Malta in primavera

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Son lontani i tempi in cui i pirati barbareschi imperversavano e Malta era l’ultimo scoglio per difendere la Cristianità. Molto è cambiato, ma l’eco di quei tempi però ha lasciato indelebile la sua traccia, sia nella toponomastica, sia nelle tantissime fortificazioni militari sparse nell'isola a partire da La Valletta. Ora Malta è una delle capitali del turismo mediterraneo e predomina un senso di pace e festività, durante tutto l’anno.
In tutte le sue sfumature, domina il color ocra. Ocra della terra maltese. Ocra della pietra maltese, con cui sono costruiti tutti gli edifici, che nei giorni di sole diventa accecante (quindi occhiali da sole obbligatori!). Così risaltano i coloratissimi finestroni tradizionali in legno sulle strade, di grandezza identica, che sembrano un decoro geometrico alle vie.
Insomma, l’ocra monotono e i colori vivaci, il traffico intenso e i paesi dove regna la pace, villaggi di pescatori e litorali pieni di alberghi. Un sacco di contrasti, come ogni paese affacciato sul Mediterraneo! Ma qui si sente forte l'eredità del ligio ordine britannico.
Ti porto a scoprire il suo vivace fermento e gli tranquilli angoli, la sua profonda storia e lo sguardo rivolto al futuro. Seguimi, ti mostro cosa vedere a Malta in 3 giorni in primavera.

Stati Visitati: Malta

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Giorno 1

Punto di partenza obbligato a Malta è la sua capitale, La Valletta, spesso unico centro conosciuto dai più. La città prende il nome dal suo fondatore Jean de la Vallette, gran maestro dei Cavalieri di Malta dopo il Grande Assedio del 1565 che danneggiò la precedente capitale; perciò venne scelta la penisola al centro del Grand Harbour, costruita da zero e riccamente abbellita e fortificata. Ed è questa l'impressione che dà oggi: una cittadella militare con possenti bastioni che la circondano ma che si è spalancata al turismo.
La città appare tirata a lucido anche per la nomina a capitale europea della cultura 2018, come dimostra il piazzale antistante alla città con la fontana dei Tritoni che splende come fosse nuova; da qui si prendono i bus per raggiungere tutte le destinazioni oppure entrare alla Valletta attraverso il ponte e la porta tra le mura in pietra locale. Il colore chiaro della pietra è quello che domina in città; la stessa usata da Renzo Piano per realizzare la nuova sede del Parlamento, modernissimo edificio che per questo si integra nel contesto e apre Republic Street, piena di negozi.
Muoversi è facile perché La Valletta è davvero piccola ed è composta da poche strade perpendicolari che si incrociano e vanno su e giù come uno scivolo; in fondo appare il blu del cielo e del mare.
