Praga in 4 giorni: Diario/Itinerario di Viaggio

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 4 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Cari amici viaggiatori,

oggi parliamo del mio ultimo viaggio, Praga, capitale della Repubblica Ceca. Ci sono stato sfruttando il ponte di Ognissanti, durata totale 4 giorni.

Cominciamo dicendo che Praga è una città magica che sicuramente non deluderà le vostre aspettative, è molto economica e si riesce a girare molto bene in autonomia.

Prima di partire però, è utile apportare alcuni accorgimenti per poter godere al massimo di questa esperienza.

Il primo fattore da considerare è sicuramente la stagione. Praga è una città dal clima continentale, quindi la stagione migliore per visitarla è tra maggio e settembre. L’inverno è particolarmente freddo, con rischio costante di nevicate. Noi, che siamo andati a fine ottobre, abbiamo già trovato temperature attorno agli 0°C, un forte e freddo vento siberiano, pioggia ed un giorno anche un po’ di nevischio.

Dopo aver valutato il periodo, bisogna scegliere quanti giorni dedicare alla visita della città. Tenete presente che Praga ha numerose attrazioni e luoghi da visitare, a volte molto distanti tra di loro, è molto affolata di turisti. Consiglio vivamente di prevedere minimo 3 giorni completi, 4 o 5 se volete muovervi con dei ritmi più blandi.

Un’altra cosa da tenere ben presente è la posizione dell’hotel. Praga ha un grande centro storico, interamente pedonale, tutto con fondo stradaleestremamente affollato, abbastanza scomodo da affrontare con le valigie al seguito. Consiglio un hotel nelle immediate vicinanze del centro cittadino, per poi spostarsi con i tram, molto frequenti anche di sera. Noi abbiamo optato per la zona dove sono collocate le fermate della metro di Pavlova e Namesti Miru, ottima sia per il trasferimento dall’aeroporto sia per raggiungere il centro. In questa zona sono presenti molti alberghi di tutte le categorie: Brixen, quello che abbiamo scelto noi, Tivoli, City Central, Raffaello, Alton, Legion ecc.

Per quanto riguarda l’aereo, avete molte opzioni senza dover effettuare scali, con Easyjet partite da Malpensa, Venezia e Napoli, con Alitalia volate da Fiumicino mentre con Czech Airlines potete partire da Fiumicino, Pisa, Bologna, Verona, Venezia, Malpensa e Nizza. Oltre a queste ci sono altre numerose opzioni, altre compagnie ecc., a voi la scelta. Visti i recenti problemi della compagnia, ho volutamente omesso Ryanair.

A questo punto, non resta che prenotare il volo, la struttura scelta ed eventualmente un parcheggio per lasciare l’auto in aeroporto e sarete pronti a partire.

Adesso che il viaggio è prenotato, bisogna scegliere se acquistare delle cards turistiche oppure no. A Praga, la card che permette di utilizzare tutti mezzi pubblici ed entrare nella gran parte delle attrazioni turistiche si chiama PragueCard e può avere validità 2-3-4 giorni. Noi abbiamo ritenuto che il prezzo non fosse competitivo, abbiamo quindi acquistato solo il pass per i trasporti pubblici, che può avere validità di 1 o 3 giorni. Se volete fare come noi, uscendo dal ritiro bagagli e girando a sinistra nella zona degli arrivi, troverete uno sportello dove vendono questi pass. Potrete pagare con carta di credito, senza quindi ritirare i soldi al cambio svantaggioso dell’aeroporto.

Per raggiungere il centro città avete numerose opzioni quali taxi e shuttle bus, la più economica è prendere il bus n°119 fino al capolinea di Nadrazi Veleslavin e da lì la metro (linea A) fino al centro città. Se, in fatto di albergo, avete ascoltato il mio consiglio, scendete a Namesti Miru, a pochi passi da uno dei numerosi hotel della zona.

Come potete notare, la pianificazione di un viaggio di questo tipo è molto semplice. Ci sono tutti i presupposti per poter viaggiare in autonomia, senza usufruire dei classici tour guidati e senza dovervi rivolgere a una agenzia di viaggi. Non lasciatevi scoraggiare dalla lingua, la maggior parte dei praghesi parla un inglese molto comprensibile. Se questa lingua non fosse il vostro forte, riuscirete comunque a cavarvela con il tedesco o il russo. In alcuni posti troverete persone che parlano un misto, comunque comprensibile, di italiano e spagnolo.

