GIORDANIA, cuore arabo e cervello inglese

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 8 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1.501€ a 2.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Asia
Cuore arabo ma cervello inglese, tutto dovuto a Re Hussein che ha trasformato una terra di sassi e di sabbia in un paese in equilibrio tra occidente e mondo arabo stabile ed affidabile. Formata per il 90% da zone aride, un solo fiume, il Giordano, una costa sul mare di soli 25 km, foreste che occupano solo l’1% del territorio, niente “oro nero”, circondata da nazioni in costante assetto belligerante, la Giordania è un vero miracolo di sopravvivenza!
La sua storia però è pregna di testimonianze dal paleolitico al periodo ellenistico, romano, bizantino, da quello degli Omayyadi a quello dei Mamelucchi, dal dominio ottomano fino ai giorni nostri. La Giordania è tutta da scoprire!

ITINERARIO
Amman - Jerash (Gerasa) - Ajlun - Madaba - Monte Nebo - Kerak - Petra - Wadi Rum - Aqaba - Mar Morto

Stati Visitati: Giordania

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Giorno 1

29 aprile
Abbiamo scelto per questo viaggio il tour operator Boscolo che gode di molta stima. La nostra guida è Maher coadiuvato da Evelina.
Il nostro viaggio inizia con un volo da Napoli per Roma poi su un aereo della Royal Jordanian atterriamo ad Amman, l’antica Philadelphia romana, e col pullman della Boscolo raggiungiamo l’albergo, l’Hirar Hotel, veramente ottimo, e a noi, come spesso accade, viene assegnata una suite...
Cena abbondante, senza birra né vino purtroppo rigorosamente vietati in Giordania, e briefing con la guida che ci informa sul programma dell’indomani, quindi a nanna.

Giorno 2

30 aprile - Tappa a Jerash (Gerasa).

Jerash nel passato
Il sito esisteva già in epoca neolitica e Il primo insediamento di una certa importanza avvenne ad opera dei Greci dopo la conquista operata da Alessandro Magno; tuttavia Gerasa divenne veramente importante solo con l'avvento dei Romani a seguito della conquista della regione operata da Pompeo, nel 64 a.C
Gerasa fece parte di un sodalizio commerciale e militare assieme ad altre nove città denominato Decapolis e nel I secolo d.C. la città assunse il classico aspetto e lo schema urbanistico dell'epoca romana: una strada colonnata principale in direzione nord-sud (cardo massimo) intersecata da due strade orientate in direzione est-ovest (decumani).
Dopo che l'imperatore Traiano, nel 106, aveva annesso il regno nabateo, a Gerasa incrementò le sue ricchezze e molti edifici furono sostituiti da altri ancora più imponenti. L'opera continuò anche durante il governo di Adriano che, nel 129, visitò la città, ed in suo onore a sud della città venne edificato un Arco di trionfo.
Nel 130 la città era abitata da circa 20.000 abitanti.

Prima di entrare nel sito passiamo per un bazar zeppo di gente e venditori di souvenir vari e con somma sorpresa beviamo un buon caffè fatto all’italiana!
Incrociamo un ragazzo arabo alto ben 2.10 mt che ci saluta in italiano!
Iniziamo la visita sotto un sole cocente... fa molto caldo benché siamo alla fine di aprile, non è consigliabile andare in Giordania in piena estate! Lungo il tragitto brevi soste con ragazze giordane con spiegazione della guida sulla situazione dei profughi palestinesi che si trovano in Giordania: sono circa 1 milione!
Ecco l’elenco dei monumenti visitati:

ARCO DI ADRIANO
Conosciuto anche come “arco di trionfo”, venne costruito in pietra color ocra, con raffinate decorazioni, nel 129 d.C. per onorare l’arrivo dell’imperatore Adriano.

IPPODROMO
La struttura più grande di Gerasa (245 mt per 51 mt) che poteva ospitare ben 15000 spettatori.

PORTA SUD
Era l’ingresso per chi proveniva da Philadelphia (odierna Amman). Sulla pavimentazione a sinistra si notano ancora i solchi lasciati dai carri.

TEMPIO DI ZEUS
Uno dei monumenti più importanti eretto tra il 162 e il 163 d.C su un tempio preesistente del I sec a.C., sorge su un’altura. Sulla terrazza a cui si accede attraverso un scala monumentale, si trovano i resti di un altare appartenente probabilmente al tempio precedente.

TEATRO SUD
Il più grande, costruito tra il 90 e il 91 d. C. Sulle 32 file di gradini, alcuni dei quali con incise lettere greche per facilitare la prenotazione, sedevano 3500 spettatori che potevano godere di un’acustica eccezionale!

LA PIAZZA OVALE
Il Foro, vasta piazza ovoidale circondata da colonne ioniche, la pavimentazione in pietra calcarea e con al centro un podio colonnato.
Imbocchiamo il Cardo Maximus.

