Madrid, città aperta.

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 3 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Madrid è la terza città più grande d'Europa, anche se l'area del centro non è altrettanto vasta ma molte sue vie sono diventate aree pedonali. Con la sua atmosfera cosmopolita è il punto d’incontro in cui attività culturali e ricreative soddisfano il gusto di tutti i suoi cittadini e dei turisti che vi si recano. Eleganti palazzi, splendide piazze e i tanti musei la rendono una capitale da godere anche se in tre giorni è davvero impossibile, qualche rinuncia è purtroppo inevitabile. Arriviamo a Madrid in momenti un poco preoccupanti per i recenti fatti accaduti in Catalogna ma siamo fiduciosi.

Stati Visitati: Spagna

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Giorno 1

16 ottobre
Partiamo da Toledo di nuovo con un treno ad alta velocità “Avant” e arriviamo alla stazione Atocha di Madrid. Ma parliamo un poco di questa stazione.
Il 9 febbraio 1851 fu inaugurata la seconda linea ferroviaria di Spagna (che univa Madrid e Aranjuez) e con essa la prima stazione dei treni della capitale, la stazione di Atocha, che all’epoca era costituita da una semplice banchina di legno.
In seguito, la stazione è stata ampliata tra il 1865 e il 1892. A quest’ultimo anno risale l’elemento più significativo dell’edificio: il tetto della navata principale, progettato dall’ingegner Saint-James, che misura 152 metri di larghezza, 48 di lunghezza e 27 di altezza ed è una delle immagini caratteristiche della città.
Dopo le modifiche apportate da Rafael Moneo tra il 1984 e il 1992, oggi la Stazione di Atocha è un complesso formato da due diverse stazioni: la vecchia e la nuova.
La nuova è destinata al traffico ferroviario e ospita i terminal dell’alta velocità, dei treni a lunga percorrenza e della rete di Cercanías, mentre la vecchia è dedicata agli uffici della RENFE e a un centro commerciale e ricreativo nel quale è stato installato un giardino tropicale che ospita 7.000 piante di 400 diverse specie ma anche delle tartarughe!
Il nostro Hotel è il centralissimo Petit Palace posto in Calle del Arenal, la via più frequentata della città, dove si trovano molti bar, ristoranti e alberghi che la rendono la zona più turistica di Madrid. Il suo nome proviene del primitivo ruscello che scorreva lungo il suo tracciato prima che la zona fosse urbanizzata.
Siamo arrivati molto prima dell’ora di check-in ma l’addetto alla reception, Vincente, ci da subito la camera dimostrandosi molto gentile. Il tempo di sistemare i bagagli e subito in giro per Madrid.
Siamo accolti da artisti di strada ma direi solo “artisti” in quanto sono veri musicisti e cantanti lirici! Il fatto singolare che tra loro c’è un “Sopranista”, termine che indica i cantanti maschi che cantano nel registro del soprano. Un caffè da Starbucks, immancabile appuntamento mattutino, ed eccoci alla vicina Puerta del Sol, la piazza più famosa di Madrid che di giorno e di sera si riempie di gente. E’ dominata al centro dalla statua equestre di Carlo III e all’angolo di Calle del Carmen una statua bronzea di un orso che si arrampica su un corbezzolo, il simbolo della città. Una insegna posta su un marciapiede indica il “KILOMETRO CERO” (kilometro zero), da cui vengono calcolate tutte le distanze in Spagna.
Percorriamo Calle Mayor fino alla piazza omonima, la piazza principale di Madrid che misura circa 130x95 mt con ben nove accessi ed una capienza di 50.000 persone! Chiamata inizialmente Plaza de Arrabal (piazza dei sobborghi) perché situato fuori delle mura venne completata nel 1619. E’ stata nel tempo mercato, teatro all’aperto, spazio per corride, esecuzioni capitali, tornei cavallereschi e oggi ospita ragazzi che fanno “street-dance”!