Parliamo ora della cucina. In tutti i ristoranti che abbiamo sperimentato durante il nostro viaggio, abbiamo sempre trovato il menù tradotto in inglese, quindi non ci sono grossi problemi di comprensione. Tutti i piatti della tradizione ceca sono tendenzialmente semplici e sostanziosi, a base di carne di manzo, maiale, anatra e pollo. Difficilmente nei ristoranti tipici troverete nel menù una bistecca. I piatti locali assomigliano di più ai nostri arrosti, stufati e spezzatini. Il più famoso di tutti è il gulash, accompagnato dagli immancabili gnocchi di patate (in inglese dumpling) e pane alle noci.

Oltre al gulash, potrete provare l’ anatra della Boemia, normalmente ne servono 1/4, oppure gli Schnitzel di pollo o maiale, che sono molto simili alle nostre cotolette impanate.

Come primo, è estremamente raro trovare la pasta, sono invece comuni le zuppe di verdure, pollo o funghi, a volte servite dentro una pagnotta.

Sfortunatamente la cucina ceca non è molto adatta per vegetariani o vegani, le verdure che si trovano normalmente ad accompagnare le portate principali sono patate, crauti, peperoni e cipolle, mentre la scelta di carboidrati si limita al pane. In numerosi ristoranti è possibile comunque trovare una o due alternative vegetariane.

Il nostro breve viaggio nella cucina ceca termina con le bevande, la più famosa di tutte è la birra (pivo) Pilsner Urquell (chiara) seguita dalla Kozel (scura). Come in gran parte del mondo, le acque minerali sono italiane e francesi. Per terminare il pasto, i cechi bevono il classico Slivovitz, distillato di prugne tipico dei paesi dell’est Europa.

Stati Visitati: Repubblica Ceca

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Giorno 1

Il nostro tour di Praga comincia il sabato pomeriggio con il programma nella prima immagine.

Questo giro, può essere un’ottima scelta per il primo pomeriggio, perchè permette di iniziare a orientarsi e al tempo stesso cominciare a vedere alcune delle attrazioni più importanti della città. A causa di un overbooking, trascorreremo la nostra prima notte, anzichè all’hotel Brixen, al Wenceslas Square Hotel a due passi dal Museo Nazionale. Visto che non mi piace l’idea di rinchiudermi subito in un museo, scendiamo per tutta Vaklavske Namesti, dominata dalla statua di San Venceslao, fino a Vladickova, dove prendendo una piccola galleria commerciale si arriva al delizioso giardino francescano, che circonda la Chiesa di Santa Maria della Neve.

Questa chiesa hussita, esempio di architettura medievale, ha un aspetto particolare, poichè solo parte del progetto originale fu portato a termine. Infatti, l’altare in oro e la navata centrale sono tra i più grandi della città e spiccano rispetto al resto della chiesa che ha dimensioni molto ridotte.

Uscendo dalla chiesa, prendete via Narodni, dove potrete ammirare alcuni dei palazzi più belli di Praga, tra cui il palazzo Adria (civico 40) e il palazzo Viola (civico 7). Di notevole importanza storica è la targa che ricorda le violenze subite dagli studenti nell”89 da parte della Statni Bezpecnost, la polizia sotto il diretto controllo del partito comunista.

Alla fine della via è ubicato il Teatro Nazionale, struttura imponente e lussuosa, il cui tetto con finiture in oro, lo rende uno degli edifici meglio riconoscibili di tutta la città.

Dopo aver ammirato il teatro, potete passare sul ponte Legiì, che offre una bellissima vista sul Castello e sul Ponte Carlo, le due maggiori attrazioni della città.

Attraversato il ponte, dirigetevi nel parco Kampa. Nella zona tra il parco e il Ponte Carlo troverete molte attrazioni quali il muro di John Lennon, la statua dell’armonia ed il museo Kampa. Passando sotto il Ponte Carlo raggiungerete invece il museo di Franz Kafka e la collezione dei Gioielli di Praga.

A questo punto, è obbligatorio attraversare il Ponte Carlo. La passeggiata sul ponte, in ogni caso doverosa, non è sicuramente una delle più piacevoli, data la presenza di orde di turisti, praghesi e banchetti che vendono graziosi souvenir, tra i quali è necessario fare lo slalom. Ai lati del ponte sorgono numerose statue di Santi, letteralmente prese d’assalto dai turisti che cercano di mettersi in posa per farsi scattare una foto.

Terminato l’attraversamento del ponte, si può procede in direzione della piazza di Stare Mesto. Tutte le piccole viuzze che portano alla piazza sono piene di negozietti di souvenir, alcuni molto caratteristici.