MUSEO ARCHEOLOGICO
Accoglie resti di colonne, ceramiche, mosaici e oggetti vari.

IL MACELLUM
Il mercato in cui venivano convogliate le merci destinate alla vendita: si trattava di un mercato specializzato nella vendita al dettaglio di carne e di pesce.

IL TETRAPILO SUD
L’incrocio del Cardo con il decumano sud costruito nel I sec. Quattro massicce basi quadrate sormontate da quattro colonne in granito.

LA CATTEDRALE
Probabilmente edificata nel 365 versa in cattivo stato di conservazione ma si riesce ancora ad individuare la pianta basilicale a tre navate e abside.

IL NINFEO
Monumentale fontana costruita nel 191 consacrata alle divinità delle fonti coronato da una semicupola, da cui cascava l'acqua che si raccoglieva in una grande piscina, da cui defluiva nella strada sottostante attraverso le teste di sette leoni. Sul davanti una grande vasca in granito rosa del periodo romano-bizantino.

I PROPILEI DEL TEMPIO DI ARTEMIDE
Monumentale scalinata formata da sette rampe di sette scalini ognuna che conduce al temenos del tempio di Artemide.

IL TEMPIO DI ARTEMIDE
Il monumento più famoso di Gerasa caratterizzato da raffinate colonne corinzie di cui alcune, per la perfetta giunzione dei rocchi, oscillano in modo impercettibile. Erano pertanto antisismiche!
La guida ci dimostra con un cucchiaio inserito in una giuntura lo straordinario effetto.

IL TETRAPILO NORD
Modesta costruzione del II sec commissionata da Claudio Severo e dedicata alla moglie Giulia Domna, ornata da quattro pilastri collegati da archi e decorata da nicchie.

PORTA NORD
Costruita nel 115 circa commissionata da Claudio Severo e dedicata si presenta come una struttura modesta.

TEATRO NORD
Era l’odeon della città costruito nel 164-165 e conteneva 2000 spettatori. Ogni fila dei sedili era dedicato ad una divinità e ogni posto è numerato o intitolato con il nome di una tribù. Ci accoglie un duo cornamusa/tamburo. Eredità inglese.
La musica è Fra Martino campanaro... strano... Immortalo Bianca vicino allo “zampognaro” giordano!

Concludiamo la visita ed andiamo a pranzo in un caratteristico ristorante con tante fontane. Un ambiente fresco dopo tanto caldo!
Ovviamente specialità giordane!

TAPPA ad AJLUN (CASTELLO)
Una strada panoramica ci porta al Qalat (castello) di Ajlun uno dei migliori esempi di architettura militare araba. Sorge su una montagna alta 1250 mt da cui la vista spazia dalla valle del Giordano fino alle alture di Galilea.
Fu fatto costruire da Izz ad-Din Osama, uno dei generali di Saladino nel 1184 per controllare le miniere di ferro locali e scongiurare l’invasione da parte dei franchi, come venivano chiamati allora i crociati. Poi, per secoli, ha sorvegliato le principali vie carovaniere che conducevano alla Valle del Giordano e collegavano il Mediterraneo con il Mar Rosso. Tra le caratteristiche principali del castello di Ajlun: il fossato, il ponte levatoio all’ingresso principale, un cancello fortificato, una torre esposta a sud e 4 altre torri lungo tutto il perimetro.
Nel 1260 i mongoli distrussero parzialmente la fortezza poi ricostruita parzialmente in epoca mamelucca.
Attraversiamo il fossato anticamente dotato di ponte levatoio oggi sostituito da una passerella che conduce all’ingresso e poi ad un ampio corridoio munito di feritoie fino a raggiungere la seconda porta del XIII sec. Più avanti un altissimo pozzo di luce mostra i vari livelli di fortificazioni creati per organizzare la difesa in caso di sfondamento delle prime porte.
Il castello nasconde un labirinto di passaggi coperti, scale a chiocciola, lunghe rampe, stanze adibite a sale da pranzo, camere da letto e scuderie. Ma anche aree private destinate ai signori del castello (dotate di una piccola vasca in pietra e finestre con feritoie).
Abbandonato agli inizi del XIII sec fu riscoperto nel 1812 da Johann Ludwig Burckhardt, l’esploratore svizzero a cui si deve la riscoperta della città di Petra, nel suo viaggio verso la terra dei nabatei.
All’uscita assistiamo al ballo di alcune ragazze arabe.
Si torna in albergo per la cena, domani ci aspetta la visita alla Cittadella che faremo da soli, avendo rinunciato all’escursione a Betania o ai castelli nel deserto che non ci interessano molto in verità.