Poco distante il Mercato San Miguel. Situato nel cuore del centro turistico di Madrid, questo edificio emblematico in ferro di un centinaio di anni è un mercato tradizionale che oggi respira modernità e offre prodotti di alta qualità. A parte il classico “jamon”, si vende anche della mozzarella... No comment! Ci sono anche bar in cui degustare spuntini e aperitivi. In definitiva, il luogo giusto per i curiosi e per i buongustai.
Proseguiamo ed arriviamo alla Plaza De La Villa che è stata il centro del governo locale sin dal Medioevo. Di fronte alla Casa de la Villa, sede del governo nel XII sec, c’è la Casa y Torre de los Lujanes, l’edificio civile più antico di Madrid. Al centro la statua dell’ammiraglio Alvaro de Bazàn che sconfisse i turchi a Lepanto nel 1571. Direzione nord ed ecco Plaza Isabel II (meglio conosciuta come Plaza de Ópera) al cui centro sorge la statua della sovrana. Il Teatro Real domina la piazza e anticamente, nel luogo dove ora sorge, c’erano le fontane e i lavatoi pubblici. Nel 1704 vi si insediarono dei commedianti ambulanti che fondarono un teatro (Teatro del Caños del Peral) che rimase in attività fino al XIX sec. Nel 1818 fu demolito e ricostruito ma i lavori si protrassero per un lungo periodo fino al 1850 quando Isabel II diede ordine di concluderli. E’ uno dei teatri più grandi e meglio attrezzati del mondo.
Tra il teatro ed il fianco est del palazzo che affaccia su Calle de Bailen si trova la Plaza de Oriente il cui punto centrale è la statua equestre in bronzo di Filippo IV.
Ci avviamo verso il Palacio Real residenza ufficiale dei Reali di Spagna è costruito su una superficie di 13,5 ettari e con le sue 3.418 stanze è il più grande in Europa. La prima visita è all’Armeria Real. La visita a questa armeria eccezionale è d'obbligo. Considerata la migliore al mondo nel suo genere è aperta al pubblico da oltre 400 anni e vanta una collezione di oltre 2.000 pezzi! La parte migliore della collezione è costituita dalle armature personali di Carlo V e dalle armi e armature di Filippo II e Filippo III. Ammiriamo alle pareti i magnifici arazzi del XVI, XVII e XVIII secolo.
Dal cortile principale (Plaza de la Armeria) entriamo nel palazzo risalendo la fantastica scalinata principale. Si racconta che Napoleone vedendola abbia detto al fratello appena insediato sul trono di Spagna: “Giuseppe, la tua dimora sarà migliore della mia!”
Innumerevoli gli ambienti visitati ma ci limitiamo a elencare quelli più importanti:
- la Sala delle colonne una volta teatro di balli e banchetti;
- la Sala del trono che conserva ancora l'arredamento datogli da Carlo III con mobili dorati in stile rococò (realizzati a Napoli, dove Carlo III regnava) pareti rivestite da velluto e orologi di fattura inglese e svizzera;
- la Sala Gasparini (dal nome dell’artista napoletano) dove avveniva la vestizione dei sovrani;
- la Sala pranzo di gala;
- la camera da letto.
Ma ciò che più ci impressiona è la ricca Cappella Reale a pianta circolare che contiene splendide decorazioni in marmo e superbi affreschi. La visita ha occupato buona parte del pomeriggio.
Di fronte al palazzo oltre il cancello si trova la Catedral De La Almudena.
In verità a parte l’imponenza la chiesa non desta molto interesse artistico, almeno per me. Iniziata nell’ultimo quarto del XIX sec con ispirazione medievale contrasta non poco con il classicismo del Palacio Real. I lavori furono terminati nel 1960 e consacrata nel 1993 da Giovanni Paolo II.
Gironzoliamo per le varie strade e piazze della zona e poi in hotel per un meritato riposo. Dopo andiamo in Puerta del Sol brulicante di persone e artisti di strada tra cui due ragazze in costumi quasi brasiliani che ostentano sul dorso la scritta: “I LOVE MADRID” e poi un gruppo folcloristico messicano la cui musica spinge una coppia di anziani a ballare! Spettacolo nello spettacolo!
