Gibilterra (Gibraltar): The Rock

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 3 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 501€ a 1.000€ Diario di viaggio insiema aCON CHI In coppia Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
6° tappa: Gibilterra (Gibraltar)

Il nostro viaggio in Andalusia non poteva privarci dopo Cadice di una tappa a Gibilterra.

Nota come “The Rock” o “Gib”, è un territorio d'oltremare del Regno Unito posto all’ingresso nel Mar Mediterraneo, un luogo unico per il viaggiatore curioso: una comunità britannica nella penisola iberica, separata da uno stretto braccio di mare dall’Africa. Nella mitologia greca Gibilterra era Calpe, una delle Colonne d'Ercole poste a guardia del Mediterraneo e al limite del mondo conosciuto. Da qui nel 711 Tariq ibn Ziyad, il governatore musulmano di Tangeri lanciò l'invasione islamica della penisola iberica e “The Rock” prese il suo nome - Jabal Tariq (Montagna di Tariq) - divenne Gibraltar (Gibilterra). Strategicamente importante, questo ultimo lembo di Europa fu ceduto alla Gran Bretagna, dalla Spagna, nel Trattato di Utrecht 1713 ed è stata formalmente dichiarata colonia britannica nel 1830. La parte più in alto della roccia è ancora usato come una installazione militare ed è off-limits al pubblico.

