Toledo, la città delle tre culture

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 5 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Toledo, antica città situata a sud di Madrid sulle rive del fiume Tago, è il capoluogo della Castilla-La Mancha e una dei luoghi di maggiore interesse turistico di tutta la Spagna. Oggi è un centro culturale (è sede di una prestigiosa e antica università) e artistico di primo livello, nonché il principale centro amministrativo della regione. E’ definita la “città delle tre culture” perché in essa convergono elementi della tradizione storica e artistica cristiana, ebrea e musulmana.
Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è affascinante non solo per le sue stradine ricche di sorprese ma anche perché conserva intatto l’aspetto che aveva in Età Medievale.
Per vedere bene Toledo, cioè visitando i suoi monumenti più importanti e prendendo del tempo per godere al meglio tutto quello che questa città ci offre, non basta una giornata soltanto, infatti abbiamo programmato quattro giorni pieni.

Stati Visitati: Spagna

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Giorno 1

12 ottobre
Volo IBERIA da Napoli, arrivo all’aeroporto Barajas di Madrid, treno per la stazione ferroviaria Atocha di cui parleremo in seguito della sua architettura e della sua storia e poi con un altro treno “Avant”, l’alta velocità spagnola, raggiungiamo Toledo. L’albergo è El Hostal Puerta de Bisagra situato all’ingresso della città antica, vicino alla Puerta omonima, costruito attorno ad un tipico cortile Toledano caratterizzato da una particolare hall con pavimento in vetro che affaccia sulla sala colazione. E’ un bel pomeriggio tiepido e subito ci rechiamo all’ufficio turistico per chiedere notizie e organizzare il nostro soggiorno.
Vicino troviamo la Nueva Puerta de Bisagra realizzata nel X secolo durante il Regno di Toledo sotto la dominazione araba, durante la quale la città era conosciuta come Bab al-Saqra. La porta veniva utilizzata come accesso principale alla città durante l'epoca andalusa. Si tratta di un edificio enorme, con doppia torre circolare, divisa da un ampio portale dominato da un colossale scudo reale retto da un'aquila bifronte e nel suo cortile interno si trova una statua di Carlo V.
La Vecchia Puerta de Bisagra, o Porta di Alfonso VI, attraversa il muro che circonda la città. La sua costruzione risale al decimo secolo, sfruttando i resti del precedente edificio, anche se sono state fatte diverse modifiche stile Mudéjar non prima del XIII secolo e conserva gran parte della struttura originale.
La vicina chiesa di Santiago del Arrabal risale al XIII secolo, intorno al 1256. Si tratta di una chiesa con un piano incrociato latino e di un transetto marcato, il cui spazio interno è diviso in tre navate con tre absidi semicircolari. Poco distante si trova la Mezquita del Cristo della Luz, una piccola affascinante moschea della fine del X secolo, è l'unica moschea sopravvissuta tra le dieci che una volta si trovavano in Toledo. Pilastri e archi a ferro di cavallo a righe rosse e bianche (ricordano in scala molto minore la Mezquita di Cordoba) dividono lo spazio in tre navate attraversate da altre tre, formando in tal modo nove piccoli scompartimenti.
Interessante anche la Ermita de la la Virgen de la Estrella, però incassata al lato della strada.
Dopo una breve salita arriviamo alla Puerta del Sol costruita in stile mudejar con influenza Nazarí datata nell'ultimo quarto del secolo XIV. Il nome proviene dal sole e dalla luna che una volta erano dipinte su entrambi i lati del medaglione posto sul fronte che descrive l'ordinazione di Ildephonso, il santo patrono di Toledo.
Affacciandoci dalla strada intravediamo dall’alto il nostro hotel e ammiriamo il panorama dal lato est. E’ quasi sera e seguendo i consigli della ragazza della reception dell’hotel ceniamo in un locale caratteristico, il Restaurante Virgen De La Estrella, molto frequentato dai toledani quindi una garanzia.
E’ ormai sera e prima di rientrare per un giusto riposo, facciamo un giro nei dintorni di Puerta de Bisagra splendidamente illuminata.

