Luci nella Foresta

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Durata del viaggioDURATA VIAGGIO 6 Giorni Budget approssimativo a personaBUDGET A PERSONA Da 251€ a 500€ Diario di viaggio insiema aCON CHI Con gli amici Continenti VisitatiCONTINENTI VISTI Europa
La cosa che mi affascina di più e che ricerco fortemente quando viaggio è la natura.
Il verde mi rigenera, mi fa sentire persa e ritrovata, mi fa amare la vita, mi da calore e mi fa sentire al centro esatto dell'universo.
Un giorno, guardando su internet, mi sono resa conto che a 50 minuti contati di aereo c'è una delle foreste più belle che abbiamo in Europa... e che io non ci sono mai stata!
Si, avete capito bene, la Signora Foresta Nera, che più nera non si può.
Decido che devo assolutamente rimediare e prenoto un volo, così, su due piedi.
Partenza il 27 dicembre 2015, rientro il 3 gennaio 2016.
Parto da sola, come mi capita molto spesso ultimamente. Mi chiedono perché lo faccia e io dico: perché no? Da soli si vive tutto più intensamente, liberi da schemi e da paure inutili. Soprattutto mentalmente aperti al prossimo.
Già che ci sono vado a trovare gli amici che si sono trasferiti in quella zona da qualche anno e chiedo ospitalità (In realtà mi è stata gentilmente offerta senza richiesta).
Faccio lo zaino e mi imbarco, inizia l'avventura!

Stati Visitati: Germania

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Giorno 1

SCHONAICH.
Sono arrivata in questo paesino tedesco, di poco più di 9mila abitanti, bellissimo, fatto tutto di salite e discese, case marroni e rosse, luci dappertutto.
Un paese a misura d'uomo dove si può passeggiare attraverso le vie strette, colme di negozi caratteristici. Le case sono una accanto all'altra in perfetta armonia, tutte molto basse.
Fa freddo, ma l'atmosfera è molto accogliente. Qui ci si conosce tutti, le persone sono socievoli e sorridenti. La strada è a tornanti, incorniciata da alberi e lampioni vintage.
C'è una bella energia positiva. Mi sento molto bene.
Sono stata in un ristorante/bar del posto subito dopo cena a bermi un caffè: era in stile casa di montagna, completamente in legno.
Sui muri c'erano dipinte finestre con persiane e balconcini con fiori di ogni tipo. Luci calde e soffuse, piccolo ma molto carino.
Per arrivarci son passata da una strada praticamente in mezzo al niente, alle spalle avevo il bosco e davanti a me un panorama mozzafiato: ero sul tetto del paese.
Lì conosco Alessio e la sua famiglia, trasferiti a Schonaich da svariati anni.
Sono siciliani, socievoli e gentili. Anche senza conoscermi mi raccontano la loro storia: arrivati in terra tedesca circa 50 anni fa, hanno fatto fortuna nella ristorazione.
Il nonno è riuscito a sfamare moglie, figli e nipoti (Alessio è uno di loro) per tutta la vita e ora, con la stanchezza di un uomo di 70 anni e la crisi piena in cui si trova l'Europa, vorrebbe prendersi la tanto sognata pausa lunga a cui tutti aspiriamo.
Chiacchiero con loro per un po', poi mi avvio sulla strada del ritorno ringraziandoli calorosamente dell'accoglienza.
Tornando verso "casa" ho scoperto che a pochi minuti da dove sono ora c'è un laghetto immerso in un piccolo bosco, domani credo che andrò lì, prima di andare a visitare Stoccarda, la città più vicina.
Ora mi bevo un bel tè caldo mentre guardo fuori dalla finestra: la luna piena e le montagne.
Che meraviglia.