Stati Visitati: Inghilterra, Spagna

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Giorno 1

21 maggio
Partiti in bus da Cadice alle 10:30, arriviamo alla Linea de la Concepcion, cittadina spagnola che si trova sul confine, alle 11:30. Al confine i doganieri controllano i documenti e questo ci fa sentire come in un esodo di profughi; una strana sensazione, ma questo è necessario per motivi di sicurezza. La strada che accede a Gibilterra di colpo si allarga in una grande spianata d’asfalto che in realtà è la pista di un aeroporto tagliata a metà dalla strada stessa! Non manca un moderno terminal. Ciò che ci sconcerta è che inizio e fine pista sono limitate dal mare... Questa soluzione è causata dallo scarso spazio che Gibilterra ha avuto disposizione per espandersi, strappato dai pendii della Rocca, dalle scogliere circostanti e talvolta ricavato dal mare. Purtroppo il bisogno di spazio per una popolazione di 30.000 persone ha creato un’urbanizzazione esagerata tanto che la zona abitata viene chiamata “concrete jungle”, la giungla di cemento.
E’ impressionante come l’atmosfera intorno cambi entrando in città, dalla caliente ed esuberante Spagna si passa ad una fervente ed ordinata Inghilterra. Le vie segnalate in inglese, le cassette della posta rosse, le cabine telefoniche rosse, i chioschi che vendono fish & chips ed i tipici "bobbies" in divisa: siamo come catapultati in un quartiere londinese, unica differenza è che le auto viaggiano sulla destra, come nella vicina Spagna.
Poco dopo il confine con il bus n° 5 arriviamo alla stazione dei bus che si trova in una piazza posta all’ingresso di Grand Casemates Square e con un altro bus, il n°2 arriviamo al nostro Hotel, il Caleta, posto lungo la strada costiera lato mediterraneo. Anche se è un 4 stelle sembra piuttosto vecchio almeno esternamente (è in ristrutturazione) ma la sua posizione è veramente incantevole. Siamo preoccupati ma rinfrancati quando vediamo la camera che è molto elegante, balcone con vista sulla rocca e in compagnia dei versi di stormi di gabbiani che volteggiano tra le rocce. Posati i bagagli riprendiamo il bus che ci porta al centro ed entriamo attraverso un arco in “Grand Casemates Square”, la piazza principale invasa dai turisti dove si trovano numerosi ristoranti. Casemates Square è una delle due aree principali dove le persone si riuniscono a Gibilterra, attualmente di svago e divertimento, ma che non è sempre stato così. E' stato sotto il controllo della Spagna fino al Trattato di Utrecht nei primi anni del XVII sec quando la Gran Bretagna ha ne prese il controllo. Ha continuato ad essere utilizzato in questo modo fino al XX sec ma bisogna ricordare che la piazza è stata utilizzata anche per impiccagioni pubbliche. Ora è un luogo dove le persone di diverse credenze ed etnie si incontrano nello spirito di convivialità che è così caratteristica di Gibilterra. La maggior parte dei popolari ristoranti all'aperto e venditori di cibo e bevande si trovano qui, mentre Main Street è la strada principale per lo shopping dove si trova di tutto, dai prodotti hitech al whiskey. Vi si trova anche il monumento dedicato ai volontari che parteciparono alla 2° Guerra Mondiale. Casemates Square oggi ospita un raduno di auto d’epoca. Fra le numerose auto di anni passati vedo con grande meraviglia ed emozione una Fiat X1/9, la sportiva degli anni ’70 che ho posseduto, rossa come quella che avevo! Mi avvicino al proprietario e gli dico che ne avevo avuta una nel 1973 e lui meravigliato si congratula con me elogiando la vettura. Mi emoziono ancora vedendo la mia “rossa” di tanti anni fa... Non dovevo togliermela, peccato!
Vediamo un tipico chiosco che vende hot-dog... ma sì facciamo uno spuntino all’europea!
Una visita a Gibilterra non può non comprendere una passeggiata lungo Main Street, la via centrale, pedonale ed interamente commerciale. Qui è un susseguirsi di negozi di souvenirs, di ristoranti, sale da te e negozi di vario genere. Prezzi più inglesi che spagnoli. Arriviamo alla cattedrale of Saint Mary the Crowned vicino alla quale sorge la statua eretta per ricordare i più di 300 anni di fondazione del Corpo dei Royal Engineers a Gibilterra. Si vede la funivia che porta in cima alla rocca che prenderemo domani. The Convent è un antico convento francescano che dal 1711 è la residenza ufficiale dei governatori di Gibilterra. Difronte c’è la Guard House ovvero la sede de corpo di guardia. Deviamo a destra verso la costa e passiamo per un parco giochi, il Commonwealth Park e scendiamo con un ascensore al Queensway Road e all’attiguo Marina Bay zeppo di barche favolose. Qualcosa di assolutamente originale è il King’s Bastion, un antico bastione con cannoni dell’epoca, che oggi ospita un centro di divertimenti con bowling, cinema e pista di pattinaggio sul ghiaccio. Continuiamo per Wall Road, una via che costeggia le antiche mura e conduce fino a Southport Gate una delle più impressionanti delle fortificazioni di Gibilterra che fanno parte di quella che fu una serie di mura e fortificazioni sorte a metà del XVI sec a difesa del territorio per centinaia di anni. Appena fuori dall’arco aperto nelle mura si trova Trafalgar Square, con l’annesso Trafalagar Cemetery. Proseguiamo fino all’American Wall Memory che ricorda le imprese navali degli Stati Uniti e il Regno Unito in prossimità di Gibilterra durante la Grande Guerra. Il monumento è stato inaugurato nel 1937. Sessantuno anni dopo, nel novembre 1998, un’altra targa di bronzo ha commemorato l’Operazione Torch, l’invasione del Nord Africa della seconda guerra mondiale. Torniamo indietro verso Grand Casemates Square.
In attesa della cena, giriamo per le stradine poste intorno alla piazza. Sembra una piccola Londra con negozi di elettronica e liquori ma è l’imponente Rocca che domina tutto questo piccolo territorio e che ci riporta all’aspetto geografico di Gibilterra. Adocchiamo un locale che ci piace subito, il “Rock Fish and Chips”.
Beh, una delizia, miglior pesce e patatine, meglio di alcuni locali simili nel Regno Unito. Il servizio è molto veloce e cordiale, ottima conversazione con Abdul lo chef ed il proprietario marocchino con il quale parliamo a lungo della sue terra ricordandoci del nostro viaggio del 2013. Un interessante finale di giornata.

