI
Proseguiamo, le nostre due tappe successive sono lì vicine: Chiesa di Mattia e Bastione dei Pescatori.
Il nome della Chiesa è in onore del re ungherese che qui celebrò i suoi due matrimoni. Dapprima chiesa parrocchiale, successivamente Moschea in seguito all’occupazione turca a cavallo tra la metà del 500 ed il 600, edificio sacro in stile neogotico poi sul finire dell’800. Oggetto quindi di numerosi rimaneggiamenti e ristrutturazioni è una chiesa molto importante e affascinante proprio per la sua particolare storia.

A pochi metri il Bastione. Le sue 7 torri, che simboleggiano le 7 tribù che hanno conquistato e dato vita a quella che poi è diventata l’Ungheria, il Bastione con la statua equestre di Santo Stefano, la sua forma particolare a T, la commistione di stili neogotico e romantico, le ampie scalinate che fungono da ingresso sono tutti elementi che rendono il Bastione unico e uno dei posti più visitati e amati dai turisti.
Non ha mai avuto una reale funzione difensiva ma più che altro commemorativa, per celebrare la storia dell’Ungheria dal punto più alto della sua capitale.

VOROSMARTY TER
Il cibo ingurgitato a colazione è ormai stato assimilato dal corpo e tutte le energie iniziano a venire meno.
È l’occasione per recarci nella prossima tappa: la Vorosmarty Ter, zona di caffè e ristorantini.
Se come noi ci capitate a fine Aprile, probabilmente troverete le casettine in legno in cui assaporare all’aperto i prodotti tipici ungheresi; come il Langos ad esempio, una specie di frittella con panna acida, formaggio in quantità industriale e bacon. Non una cosa da tutti i giorni sicuramente, ma dopo una mattinata intensa come la nostra un piatto assolutamente gradito e gustoso.


TERROR HAZA
In circa 40 minuti di cammino dal Bastione dei Pescatori arriviamo alla nostra penultima tappa: la Terror Haza. Già l’esterno suscita emozioni, con quella struttura in ferro che circonda il tetto dell’edificio e da cui è possibile leggere in ambedue i lati la scritta “Terror”, la cui ombra si riflette nelle facciate dell’edificio grazie alla luce che penetra in essa. Definirla casa è un’insignificante banalizzazione di ciò che veramente è stata; una testimone chiave degli orrori del nazismo prima e del comunismo poi, in cui i vertici delle due più assurde filosofie di governo del 900 hanno ivi risieduto.

Il museo si articola su tre livelli attorno ad un ampio spazio in cui è collocato un carro armato. Il ricordo dei volti delle vittime spetta al muro adiacente, alto quanto l’edificio e tappezzato con le fotografie di chi, pur non avendo colpa alcuna, è stato barbaramente ucciso.
L’aria tetra che si respira ricorda quella del museo degli Ebrei di Berlino. Un’atmosfera cupa, fatta di imponenti ombre e profondi silenzi generati dagli orrori di cui la casa è testimone.
E in questo clima si susseguono ricostruzioni di uffici e prigioni, video di sopravvissuti che testimoniano l’orrore vissuto, ritratti e statue dell’epoca.
Un’esperienza più che una visita museale, da non perdere per non dimenticare l’abominio compiuto in nome di assurdi estremismi ideologici.
Costo di due biglietti: 13 €. Davvero poco se pensiamo alle sensazioni che tale esperienza ha suscitato in noi.

GIRO IN BATTELLO
È ora però di stemperare gli animi, di ritrovare la serenità e lo spirito giusto per proseguire nel nostro meraviglioso tour. Dopo una breve sosta in hotel, doverosa dopo quasi una giornata intera a spasso per la città, ci aspetta finalmente il giro in Battello (www.legenda.hu): costo circa 30 € in due. E considerando l’audio guida in italiano e il calice di vino compresi, una cifra più che onesta!
Ad attenderci la nostra Duna Bella boat. Un nome che sembra una canzone di Dean Martin. E in effetti durante il tour qualche canzone tricolore parte; Pavarotti è il leitmotiv della serata.
E dobbiamo dire molto apprezzato da tutti i passeggeri. Anche perché in effetti, con un panorama del genere, un’atmosfera così romantica, Pavarotti può accompagnare solo!

