Orcadi, innamorarsi nell'Estremo Nord della Scozia

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 1 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 1€ a 250€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
Una parte molto bella del nostro viaggio in Scozia è stato il Maxi Day Tour delle Isole Orcadi. Partenza da John O’Groats alle 8.45 del mattino. Costo indicativo 65£ a persona (parlo di adulti). La traversata dura circa 45 minuti, su un traghetto che non dimenticheremo. Siamo saliti a bordo il 1 maggio, per gli Scozzesi maggio è già un mese di bella stagione, quindi i riscaldamenti erano già spenti e tutte le porte erano aperte. Immaginate un pò quanto freddo abbiamo preso, immaginatelo e poi .. moltiplicatelo all’ennesima potenza!! Eravamo stretti nei nostri giubbini, tutti coperti ed incappucciati. facevano forse 7/8 gradi e c’era un vento freddo e gelido che arrivava da ogni direzione! Nonostante il freddo però, siamo stati temerari e saliti anche sul terrazzo panoramico del traghetto e bontà di un tiepido sole, abbiamo goduto di panorami strabilianti a mano a mano che ci stavamo avvicinando alle Isole. Le Isole Orcadi sono un arcipelago delle Isole del Nord della Scozia. Si trovano a 16 Km a Nord della costa settentrionale del Caithness Scozzese (famosa e ricca di reperti vichinghi) e comprendono circa 70 isole di cui 20 sono ancora abitate. L’arcipelago è disseminato di villaggi preistorici e di standing stones. L’ospitalità è come quella di un tempo e se vi fermerete a parlare con qualche anziano del luogo, sarà ben lieto di raccontarvi storie di quando l’isola fu conquistata dai vichinghi. Lo Orcadi presentano paesaggi spettacolari, solo poche miglia le separano dalla terra ferma, ma le acque del Pentland Firth sono molto insidiose come testimoniano numerosi relitti che giacciono sui fondali e che amplificano l’aria di mistero di queste isole, spesso avvolte dalla nebbia.

Stati Visitati: Scozia

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Giorno 1

Avendo avuto a disposizione solo 1 giorno per visitarle, abbiamo optato per il maxy day tour del John O’Groat ferry.

Attraccati al porto di Burwick, ci attendeva il nostro autobus e la nostra guida Michael, un uomo di mezza età dallo sguardo felice, due occhi azzurri come il cielo della Scozia ed un sorriso che ci ha subito fatti sentire i benvenuti. Michael è nato, cresciuto e ancora vive sulle isole Orcadi. Mi ha trasmesso subito tanta serenità e tanta gioia di vivere. Sembrava un uomo felice ed ho pensato che lo fosse perchè non poteva essere altrimenti, essendo cresciuto immerso in tanta bellezza e natura. Fu proprio Michael ha raccontarci che sull’isola non ci sono alberi né galline a causa dei forti venti! Vi immaginate svegliarsi una mattina tanti secoli fa e non trovarci più nulla o vedere le galline piroettare in aria?? Della serie galline volanti!!! Quindi le uova e tutto quello che riguarda questi animali lo prendono o dalla terra ferma o da allevamenti al chiuso. Michael è stato discreto ma, allo stesso tempo presente, molto preparato e non solo sulle curiosità e gli aneddoti che non si trovano sulle guide ufficiali, ma anche sulla storia dell’isola e sui suoi monumenti.

L’itinerario della prima parte del viaggio, ha costeggiato le Churchill Barriers che sono degli sbarramenti costruiti nel 1940, durante la II Guerra Mondiale con lo scopo di far arenare i sottomarini nemici nella baia di Scapa Flow, uno dei porti naturali più grandi al mondo. Costeggiando le Churchill Barriers, si vedono ancora i relitti dei sottomarini e delle navi che vi sono arenate, immobili ed immutate, come giganti marini, assopiti per sempre. Circa 74 navi tedesche furono tenute sotto sequestro qui! Durante la guerra 55 navi colarono a picco e si inabissarono, mentre altre rimasero incagliate nelle acque basse. Molte furono recuperate, ma altre giacciono ancora sui fondali e attirano sub provenienti da tutto il mondo. Potete contattare Diving cellar o Scapa Scuba, se siete interessati ad immergervi!

Gli sbarramenti creati dalle barriere congiungono le 5 isole che ne fanno parte e prenotando in anticipo si può fare anche un tour con la barca, che vi porterà proprio lì sotto, per visitarle e vederle da vicino, così da assaporare a pieno il loro fascino e la loro maestosità.