L’attrazione principale della pizza di Stare Mesto è sicuramente l’orologio astronomico, costruito nel 1400. Allo scoccare di ogni ora è possibile ammirare lo spettacolo della meccanica dell’orologio, con gli apostoli che compaiono alle due finestre superiori e la rappresentazione della morte che suona una campana e gira la clessidra. Può essere opportuno recarsi sotto l’orologio con una decina di minuti d’anticipo per prendere posto.

Sfortunatamente la torre dell’orologio era in fase di restauro, non è stato quindi possibile salire per poter ammirare la città dall’alto.

Oramai si è fatto buio ed è arrivato il momento di cercare un locale per la cena, non prima però di aver ammirato gli artisti di strada che si esibiscono sulla piazza, tra i quali un bravissimo mangiafuoco. Decidiamo di seguire il consiglio della guida e di recarci da U Pinkasu in Jungmannovo Namesti. Sfortunatamente il locale è pieno, così prenotiamo per il giorno successivo e ci dirigiamo al Cesky Raj Restaurant, dove ci scaldiamo con due deliziose zuppe di carne servite dentro una pagnotta, un rollato di maiale e un gulash di manzo.

Terminata l’ottima cena non rimane che fare un breve giro per goderci la vista di Praga by night prima di ritornare a piedi in albergo.

Giorno 2

Il secondo giorno comincia con il trasferimento dei bagagli verso l’hotel Brixen, per poi prendere da Pavlova il tram n°6 che ci lascia alla fermata di Dlouha Trida, a pochi passi dal quartiere ebraico di Josefov. La storia di questa zona di Praga è molto particolare. Infatti, a differenza di molte altre città dell’Europa dell’est, la nascita di questo quartiere non risale all’occupazione nazista, ma addirittura al XII secolo. Gli edifici del quartiere, sono sopravvissuti indenni al passaggio di Hitler, che aveva deciso di risparmiarlo per farne un “museo di una razza estinta”. La principale attrazione del quartiere è il museo ebraico, non un classico museo, ma una serie di attrazioni sparse nella zona. Per poterle visitare, occorre acquistare un biglietto al primo ingresso, che sarà poi valido per entrare anche negli altri luoghi. Come per le chiese, stando entro i limiti della decenza, non vi sono particolari accorgimenti da prendere per quanto riguarda l’abbigliamento. Agli uomini viene fornita una Kippah omaggio da utilizzare nelle sinagoghe. Il museo ebraico è una delle attrazioni più visitate della città ed è quindi importante, cercare di arrivare per l’orario di apertura (ore 9:00) onde evitare la calca di metà giornata.

La nostra visita del museo inizia con la Sinagoga Pinkasova, dedicata alla memoria dell’olocausto. Tutta la struttura ha i muri dipinti di bianco interamente coperti dai nomi e dalle date di nascita e deportazione delle circa 80000 vittime della follia nazista.

Uscendo dalla sinagoga si entra direttamente nel cimitero ebraico, il più antico di tutta Europa, con oltre 10000 lapidi ammassate le une sulle altre. Fate caso ai sassolini e ai foglietti posizionati sulle pietre tombali in segno di rispetto.

Seguendo il percorso all’interno del cimitero, si arriva direttamente alla sinagoga Klausovà, che al suo interno ospita una collezione di oggetti con relative spiegazioni, con l’obbiettivo di raccontare al visitatore la cultura ebraica.

A breve distanza, si trovano il municipio ebraico, la sinagoga Vysokà, entrambe non visitabili e la sinagoga Vecchio-Nuova (Staronovà). Questa, essendo la più antica d’Europa, con l’interno quasi interamente originale, è sicuramente la sinagoga più importante di tutta la visita.

Le ultime due sinagoghe da visitare sono la Maiselova, che ospita una vasta collezione di oggetti della storia ebraica e la Spagnola (Spanelskà), la più bella di tutte, in stile arabeggiante.

Conclusa la visita del museo ebraico, ci siamo diretti verso la piazza di Stare Mesto per vedere la Chiesa di San Nicola, dove abbiamo anche assistito ad una parte di una celebrazione della funzione religiosa hussita.

A questo punto siamo andati in direzione della Cappella di Betlemme, ma a causa di pioggia mista nevischio abbiamo deciso di fermarci per il pranzo. Il Blatnice Restaurant in via Michalskà si è rivelato un’ottima scelta.

Terminati pasto e maltempo, siamo arrivati alla Cappella di Betlemme, chiesa hussita che, non offrendo nulla di interessante, ha deluso le nostre aspettative. Al di là dell’aspetto puramente estetico, è opportuno ricordare che questa è comunque considerata una, se non la più importante chiesa di questa dottrina religiosa. Il biglietto di ingresso per la chiesa, permette di entrare anche in un piccolissimo museo che raccoglie qualche oggetto e offre spiegazioni riguardo la storia, la cultura hussita ed il suo fondatore Jan Hus.