Giorno 3

1° maggio - Amman
Capitale del regno e capoluogo dell’omonimo governatorato. Dal 1947, quando contava 90.000 abitanti, ha conosciuto un fortissimo incremento di popolazione, soprattutto per il massiccio afflusso di profughi verificatosi dopo la costituzione dello Stato di Israele e dopo la guerra del giugno 1967 (1.155.000 ab. nel 2016).
È il massimo centro industriale e commerciale del paese, con impianti tessili e alimentari, cementifici, manifatture di tabacco. Negli anni recenti si è sviluppato un discreto movimento turistico. Nodo di comunicazioni stradali, raggiunto dalla ferrovia di Damasco che prosegue poi verso sud, fino a Ras an-Naqb. Nella regione circostante, estrazione di fosfati, la maggiore risorsa locale.
Già capitale degli Ammoniti con il nome di Rabbat Ammon, nella prima metà del III sec. a.C. fu chiamata Philadelphia in onore di Tolomeo II Filadelfo che l’aveva ricostruita.
*Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli Ammoniti furono un'antica popolazione di origine amorrea, che viveva lungo le rive orientali del medio Giordano, dove si stabilirono durante l'età del Ferro. Loro capitale era la città di Rabbat Ammon, oggi Amman, in Giordania; fu un importante snodo per le carovane ed un notevole centro commerciale. Secondo la Genesi (19,30-38) gli Ammoniti (letteralmente "figli di Ammon") discendevano da Ammon (forse lo stesso Amon egiziano), figlio di Lot e fratello di Moab, capostipite dei Moabiti. Dopo aver conquistato i territori in cui si insediarono, si allearono con i Moabiti per combattere insieme contro gli Israeliti, venendo però sconfitti sia da Saul che da Davide. In seguito vennero conquistati - insieme ai territori limitrofi - dalle varie dinastie dominanti babilonesi, assire, poi da Persiani e Romani. Gli Ammoniti rispettavano una religione politeista che vedeva protagonista il dio Milkom, poco conosciuto dal punto di vista archeologico.
Aggregata sotto Roma alla provincia di Arabia entrando a far parte della Lega della Decapoli, costituita tra le principali città elleniste della regione (alcune delle quali oggi in territorio israeliano e siriano), unite da interessi commerciali. Conquistata dagli Arabi nel 635 riprese il nome di Ammon, divenendo una delle più ricche città carovaniere, grazie alla sua posizione sulla via che univa Damasco, Bostra ed Elat al Mar Rosso. L’arrivo degli Abbasidi, una dinastia califfale musulmana che governò il mondo islamico dal 750 al 1258, portò lo spostamento della capitale da Damasco a Baghdad che portò al suo lento declino e al suo abbandono nel XIII sec. Fino all’arrivo nel 1880 dei circassi popolazione caucasica fuggita dalla Russia che fu insediata ad Amman dagli ottomani. La rinascita della città si ebbe nel 1921 quando Winston Churchill e Abdullah bin al-Hussein crearono lo stato nazionale arabo di Giordania con capitale Amman.
Amman è anche detta la Città Bianca per i suoi edifici in massima parte realizzata con la pietra locale appunto di colore bianco.

Con un taxi ci dirigiamo ala Cittadella e lungo la strada ammiriamo la bellissima moschea di Re Abdullah che si riconosce per l’imponente cupola blu e bianca bordata da linee in oro e fiancheggiata da due minareti. Per i musulmani in preghiera la variazione cromatica della cupola simboleggia il cielo e i raggi in oro il sole che illumina Allah. La pianta ottagonale ricorda invece la Cupola della Roccia a Gerusalemme. Realizzata in stile contemporaneo, l’opera rispecchia comunque la tradizione più antica per le decorazioni interne.
Arriviamo alla Cittadella, la corsa in taxi ci costa appena 3 JD (Dinari giordani) in pratica meno di 4 euro!

La Cittadella (Gebel al-Qalah).
E’ situata sulla cima del colle più alto tra i 7 su cui si sviluppa la città, a circa 850 metri di altitudine, ed offre una vista a 360 gradi sulle case ammassate del centro, che si inerpicano sulle colline. Qui ci si può godere la vista della gran parte della capitale della Giordania camminando tra la storia antica del paese. E’ l'ora della preghiera e il richiamo del muezzin si spande nell’aria con una eco suggestiva! Nella Cittadella gli scavi hanno rilevato resti dell’età del Bronzo, del Ferro (VIII secolo b.C.), dell’antica Grecia, resti Romani e del Medioevo Arabo-Islamico.
Ci incamminiamo lungo la strada che sale verso la sommità e subito incontriamo i resti delle colonne che componevano il Tempio di Ercole.