Giorno 2

SCHONAICH - STOCCARDA
Stamattina mi sono alzata presto, faceva un freddo esagerato.
Sono uscita lo stesso a fare una passeggiata, sono entrata in una stradina in mezzo ai campi. Nebbia e ghiaccio nascondevano il sole e ai lati solo alberi verdissimi e fittissimi.
Incrocio una signora con un border collie e sorridendo mi saluta: "Guten Morgen!", io contraccambio.
Più avanti, vedo uno scoiattolo grande e scuro, resto qualche minuto ad osservarlo.
Mi perdo per non so quanto tempo ad osservare gli alberi, qui hanno un verde diverso. E' un verde più verde del verde normale, chiaro no?
Davvero, non so quanto io sia rimasta lì, non ho orologi con me e non amo essere schiava del tempo quando viaggio. Mi piace assaporare tutto, non perdermi nemmeno un piccolo dettaglio.
In lontananza, sul lato destro della stradina, c’è un vasto terreno in cui sono ben delineati dei piccoli orti. E ovviamente, nonostante i 2 gradi scarsi, ci sono questi splendidi vecchietti tedeschi in maglietta ad arare e coltivare. Chiacchierano tra di loro.
Il mio tedesco non è più buono come a scuola, ma riesco a capire che stanno parlando di raccolto: uno dei due è preoccupato per il freddo che pare bloccare la crescita di non so che tipo di pianta.
L'altro invece mi ricorda il nonno di Heidi: alto circa 1,60, guanciotte rosse rosse, chioma folta di capelli bianchi e un sorriso così dolce da sciogliere tutto il ghiaccio circostante.
Resto a guardarli divertita per qualche minuto.
Poi proseguo tra casette rustiche e sbuco davanti ad un panificio artigianale. Entro, prendo un cappuccino, un bretzel farcito con il burro (si, evviva la dieta! Ragazze qui è impossibile farla, mettetevi il cuore in pace) e faccio colazione seduta alla finestra mentre guardo la gente passare.
Mentre lo scrivo mi rendo conto di essere una persona estremamente osservatrice di tutto: le foglie per terra, i colori del cielo, gli alberi, le persone. Gli sguardi delle persone sono una calamita.
Non vi capita mai, mentre passeggiate, di guardare le persone e cercare di immaginare che tipo di vita fanno? A cosa pensano? Dove stanno andando? A me praticamente sempre.
Finita la colazione ritorno per strada, riprendo a passeggiare, faccio il giro del piccolo centro e torno a "casa".
Nel pomeriggio decido di andare a Stoccarda, la città più vicina: vengo travolta letteralmente dai negozi e dai led in Königstrasse, un viale alberato infinitamente lungo e ricolmo di gente.
Alla fine della strada mi si apre l'universo: zona di musei e spazi concept in perfetto stile barocco, completamente immersi in un quadrilatero di verde.
Alberi altissimi, prato smeraldo tagliato all'inglese, fiori perfettamente allineati, fontane, statue. Un vero spettacolo.
Faccio foto una dietro l'altra, estasiata come un bambino in un negozio di videogiochi. Ai miei tempi c'erano le caramelle però. O la corda per saltare. IL SUPERTELE.
Ok, momento nostalgia finito.
E cosa fa secondo voi una donna in una via enorme piena zeppa di negozi? BRAVI. E shopping sia!
Mi faccio così prendere la mano da tutto che rientro con il buio totale, avvolta dal freddo e dalle luci natalizie.
Meine Damen und Herren, Willkommen!