Sebbene mi abbiano detto che si possa visitare in una solo giorno, credo che ci siano molte cose da vedere in città. Si comincia dalla ConCattedrale di San Giovanni, basilica cattolica dal barocco trionfante che celebra le glorie dell'ordine dei Cavalieri di Malta; loro l'hanno sovvenzionata e abbellita, a volte facendo provenire le opere da Francia o Italia. Il carattere cosmopolita dell'ordine si riflette sulla cattedrale e sulla storia di Malta: la stessa stella maltese dalle 8 punte è un simbolo delle 8 lingue che parlavano i vari Cavalieri. Ciascuna nazionalità ebbe in dono una cappella laterale della chiesa per decorarla, in ordine di importanza a partire dall'altare, con quella della lingua italiana, francese e aragonese che sono le più ricche. Le loro cappelle, con le tombe dei gran maestri scolpite nel marmo e nel legno, lasciano davvero senza parole! Impressiona la stessa volta con le storie di San Giovanni Battista (protettore dell'ordine) dipinte da Mattia Preti sullo sfondo scuro; ma non è nulla rispetto al vero tesoro della chiesa, i due quadri di Caravaggio custoditi nell’Oratorio, con il San Girolamo scrivente e la celebre Decollazione di San Giovanni Battista, enorme opera che ruba tutti gli sguardi. Sono 2 delle 5 opere del periodo maltese del pittore, 15 mesi in cui riuscì a farsi celebrare, poi incarcerare e infine a incredibilmente a evadere per fuggire verso la Sicilia: 100% Caravaggio !
L'altra cattedrale, quella anglicana, l'ho trovata chiusa dopo le 15; devo dire tanti musei e chiese dell'isola hanno aperture limitate, come se fossero aperte per farti un piacere... Questo non l'ho apprezzato affatto! Così come il fatto che siano cari: vada per i 10€ della cattedrale, ma non i 12€ del palazzo dei Granmaestri con poche sale visitabili o i 9€ della Casa Piccola Rocca dove ammirare la vita della nobiltà maltese.
Per questo ho deciso di concentrarmi sulle bellezze all'aria aperta, come le decorazioni barocche sparse, le affascinanti insegne vecchie di decenni e i meravigliosi panorami. Il più bello di tutti è certamente il panorama dagli Upper Barrakka Gardens, che fronteggia le Tre Città ed il Grande Porto con le sue arcate che racchiudono un giardino pieno di gerani e palme, assolutamente da vedere a Malta. Proprio qui si può assistere tutti i giorni ad uno spettacolo da non perdere: alle 12 e alle 16 c'è lo sparo a salve dei cannoni sul Porto. È affollato ma vale la pena.
A pochi passi, l'Auberge di Castiglia ospita ora il primo Ministro; non credo si possa entrare, ma la facciata barocca con la bandiera bianca e rossa sventolante e i due cannoni è magnifica, sia di giorno, sia di notte illuminata dai fari. Gli auberge erano gli edifici in cui risiedevano i Cavalieri appartenenti alla stessa lingua e ce ne sono ancora 4.
Altro panorama molto bello è lì vicino, sul bastione di San Michele all'ingresso della città: dal giardino realizzato, perfetto per una sosta tranquilla, si vede bene il piazzale dei Tritoni e - girato l'angolo - la parte della Valletta con la cattedrale anglicana. Il Lower Barrakka Garden invece non è granché.
Come detto, ci sarebbero altre cose da vedere. Per gli amanti della 2°guerra mondiale si possono visitare i luoghi in cui si è combattuto oppure il gabinetto di guerra dove venne organizzata la difesa inglese di Malta; oppure attraverso la "Malta experience", una presentazione audiovisiva, rivivere i 7000 anni della storia dell'isola.
Insomma, ce ne sono di cose da fare: ognuno scelga quello di suo gusto!