E si sa, il mare mette fame. Ok, il Danubio è un fiume lo sappiamo, ma la fame è tanta lo stesso.
Optiamo per Korhely (link sito web http://www.korhelyfaloda.hu/).
Il locale è davvero carino, arredamento moderno, ben illuminato ma senza appesantire troppo. Servizio veloce e cortesia impeccabile. Unico neo i tavolini forse un po’ troppo piccoli in stile parigino. Ma vabbè, ci sta. Se vuoi massimizzare i profitti in una località turistica come Budapest, non è che hai molta scelta.
Un bel piattone di Gulash, 2 Quiche con formaggio di capra e un po’ di insalatina come condimento e 1 pezzo di Gerloczy, tipico dolce ungherese con cioccolato e caramello... una delizia, che ve lo dico a fare.
Aggiungiamoci acqua, birra e pane, che come sapete non è quasi mai compreso nel prezzo al di fuori dei sacri confini, per un totale di circa 45 euro.

Sfamati a dovere, stanchi e felici per tutte le belle cose viste ce ne andiamo a dormire nella nostra cameretta del nostro lussuosissimo hotel.

Giorno 3

Mercato centrale, Ferencvarosi Stadium, Passeggiata delle scarpe, Parlamento, Piazza degli eroi, Parco comunale.

Solita sveglia, solita scorpacciata mattutina, pronti per uscire. Altra bella giornatona, ricca di appuntamenti. È il nostro modus operandi questo. Correre e incastrare tutto per non perdere nemmeno una cosa. Poi si sa, non sempre ce la si fa e a volte capita di dover fare delle rinunce in corsa. La rinuncia più grande questa volta è stata l’Isola Margherita. Ci tenevamo proprio tanto a visitarla ma, considerando tutto quello che c’era in programma, ci siamo accontentati di vederla dal battello la sera prima.
Anche perché qualcosa bisogna sempre tralasciarla; è la scusa per tornaci una seconda volta.

MERCATO CENTRALE
La prima tappa è il Mercato Centrale, vicino al centro storico. Famoso e rinomato per esser stato costruito dai migliori artigiani e architetti, il mercato è conosciuto anche per aver ospitato Margaret Thatcher che, nel 1984 a seguito di una visita nella città, si recò proprio nel Nagycsarnok per comprare alcuni prodotti tipici.
Il mercato si sviluppa su due livelli. Al piano terra troviamo bancarelle espositive di prodotti alimentari tipicamente usati nella cucina ungherese: spezie, salumi, fegato d’oca, liquori solo per citarne alcuni.
Al primo piano si trovano invece piccoli negozietti che vendono prodotti di sartoria, souvenir, ceramiche e quant’altro.

Sebbene la digestione sia ancora in fase preliminare, la tentazione di acquistare qualche leccornia da sgranocchiare lungo il cammino è forte. Stoicamente desistiamo e ci rimettiamo in marcia.

Raggiungiamo Kalvin Ter a piedi e prendiamo la metro fino a Nagyvarad Ter.

CONSIGLIO: fate sempre attenzione alle zone coperte dalla metro che prendete e che sono indicate nei biglietti. Anche se comunque speriamo di essere riusciti a convincervi del fatto che le gambe sono sempre la soluzione migliore.
Ad ogni modo la metro è al secondo posto, soprattutto se i giorni son pochi e le cose da vedere un’inifinità.
Tra l’altro la metro di Budapest merita di essere vista. Non è sicuramente tra le più belle e curate tra quelle in giro per il mondo, ma quell’aria trascurata e quel fascino retrò che si porta appresso la rendono ugualmente molto apprezzabile.

GROUPAMA ARENA
In circa 25 minuti complessivi raggiungiamo la Groupama Arena, lo stadio del Ferencvarosi, la squadra di calcio più titolata d’Ungheria e che vanta significative presenze e vittorie in Europa.
Lo stadio è davvero imponente e, camminandovi tutt’attorno, è possibile scorgere anche il campo da calcio
e le tribune. Lo store all’interno dello stadio merita una capatina, soprattutto per Lorenzo.
Dovete sapere che per ogni viaggio all’estero che facciamo è obbligatorio visitare musei, stadi o store ufficiali delle squadre di calcio locali. Del resto le passioni sono passioni e se ci togliessero quelle che vita sarebbe?
Quindi classico acquisto calcistico puntuale come la bolletta della luce e si riparte verso nuovi lidi.