Abbiamo visitato sia Stromness che Kirkwall, i due centri di maggiore interesse nel Mainland (ovvero l’isola principale dell’arcipelago, il cui nome che tradotto significa Terraferma, ha dato spesso origine a fraintendimenti e confusione). Due cittadine pittoresche, pulite e meravigliose. Passeggiando per le loro vie si respira aria di mare, pace, sapore di vita intrisa di pesca e reti aggrovigliate, tiepido sole, sinfonie di gabbiani e vitalità.
Ci sono restate nel cuore!

Stromness è una delle più pittoresche cittadine Britanniche. Passeggiare tra quelle vie che poco sono cambiate rispetto al 18 secolo, vederne i borghi marinari, le barche attraccate alle porte delle case e i numerosi cottage in pietra è stato davvero spassoso. La città è in uno stato conservativo eccellente, tutto è curato in ogni minimo particolare, vi sembrerà di camminare dentro un dipinto.
Una curiosità è che durante la permanenza sull'isola, non abbiamo visto cani sull’isola, molti gatti invece e tanti negozi dedicati a questo simpatico animaletto.

Stromness è uno dei porti principali delle Isole Orcadi, il suo nome deriva dall’antico norvegese “straurmness” che significa “promontorio nella corrente o nella marea“. E’ situata nella parte sud occidentale dell’Isola di Mainland e si affaccia sulla baia di Hamnavoe uno dei più ampi accessi alla baia di Scapa Flow.

Abbiamo avuto diverse ore per visitare la città e mangiare qualcosa, inoltre il biglietto del nostro tour, ci ha fornito anche un ingresso gratuito per visitare il museo cittadino. E’ stato molto spassosso girare in assoluta tranquillità per quelle vie e dietro ogni angolo si apriva un panorama unico da immortalare in foto e nel cuore! Mentre passeggiavo per quelle vie, spesso mi sono chiesta, quanto sarebbe potuto essere bello e diverso, essere nata o aver vissuto per un parte delle mia vita su quell’isola. Scollegata e pure connessa al resto del mondo, libera di respirare ogni giorno un’aria così pura, che quasi sembrava differente da quella a cui sono sempre stata abituata. Le persone sembravano davvero serene e felici, calme … come se lo scandire così diverso del tempo in quel luogo, le rendesse ignare del ritmo frenetico che invece contagia tutti quanti noi.

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Proseguiamo il nostro viaggio ed arriviamo nella ridente cittadina di Kirkwall, che è la più popolata delle isole del Maindland Scozzese e la principale delle isole dell’arcipelago delle Orcadi, è il fulco commerciale e il capoluogo amministrativo, situata in una baia, arretrata rispetto al mare.

Kirkwall vi rapirà letteralmente, se sarete fortunati come noi e troverete uno splendido sole la potrete vedere in tutta la sua bellezza e magnificenza. Il cielo così come il mare presenteranno 50 sfumature di blu, così come il verde dell’erba e degli alberi.

Abbiamo avuto molto tempo per visitarla in completà libertà per girare le tortuose viuzze “wynds” e per fare una sosta sotto il sole a bere un caffè e mangiare uno delizioso scone, seduti alla piazzetta cittadina e godendo della vista di un pò di vera vita isolana. Il caffè però ha lasciato davvero molto a desiderare, così poi abbiamo preso un'altra bevanda calda!
Inizialmente abbiamo anche fatto un giro eslporativo tra le viuzze e goduto della magnifica vista su Scape Flow e non abbiamo mancato di vedere una foca che nuotava tranquilla, immersa in una cornice da paradiso. Meravigliosa davvero! Io le adoro, hanno un musetto così buffo 🙂 e poi ci siamo diretti alle nostre mete.

La prima tappa è stata la cattedrale di St. Magnus, conosciuta come “The light in the North” e risalente al 1137, fondata dal vichingo Regnvald, il nipote del martire Conte Mangus ed è dedicata a Mangus del quale ne contiene le reliquie. E’ stata costruita con una particolare pietra rossa inconfondibile da lontano. Il suo interno è meraviglioso e pieno di reperti con annesso un cimitero. La Cattedrale di St. Magnus è un bell’esempio di architettura Normanna.