Giorno 2

22 maggio
Stamani siamo svegliati dal verso dei gabbiani che affollano The Rock posta davanti al nostro balcone. Usciamo presto e con il bus n° 2 andiamo ad Europe Point il punto più meridionale di Gibilterra e del territorio di terraferma europeo. La zona è pianeggiante e occupata da un parco giochi e alcuni edifici tra cui una caffetteria dove consumiamo una lauta colazione tra forti raffiche di vento. Lo spettacolo che si offre ai nostri occhi è incomparabile. Si vedono la costa del Nord Africa compresi Ceuta e le montagne del Rif del Marocco, così come la baia di Gibilterra e le città spagnole lungo le sue coste di destra e di sinistra. Il governo di Gibilterra ha speso £ 4,4 milioni di sterline per rinnovare Point Europa che è stato inaugurato nel 2011.

ATTRAZIONI NOTEVOLI:
Trinity Lighthouse
Delle tre attrazioni di Point Europe quello che più spesso visitato e più frequentemente commentato è il Faro della Trinità, o il faro di Point Europa. La costruzione del faro di Point Europa fu iniziata nel 1838, dal Governatore di allora Alexander Woodford.

Batteria di Harding
Nel 2013 un cannone originale “RML” 12,5 pollici di 38 ton che sparava proiettili da 800 libre è stato montato su un affusto “replica”.

Moschea Ibrahim al-Ibrahim
Bianca come la neve è la moschea più meridionale d'Europa visibile dal mare da molti km di distanza.

Santuario di Nostra Signora d'Europa
Edificato sui resti di una piccola moschea costruita dagli Arabi nel 711 durante il loro primo sbarco. In seguito fu trasformato in un santuario cristiano in onore della Madonna Patrona d'Europa, con devota intenzione di consacrare a Dio, per mezzo di Maria, l'intero continente, come luogo di preghiera e di culto nel suo più punto più meridionale.

Monumento al Generale Wladislaw Sikorski
Dedicato nel gennaio 1945 al generale Wladislaw Sikorski, primo ministro della Polonia e comandante in capo delle forze polacche fu stato posto alla fine orientale della pista di quello che allora era il RAF North Front (ora RAF di Gibilterra).
Costituito da un basamento su cui è stata posta un’elica recuperata dal B- 24 caduto e anche una targa:
"Vicino a questo luogo il
Generale Władysław Sikorski
Primo Ministro della Polonia e comandante in capo delle forze polacche
ha perso la vita in un incidente di volo il 4 luglio 1943
Ha combattuto ed è morto al servizio del suo paese e per la causa comune di tutte le nazioni in lotta per la libertà
Non omnis moriar"

Ci avviamo verso la Cable Car Station che porta all’Upper Rock ossia in cima alla Rocca. Ahimè la funivia è ferma, troppo vento! Ci dicono di ripassare in attesa che diano il permesso alle partenze e pensiamo di andare a vedere il famoso cannone da 100 tonnellate. Nessuna vacanza a Gibilterra può essere completa senza la visita di questa meraviglia. La fine del XIX sec ha visto costruire quattro di questi giganti dalle autorità militari della Gran Bretagna. Due sono stati costruiti per Gibilterra, mentre altri due sono stati costruiti per Malta. Ha una canna che è lunga più di 32 piedi e può sparare fino a 8 miglia di distanza. Davvero un'arma straordinaria per il suo tempo. Erano i più grandi cannoni ad avancarica e richiedevano un sistema idraulico per effettuare le operazioni di carico del proiettile. Ci volevano 35 uomini per armarlo e poteva sparare un colpo ogni quattro minuti. Il proiettile pesava circa 2000 libre e viaggiava ad velocità di circa 1500 piedi al secondo! Si racconta che in occasione di una visita del Generale Ispettore nel 1902, si stava preparando a sparare cinque colpi a carica completa ma fece cilecca al primo tentativo. Ulteriori furono tentati, ma niente sembrava funzionare. Alla fine del tempo di attesa, che era di trenta minuti, fu richiesto un volontario che volesse entrare nella canna per rimuovere il proiettile inesploso agganciandolo ad un estrattore in modo da poterlo rimuovere. Un soldato alto e magro fece un passo in avanti e legato alla vita fu calato nella canna. Completato il compito si dice che fu sul posto, promosso a Bombardiere. Non la più eccezionale delle ricompense per avere rischiato la vita, ma certamente lo rese famoso. Nel museo annesso è raccontato l’episodio con l’aggiunta curiosa di un manichino infilato nella canna con le gambe penzoloni! Questi inglesi... Altra arma presente è un cannone antiaereo WW2 perfettamente funzionante e di un bel colore verde posto lì come attrazione turistica.