PASSEGGIATA DELLE SCARPE
Ad attenderci la Passeggiata delle scarpe sulle rive del Danubio. Si tratta di uno dei memoriali tra i più famosi e suggestivi d’Europa, proprio per la sua particolarità. Il regista Can Togay voleva infatti creare un qualcosa di diverso, che rappresentasse al meglio la strage avvenuta ad opera del Nyilaskeresztes Párt, il Partito delle Croci Frecciate alleato nazista e reo di aver sterminato migliaia di ebrei. A gruppi di 3 venivano legati, trascinati e, dopo un colpo alla nuca, gettati nel fiume.
L’abbandono delle scarpe sembra infatti quasi voler simboleggiare il distacco dalla vita terrena e l’approdo in una realtà migliore, abbandonando l’infelicità di un’esistenza profondamente ingiusta.

Se sarete fortunati vi capiterà di veder passare anche il tram 2, una delle linee tranviarie più famose d’Europa grazie alla bellezza del suo itinerario che, attraversando i maggiori Ponti della città, vi farà toccare i punti di interesse principali della capitale ungherese.

PARLAMENTO
Tocca ora a Parlamento, la nostra prossima tappa. Con la sua imponenza si estende sulla riva destra del Danubio dal lato di Pest. È magnifico, non c’è che dire. Lo stile neogotico nella parte esterna, ben visibile dalle sue facciate arricchite da guglie, torrette, arcate e finestre, si contrappone a quello barocco nei suoi interni; uno stile che, come si può notare addentrandosi tra i corridoi e gli stanzoni dell’edificio, ha risentito delle influenze rinascimentali. Lo sfarzo, la struttura interna e le decorazioni ricordano molto lo stile usato negli interni di certe chiese. Il punto principale è sicuramente rappresentato dalla scalinata d’onore posta al centro del palazzo. Davvero sublime!
La possibilità di usufruire di una guida in italiano è certamente un plus. Il costo del biglietto è di circa 8€ a testa. L’unica nota dolente è l’impossibilità di fare foto in alcune stanze. Poi vabbè, si sa che c’è sempre qualche volpone maleducato che incurante dei divieti fotografa lo stesso.

Una volta usciti dal Parlamento veniamo assaliti da un personaggio losco, che ci minaccia prendendoci allo stomaco: la fame! E noi non vogliamo morire giovani, quindi ci diciamo “meglio assecondarla” e, memori delle prelibatezze gustate durante il pranzo del giorno prima, ci rifiondiamo al Vorosmarty Ter.
Basta Langos però, è bene provare qualcosa di diverso ma pur sempre locale. Perché una delle cose belle di quando si viaggia è la possibilità di arricchire il proprio bagaglio culinario con le ricette del posto che si visita. Uscire dall’Italia per cercare disperatamente pizza o spaghetti non ha alcun senso.
La nostra attenzione ricade quindi su due bei piattoni dall’aspetto per nulla leggero. Il primo è una specie di pagnotta scavata all’interno con, al posto della mollica, un ripieno di stufato di carne e patate. Il secondo una bella porzione di spezzatino con sempre le patate a fare da contorno. Entrambi ottimi davvero.

CAFE GERBAUD
Ma si sa, per finire un pasto degnamente il dolce è indispensabile. E con il Cafè Gerbaud lì a pochi metri, di certo non possiamo esimerci. Del resto parliamo di una tra le più famose e storiche caffetterie di Budapest.
Un locale elegante in cui respirare un’aria di nobiltà d’altri tempi. La pasticceria è però quella che l’ha resa davvero famosa. Paste e dolci davvero di un livello superiore, sia nel gusto che nel modo in cui vengono proposte. Doveroso farvi visita.

In anticipo sulla tabella di marcia decidiamo di fare una camminata digestiva tra le strade della città, senza avere una meta fissa. Una delle cose che più amiamo, perché in ogni posto in cui siamo stati questo vagare senza meta ci ha sempre fatto scoprire qualcosa di non programmato.