Misticismo e aria di mistero vi aspettano. St. Mugnus è imponente e massiccia, mi è piaciuto molto visitarla tutta e restare per un pò seduta tra quelle panche a pensare e guardare i raggi del sole che si infilavano tra i mosaici delle vetrate. Il comune delle isole Orcadi spende in media ogni anni circa 120 mila sterline per riscaldarla e almeno 100,000 sono i visitatori che si reano qui ogni anno.
L’architettura della Cattedrale è un misto tra Romanico o Normanno e primo Gotico. La parte più antica si trova nella zona del coro, i transetti e la navata orientale. La cattedrale fu ampliata tra il 12 ed il 13 secolo e probabilmente altri lavori furono fatti nei secoli successivi.

Chi era St. Magnus? Bè, il Conte Magnus ereditò la Contea Norse delle Orcadi assieme a suo cugino. I due litigarono e nel 1116 ci fu un tentativo di pace. I due decisero di incontrrsi sull’isola di Egilsay, ma il conte Haakon non rispettò l’accordo e si presentò con 8 navi, invece che con una sola! Haakon non uccise direttamente il conte Magnus, ordinò al cuoco della nave di farlo. Fu così che il conte Magnus fu martirizzato per ottenere la pace nelle Orcadi. Storie e leggende sulla santità di Magnus aumentarono e mentre Rognvald-Kali combatteva contro il figlio di Haakon nel 1120 per conquistare la contea delle Orcadi, chiese aiuto divino a suo zio martire e promise di dedicargli una grande chiesa in pietra se fosse riuscito nel suo intento (eccovi lì :-). Entrambi furono fatti santi e le loro reliquie si trovano tra le pietre della Cattedrale nella parte del coro. La cattedrale di St. Magnus faceva parte dell’arcidiocesi Norvegese di Trondheim negli anni precedenti la Riforma. Divennero poi parte del Regno Scozzese nel 1468 e nel 1486 fu donata ai cittadini di Kirkwall del Re scozzese Giacomo III.


La seconda tappa è stata il Museo delle Orcadi, una piccola perla collocata in un edificio storico sito vicino alla Cattedrale, pieno di reparti vichinghi e di sezioni aggiuntive. Sono presenti anche pietre scolpite dai Pitti.
Altre tappe “must do” sono il “The Earl’s Palace” and “The Bishop’s Palace“, uno di fronte all’altro. Basta attraversare le strada e sono a portata di mano.
Il Palazzo è uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale francese in Scozia.

Per gli abitanti il palazzo è la memoria di uno dei periodi più neri della storia delle Orcadi e riguarda il ruolo di Stewart Earls. Tra il 16th ed il 17th secolo le Orcadi erano sotto il dominio degli Stewart. Quello fu un periodo nefasto: gli abitanti erano torturati, costretti a lavorare senza essere pagati ed hanno subito ogni genere di soprusi. La costruzione del palazzo iniziò nel 1600, con l’idea di collegarlo al Bishop’s Palace per farne un unico blocco, senza riuscirci e indebitando molto le casse. I lavori si fermarono nel 1607, quando Patrick Stewart venne arrestato e ripresero solo dopo la sua esecuzione nel 1615. Il palazzo divenne la dimora del Bishop delle Orkney.

Il Bishop’s Palace è il più vecchio dei due ed anch’esso si trova al centro di Kirkwall, come ho già detto e risale alla metà del 12 secolo.
A Kirkwall c’è anche la Highland Park Distillery, che putroppo a causa del tempo e delle tappe obbligate del tour non abbiamo potuto visitare, L’abbiamo solo vista passando, perchè per la visita guidata avremmo dovuto togliere tempo al resto 🙂

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Allora dopo aver attraccato al porto, visitato Kirkwall, Stromness, Scape Flow, ecc.. ci dirigiamo adesso a Scara Brae, situato accanto alla baia di Skaill sulla costa occidentale dell’isola principale delle Orcadi, oggi patrimonio naturale dell’UNESCO.

Skara Brae era già un villaggio fiorente, prima che Stonehenge fosse costruito, prima delle pirami di Giza.

Facciamo un passo indietro nel tempo di 5000 anni per esplorare l’insediamento neolitico meglio conservato di tutta l’Europa settentrionale.

Sommerso da sedimenti che lo celavano all’occhio umano fu scoperto dopo una tempesta che nel 1850 lo fece riemergere dalla sabbie del tempo. Skara Brae è un luogo incredibile da esplorare! Per molti anni questa eccezionale scoperta, venne trascurata e lasciata a se stessa, non si fecero scavi né lavori, fino a quando non intervenne l’Università di Edimburgo, riportandola alla luce e rendendolo una delle attrazioni archieologiche più interessanti da visitare. Oggi gestito dall’ Historical Scotland (HS).