La cena? Ma naturalmente al “Museo del Jamon”! Il Museo del prosciutto fu originariamente fondato dai fratelli Luis & Francisco Muñoz Heras nell'agosto 1978 a Madrid. Una delle sue caratteristiche più riconoscibili era il gran numero di prosciutti appesi al soffitto. Oggi l'attività è gestita dalle figlie di Luis Muñoz Heras, che continuano ad offrire un'esperienza alimentare estesa. Appena si entra non si possono non notare tutti i prosciutti appesi al soffitto. Sono presenti più piani ma noi scegliamo quello che affaccia sull’ingresso per avere una migliore vista sul movimentato banco di vendita al piano terra sempre pieno di clienti. Cosa ordiniamo? Leggete!
- Pescaditos de Museo (pesce fritto);
- Chisturra (dal basco "txistor", salsiccia);
- Morcilla de Burgos (salsiccia basata sul sangue di maiale e riso tipico);
- Delicias de Alcahofa (carciofi);
- Ensalada clasica (insalata classica);
- Champignon al Ajillo
Il tutto innaffiato da 1,5 litri di Cerveca!
Quasi ubriachi torniamo, per fortuna l’hotel è a pochi passi...

Giorno 2

17 ottobre
Solito caffè da Starbucks e poi ci dirigiamo a Plaza de Espana.
Percorriamo l’Arenal e diamo uno sguardo all’Iglesia de San Ginès de Arles. È una delle chiese più antiche di Madrid, costruita nel 1645 sui resti di quello che si crede essere una cappella Mozarabica. Il suo portico di archi dà modo ad un interno di tre navate e delle cappelle laterali. Ha un ricco patrimonio artistico di cui si distingue il lavoro della purificazione del tempio di El Greco.
Arriviamo a Plaza del Callao, piazza perennemente affollata, ininterrottamente in movimento, circondata da edifici alti (vanno bene per New York o Tokyo, piuttosto che per una città tranquilla come Madrid).
Procediamo per la Gran Via nata all’inizio del XX sec per collegare la zona di Cibeles con l’ovest della città. Negli anni ‘30 la strada fu prolungata fino a Plaza de España, regalando alla città l’Edificio Carrión, reminiscenza molto discutibile a parer mio, dell’architettura newyorkese, con la sua scritta al neon della Schweppes.
Arriviamo a Plaza de Espana che con i suoi 36.900 ettari è una delle più grandi di Spagna. Due enormi e discutibili edifici incombono sulla piazza: la Torre de Madrid (142 mt) e l’Edificio de Espana (117 mt). Noi siamo qui unicamente per ammirare il monumento a Cervantes con le statue dei suoi eroi Don Quijote e Sancho Panza.
Si continua per l’ameno Parque del Oeste dove c’è il Templo de Debod, donato dal governo egiziano come ringraziamento per la collaborazione prestata dagli archeologi spagnoli per il salvataggio dei monumenti della Nubia danneggiati dalla costruzione della diga di Assuan. Il tempio del IV sec a.c. era stato fatto costruire dal faraone Azekheramon in onore del dio Amon. Suggestiva la sua collocazione nel parco.
Ed ora il “TELEFERICO”! La teleferica unisce il parco con Casa del Campo, il più grande parco pubblico di Madrid, e dalla cabina si può vedere l'immensità di un ampio paesaggio con specie di piante autoctone. La funivia scivola sulle cime di castagni, querce, banane, alberi di frassino, salici. Le ottanta cabine di cui l'impianto conta coprono i 2,5 km che separano le due stazioni in un tempo di undici minuti e un'altezza massima di 40 metri al di sopra del livello del suolo. Alla stazione di arrivo si trova un ristorante con un punto di vista da cui si gode dello skyline di Madrid... in verità non esaltante! Abbiamo visto di meglio...