TEMPIO DI ERCOLE
Costruito in onore di Marco Aurelio nel II sec d.C. sul luogo di un preesistente santuario dedicato alla divinità ammonita Melkom.
Sul lato destro:

LA CHIESA BIZANTINA
Qui si trovano i resti di una piccola basilica bizantina con le classiche colonne corinzie che risalgono al VI o VII secolo d.C.
Procedendo oltre la chiesa:

IL PALAZZO
Questo enorme complesso (Al-Qaser) risale al periodo Umayyad, circa 720 d.C. La sua funzione non è nota, ma l’edificio comprende un ingresso monumentale, una sala delle udienze cruciforme e quattro camere a volta. Sul lato orientale dell’ingresso si apre un ampio serbatoio per acqua, probabilmente una cisterna di epoca romana per approvvigionare il palazzo.
Torniamo sulla strada principale fino al Museo Archeologico Nazionale della Giordania.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA GIORDANIA
Questo museo custodisce reperti raccolti in tutto il territorio giordano e appartenenti ad un ampio spettro di epoche storiche. Tra i pezzi ospitati dal luogo, godono di una certa notorietà le sculture di gesso risalenti all’età della pietra (6500 a.C.) alcuni dei reperti più antichi al mondo rinvenuti durante gli scavi effettuati all’interno della stessa Cittadella. Tutto molto interessante!
Finita la visita facciamo un sostanzioso spuntino e scendiamo a piedi verso la “città bassa” ossia l’antico centro della Philadelphia romana per visitare il Teatro Romano.

TEATRO ROMANO
Molto simile a quello di Gerasa venne completato tra il 169 e il 177. La cavea si apre nel fianco della collina utilizzando un supporto naturale roccioso come accadeva per i teatri greci e orientato verso nord per proteggere il pubblico) dal sole. Poteva ospitare circa 6000 persone le quali accedevano mediante corridoi laterali con il tetto a volta. Ben restaurato e ben tenuto viene ancora usato per manifestazioni culturali e spettacoli.
Vicino vediamo un piccolo teatro, l'Odeon.

ODEON
Era un piccolo teatro del II sec, probabilmente con copertura in legno, che poteva contenere circa 500 spettatori che si riunivano per riunioni o spettacoli musicali.
Ci incamminiamo sulla via principale Shari al-Amanah piena di negozi alla ricerca di qualche souvenir e compriamo unicamente la solita bandiera per la nostra collezione in quanto non vediamo niente di interessante. Speriamo di trovare qualcosa in un altro emporio durante il viaggio! Ancora in taxi verso il nostro hotel per un breve riposo, doccia e la cena.
Domani Madaba-Monte Nebo-Kerak-Petra

Giorno 4

2 maggio - Madaba

A circa 30 km dalla capitale della Giordania Amman, lungo la Strada dei Re, sorge l’antica città di Madaba che con i suoi 70.000 abitanti rappresenta una delle città più popolose della Giordania. Madaba sorge sull'antico sito biblico di Medba o Medeba, da cui ha poi preso il nome. E' una delle perle della Giordania che ogni anno attira visitatori affascinati dalle sue antiche rovine e dalla bellezza dei suoi mosaici tanto da essere soprannominata la “città dei mosaici”. E fra i tanti mosaici, nella Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, si trova il mosaico più famoso raffigurante la mappa della Palestina e realizzato appositamente per i visitatori che nei secoli giungevano in pellegrinaggio in Terra Santa. Attualmente solo una parte della mappa-mosaico si è conservata. Ammiriamo altri straordinari mosaici presso la Chiesa della Vergine e degli Apostoli.

TAPPA AL MONTE NEBO
Si prosegue per una decina di km fino al monte Nebo, localmente conosciuto come Siyagha, il punto più alto in questa parte dell’antico regno di Moab. Si può godere una vista panoramica magnifica sul Mar Morto e sulla Valle del Giordano fino alle colline dall’altro lato della spaccatura, con le torri di Gerusalemme visibili all’orizzonte. Una lastra in pietra illustra il Memoriale di Mosè. Da qui parte un viale al termine del quale è stato posto un monumento commemorativo realizzato dallo scultore italiano Vincenzo Bianchi. Il monumento, alto 6 metri, è chiamato Libro d’Amore tra le Genti; esso celebra infatti una sorta di comunione tra la Torah ebraica, il Corano musulmano e il Vangelo cristiano. Sul basamento è riportata la frase «Dio è Amore» in greco, arabo e latino.
La collina è ricordata come il luogo dal quale Mosè guardò la terra promessa di Canaan, dove Dio gli aveva proibito di entrare; e si dice che sia morto e sepolto qui. Il centro didattico è allestito come esposizione museale delle scoperte archeologiche e del loro significato storico e religioso. Sul balcone del Nebo svetta il “serpente di bronzo”, un monumento in ferro battuto dell’artista fiorentino Gian Paolo Fantoni. Esso ricorda un altro episodio della Bibbia quando Dio, in seguito alle lamentele per la durezza del viaggio nel deserto, manda fra gli Israeliti dei serpenti velenosi che mietono numerose vittime. Il popolo pentito si rivolge allora a Mosè affinché preghi il Signore di allontanare i serpenti brucianti. Dopo che Mosè ebbe pregato, Dio gli ordina di forgiare un serpente di bronzo e di collocarlo in vista del popolo: chiunque fosse stato morsicato dai serpenti velenosi, si sarebbe potuto salvare solo guardando verso il serpente di Mosè. Per i cristiani il serpente di bronzo è simbolo di Gesù innalzato sulla croce, segno di salvezza per chi a lui guarda con fede.
Una grande porta in pietra sembra sia stata la chiusura dell’antica basilica.
Percorriamo l’antica Strada dei Re e ci fermiamo a Kerak, la fortezza crociata dalla possente torre di guardia al cui interno si snoda un labirinto di sale e corridoi.