Giorno 2

Cosa vedere a Malta il 2°giorno? C'è l'imbarazzo della scelta e per oggi mi affido ad un itinerario descritto dalla mia amica Eliana sul suo blog, ovvero un percorso tra i due cittadine storiche dell'isola per un gran finale nella natura.
Con l'autobus da Sliema raggiungo la Valletta e da lì cerco quello che si dirige a Mdina, aspettando pochi minuti. Guardando il tabellone è semplice capire quale bus prendere e da quale pensilina.
Dopo aver attraversato campi fioriti chiusi da muretti in pietra, in mezz'ora siamo nel centro dell'isola, nel suo punto più alto. Mdina, la città silenziosa, è la vecchia capitale di Malta e mi accoglie appena sceso dal bus con le sue candide mura arabe  (del resto "medina" in arabo significa città murata). Di fronte c'è un giardino esotico un po' trascurato ma che guida verso la Mdina Gate, splendida e solenne entrata nella città; varcata quella, si entra in un'altra epoca! Edifici totalmente in pietra, portali scolpiti, finestre e balconi decorati in un barocco esuberante... tutto rigorosamente color pietra maltese che ti circonda, specialmente nelle vie strette. Non meraviglia quindi che sia stato set di molti film, tra cui Il Trono di Spade: questa è Approdo del Re !
Il centro abitato è piccolo, racchiuso nelle possenti mura su cui è pure possibile salire gratuitamente per avere una vista che raggiunge La Valletta e la campagna attorno, con le nuvole che mi regalano uno squarcio a forma di cuore; il vento soffia forte: si sente che siamo nel punto più alto di Malta, anche passeggiando tra le vie. Così facendo, si sfiorano numerosi monasteri, priorati e cappelle perché qui (come nella vicina Rabat) avevano e hanno sede numerosi ordini religiosi: per questo la chiamano "città silenziosa".
Il cuore della cittadina è senz'altro la Pjazza San Pawl (San Paolo) con la splendida Cattedrale di San Paolo: del resto la Bibbia dice che dopo un naufragio San Paolo si rifugiò proprio qui per 3 mesi. È in uno splendido stile barocco perché la chiesa precedente - come altri edifici - furono distrutti dal terremoto del 1693. Dopo di allora i nobili maltesi, che qui tuttora vivono, sistemarono e decorarono nel nuovo stile le loro abitazioni.
Per godersi la visita di Mdina si può anche prendere una carrozza: mentre il cavallo trotterella tra i vicoli, il conducente farà da guida svelandone i segreti; io non l'ho fatto, ma mi sono divertito (o affannato) a inseguirla per fotografarla nei punti più belli della cittadina. La pazienza alla fine è stata ripagata!
Se non bastasse gironzolare tra le vie, ci sono molti posti da visitare, oltre alle chiese, che però dentro deludono un po' per il loro barocco "povero"; ci sono interessanti musei, come quello di storia naturale all'ingresso, della cattedrale, the Knights of Malta experience o il nuovissimo Palazzo Falson. Ero molto incuriosito da quest'ultimo, ma la ragazza che mi ha risposto in maltese, l'attesa e i 10€ di ingresso mi hanno fatto desistere. Meglio proseguire!
Uscendo dalle mura si è già a Rabat (del resto in arabo significa "sobborgo fuori le mura"), paese molto più esteso di Mdina e dal cuore altrettanto storico. Lo dimostra la domus romana di fronte alla Porta dei Greci (l'altra porta di Mdina, quella usata dai residenti con le auto). Del resto è stato l'insediamento umano principale di Malta fin dai tempi antichi: prima Fenici, Greci, Cartaginesi e infine i Romani. Della domus non è rimasto granché, a parte il meraviglioso pavimento in mosaico del peristilio e di una sala attigua e qualche frammento di statua; quindi capisco le critiche degli italiani su tripadvisor che pagano 6€ e vedono solo questo. Però i cartelloni spiegano bene tutti gli aspetti della vita e delle case romane, portandoti dentro la mentalità antica. Chi vuol vedere il Colosseo vada a Roma!