Giorno 2

13 ottobre
Iniziamo la giornata avviandoci verso il Monasteiro de los Reyes non trascurando di ammirare la vicina Iglesia Santiago del Arrabal la più grande chiesa mudéjar in Castilla-La Mancha. La chiesa attuale è stata costruita nel XIII secolo (circa 1256) ed è costituita da tre navi con crociere e tre absidi. La sua facciata è caratteristica per il suo profilo a gradini e la finestra in stile romanico mentre la sua torre è la più antica della regione.
Lungo il cammino incontriamo l’iglesia di El Salvador costruita su un’antica moschea e l’Iglesia de Santo Tomè in stile Mudejar del XIV secolo molto famosa perché al suo interno si trova l’opera maestra del Greco: La sepoltura del Conte di Orgaz.
Breve sosta in un negozio di souvenir che espone due grandi statue di Don Chisciotte e il fido scudiero Sancho Panza. Foto e video d’obbligo! Attraversiamo il quartiere ebraico, la Juderia, quartiere caratteristico e molto bello, con i suo vicoli irregolari e stretti e con le mattonelle colorate incastonate nei muri e nel selciato.
Arriviamo al Monasteiro de los Reyes del XV sec la cui costruzione fu ordinata dai Re Cattolici pensando alla loro sepoltura, anche se poi i loro resti furono sepolti nella Cappella Reale di Granada. Una delle caratteristiche peculiari di questo monastero sono le sue pareti esterne dove sono conservate le catene degli schiavi liberati da Ferdinando il Cattolico.
Il Monastero si divide nella Chiesa, a navata unica con cappelle laterali, e il chiostro, realizzato con decori che richiamano lo stile gotico. Nella Cappella centrale, infine, è possibile vedere i grandi scudi in pietra dei Re di Spagna, incassati tra figure di aquile bifronte e iconografie tradizionali dei santi cattolici.
Ci dirigiamo verso il fiume ed il Puente di San Martin che si trova fuori del centro abitato della città vecchia, e permette di sorpassare il fossato scavato dal fiume che costeggia il borgo. Sul Ponte si racconta da secoli una leggenda: il suo costruttore sbagliò i calcoli del progetto e la moglie, temendo per la carriera del marito, gli diede fuoco distruggendolo prima che venisse inaugurato, ma facendo apparire come un incidente. Quando fu ricostruito, confessò all'Arcivescovo il suo atto criminoso, ma questi la perdonò perché così facendo salvò la carriera del marito e la vita di tanti innocenti che sarebbero potuti morire nel crollo di un ponte non stabile. Il Ponte, a più arcate, è dominato da una bella Torretta di accesso, di forma squadrata, mentre il camminamento si allarga in due punti, uno a forma semicircolare e uno a forma rettangolare, creando così due balconi panoramici dai quali ammirare il panorama sulla città e la valle circostante. Una attrattiva turistica è l'attraversamento del fiume con il “volo dell’angelo” ovvero sospesi a carrucole che scorrono lungo un cavo d’acciaio che percorre 150 mt da sponda a sponda. Mi rammarico di non poter provare questo brivido, dovrei fare a meno della videocamera che non posso impugnare perché bisogna sorreggersi agli appositi sostegni con ambo le mani... peccato! A saperlo avrei comprato una GoProCam!