TAPPA A KERAK
Fu eretta intorno al 1142 da Pagano il coppiere, signore di Montreal, ed entrata nei possessi di Rinaldo di Chatillon, signore dell'Oltregiordano, nel 1176, in seguito al suo matrimonio con Stefania di Milly. In questi anni i rapporti tra cristiani e musulmani andarono migliorando grazie all'opera di pacificazione di Baldovino IV, il re lebbroso, che strinse col Saladino una serie di tregue con le quali sperava di assicurare stabilità al regno. La mancata conquista di Kerak da parte dei musulmani fu un risultato importante per i cristiani, che poterono così prolungare la sopravvivenza del loro regno. Dopo la caduta di Gerusalemme nel 1187 la fortezza rimase ancora a lungo sotto il controllo cristiano, per poi cadere nelle mani dei musulmani nel 1263. La sua posizione sulla collina a est del fiume Giordano ne faceva un ideale punto di controllo su tutta la valle e sui gruppi di pastori beduini che vi transitavano. L'ottimo stato di conservazione, le immense sale sovrastate da archi su due livelli, l’intrigante percorso nei suoi labirinti sotterranei impiegati al tempo come rifugi e gallerie da combattimento, fanno del sito un ricordo particolare.
In viaggio verso Petra, città unica al mondo scavata nella roccia, 2° meraviglia del mondo dopo la Grande Muraglia. In hotel ci attende la cena. L’Hotel Old Village Resort 5 stelle, uno dei pochi in stile arabo in Giordania, dispone di tutti i più moderni servizi necessari. Il ristorante, che giova di una bella vista sulle montagne, offre anche una vasta gamma di piatti tradizionali arabi e dispone di una piscina coperta riscaldata con terrazza esterna servita da snack bar a bordo piscina.

Giorno 5

3 maggio - Petra

Petra (da πέτρα, roccia in greco) città trogloditica posta a circa 250 km a Sud di Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba. Il suo nome semitico era Reqem o Raqmu («la Variopinta»), attestato anche nei manoscritti di Qumran.
*Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per Manoscritti non biblici di Qumran si intendono tutti quei manoscritti ritrovati a Qumran località della Giordania, situata in prossimità della sponda nord-occidentale del Mar Morto, nel deserto di Giudea.
Fu nell'antichità una città edomita.
*Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Gli Edomiti potrebbero originare dagli Shusu e gli Shutu, razziatori nomadi ricordati nelle fonti antico-egiziane. Infatti una lettera di uno scriba egiziano in una postazione fortificata di confine nel Uadi Tumilat durante il regno di Merenptah riferisce movimenti di "tribù nomadi shasu di Edom" che avevano intenzione di captare acqua in territorio egiziano.
Divenne nel III sec a.C. capitale dei Nabatei. Verso l'VIII secolo fu abbandonata dagli abitanti in seguito alla decadenza dei commerci e a catastrofi naturali, e dimenticata fino all'epoca moderna. Il sito fu rivelato al mondo occidentale dall'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1812.
Le numerose costruzioni dalle facciate tagliate direttamente nella roccia ne fanno un monumento unico, che è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO il 6 dicembre 1985. Anche la zona circostante è stata costituita dal 1993 parco nazionale archeologico. Nel 2007, inoltre, Petra è stata dichiarata la seconda meraviglia del mondo moderno dopo la Grande Muraglia cinese.
Svegliati alle 4:00 dal richiamo del muezzin... ci prepariamo con calma per la visita del sito archeologico di Petra che dista pochi km. La guida ci raccomanda di coprirci il capo, bere molto ed essere moderati negli sforzi. La temperatura sarà abbastanza alta! Ci racconta che l’anno scorso un turista ad agosto, peraltro anziano, ci restò secco avendo richiesto troppo dal suo fisico... Dico io si va in posti del genere ad agosto dove si toccano temperature fino 50°?
Superato il cancello d’ingresso si segue il letto asciutto di uno Wadi, lungo il quale si scorgono importanti monumenti:

I BLOCCHI DI JINN
Blocchi di pietra decorati dedicati agli spiriti guardiani della città.