Ed ora uno spostamento repentino alla zona est. Stavolta in metro torniamo a Puerta del Sol da cui procediamo a piedi lungo Calle de Alcalà verso Plaza de la Cibeles. Lungo il percorso la Casa de la Aduana, la Real Academia de Bellas Artes, il Banco de Espana e il famoso Edicicio Metropolis sulla cui sommità si trova una statua della Vittoria Alata che ha sostituito nel 1975 quella preesistente dell’Araba Fenice.
In questa piazza sorge l’enorme ex palazzo delle poste che oggi ospita il municipio. Al centro della piazza la fontana che rappresenta la Dea Cibele (è un'antica divinità anatolica, venerata come Grande Madre Idea, dal monte Ida presso Troia, dea della natura, degli animali (potnia theron) e dei luoghi selvatici. Divinità ambivalente, simboleggiava la forza creatrice e distruttrice della Natura). Fonte wikipedia.
La prossima piazza è quella della Indipendencia con la Puerta de Alcalà fatta costruire come arco di trionfo da Carlo III ed è una antesignana di altre presenti in Europa (Arc de Triomphe e Carousel a Parigi e di Brandeburgo a Berlino solo per citarne alcune).
Sulla piazza si apre una delle entrate al Parque del Retiro che si estende per 12 ettari ed è il più famoso di Madrid anche per la presenza di un importante orto botanico. E’ un susseguirsi di spazi scenici disposti in un labirinto di viali dove la vegetazione si alterna a stagni, statue, piccoli pseudo-santuari. L’Estanque è un bacino d’acqua dove si può andare in barca e sulla cui sponda si trova il monumento ad Alfonso XII. Di rilievo il Palazzo di Velasquez e la fontana dell’Angel Caido (Angelo caduto), il monumento al General Martinez Campos, e soprattutto il Palacio de Cristal che si ispira al Crystal Palace di Londra a forma di croce greca, realizzato quasi interamente in vetro costituito da una struttura in ferro su una base in mattoni decorata con ceramiche. E’ stato creato nel 1887 per ospitare flora e fauna esotiche e oggi è usato per le mostre d'arte contemporanea organizzate attraverso il Museo Reina Sofia.
Oggi il Palacio de Cristal ospita "Palimpsesto" un'installazione artistica della colombiana Doris Salcedo che riproduce i nomi su lastre di pietra, che con abile gioco d’acqua appaiono e scompaiono, di uomini e donne come un modo per rappresentare la tragedia, ormai solita, di persone che muoiono nel mare durante la loro disperata fuga dal loro paese d'origine. Molto suggestivo.
Davanti alla scalinata all'entrata del palazzo c’è un grande lago artificiale che contiene anatre, oche, cigni neri che nuotano vicino ai gradini, o si possono noleggiare barche sul lago per una visione più ravvicinata. La fontana egiziana del Dio Canopus, meglio conosciuta come la fontana egiziana, è una fontana monumentale concepita come un “capriccio del paesaggio”.
Di nuovo al museo del Jamon per la cena!

Giorno 3

18 ottobre
Mattinata dedicata al Prado, il famoso museo.
Il Museo del Prado, un bell’edificio costruito nel 1785, ospita un’importante pinacoteca creata nel 1819 dal re Ferdinando VII su iniziativa della consorte Isabel di Braganza. Oggi espone nel nucleo centrale ben 8.000 opere di pittori spagnoli, tedeschi, francesi, fiamminghi, italiani, britannici, olandesi.
Arriviamo abbastanza presto per evitare le code e mentre Bianca si mette in fila io faccio foto all’esterno. All’ingresso principale troneggia una statua di Velasquez, nel piazzale degli ingressi del pubblico c’è quella di Goya e nel piazzale laterale quella di Murillo. Purtroppo no foto, no video e no borse: LA SORVEGLIANZA è MOLTO STRETTA!
Il Casón del Buen Retiro è un edificio annesso al Museo. Dopo lavori di ristrutturazione, completati nell'ottobre 2007, ospita il centro studi del museo e la biblioteca.