Cosa potete vedere a Scara Brae?

Passato il centro di accoglienza visitatori nel quale potrete acquistare la guida per visitare il sito (se volete), andrete “back to the past” di circa 5000 anni. Potrete passeggiare liberamente tra i resti delle case sopravvisute al passare dei secoli e delle intemperie, godendo di panorami mozzafiato, con un mare a fare da sfondo che sembra quello dei caraibi tanto azzurre sono le acque ed incredibili i suoi colori, che renderanno la vostra visita a Scara Brae ancora più magica.

E’ impressionante vedere quanti reperti si sono conservati ed immaginare come le persone possano aver vissuto in questi luoghi, lontani dal tempo e dal mondo.
Potrete visitare una replica di una casa neolitica, vedere il suo interno, passaggiare, toccare e provare ogni cosa. E’ stata ricostruita per i visitatori sulla base di quelle originali ritrovate. Entrate, esplorate ed immaginarvi a vivere lì … 5000 anni fa, durante l’età della pietra!
Poi seguirete il percorso esterno, immerso tra il verde ed il cielo che si affaccia sui resti delle antiche costruzioni riportate alla luce per noi. Lì vivevano le loro vite agricoltori, cacciatori ed pescatori, di un’antica civiltà.

Le case preistoriche contengono ancora tanti oggetti, che grazie ai secoli in cui sono state sepolte, si sono conservati perfettamente. Potrete vedere abbozzi di credenze in pietra e posti letto.
Gli abitanti di Skara Brae erano anche costruttori e le case erano dei ripari costruiti usando il terreno e scavate nel terreno. La principale proprietà di queste case, oltre ad una certa stabilità era la qualità termica, per proteggere le persone dal rigido clima delle Orcadi. In media le case misuravano 40 m² con al centro un forno, necessario per cucinare e riscaldare. Dal momento che sull’isola crescevano pochi alberi gli abitanti usavano i resti delle mareggiate e le ossa di balena, con l’aggiunta di zolle erbose, per costruire il tetto delle loro case interrate.
Le case erano complete di arredamento costruito in pietra, tra cui armadi, guardaroba, sedie, letti e ripostigli. Un sofisticato sistema di drenaggio all’interno del villaggio permetteva l’esistenza di una grezza forma di bagno in ogni casa. Durante gli scavi di queste case sono stati trovati frammenti di pietra e ossa. Può darsi che queste abitazioni venissero usate come laboratorio per la creazione di piccoli arnesi quali aghi in osso o asce di selce.

Potrete visitare anche Skaill House, un imponente edificio del 17 ° secolo, precisamente nel 1620,per il vescovo. E’ adiacente a Skara Bra, visibile già dal sito degli scavi e compresa nel biglietto comulativo che acquisterete per entrare. Ma se andrete con un tour organizzato, fate attenzione al tempo, altrimenti rischierete di non riuscire a visitare tutto!

Posso dirvi che stare lì, camminare attorno a questo sito archeologico a cielo aperto, sentire il vento addosso ed il tenue sole che ti scalda appena le ossa, sono un’emozione che non vi lascerete mai alle spalle e che vi resterà dentro in ogni cellula.

Era una bellissima giornata di sole quando abbiamo avuto la fortuna di vistare lo scavo, ma c’era un freddo vento che arrivava dal mare …. brrrrr …. indimenticabile!

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Le Orcadi sono meravigliose, una parte della Scozia che non avevo immaginato selavaggia e incontaminata e che, se possibile, mi è rimasta nel cuore più di tutto il resto! Un angolo di assoluto paradiso, mi sono sentita viva, libera, serena e spensierata. Sono stata letteralmente contagiata dall’accoglienza e del senso di pace che gli isolani mi hanno trasmesso come se fossi parte di quei paesaggi da sempre!