TOMBE DEGLI OBELISCHI
Le prime tombe scavate nella roccia.
Si entra quindi in una gola (siq) che si fa stretta fra altissime pareti. La strada, che più volte ha subito alluvioni trattandosi del letto di un torrente, era stata pavimentata dai Romani e ci sono ancora alcuni tratti di basolato. La pietra era sacra per gli arabi e il dio nabateo Dushara era rappresentato da una pietra levigata. I Nabatei costruirono un acquedotto che attraversava la gola, scavato sulla parete della roccia per portare acqua alla città e questo fu il loro punto debole quando furono assediati da Traiano, che lo tagliò.
Il percorso è molto trafficato da visitatori a piedi o a bordo di calessi. Si incontrano anche improbabili soldati nabatei... un poco come i nostri “centurioni” al Colosseo di Roma! Interessanti sono:

NICCHIE VOTIVE SACRE
La più importante nel muro del Siq è stata scolpita da Sabinos Alexandros, maestro delle cerimonie religiose a Dara'a in Siria, e offre protezione a coloro che passeggiano sul Siq. Raffigura una rappresentazione ovoidale del dio Dushara di Adra'a (l'odierna Dara'a in Siria). Interessanti la scultura del dromedario sulla destra e della divinità Atargatis su due leoni di cui restano poche tracce.
Il percorso della gola finisce bruscamente con la visione inaspettata e spettacolare dell'edificio più noto di Petra:

al-KHAZNEH FARUM (il Tesoro del Faraone)
Il monumento più spettacolare di Petra, un edificio interamente scolpito nella roccia. di stile ellenistico per l'influenza tolemaica.
L’emozione è forte! Anche se il piazzale è pieno di visitatori che comunque non ci distraggono con il loro vocio, di cammelli, di asini, di venditori vari, non possiamo che restare incantati dinanzi a tanta meraviglia estraniandoci dal tutto, ammirando la mirabile tecnica costruttiva e di scultura adoperata. Resto per molto tempo come stregato!
L'edificio è il meglio conservato di Petra perché è circondato da alte pareti di roccia ed è ben protetto dalla sabbia e dalla pioggia. Il colore rosa della facciata è dovuto all'arenaria di cui è composta la parete e il nome deriva da una leggenda secondo cui vi era stato nascosto un tesoro, per questo la parte superiore è stata danneggiata dai beduini che tentarono di rubarlo anche sparando colpi di fucile!
Si tratta in realtà di una tomba rupestre fatta costruire dal re Areta III (87-62 a.C.).
La facciata è alta 40 m, ma il pavimento originale del piazzale si trova due metri sotto l'attuale, sabbia e detriti hanno alzato nel tempo il livello pavimentale. La facciata è costituita da un portico a 6 colonne non equidistanti sovrastato da un timpano. Nel piano superiore ci sono un'urna cilindrica con la statua della dea Iside, dea della fertilità, con segni di proiettili di fucile tirati dai beduini per impossessarsi del tesoro, e un timpano spezzato.
All'interno c'è una stanza quadrata disadorna e, dietro, una stanza più piccola.
La strada prosegue a destra nel siq esterno e la gola si allarga di nuovo e compaiono altri monumenti funerari scolpiti sulla roccia sempre più numerosi fino a creare una vera necropoli.

VIA DELLE FACCIATE
Tombe decorate in stile assiro.

TEATRO
scavato nella roccia con 33 emicicli che potevano contenere fino a 8000 spettatori.
Fu costruito dai Nabatei all'inizio del primo millennio, poi i Romani rifecero l'orchestra semicircolare. Dopo il teatro, la valle si apre completamente, parete di roccia a oriente si trovano altre tombe monumentali.

TOMBE REALI
La prima e più grande è la Tomba dell'Urna (Um) con una terrazza aperta sostenuta da due ordini di volte, la facciata ha due semicolonne altissime e all'interno si apre una sala che misura 20 x 18 m. Un'abside scavata nella parete di fondo e un'iscrizione in greco indicano che l'ambiente è stato usato come chiesa dai Bizantini; i Romani l'avevano usato invece come tribunale.
Lasciamo la zona delle tombe e ci si dirige verso ovest, dove sorge la città ricostruita dai Romani. Si imbocca la via colonnata che qui è il decumanus sull'asse est-ovest e si passano le porte monumentali. Sulla destra correva l'alveo del fiume con gli argini romani.

TEMPIO MERIDIONALE
Distrutto da un terremoto

QASR AL-BINT
Un monumento nabateo noto ai beduini come il "castello della figlia del Faraone"
Eretto dai Nabatei, per le loro divinità (vi si venerava il dio Dushara che con Atargatis, dea della fertilità, erano le due divinità principali nabatee) attorno al 30 a.C., dopo l'occupazione fu adattato al culto degli imperatori romani e infine fu distrutto, nel III secolo. Il nome completo del tempio è Qasr al-Bint al-Pharaun, castello della figlia del Faraone, e gli fu dato dai beduini. Originariamente il tempio era alto 23 metri e aveva scalinate di marmo, imponenti colonne con capitelli con decorazioni floreali. Questo era il principale luogo di culto della città nabatea.
Pranziamo in un caratteristico ristorante e poi iniziamo il ritorno. La guida Maher ci offre degli squisiti biscotti con sesamo e mandorle.
Il caldo si fa sentire quindi arrivati al piazzale del Tesoro decidiamo di far l’ultimo tratto in calesse. Mezzo di trasporto per niente comodo che ci sballotta di quà e di là per tutto il percorso... Almeno abbiamo digerito!
Nel piazzale dell’ingresso notiamo un artigiano che confeziona in diretta bottiglie riempite di sabbia e decorate. Ne compriamo una. Solo 15 JD!
Si torna in hotel per la cena ed un salutare riposo!