Dopo aver camminato tanto, decidiamo di sfruttare i mezzi pubblici per visitare alcune delle altre attrazioni della città. Arrivando lungo la Moldava si possono prendere i tram 2 e 7 in direzione nord fino a piazza Jan Palach, eroe ceco che si dette fuoco per protestare contro l’occupazione sovietica, per ammirare il Rudolfinum, ex sede del Parlamento ceco ed ora sede della filarmonica.

A questo punto abbiamo preso il tram 17 fino a Jiraskovo Namesti, dove è collocato il Taci Dum, edificio in stile art-nouveau che cattura lo sguardo grazie alla sua particolare struttura.

In teoria il programma della giornata sarebbe concluso, ma visto che c’è ancora tempo a disposizione, abbiamo scelto di portarci avanti con il programma del giorno successivo. Abbiamo quindi ripreso il tram 17 fino al teatro Nazionale (Narodni divadlo); da lì, girando l’angolo, si può salire sui tram 22 o 11, per attraversare il fiume ed arrivare fino alla Chiesa di Nostra Signora Vittoriosa. Al suo interno troverete una delle icone più conosciute ed amate di tutta la città, il Bambin Gesù di Praga. Oltre all’altare che custodisce la statuetta in cera, non perdetevi il museo che custodisce tutti gli abiti.

A questo punto la giornata può dirsi veramente conclusa; non resta che tornare in albergo con il tram 22 fino alla fermata Pavlova, per preparaci per la cena. Grazie alla prenotazione fatta il giorno prima, riusciamo a cenare da U Pinkasu, locale tipico ceco. Dal momento che il ristorante/pub si trova in centro, può essere utile passare in giornata per prenotare. I camerieri, alcuni dei quali parlano italiano, anche se molto indaffarati, sono comunque disponibili ad aiutare i clienti nella scelta. La cucina serve principalmente deliziosi piatti della tradizione ceca a base di carne, senza tralasciare però alcune scelte di pesce e vegetariane.

Giorno 3

Il terzo giorno, che sarà il più impegnativo dell’intero viaggio, ci porta al Castello, complesso di origine medievale che incorpora tutta una serie di edifici. Raggiungerlo è molto semplice: basta prendere da Pavlova il tram 22 fino a Prazsky hrad. Entrando da questo lato, riuscirete ad evitare la lunga salita da piazza Mala Strana, che bisogna percorrere se si vuole entrare dal primo cortile. Prima di tutto, bisogna passare i controlli di sicurezza, la coda è molto lunga ma anche scorrevole, si è limitata a circa 15 minuti. L’ingresso al castello è libero, ma se volete entrare all’interno dei singoli edifici, cosa che vi consiglio, dovete comprare il biglietto. Ne esistono due tipologie, percorso breve e percorso lungo. Dopo aver fatto tutte le valutazioni del caso, noi abbiamo optato per il percorso breve.

Appena varcato l’ingresso alla cinta muraria, provate a recarvi al piccolo ufficio informazioni, che a volte vende anche i biglietti, in modo da evitare la lunghissima coda alle altre biglietterie collocate nei cortili.

Dopo una lunga fila sotto un nevischio battente, riusciamo finalmente entrare nella Cattedrale di San Vito. Non perdetevi gli effetti di luce creati dalle magnifiche vetrate.

Prendetevi tutto il tempo che ritenete necessario per visitare la Cattedrale, l’edifico più bello del castello. Oltre alle vetrate, le altre tre attrazioni di maggiore interesse sono:
- il Mausoleo reale, al centro della cattedrale
- la tomba, completamente in argento, di San Giovanni, nell’abside.
- la cappella di San Venceslao, nella navata di destra, alla fine del percorso.

Girando attorno alla cattedrale, si arriva alla Basilica di San Giorgio. La bellezza della facciata in mattoni rossi fa da contraltare ad un interno che non offre particolari attrattive.

Uscendo dalla Basilica, si arriva al Vicolo d’Oro, un tempo strada degli orefici che ora ospita tutta una serie di negozi di souvenir e ricostruzioni di abitazioni dell’epoca. Proprio davanti all’ingresso del vicolo, si entra in un museo che ospita una collezione di armature ed armi, oltre ad un piccolo poligono, dove pagando un piccolo extra, potrete cimentarvi nel tiro con la balestra. L’ultima attrazione del castello che abbiamo visitato è stata il Vecchio Palazzo Reale. A farla da padrone è sicuramente la Sala Vladislao, ma anche alcune delle stanze del palazzo meritano sicuramente una visita. Purtroppo, per poter scattare le foto, occorre acquistare un pass.