Toledo è un saliscendi di scale... ci aspetterà una bella fatica in questi giorni! In una piazza un pianista suona pezzi classici: ci dicono che è uno degli allievi del conservatorio di musica che si esibiscono in varie piazze della città per una iniziativa culturale. Poco distante il Real Colegio de Doncellas Nobles che dalla fine del XVI secolo, è stata una scuola universitaria e fin dagli anni '90 del secolo scorso è una residenza universitaria femminile. Interessante il collegamento a passerella coperta tra due diversi corpi di fabbrica.
Interessante anche la visita a Plaza Santo Dominguo el Antiguo con l’omonimo convento e l’Iglesia di Santa Leocadia.
Un museo che voglio assolutamente vedere è il Concilios Cultura Visigoda. È un edificio che ha sostituito una moschea musulmana nel XIII secolo ed è stato costruito secondo la moda del momento, cioè come un edificio mudéjarico di pianta basilicale di tre navate, con abside centrale. Questo museo è dedicato alla conservazione e all'esposizione delle vestigia storico-artistiche della cultura visigota che ha reso Toledo la capitale del regno e mostra numerosi pezzi archeologici dal VI al VIII secolo, dipinti, documenti e oreficerie, nonché arredi della necropoli di Carpio de Tajo e ottime riproduzioni delle corone del tesoro di Guarrazar. Gli affreschi che coprono le pareti della chiesa sono romanici, fin dal XIII secolo. Un passaggio angusto porta alle scale che raggiungono la cima del campanile. Ci andiamo!
Difronte c’è la Iglesia di San Idelfonso conosciuta anche come "Chiesa dei Gesuiti" che sorge in un luogo privilegiato della città di Toledo, la zona più alta, con una spettacolare facciata e un imponente interno.
E’ tardo pomeriggio e passiamo le ore che ci separano dalla cena in piazza Zocodover il vecchio mercato delle bestie (sūq ad-dawābb), cuore della città, ai piedi dell'Alcazar. È il punto di incontro e il centro di Toledo sempre affollata e molto vivace, piccola ma molto accogliente e piena di caffè e ristoranti, negozi di souvenir, pasticcerie. Ha tutto!
Dopo aver fatto acquisti torniamo in albergo, ceniamo stavolta in un altro ristorante dal nome che mi ricorda qualcosa... El Tirador! Siamo subito rimasti piacevolmente sorpresi sia dai prezzi che dall'atmosfera e dall’allegria presente che ci ha messo di buonumore e che ci ha fatti sentire come se fossimo clienti abituali. Domani giornata piena!