Giorno 6

4 maggio
Siamo di nuovo svegliati dal canto del muezzin alle 4:00 del mattino...
Ci mettiamo in viaggio verso Wadi Rum attraversando scenari aridi e pietrosi dall’aspetto quasi lunare. Una breve sosta in una vecchia stazione della ferrovia dell'Hegiaz che attraversa la Siria, la Giordania e l'Arabia Saudita. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1900, da parte dell'Impero Ottomano con fondi della Germania, e l'inaugurazione ci fu il 1 settembre 1908. In origine la linea doveva arrivare alla Mecca, ma venne accorciata di 400 chilometri fino a Medina.
La linea a scartamento ridotto (1050 mm) è di tutto rispetto, perlomeno per la sua lunghezza, 1322 km di percorso, in ambiente spesso di pieno deserto.
Attualmente la linea è in gran parte smantellata e distrutta. Della maggior parte, relativa alla Penisola araba, non restano che qualche terrapieno e alcuni manufatti. Una vecchia locomotiva a vapore made in Japan del 1859 con carrozze passeggeri e vagoni attrezzati con supporti per mitragliatrici, il tutto sotto una bandiera turca. Il treno viene saltuariamente usato per manifestazioni turistiche.

TAPPA A WADI RUM
Il più esteso e stupefacente deserto della Giordania su un altopiano di 450 mt s.l.m. con i suoi paesaggi surreali, senza tempo e incontaminati fatto di pinnacoli di arenaria che dominano letti di antichi fiumi. Un dedalo di formazioni rocciose si innalza in un territorio desertico fino ad altezze di 1.750 metri, creando una sfida naturale anche per gli scalatori più esperti. Noto anche come "Valle della Luna", in questo luogo il Principe Faysal Bin Husssein e T. E. Lawrence (Lawrence d'Arabia) insediarono il loro quartier generale durante la Rivolta Araba contro gli Ottomani durante la Prima Guerra Mondiale, e le loro imprese si intrecciano con la storia di questa fantastica regione. Qui fu girato gran parte dell'epico film di David Lean "Lawrence d'Arabia", interpretato da Peter O Toole, Alec Guinnes e Omar Sharif. Alloggiamo al campo tendato Sun City Camp che offre serenità e un'esperienza spirituale rilassante nel deserto e gode della semplice vita beduina della valle con il suo inconfondibile fascino e bellezza. Il campo si trova a circa 60 km dalla città di Aqaba e a 313 km da Amman. Ci consigliano di non sostare a lungo nelle tende per l’enorme caldo che vi regna.
Ambiente unico un bel bagno spazioso con doccia senza aria condizionata...
Oltre questa sistemazione che simula le tende beduine c’è la possibilità di alloggiare in "bolle” abitative di plastica simili a quelle del film “The Martian”. Forse troppo per un viaggiatore alla ricerca di emozioni vere, ma fantastico per un turista normale.
Ci prepariamo all’escursione nel deserto a bordo di fuoristrada 4X4. Prima però un veloce pranzo nella terrazza tendata davanti alla quale di sera ci siamo seduti per delle ore ad ammirare Giove e le stelle che si aggiravano su di noi... altro che TV!!
Un ottimo the ci viene servito prima della partenza. Si intravedono piccole tempeste di sabbia ma sono abbastanza lontane.
Appena il 4X4 parte e lasciamo alle nostre spalle il villaggio di Rum, mi sale l’emozione: davanti a noi si apre immediatamente un paesaggio che lascia a bocca aperta... quindi consigliabile coprirla per evitare il suo ingresso! Il cielo è coperto, cosa che rende ancora più drammatico l’aspetto del paesaggio. Il deserto lascia subito senza parole. Qui le distese di sabbia fine e rossa che hanno riempito i miei occhi in Marocco hanno lasciato spazio ad una superficie prevalentemente rocciosa con colori che vanno dal giallo al rosso al marroncino. La terra si è sbizzarrita nel creare gole e rocce dalle più svariate forme. Imponente il massiccio della montagna dei Sette Pilastri della Saggezza dal titolo del libro di T.E. Lawrence, il colonnello inglese noto come “Lawrence d’ Arabia” immortalato da un bassorilievo scolpito in una roccia. Sul lato occidentale del massiccio dell'Anfashieh vi sono delle incisioni risalenti anche a 3000 anni fa: raffigurano, manco a dirlo, figure umane, dromedari e scene di caccia. Una grande duna di sabbia rossa si erge davanti a noi: mi ricorda molto il Marocco!
Si torna al campo. Un ottimo the ci viene servito prima della cena che è a buffet con spettacolo della carne cotta sotto la sabbia. Il mangiare è buonissimo ed abbondante. Ma il pezzo forte è stata la performance del ballo beduino improvvisato dal simpatico personale, a cui si sono uniti molti turisti. Qualche innocente goccia di pioggia ma i componenti seduti al mio tavolo non si sono mossi! Bravi tutti noi!
Torniamo alla nostra tenda percorrendo un percorso illuminato. Domani puntata ad Aqaba poi al Mar Morto.