A questo punto, siamo usciti dal castello per proseguire con il tour di questa zona di Praga. Oltre a ciò che ho descritto, in caso di interesse, potrete vedere l’esposizione dedicata alla storia del castello, il museo presso il Palazzo Lobkovicz e la Torre delle Polveri (chiusa proprio nel giorno della nostra visita per restauro). Se riuscite a fare in tempo, alle 12:00 potrete cercare di assistere al cambio della guardia presso l’ingresso principale del castello.

Uscendo, abbiamo preso via Loretanska fino alla Loreta, dove si ammira la Santa Casa, riproduzione della casa della Vergine Maria, la barocca Chiesa della Natività ed infine la collezione di tesori religiosi. Per poter scattare le foto occorre pagare un extra.

Poco distante dalla Loreta, c’è il Monastero Strahov. Entrando dal cortile del monastero, si può visitare una galleria d’arte. L’aspetto più importante di questo museo è l’assoluta scarsità di turisti: avrete quindi la possibilità di osservare opere d’arte, ricche reliquie religiose ed alcune bellissime stanze in assoluta tranquillità. Nell’ingresso situato affianco alla Chiesa del monastero, si accede invece alla Biblioteca. Entrando, potrete visitare due tra le sale a tema letterario più belle al mondo, la sala Teologica e quella Filosofica. Per poterle fotografare, cosa che vi consiglio vivamente, occorre pagare un piccolo extra.

Uscendo dal monastero, ci attende una lunga discesa per le vie Uvoz e la splendida Nerudova, dove sorgono alcuni bellissimi edifici in stile rinascimentale. Terminata la discesa, vi ritroverete in piazza Mala Strana, dove svetta la Chiesa di San Nicola. Sfortunatamente, noi siamo arrivati oltre l’orario di chiusura. Sbirciando all’interno, siamo riusciti a vedere che era in completa fase di restauro, così abbiamo deciso di non ritornarci il giorno seguente.

Essendo ormai tardi, abbiamo preso il tram 22 per tornare a Stare Mesto. Nel centro si trovano moltissimi ristoranti: noi abbiamo optato per U Supa, un birrificio tradizionale rivisitato in chiave moderna, in cui è possibile gustare la birra prodotta da loro e i tipici piatti cechi arricchiti da un tocco di originalità.

Giorno 4

L'ultimo giorno, decidiamo di dedicarlo alla visita della Casa Civica e del Museo della città di Praga.

Sfortunatamente, visitare la Casa Civica (Obecni dum) è un'impresa titanica. Si possono effettuare solo visite guidate. Noi eravamo già partiti preparati per questo, ma non per il fatto che ce ne fosse una sola prevista nel giro di tre giorni, ovviamente esaurita. Considerato che la visita pare essere molto interessante, vi consiglio di recarvi il prima possibile per cercare di prenotare l'ingresso, magari, se siete fortunati, a distanza di qualche giorno riuscirete a trovare dei posti liberi.

Dopo questo tentativo a vuoto, ci rechiamo a piedi al Museo della città di Praga, che si trova a due passi dalla fermata della metro di Florenc.

Il museo, molto interessante e ben organizzato, ripercorre la storia della città, partendo dagli antichi reperti dell'età della pietra fino a oggetti risalenti ai primi anni del '900. L'attrazione più importante del museo è sicuramente l'imponente e dettagliatissimo plastico della città, realizzato nel 1830.

Avendo ancora del tempo a disposizione, decidiamo di recarci al museo del comunismo. Fate attenzione, la sede del museo si è da poco spostata in via Celnici 1031/4, nello stesso edificio del supermercato Billa a due passi da piazza della Repubblica, se la vostra guida non è recente, rischiate di recarvi nel posto sbagliato.

Questo interessante museo ripercorre la storia del comunismo in Repubblica Ceca, attraverso una serie di pannelli esplicativi e cimeli del periodo. Sicuramente non è al livello del museo del Terrore di Budapest, ma merita comunque una visita.

Purtroppo, il tempo a nostra disposizione è terminato; non resta che recuperare i bagagli in hotel e riprendere i mezzi pubblici per tornare in aeroporto.

Nel caso abbiate a disposizione più giorni, non preoccupatevi, Praga offre ancora tantissime cose da vedere!

Per molto tempo ci porteremo dentro i ricordi e le emozioni di questa città magica che sicuramente non vi deluderà.

Grazie per avermi seguito in questo racconto.

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