Giorno 3

14 ottobre
Oggi andiamo al Puente de Alcàntara di buon mattino per avere una luce propizia visto che la sua posizione è ad est. Di origine romana sorto nel luogo in cui il fiume Tago offre un alveo minore era il punto di passaggio attraverso il quale le strade romane attraversavano il Tago, unendo Saragozza a Mérida e, nel periodo arabo, Saragoza con Cordova. È una costruzione di tipo militare che funge da ingresso in città, composta da tre archi e protetta con due porte fortificate ai suoi estremi, una in stile barocco e l'altra esagonale, costruita nel medioevo su impianto arabo preesistente, a doppia porta. Presenti lo scudo dei Re Cattolici e l'immagine di San Ildefonso, patrono di Toledo. In alto si vede l’imponente Alcàzar e di fronte il Castillo de San Servando (oggi ostello della gioventù) la cui costruzione è datata 11 marzo 1088, quando Alfonso VI lo destinò a monastero affidato agli abati di San Vittore di Marsiglia.
Si pensa che questa collina avesse fortificazioni romane e, più probabilmente, islamiche. Sul lungofiume esiste un percorso pedonale e ciclabile che gira tutto intorno alla città e scendiamo per guardare da giù il ponte e il fiume che scorre in una oasi ecologica protetta (Senda Ecologica). Siamo circondati da colture di camomilla. Meglio di una tisana!
Ci spostiamo verso nord sulla Carreta Doce Cantos fino ad arrivare all’Escaleras Mecanicas ovvero le scale mobili che portano su a Plaza Zocodover. Le scale portano al Palacio de Congresos de Toledo In soli cinque minuti e comodamente. A parte il valore dell’opera a servizio della popolazione è da ammirare la splendida architettura che lo distingue. L’inserimento paesaggistico, gli equilibri costruttivi e la funzionalità fanno di quest’opera un fulgido esempio di progresso civile. La stazione superiore ospita un grande terrazzo panoramico sulla città organizzato con punto di ristoro. Penso che se Napoli, “città obliqua”, avesse interventi del genere potrebbe essere un fiore all’occhiello di tutta l’Italia. Ma purtroppo non è così.
Abbandonati questi pensieri tristi ed arrabbiati ci dirigiamo verso la prossima tappa, una tappa di eccellenza: l’Alcàzar.
Uno degli edifici più simbolici di Toledo posto nel punto più alto della città, concepito storicamente nel sec XI, durante il regno di Alfonso XI, nel periodo in cui la Spagna era nettamente divisa tra la dominazione araba e la resistenza cristiana, come fortezza e palazzo. Ospita il Museo dell’Esercito e la Biblioteca Regionale di Castiglia-La Mancia.
Il museo consta di due edifici, l’ALCÀZAR propriamente detto a base quadrata che è costituito da 4 livelli espositivi e l’EDIFICIO NUOVO che ospita uffici amministrativi, negozi, workshop, spazi destinati al pubblico, zone di accoglienza, archivio, biblioteca, auditorium, caffetteria e sale di esposizioni temporanee.
L’entrata principale è posta nell’EDIFICIO NUOVO che porta ad una vasta zona di resti archeologici posta sotto il piazzale superiore. Il grande cortile centrale è circondato da due gallerie presenta nel suo centro una statua dell'imperatore Carlo V. All'esterno presenta grandi torri quadrate nei suoi angoli. Il Museo dell'Esercito (precedentemente ospitato a Madrid) presenta 6.500 oggetti in un museo che copre 8.000 mq. Ci ubriachiamo letteralmente di armi bianche e da fuoco, l'artiglieria, bandiere, uniformi, miniature, onorificenze, plastici e modelli su scala, oggetti etnografici, raccolte di soldatini di piombo o in silhouette di cartone e diorami. Veramente un’esposizione notevole! Come notevole è l'elegante tenda Indo-Portoghese posta nella Capilla Imperial nel suo montaggio originale fatta di cotone e decorata con motivi moreschi, mogul e portoghesi tra i quali il fiore del cardamomo, alludendo al percorso di spezie e agli interessi che il Portogallo aveva con le sue colonie. Storicamente si pensa sia stato un dono delle donne grenadine all'imperatore Carlo V per la sua campagna di Tunisi, nel 1535.
All’esterno si trova il monumento all’Assedio dell’Alcàzar. Il martedì 21 Luglio 1936, nel cortile interno della fortezza, il capitano Vela lesse il comunicato che dichiarava lo stato di guerra tra la provincia di Toledo ed il governo rosso di Madrid. Iniziava così la guerra civile spagnola.
Il tempo è volato, la stanchezza ci prende, torniamo in albergo!