Torniamo alla stazione della funivia ma abbiamo la cattiva notizia del non funzionamento dell’impianto. Poco male ci sono dei mini bus che effettuano la salita con in più la visita alle Grotte di S. Michele e al tunnel del grande assedio: tutto sommato una combinazione favorevole pagata 30 € a persona. Il percorso è piacevole e si svolge lungo la strada panoramica che porta in cima regalando panorami mozzafiato ed è impossibile non restare sbalorditi da una vista così straordinaria. La rocca è uno sperone di Roccia, sovrasta la città con imponenza dei suoi 426 metri di dislivello e dall’altra parte è affacciata sul mare. E’ proprio da queste postazioni che si può godere della vista migliore, dall’alto si domina l’intera città, il porto ed il golfo, inoltre, sull’altro versante della Rocca, si può ammirare l’aspra costa che scende a picco fino al mare. Davanti il Marocco e l’azzurro del cielo e del mare. Guardando indietro la Spagna, il porto industriale di Algeciras, l’Andalusia distesa sonnolenta al sole. Lassù in cima, c’è l’habitat naturale delle scimmie di Gibilterra e un po’ più in basso si trova la Torre de l’Homage, unico resto dell’antico castello arabo edificato nel 1333, che domina la città. Il castello moresco di Gibilterra è residuo dell'occupazione moresca di Gibilterra, che è durata 710 anni. Venne costruito quando il condottiero di origine berbera Tariq ibn Ziyad conquistò la Rocca che prese il suo nome. Al nostro arrivo veniamo accolti dalle simpatiche bertucce, molti turisti ne sono affascinati e si avvicinano per fare fotografie. Gibilterra è l'unico angolo d'Europa in cui vivono delle scimmie allo stato brado. La Rocca è infatti abitata dai noti macachi Barbary della colonia di Gibilterra (barbary apes), l'unico primate che in Europa vive libero. Non si sa bene per quale ragione queste bertucce abbiano preso dimora in questo posto, le versioni sono contrastanti e passano dai romani per arrivare agli arabi, ma c’è anche chi sostiene che siano autoctone. Si incontrano ovunque! Non sono per nulla intimorite dall'uomo... anzi! Scippano i passanti, è capitato anche che nel bottino finiscano macchine fotografiche e oggetti personali. Infatti si viene avvisati di NON portare nessun sacchetto di plastica in mano... le scimmie lo associano al cibo e... ve lo rubano! Inoltre, se si sentono minacciate o se vengono infastidite, possono mordere...
Si dice che quando le scimmie scompariranno da Gibilterra, se ne andranno anche gli inglesi perché Gibilterra cesserà di essere un loro possedimento.

Continua l’escursione alle Grotte di San Michele.
Oltre 150 grotte si sono formate nel calcare poroso nei millenni grazie a infiltrazioni di acqua piovana. I rivoli permanenti e gocce di acqua piovana calcarea hanno modellato magnifiche stalagmiti e stalattiti nel corso del tempo.
Quelle di San Michele sono le grotte più spettacolari. I loro interni sono enfatizzati da mirabili giochi di luci colorate. Nella sala più grande, la "Grotta della Cattedrale", è stato creato un auditorium con 100 posti a sedere per lo svolgimento di concerti di musica classica e moderna frequentati da oltre un milione di spettatori l’anno.
Il loro nome è dovuto presumibilmente a causa della somiglianza con altre grotte in Puglia, in Italia, dove dice sia apparso l’Arcangelo Michele. L'ingresso alla grotta di San Michele si trova a circa metà strada tra la base e la cima della Rocca.

