La favola di Orvinio (Ri): da Canemorto a Borgo più bello d’Italia

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Oggi, amici GiroViaggiatori andiamo alla scoperta di una di quelle piccole favole che solo la provincia italiana può svelare. Per farlo ci avventuriamo nuovamente in provincia di Rieti ed andiamo alla scoperta del bel borgo di Orvinio. La scusa è data dalla nostra partecipazione ad una delle tante belle manifestazioni organizzate da questo piccolo comune sabino: “Orvinio in Arte 2017“

Stati Visitati: Italia

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lamberto Funghi Visualizza Profilo

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Giorno 1

Orvinio, con i suoi 840 metri di altitudine, è il comune più alto del bellissimo Parco dei Monti Lucretili, e si trova in una zona panoramica montana collocata fra la Via Salaria e la Via Tiburtina. Il nome di Orvinio deriva dall’antica città di Orvinium, fondata dai Siculi, cioè i nonni dei nonni, dei nonni degli attuali siciliani, durante la loro dominazione pre romana della Sabina. La zona fu molti secoli dopo, nell’817 dopo Cristo, teatro di una grande battaglia e di una grande vittoria di Carlo Magno che sbaragliò un forte esercito saraceno, distruggendolo quasi completamente. La vittoria contro i mussulmani (giunti ormai a poche centinaia di km da Roma…) restò così impressa nelle tradizioni locali da spingere gli abitanti di Orvinio a modificare, per onorare la vittoria di Carlo, il nome del proprio Borgo in “Canemorto”.

Superata la porta dell’area medievale di Orvinio ci perdiamo fra i tanti stand artigianali che ci accolgono lungo il percorso principale della manifestazione. Molte sono le persone presenti e molte le proposte, artistiche, artigianali e culinarie. Fra queste la nostra curiosità viene colpita da un raro artigiano, produttore ” in diretta” di cesti ed oggetti in vimini e da tre donne, imprenditrici, che, sempre con le loro mani realizzano saponette artigianali, confetture e gelatine con prodotti del territorio.

Il binomio fra Orvinio e l’arte, è consolidato nel tempo. In questo piccolo borgo sabino sono nati Vincenzo Manenti, insigne pittore seicentesco e Girolamo Frezza, incisore settecentesco ed una delle principali chiese del paese San Giacomo è stata realizzata, nel 1612 su disegno del Bernini.

Oggi la chiesa è sconsacrata ed ospita eventi culturali organizzati dal Comune.

Durante “Orvinio in Arte”, organizzata dall’Associazione locale “Orviniando“, la chiesa ha ospitato la presentazione del libro “Tutti i Racconti” dello scrittore Andrea Carraro, letti dal regista teatrale Paolo Vanacore . L’evento culturale è stato arricchito, nella parte finale, dall’eclettico percussionista Massimo Carrano.

La serata si è conclusa con la proiezione del film “Lascia stare i Santi” prodotto dall’Istituto Luce e realizzato da Gianfranco Pannone, docente del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in collaborazione con Ambrogio Sparagna.
Una qualità di vita che ha permesso ad Orvinio di essere inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia“. Traguardo che ha completando, negli anni, il percorso di sviluppo virtuoso di questa piccola comunità sabina di poco più di 400 abitanti, passata dall’essere conosciuta solo per la casuale morte di un comandante saraceno ad essere uno fra i Borghi più belli e da visitare d’Italia.

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