Attraversando la strada fuori si imbocca via San Paolo e si entra nel cuore del paese; infatti sulla città romana di Melita è stata costruita nel medioevo Rabat, anch'essa tutta in pietra locale, ma in stile molto più spartano e popolare. Qui le decorazioni sono più rare, ma spiccano i colori vivaci delle finestre e delle porte: blu, giallo, rosso e verde sono ovunque. È un tocco molto mediterraneo che lo fa sembrare un paese arabo, ma c'è una grande differenza: i tantissimi santini e edicole religiose che si trovano agli angoli delle strade o fuori dalle abitazioni. Del resto Malta era l'ultimo bastione della Cristianità e bisognava far risaltare ancor più la propria fede! Perciò gironzolare tra le vie Rabat può regalare scorci e foto davvero meravigliose.
Passando davanti a bar e ristoranti viene appetito; mi invoglia un british "fish and chips", ma poi mi pento e ripiego sulla cucina maltese: spaghetti con ragù di coniglio, 9,50€. Temo già la fregatura ed invece arriva un piatto enorme di spaghetti (sconditi) con  sopra tantissimo sugo e due enormi pezzi di coniglio!
Esco soddisfatto e raggiungo la chiesa di San Paolo, dalla scenografica piazza dove giocano i bambini. Rabat è conosciuta soprattutto per le catacombe, davvero numerose: quelle di Sant'Agata, di San Cataldo, di San Paolo... pare che proprio qui si rifugiò il santo nel soggiorno maltese e per questo ci è venuto perfino papa Giovanni Paolo II a pregare (nella grotta di San Paolo). Io avrei voluto vedere quelle di Sant'Agata - le uniche internamente affrescate - ma nel pomeriggio le ho trovate chiuse, per cui ho ripiegato su quelle di San Cataldo. Ammetto che non sono un fan di sotterranei e pietre (e per questo ho tralasciato la visita ai siti megalitici patrimonio Unesco), però vale la pena visitarne una.
Uscendo noto il cielo che comincia ad annuvolarsi: andiamo a prendere l'autobus e proseguiamo!
A pochi minuti di distanza da Rabat c'è Dingli, paesino costruito attorno alla sua chiesa che spicca sulle case. È conosciuto però per la natura attorno, in particolare la scogliera (cliff in inglese) rocciosa lunga chilometri che si erge sul Mare Mediterraneo.
La via Panoramica la costeggia e lì mi faccio lasciare dal bus. Mi accoglie un forte vento proveniente dal mare, con folate che vanno e vengono. C'è un bel marciapiede che consente di fare una bella passeggiata: è uno degli itinerari consigliati da VisitMalta.
Bisogna avvicinarsi al limite per ammirare il panorama, camminando tra rocce sporgenti e fiori; non è semplice perché le folate rischiano di farti perdere l'equilibrio, ma la vista merita! Sotto la scogliera c'è una verdissima lingua di terra con i muretti a secco che delimitano i campi e consentono la coltivazione; dall'alto sembrano linee di Picasso sulla tela. All'orizzonte il blu del mare increspato si fonde con l'azzurro pomeridiano del cielo mediterraneo.
La passeggiata consigliata è lunga chilometri e tocca diversi punti: il centro meteo maltese (dalla forma bizzarra), la chiesetta di Santa Maria Maddalena e poi altre cappelle. Anche per il forte vento, sempre più fastidioso, mi sono fermato ai primi due; c'era comunque una vista meravigliosa sulla scogliera che rientra e si vede bianchissima come quella famosa di Dover. Immagino che al contrario, da quel punto, la vista lasciasse senza parole potendo ammirare tutta la linea dei Dingli Cliffs per chilometri!
Ritorno indietro costeggiando un muretto da cui spunta un tappeto di fiori gialli; la mia attenzione vola su una panchina solitaria adagiata vicino al crinale, dove la gente si siede per contemplare l'orizzonte: vedendola vuota sembra un'atmosfera da sogno, con il sole che la scalda ed il mare che sembra vicinissimo. Tra l'altro noto sullo sfondo l'isola di Filfla.
Però è dura resistere al vento fortissimo che ti secca la faccia, così entro nel vicino bar "The Cliffs" (che fantasia!), oggi davvero pieno. Ci vuole un drink per riprendere le forze dopo questa giornata intensa. Vorrei rimanere fino al tramonto, ad ammirare il sole che che si spegne nel mare (deve essere meraviglioso!), ma esce forte la stanchezza. Non sapendo dove passi di preciso il bus, vado a piedi a Dingli, dove c'è il capolinea che porta alla Valletta. Non mi ero accorto che la sedia dell'autobus fosse così tranquilla e comoda! ;-)