Giorno 7

5 maggio
Lasciamo il deserto per dirigerci ad Aqaba.
Aqaba è situata nel sud della Giordania, sulla costa del Mar Rosso, l'unico sbocco sul mare della Giordania. Il porto commerciale si estende a sud della città e, nella seconda metà del secolo scorso, si è molto sviluppato, per cui oggi Aqaba, è ormai la seconda città della Giordania per status, reddito e potenziale turistico.
E’ adiacente al porto israeliano di Eilat, a cui ha iniziato a fare concorrenza, come località turistica.
In verità questa tappa serve solo per dare uno sguardo al Mar Rosso.

TAPPA AL MAR MORTO
Percorrendo la Via della Pace, aperta al traffico civile dopo la firma degli accordi tra Israele e Giordania, arriviamo alla cosiddetta statua di Lot che, riconosciuto come "giusto", potè fuggire liberamente dalla città di Sodoma prima che Dio la desse alle fiamme per punizione. Mentre si allontanava con la sua famiglia, la moglie di Lot disobbedì all'ordine di non voltarsi a guardare e fu trasformata in una statua di sale. Questa formazione rocciosa sulla costa giordana del Mar Morto è nota appunto come "Statua di Lot".
Trovandosi 400 mt sotto il livello del mare, il Mar Morto è il punto più basso della terra. Il Mar Morto è un luogo magico, il bacino idrico più salato della terra dove è possibile sperimentare l'incredibile sensazione di galleggiare a pelo d'acqua senza nuotare! Il bacino, nonostante il suo nome non è un mare, bensì un lago la cui elevatissima salinità delle acque non permette che si sviluppi alcuna forma di vita. L'unica forma di beneficio e vita generata da questo stupefacente lago è quella data delle sostanze minerali di cui è ricchissimo che hanno preziose proprietà curative, tanto che il Mar Morto è un eccezionale centro termale. Questo gigantesco bacino, lungo 75 chilometri e largo 15, vecchio di mille secoli, è il luogo al mondo in cui è possibile riscontrare un’altissima combinazione di benefici termali. A garantire i risultati un dato su tutti: l'acqua qui ha il 27% di contenuto in sali e minerali, con particolare concentrazione di calcio, che pulisce la cute dalle impurità, magnesio dall’effetto antiallergico, bromina (effetto rilassante), bitume (antinfiammatorio). Bitume, calcio e magnesio abbondano anche nel fango nero, che in più si compone di silicati dal benefico potere astringente. Con questo concentrato di sostanze benefiche si curano molte malattie della pelle tra cui psoriasi, vitiligine, acne, micosi e sclerodermia. Anche le vie respiratorie traggono giovamento dall'umidità praticamente inesistente tutto l'anno, dalla pressione atmosferica molto alta e dall'aria purissima e ricca di ossigeno.
Entriamo in uno straordinario stabilimento dove ci cambiamo per il bagno tonificante. La sensazione è davvero unica! Potrei tranquillamente leggere un giornale facendo il cosiddetto “morto” in acqua!
Ovviamente non rinunciamo alla spalmata di fango! Chissà che la nostra pelle non tragga un beneficio immediato...
Dopo questa straordinaria esperienza torniamo ad Amman.
La partenza dall’Hotel è prevista per le ore 9:00 di domani e prima di cena prepariamo i bagagli.

Giorno 8

6 maggio
Alle ore 12:00 partiamo in aereo per Roma-Fiumicino dove ci aspetta la coincidenza per Napoli-Capodichino.

Dal mito di Petra all’affascinante deserto del Wadi Rum, dalle splendide rovine di Jerash al castello delle crociate di Karak, un viaggio in Giordania tra le meraviglie del Medioriente, tra sacro e profano, alla scoperta dei siti biblici come il Monte Nebo ed il Mar Morto. Deserti surreali, canyon spettacolari, vie di comunicazione storiche che hanno visto il passaggio dei Nabatei, di Mosè, dei Crociati, la Giordania ci ha sorpreso per la varietà dei paesaggi, per la sua storia.

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