Prima tappa alle sale italiane, un incredibile visione di capolavori di Beato Angelico, Raffaello, Botticelli, Tiziano, Tintoretto e tanti altri artisti di casa nostra. Un solo appunto, manca Leonardo... anche se esiste una copia della Gioconda fatta, sembra, da un suo allievo.
La copia della Gioconda di Madrid è un quadro realizzato olio su tavola, appartenente al Museo del Prado. Si tratta di un'opera che ricalca in maniera precisa il famoso quadro della Gioconda di Leonardo da Vinci esposto al Museo del Louvre a Parigi. Esistono molte repliche o copie della Monna Lisa, anche se questa che si trovava al Prado fin dalla sua inaugurazione, proveniente dalle Collezioni Reali, è la più antica che si conosce e soprattutto fu dipinta nello stesso periodo e nello stesso laboratorio dell'originale, da parte probabilmente di un allievo di Leonardo. Di questa particolarità si è venuto a conoscenza solo a partire dal 2010, grazie a un'opera di restauro in occasione di una richiesta di prestito per un'esposizione temporanea al Louvre, detentore e proprietario dell'originale. Il quadro venne sottoposto a esami tecnici che includevano riflettografia infrarossa, fluorescenza indotta con luce ultravioletta, radiografia e ispezione con lente binoculare. La riflettografia e l'esame della superficie della tavola con luce radente rivelarono la presenza di un paesaggio dietro al mezzobusto della donna, nascosto sotto una campitura di colore scuro. La riflettografia fu messa a confronto con quella che si era ottenuta nel 2004 col dipinto originale e si comprovò che il disegno sottostante era simile in entrambe le opere, compreso il fatto che le correzioni effettuate in una si ripetevano nell'altra. Nonostante l'intervento di Leonardo nella realizzazione di quest'opera sia stato escluso, non è ancora stata chiarita completamente l'esecuzione in contemporanea dei due dipinti. Lo stato di conservazione della Gioconda di Madrid è migliore dell'originale; ciò permette di ottenere ulteriori informazioni su particolari come il panorama di fondo, l'abito, il velo e la sedia che vi compaiono. Nella realizzazione del dipinto furono impiegati materiali di ottima qualità e l'esecuzione fu molto accurata, la tecnica è tuttavia diversa, propria di un artista che dipinse un disegno di qualità inferiore, una pennellata molto semplice, continua, lineare e compatta senza la presenza della tecnica pittorica dello sfumato caratteristica del Leonardo maturo. Inoltre relativamente all'opera madrilena, nel ritratto di Lisa Gherardini appaiono le sopracciglia sia pur fini, assenti nel quadro parigino (anche se probabilmente presenti in versioni precedenti del quadro originale). Riguardo alla paternità l'autore è con ogni probabilità uno tra gli allievi migliori e più vicini a Leonardo, forse uno tra Francesco Melzi o il Salaì o uno tra i discepoli spagnoli Fernando Yáñez de la Almedina e Hernando de los Llanos, pittori attivi nell'ambito valenciano e collaboratori vinciani. Fonte Wikipedia
Tutte le opere degli altri artisti presenti nel museo sono ammirevoli ma io sono particolarmente attratto da Goya e soprattutto dalle sue 14 “pitture nere”, forse le più straordinarie di tutta la storia dell’arte. Quello che hanno in comune queste opere, a parte l’austero cromatismo, è un sentimento di miseria umana, malattia e morte. A parte la due Maja come si può restare indifferenti alla “FUCILAZIONE ALLA MONTANA DEL PRINCIPE PIO” dove la posizione della figura centrale ricorda quella di Cristo in croce e rappresenta la libertà repressa?