Giorno 4

15 ottobre
La Cattedrale di Santa Maria de Toledo è il principale edificio di culto cattolico della città, ulteriormente conosciuta come “Catedral Primada de Toledo”, ovvero la Prima Cattedrale. E’ un imponente edificio di stile gotico, realizzato a partire dal 1226 sotto il regno di Fernando III il Santo, e ultimato dopo il 1492, con l'unione dei regni di Castilla e Aragona e la riunificazione della Spagna seguita alla cacciata degli arabi. Proprio la presenza musulmana, e la costruzione della grande Moschea cittadina, potrebbe aver influenzato la struttura della cattedrale, a cinque navate, così come si ritrova nella sala della preghiera islamica, così come il campanile potrebbe essere stato elaborato sulla base del minareto preesistente. Altamente influenzata dal gotico francese, la porta nord del tempio è ispirata direttamente dalla famosa Notre Dame di Parigi. E’ una delle cattedrali più maestose di tutto il paese e il suo interno più che una chiesa sembra un museo, specialmente nella sacrestia dove si trovano dipinti famosi del Greco, Caravaggio, Tiziano, Rubens, ecc.
La cattedrale è composta da cinque navate, 88 colonne, transetto e doppio deambulatorio. È lunga 120 metri, larga 59 metri, con un’altezza di poco superiore ai 44 metri. All’interno compaiono inoltre delle belle vetrate del XV e del XVI secolo e circa una ventina di cappelle che ospitano tombe di personaggi importanti. Le cappelle più importanti sono: la Capilla de los Reyes Nuevos (Cappella dei Nuovi Re), la Capilla de Santiago, la Capilla Mozárabe. Il coro (Capilla Mayor) collocato nel centro della cattedrale e a cui si accede tramite l'imponente cancellata che richiese 10 anni per completarla adornata dallo scudo imperiale di Carlos V, costituisce la parte più antica dell’intera chiesa racchiuso da due griglie realizzate in pietra traforata, sulle quali si trovano delle statue e un coro di angeli.
In armonia con quest'opera di pietra, si costruirono i pilastri che danno accesso al presbiterio. Nel pilastro di sinistra si trova la statua del pastore Martín Alhaja, che, secondo la leggenda, diede informazioni nella battaglia di Las Navas de Tolosa. Il pilastro a destra è chiamato pilar del Alfaquí, per la presenza della statua del “faqih” Abu la Walid (un esperto di fikh, o giurisprudenza islamica) di cui esiste una curiosa storia.
“La città di Toledo venne conquistata dal re Alfonso VI di León nel 1085. Uno dei punti delle capitolazioni che resero possibile la consegna della città senza spargimento di sangue, fu la promessa da parte del re di preservare e rispettare i luoghi di culto, gli usi e la religione tanto dei musulmani quanto della grande popolazione cristiano-mozaraba; naturalmente la grande moschea era compresa in questi accordi. Poco tempo dopo, il re dovette partire per questioni di stato, lasciando al comando della città la moglie Costanza e l'abate del monastero di Sahagún, Bernard de Sedirac, che era stato elevato al rango di arcivescovo di Toledo. Essi, in accordo e approfittando dell'assenza del re, intrapresero l'azione che, come scrisse il padre gesuita Juan de Mariana nella sua Historia General de España, provocò quasi una rivolta e la rovina della città recentemente conquistata. Il 25 ottobre 1087, l'arcivescovo, d'accordo con la regina, inviò uomini armati per impadronirsi della moschea con la forza. Questi installarono un altare provvisorio e collocarono una campana sul minareto. Padre Mariana scrive che il re fu talmente contrariato da questi fatti, che né l'arcivescovo né la regina riuscirono a dissuaderlo dal condannare a morte tutti i partecipanti attivi. La leggenda narra che furono i musulmani i veri mediatori di pace, nella figura del negoziatore e “faqih” Abu Walid, che portò al re un messaggio in cui si accettava come legittima l'usurpazione. In memoria e come segno di gratitudine per questo gesto, il capitolo della cattedrale gli dedicò un omaggio, commissionando la sua effigie da collocare in uno dei pilastri del coro. In seguito a questi eventi, la moschea toledana fu consacrata e trasformata in cattedrale cristiana, quasi senza modifiche alla struttura”. (fonte Wikipedia)