Ci siamo poi diretti a visitare The Mystical Ring of Brodgar (o Brogar?), che insieme ad altri monumenti di interesse preistorico si trova nella parte del Mainland occidente. Lungo la strada per Scara Brae si trova questo ampio cerchio di Menhir alcuni dei quali sono alti più di 5 metri. Si trova su un piccolo istmo di terra tra i Loch Stenness e Harray. L’interno dell’anello di Brodgar non fu mai completamente scavato, nè è certa la sua costruzione, ma si ritiene che fu eretto tra il 2500 ed il 2000 avanti Cristo e quindi quasi contemporaneo al più famoso Stonehenge. Vederlo coi vostri occhi sarà particolarmente suggestivo. Costruito in un vero cerchio, largo circa 104 metri era composto originariamente di 60 magaliti di cui oggi solo 27 ne rimangono in piedi. Nessuno ancora sa come, perchè furono eretti e a che cosa fossero destinati; alcuni ritengono che fosse un santuario religioso, altri un osservatorio astronomico per l’equinozio ed il solstizio.

A breve distanza a est dell’anello Brodgar c’è la solitaria pietra in piedi, conosciuta come la pietra cometa. Oggi interamente patrimonio dell’Unesco, per la sua importanza storica e geologica (sono possibili visite guidate delle Orcadi archeologiche su prenotazione). L’Historical Scotland che oggi lo preserva e lo gestisce ha deciso di utilizzare il nome Brodgar nei suoi materiali publiciari, ma non è chiaro come la parola originaria sia stata cambiata nel corso dei secoli, sia per l’influenza delle lingue celtica/gaelica/vichinga sia per la pronuncia degli isolani stessi.

I menhir del ring of brodgar si ergono lì imponenti e silenziosi, immobili nei secoli se pur levigati da essi, sotto il cielo di Scozia e ti guardano, come giganti silenziosi. Siamo rimasti li per un pò a camminare, ascoltare il vento ed il canto degli uccelli. Erica soffice, terreno duro, profumo di storia, echi di vite passate sotto un cielo azzurro che incanta al solo volgere lo sguardo.

Sempre nei pressi il Menhir di Stenness, degli originari 12 ne restano solo 4

The Italian Chapel è stata l'ultima fermata prima di prendere il bus e tirnare al porto, dove ci aspettava il nostro battello che ci avrebbe riportati a John O’Groat. La Chiesa si trova sulla piccola isola di Lamb Holm, che è tutto ciò che resta di un campo di prigionia dove nella II guerra mondiale furono rinchiusi molti italiani, impiegati nella costruzione delle Churchill Barriers. Nel loro tempo libero i detenuti del campo 60 costruirono questa cappella, messaggio di pace per il mondo intero, usando solo rottami, scarti ed un pò di cemento. Le opere principali si devono a Chiocchetti (pittore) e Palumbi (abile fabbro autore della cancellata e si pensa del cuore inciso a terra). Chiocchetti trasformò due baracche in una chiesa vera e propria e rimase per terminare i lavori anche quando molti prigionieri tornarono a casa finita la guerra e tornò dopo 15 anni circa per eseguire lavori di restauro, perché la chiesa seppure tanto amata dagli abitanti delle isole si stava deteriorando. Chiocchetti amava le Orcadi così come i suoi abitanti e la loro meravigliosa ospitalità e dopo la sua morte la sua famiglia tornò sull’isola ed una messa da requiem fu celebrata in suo ricordo.

La Cappella è in una location assolutamente unica, sembra uscire direttamente da un dipinto. Sola, piccola ma imponente, mistica, affascinante e romantica, affacciata sulla Baia ed è un pò struggente nei sentimenti che ha suscitato in me!

Michael, la nostra guida, ci ha raccontato anche la storia del cuore inciso per terra, sotto al cancello in ferro. La storia raccontaa che un prigioniero che fu impiegato nella costruzione della Cappella, si innamorò di una ragazza dell’isola. Il cuore sarebbe un pegno d’amore a lei, un ricordo che ha resistito al passare degli anni, un pegno per sempre, che rimase anche quando il prigioniero lasciò l’isola per tornare in Italia. Non ricordo se Michael ci disse anche il nome di quest’uomo che realizzò tale meraviglia.

Ultima ma non meno importante chicca del vostro viaggio alle Orcadi saranno le simpaticissime foche, le Atlantic grey seals. Farete molte soste sull’Atlantico e le sue insenature e se sarete pazienti, vedrete le nostre amiche nuotare, giocare o semplicemente sonnecchiare lasciandosi trasportare fiduciose e felici dalla corrente. Provate a chiamarle, a volte si girano .. ed i loro occhietti furbi e dolci, vi rapiranno!

Che altro aggiungere una volta viste non potrete fare a meno di voler ritornare :-)

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