Oltre alla spettacolare pinacoteca il museo custodisce 900 sculture classiche e numerosi oggetti preziosi come il Tesoro del Delfino appartenuto al primogenito di Luigi XIV, erede alla corona francese, morto prima di arrivare ad essere re. Ammirevole la coppa d’oro con sirena, arricchita da rubini e diamanti. La sirena tiene con le braccia un piattino, a forma di mezza sfera, di agata, con una cornice di fiori aperti e foglie smaltate con guarnizioni di rubini. Tutto questo sorretto da quattro delfini smaltati posti su una base sempre di agata.
Non bastano le ore di una mattinata e parte del pomeriggio per vedere tutto, è inevitabile! Come per il Louvre ci vorrebbero mesi!
Non ce la sentiamo di visitare il Museo Reina Sofia sia per il poco tempo a disposizione e sia perché in verità non sono molto attratto dalla pittura spagnola del XX-XXI sec. Notevole però l’architettura dell’ampliamento del museo che apprezzo con entusiasmo. Come apprezzo l’intervento architettonico riguardante il Caixa Forum Madrid sulla struttura dell’antica Centrale Elettrica di Mediodia. L’edificio è dominato dall’acciaio cor-ten che rifinisce i vecchi capannoni in mattoni e dal muro mediano “vegetale”. Veramente notevole!
Ci spostiamo al quartiere Barrio de La Latina, uno dei quartieri più antichi di Madrid con la Cappella di San Isidro, la Chiesa di San Francesco il Grande, il mercato El Rastro, l'antico mercatino delle pulci di Madrid, e la tranquilla Plaza de la Paja, uno dei luoghi commerciali della Madrid medievale il cui nome si deve al tributo in paglia che i mulattieri dovevano versare ai canonici della Chiesa di Sant’Andrea. Una curiosa scultura di un uomo che legge un giornale seduto su una panchina mi spinge a farmi fotografare con lui in atteggiamenti comici “introspettivi”.
Poi la chiesa di San Pedro el Viejo con la sua torre in stile mudejar unico elemento rimasto del XIV sec. Poi la Plaza de Puerta Cerrada dove nel XII secolo, nelle sue vicinanze furono installate negozi di artigiani di rame e di ottoni. La denominazione di Puerta Cerrada (Porta Chiusa) proviene dalla decisione di chiuderla durante la notte a seguito di diversi incidenti, come furti e violenze avvenuti nei suoi dintorni. la Plaza de la Cebada, che si ritiene essere il luogo dove i contadini provenienti dalla periferia di Madrid venivano a vendere l'orzo con il mercato omonimo e il Teatro la Latina e infine la Plaza de Cascorro. Il suo nome lo si deve ad una battaglia svoltasi a Cuba nel 1896 e ospita la statua dell’eroe Eloy Gonzalo, un soldato rappresentato ricoperto di petrolio poco prima di dar fuoco al fortino dove si rifugiava un gruppo di ribelli.
Plaza Lavapiès fin dalla fine del XX secolo tra degrado e dimenticatoio, è diventato uno spazio cosmopolita e multirazziale in coesistenza con nuove generazioni e proposte culturali.
Ma la chicca finale del giro è il Cine Dorè posto nel quartiere Lavapiès al n° 3 della calle di Santa Isabel costruito nel 1923 ed oggi sede della Cineteca nazionale. La sua facciata è fotografata moltissimo per la sua architettura e il colore sgargiante.

Ed ora una panoramica della MADRID MODERNA.
Su un bus turistico panoramico percorriamo la Castellana, l’asse vertebrale di Madrid in direzione nord-sud dove fino a pochi anni fa vi si trovavano numerosi palazzi e case signorili del secolo scorso mentre oggi edifici realizzati secondo le più recenti tendenze architettoniche accolgono sedi di banche e aziende: spiccano la Torre BBVA e il complesso ACZA.
Uno sguardo al famoso stadio Santiago Bernabeu veramente enorme e torniamo a Plaza del Sol gremita di gente e con un gruppo di manifestanti che manifestano non so per cosa... ma non ci interessa. Sempre presenti le solite ragazze poco vestite ma sempre con i cartelli “I LOVE MADRID”!
E con questa vista ci congediamo da Madrid! Domani si torna in Italia.

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