Giorno 3

Terzo e ultimo giorno. Ci sarebbero tantissimi posti da vedere, come ad esempio le baie della parte nord dell'isola, alcune con la sabbia morbida come Golden Bay. C'è chi mi ha consigliato il Popeye Village, villaggio dove hanno girato il film di Braccio di Ferro ed ora è un parco divertimenti, ma non è il mio tipo di destinazione. Un'amica invece mi ha detto che ha preso il "sightseeing Bus" che fa il giro dell'isola, per poter vedere tutto molto velocemente, ma anche questo non fa per me: io preferisco vedere poche cose ma bene. Ho già un'idea... Scelgo Marsaxlokk, situato sulla costa sud in fondo all'omonima baia. Dall'emozione, appena vedo il mare scendo dal bus, ma mi accorgo subito che è la baia vicina di Birzebbugia! Qui le case basse sono belle, con le guglie della chiesa che le sovrasta e un bel lungomare, ma manca di magia; così a piedi mi faccio i 2km per superare la collina, passando davanti alla possente Torre di San Luciano. Poi eccola lì, Marsaxlokk, uno splendido borgo di pescatori adagiato in fondo alla baia, con le case basse dalle insegne colorate. I protagonisti qui sono i "luzzu", le tradizionali barche variopinte e con ai lati della prua gli occhi di Osiride, veri propri occhi intagliati e dipinti, eredità dei tempi dei Fenici. Sono ovunque: a centinaia in acqua (ovviamente), ma anche sulla banchina per essere dipinte o aggiustate. I loro colori sfavillanti brillano nei miei occhi!
Per il resto il borgo è raccolto attorno alla sua piazza principale a due passi dal mare, con la chiesa e i tavolini sul lato apposto; atmosfera molto italiana! Sul lungomare c'è qualche bancarella in cui si vende di tutto, ma mi raccontano che la domenica si svolge il mercato del pesce con i venditori che si dispongono sui due lati della strada mostrando tutto il pescato della notte. Davvero molto caratteristico!
Gli altri giorni della settimana, di questa stagione, regna un'atmosfera di pace. Forse fin troppa: volevo fare un giro in luzzu ma l'unico barcaiolo trovato mi ha risposto che non si poteva uscire in mare perché c'erano le nuvole... ma se sono poche e soffici, visto che la giornata è fantastica! Evidentemente non ha voglia, per cui mi limito a scattare a volontà dal pontile e poi mi fermo a prendere il sole.
Questo mette fame: in un'atmosfera di tranquillità assoluta mi siedo ai tavolini che si specchiano nel mare che mi ricorda Port de Soller a Mallorca. La specialità qui è il pesce e i tanti ristoranti, uno vicino all'altro, lo offrono in tutti i modi, ma opto per una specialità che non ho ancora assaggiato: i pastizzi, sfogliatine ripiene di purè di piselli oppure ricotta che i Maltesi mangiano a colazione (ma come fanno?!). Ammetto che ero scettico, ma sono buone, specialmente quello col formaggio; con un'ottima birra vanno giù che è un piacere! Se mi chiedessero "cosa vedere a Malta?" certamente citerei Marsaxlokk!
A pochi minuti di strada da qui c'è la St. Peter's Pool, una favolosa insenatura d'acqua cristallina che è un paradiso estivo. Ma il tempo non è ancora così caldo: torniamo sul bus, direzione le Tre Città! Con "Tre Città" si intendono i 3 centri che si specchiano di fronte alla Valletta e al Grand Harbour, disposti a "u": Senglea e Vittoriosa con alle spalle Cospicua. Spesso trascurate, sono uno spaccato di vita quotidiana maltese e per questo non me le posso perdere.
Cospicua è la più estesa, ma anche quella più distrutta dal Grande Assedio e dalla guerra mondiale, per cui ammiro dal bus l'imponente Collegiata dell'Immacolata Concezione. La mia destinazione è Vittoriosa, la culla della civiltà maltese fin dai tempi antichi. Scendo nella piccola piazza in pendenza e noto subito lo stile più dimesso rispetto alla capitale. Alcuni vecchi chiacchierano al tavolo del bar davanti a me ed io non vedo alcuna indicazione sui punti da visitare. So che sulla punta della penisola c'è Forte Sant'Angelo, ma girando tra le vie degli antichi palazzi e auberge nemmeno l'ombra.
Quindi scendo verso il porto, dove si staglia la barocca Chiesa di San Lorenzo: questa sì che si vede! Purtroppo è in corso una messa, per cui proseguo camminando vicino alle barche ormeggiate, col sole che già tocca i tetti di Senglea di fronte a me. Che vista magnifica! Arrivo di fronte al Museo Marittimo, dove c'è un bar alla moda accanto a edifici abbandonati; questa è la vera periferia della Valletta!
Ritorno sui miei passi e decido di raggiungere Senglea, a piedi; è un bel pezzo perché devo tornare in fondo alla penisola e poi passare il ponte, costeggiando tutto il porto turistico. Dall'altra parte il lungomare è più elegante, con bar e ristoranti con tavolini all'aperto che regalano una bella atmosfera. Io passo oltre: il sole sta scendendo e voglio arrivare sulla punta della penisola; passo sotto un porticato, mi infilo nella cittadina, salgo una scalinata ed eccoci... Gardjola Gardens! Un piccolo giardinetto sulle mura con una meravigliosa vista sul Grand Harbour! Una coppietta abbracciata si scatta selfie; io come un gatto non disturbo e mi infilo nella vedetta in pietra, posto di osservazione principale del Porto: l'occhio e l'orecchio scolpiti lo testimoniano e tutta La Valletta è di fronte a me! Questa è una cornice perfetta ed un ottimo modo per terminare la giornata: qui le foto nell'ora blu sono fantastiche!

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