IL MONUMENTO VIVO
E il Monumento Vivo in Piazza della Libertà è quel fuori programma in cui tanto confidavamo. La scultura, creata durante il governo di Viktor Orban, è stata mal digerita dai cittadini ungheresi. I motivi di questo malcontento sono riconducibili alle ragioni per cui il monumento è stato creato: raffigurando l’Arcangelo Gabriele soggiogato dall’aquila tedesca, il governo ha infatti voluto commemorare tutte le vittime dell’occupazione nazista, tralasciando però le colpe del governo ungherese dell’epoca filo nazista e coprotagonista delle stragi magiare. Cosa che ai cittadini non è andata giù. Sintomatica è infatti la protesta messa in atto dagli stessi che quotidianamente creano capannelli davanti alla scultura, posando foto, ricordi, oggetti delle vittime dell’odio razziale di cui anche l’Ungheria ha la colpa di essersi macchiata.

PIAZZA DEGLI EROI e VIA ANDRASSY
Siamo a metà pomeriggio ormai e le cose da vedere non sono ancora finite. Ci avviamo quindi verso la tappa successiva: la Piazza degli Eroi seguendo la Via Andrassy.
La via è sicuramente la più importante e ricca di Budapest. Ricca per le abitazioni e le famiglie facoltose che vi risiedono. Nel percorrerla a piedi infatti la nostra memoria torna ai Boulevard Parigini. Le analogie sono davvero molte con l’eleganza a fare da minimo comun denominatore.
Ammirando quindi la bellezza dei palazzi, attraverso il corridoio creato dal verde ordinato degli alberi, raggiungiamo Piazza degli Eroi. Rappresenta forse il principale polo turistico della città e al suo centro svetta il famoso Monumento del Millenario, una colonna di 36 metri con l’Arcangelo Gabriele che la sovrasta dall’alto e il Monumento degli Eroi che la cinge dal basso. La dedica di tale monumento va per l’appunto a tutte quelle persone che, combattendo stoicamente per l’indipendenza dell’Ungheria, vi hanno perso la vita. A farne la guardia quelli che sembrano due enormi cancelli, composti da colonnati ornati da statue raffiguranti regnanti e figure illustri ungheresi.

IL VAROSLIGET
Come ogni viaggio che si rispetti è giunto per noi finalmente il momento di visitare il Parco comunale, il Vàrosliget. La zona è davvero stupenda: un enorme specchio d’acqua, il verde intenso dei prati e il colore degli alberi, i Bagni Szechenyi con le loro acque termali e, a coronamento, il castello Vajdahunyad in cui convogliano stili architettonici diversi: romantico, gotico, rinascimentale e barocco.
Insomma, un vero gioiello, bellissimo da girare a piedi e rilassante se si è alla ricerca di un po’ di pace e ristoro.

Rientriamo in hotel. Ormai la luce sta abbandonando il giorno e dobbiamo prepararci per la cena.
È l’Hungarikum Bisztrò (link http://hungarikumbisztro.hu) il degno epilogo di questa meravigliosa 4 giorni in terra ungherese. Un locale semplice, tradizionale, che serve piatti tipici sia nel modo in cui vengono serviti che in quello in cui vengono preparati. I piatti sono molto speziati, con carne e verdure come protagonisti del menù. La tovaglia a quadri rossi e bianchi ricorda un po’ quella classica delle osterie romane. A loro non interessa la presentazione da ristorante stellato o un menù da cucina molecolare; e sono loro stessi a sottolinearlo nella prefazione del menù che danno ai clienti. Quello che vogliono è far conoscere a tutti i sapori della loro terra, quelli autentici, della loro infanzia. La cucina della nonna insomma. Quella che va dritta al sodo senza badare al contorno.

SZIMPLA KERT: il famoso Ruin Pub
Non ci resta ora che sbarrare l’ultima casellina del nostro programma: quella dei Ruins Pub, Szimpla Kert.
Il posto perfetto per gustarsi un cocktail in un contesto davvero singolare oltre che giovanile, più nello spirito che nell’età.

E come in ogni viaggio anche in questo è giunto il momento di rincasare. Ad attenderci l’indomani il nostro volo Easyjet che ci riporterà in terra lagunare.
La tristezza è sempre tanta anche perché ad attenderci c’è sempre l’ansia e lo stress della routine.
Il nostro consiglio è quindi quello di fissare sempre un nuovo obiettivo, per aiutare la mente a sopportare meglio le fatiche della quotidianità.

Vota diario

Mi Piace
Hai fatto un viaggio ed anche tu vuoi scrivere un diario di Viaggio?
È gratis, Clicca qui!

Vota questo diario di viaggio:
Clicca mi piace.

Mi Piace