Ma le grotte hanno anche interesse archeologico.
Le prime tracce umane risalgono al neolitico, infatti nel 1867 furono trovate asce di pietra, punte di freccia, cocci di ceramica, gioielli fatti di conchiglie e aghi in osso. In alcune grotte vi sono anche pitture rupestri e due teschi umani con la tipica forma della testa di Neanderthal. Questi ritrovamenti indicano che la presenza umana risale a circa 40.000 anni fa. Anche tra i popoli antichi come Romani, Greci e Fenici, la grotta è stata menzionata in alcuni scritti.
Come la Rocca di Gibilterra ha sostenuto i cieli alla fine del mondo secondo la mitologia antica, le Grotte di San Michele rappresentano l’ingresso agli inferi.

Tunnel grande assedio
Il Grande assedio di Gibilterra è stato un infruttuoso tentativo da parte della Spagna in alleanza con la Francia di sottrarre Gibilterra al controllo della Gran Bretagna, durante la Guerra di indipendenza americana. Questa è stata la più ampia operazione militare in termine di numeri, specialmente per quanto riguarda il grande assalto del 18 settembre 1782. Esso è stato il più lungo assedio subito dalle forze britanniche, oltre ad essere uno dei più lunghi in assoluto della storia. L'assedio, ed il conseguente blocco, durò per tre anni, dal 1779 al 1783. Il 14 settembre 1783 gli inglesi distrussero le batterie galleggianti francesi e spagnole che assediavano la rocca e nel febbraio 1783 iniziarono le trattative preliminari di pace per cui lo stato di assedio cessò. Durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi attrezzarono il tunnel ulteriormente al fine di evitare un attacco delle truppe tedesche. 30.000 soldati britannici vi erano dislocati nel 1942 per controllare l’ingresso dentro e fuori del Mediterraneo. Le feritoie di ventilazione e quelle usate per le postazioni dei cannoni ora offrono una vista insolita della baia di Gibilterra e del sud della Spagna. Lungo il percorso si ascoltano effetti audio suggestivi e si ammirano alcune statue molto realistiche che rendono particolarmente bene l’atmosfera che si respirava durante gli assedi.
Anche senza il viaggio in funivia siamo molto soddisfatti anche perché l’autista del minibus dava spiegazioni in italiano, cosa che non avremmo avuto se dovevamo raggiungere a piedi sia le Grotte che il Tunnel. Non tutti i mali vengono per nuocere!
Torniamo in centro e decidiamo di farci un giro nel centro città guardare i negozi e fermarci a mangiare. Gibilterra è una trappola per turisti, belle le casette e le vie stile inglese che contrastano con il sole cocente e soffocante del Sud Europa, ma i negozi sono cari, carissimi.
Ci siamo fermati a mangiare in un posto tipicamente inglese, tipicamente turistico, tipicamente caro, troppo caro, come è carissimo tutto quanto in questo posto... Poi un meritato riposo.

Giorno 3

23 maggio
Anche stamani siamo svegliati dai gabbiani ma dobbiamo partire per Malaga alle 10:30 e quindi ce la prendiamo con calma oziando a letto e preparare con calma i bagagli. Diamo uno sguardo ai residence nei dintorni dell’hotel: hanno nomi di città italiane ma... qualcuno anche qualche errore di scrittura: VENEZZIA (2 z) e TERRAZA (1 z), avranno compensato gli errori?
Come all’andata in bus inglese fino alla frontiera e poi ne prenderemo un altro fino alla stazione dei bus. Di tanto in tanto ci volgiamo per osservare ancora una volta “The Rock”, per fissarla nella memoria assieme a tutti i bei ricordi ad essa legati. Siamo pronti ad espatriare nuovamente, a tornare in Spagna per respirare un’aria un pochino più rilassata e meno cara. Poco fuori il varco doganale c’è una statua dedicata ai Campogibraltareños ovvero tutti quei lavoratori che in tempi difficili per la Spagna attraversavano il confine ogni giorno alla ricerca di un lavoro con cui sostenere la propria famiglia. Questo monumento è il tributo della città di La Linea a tutti coloro che hanno lavorato (e lavorano) a Gibilterra. Colazione in terra spagnola e quindi alla stazione dei bus.

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