Ammirevole il maestoso retablo (grande pala d'altare con molti scomparti dipinti o scolpiti, tipica dell'arte spagnola) dell'altare maggiore, in stile tardo gotico, di legno policromo e dorato la cui realizzazione durò ben sei anni (1498-1504), e ci lavorarono i migliori scultori del tempo.
Dietro il retablo, nel deambulatorio, si trova “El transparente”, notevole opera scultorea in marmo e alabastro in stile barocco churrigueresco (il termine “churrigueresco” deriva dal cognome Churriguera, una famiglia di architetti barocchi il cui lavoro era caratterizzato da una decorazione molto elaborata. Per estensione, il termine è stato usato per chiamare il barocco spagnolo del primo terzo del XVIII secolo e indica tutte quelle architetture che avevano un movimento marcato e un variegato ornamento, specialmente nella retablística), realizzata tra il 1729 e il 1732 dall'artista Narciso Tomé. L'opera fu concepita appunto come un retablo, con due corpi uniti al centro da un tabernacolo, simboleggiante il sole con i suoi raggi, circondato da un seguito di angeli e arcangeli. Sul tabernacolo batte un cono di luce proveniente da una finestra ovale ricavata nella volta del deambulatorio, decorata da splendidi affreschi. Un impianto scenico sbalorditivo difficile da spiegare se non lo si ammira sul posto! Resto visibilmente emozionato!
Le emozioni non sono finite. Nelle vetrine delle sale del tesoro si trovano alcune tra le principali opere di oreficeria della Cattedrale. Quello che più risalta del Tesoro è la grandiosa Custodia Processionale, commissionata dal Cardinale Cisneros a Enrique de Arfe nel 1515, che al suo centro accoglie l’Ostensorio. Questa fu impreziosita dal Cardinale Cisneros con il contributo della Regina Isabella la Cattolica e in base alle credenze fu realizzata con il primo oro che arrivò dall’America. E’ composta da 5.600 pezzi uniti da 12.500 viti, inoltre contiene 250 statuine di smalto e argento dorato. E’ coronata da una Croce di diamanti realizzata nel 1600 e appoggia su una pedana d’argento del secolo XVII donata dal Cardinale-infante Luis Antonio de Borbón. Tra le opere d’arte di questo Tesoro possiamo ammirare la Bibbia di San Luigi della scuola reale francese, che fu regalata nel 1258 ad Alfonso X.
Al suggestivo chiostro si accede dalla porta di Mollete, mentre sono ben cinque le porte secondarie che si aprono sulle pareti delle strutture adiacenti alla Cattedrale. Le pareti del corridoio esterno sono decorate con belle statue e affreschi.
La visita alla cattedrale ci ha impegnato quasi tutta la mattina! Ne è valsa la pena, è la più magnifica cattedrale che abbiamo visto fino ad ora! Siviglia non è da meno ma questa ci ha sbalordito!
Pranziamo anche per riposarci prima di intraprendere l’ultima tappa di oggi: il Mirador. Col bus 71 arriviamo dopo un breve percorso al punto posto sul colle chiamato Cerro del Emperador, un “balcone” naturale sulla vallata con uno splendido panorama mozzafiato su Toledo a 180 gradi e permette di vedere la Cattedrale, l'Alcazar e le sinagoghe. Il “balcone” in verità è situato nell’hotel Parador che incombe su un meandro del fiume Tajo, buona occasione per un drink al bar!
Torniamo sempre in bus dal lato ovest e ci fermiamo alle “escaleras de La Granja", la seconda scala mobile di Toledo che copre un dislivello di 36 metri tra il centro storico e il nuovo quartiere di Santa Teresa e offre un parcheggio di 400 posti auto.
Il collegamento meccanico inizia con una porta che attraversa la fondazione delle mura medievale creando uno zig zag suddiviso in sei rampe ben inserite sul fianco della collina. Durante la salita, abbiamo una splendida vista dell'unione tra il fiume Tago e la città. L’impianto ha ricevuto numerosi premi nel campo dell'architettura e dell'urbanistica. Conclusa la giornata di visite torniamo in albergo. Domani partenza per Madrid.

Giorno 5

16 ottobre
Partiamo da Toledo con lo stesso treno Ave che ci porterà a Madrid in circa 30 min. La stazione di Toledo del 1919 contiene tanti elementi della decorazione spagnola dalle vetrate colorate ai rivestimenti murari. Anche la parte biglietteria ricorda vagamente nelle forme la ricerca stilistica del legno scolpito. Le chiusure in maiolica degli sportelli colorate sono molto caratteristiche. Mi viene alla mente Gaudì...

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