Giorno 3

KARLSRUHE - BADEN-LIEBENZELL
Stamattina ho deciso di dormire un po' di più, il freddo gelido comincia a farsi sentire.
Mi sono alzata alle 10:00; colazione, doccia e fuori poco prima di mezzogiorno.
Parto alla volta della parte nord-est della Schwarzwald (Foresta Nera), sono a 70km.
Dopo circa 30km di autostrada la vegetazione subisce un cambiamento allucinante: la foresta sta arrivando. Gli alberi sono così pieni e fitti che non trapassa nemmeno la luce del sole, è uno spettacolo naturale mai visto prima.
Montagne e colline interamente ricoperte da faggi, abeti e pini centenari vengono "spezzate" solo da ruscelli e cascate.
Rocce selvagge e percorsi a sentieri rendono ancora più emozionante visitarla.
All'interno, infatti, c'è tutta una seria variegata di percorsi adatti a chiunque: dal sentiero facilissimo con piccoli ponti per famiglie o persone anziane, alla strada sterrata per amanti delle passeggiate di media difficoltà o per i ciclisti più o meno professionisti, al classico trekking di montagna molto più complesso solamente per chi lo fa regolarmente.
Mentre percorro questa piccola stradina al suo perfetto centro, capisco il perché del suo nome: la vegetazione è così ravvicinata e folta da farti avere l'idea di essere perennemente al buio.
Foresta nera: nera come è nera l'oscurità, che è proprio quello che troverete dentro. Anche a mezzogiorno, con il sole al suo picco massimo, sembra sempre mezzanotte.
Tutto questo mi rende immensamente felice e libera; e mi ritrovo a sorridere da sola, col naso appiccicato al finestrino della macchina.
Mentre osservo questa meraviglia arrivo alla prima cittadina: Karlsruhe.
Estremamente moderna, città universitaria, giovane e cosmopolita.
Passeggio senza una meta e mi accorgo che è divisa in aree: passo nella zona indiana, araba, greca e asiatica. Mi sembra di essere ovunque, è suggestivo.
Vado a visitare il Castello che è l'attrazione più famosa qui. Un edificio gigantesco in mezzo a parchi e statue e anche qui mi perdo via tra la vegetazione.
Pranzo greco con soli 4 euro, un buonissimo Pita Gyros e una bibita, dopodiché mi dirigo dall'altra parte della città a vedere una cattedrale che ahimè è in fase di ristrutturazione.
Torno in macchina e riparto verso il secondo paese.
È calato il sole, non vi sto nemmeno a dire che colori che ha il tramonto in mezzo a sta foresta.
Si alterna il blu scuro delle nuvole, all'azzurro del cielo, al rosso del sole. Quando cala del tutto, il cielo diventa totalmente violaceo, uno spettacolo per l'anima. Oltre che per gli occhi.
Dopo circa mezz'ora arrivo a Baden-Liebenzell: ragazzi, questo posto è una bomboniera!
Torrenti, casette in puro stile bavarese, ponti, prati, stradine a ciottoli... e chi più ne ha più ne metta.
Immaginate qualcosa di tipico tedesco e qui lo troverete!
È buio, tutto il paesino si riflette nel ruscello e sembra tutto doppio.
Sembra di essere in un paese in miniatura, tutto concentrato, tutto perfettamente armonioso e romantico. Chi l'ha detto che la Germania è un paese rigido e severo?
Ora sono a casa, stanca ma felice. Stasera vado a dormire presto perché domani alle 5 suona la sveglia: 300 km per raggiungere un posto "da favola"!

Giorno 4

SCHWANGAU - FUSSEN
Che giornata!!
Stamattina sono partita alle 6 per Schwangau, al confine con l'Austria, per visitare i due castelli più rinomati.
Una strada lunga 300 km in mezzo a mille tipi diversi di vegetazione: ad ogni curva cambiava completamente il paesaggio. Era surreale.
Ho visto l'alba mentre attraversavo la campagna, una tavolozza immensa di colori.
Panorami in lontananza di montagne di ogni tipo, piccoli paesini tipici, neve sulle vette più alte proprio di fronte a noi. Come un muro.
Seguo la strada, una galleria e poi una grossa curva. Alla fine della curva rimango senza parole.
Sembrava una cartolina: davanti a me una catena montuosa gigantesca, sulla destra la campagna più arida con qualche cascinotto e sulla sinistra alberi. Alberi dappertutto, ero immersa negli alberi.
Tutto questo avveniva col sorgere del sole, i raggi si infilavano attraverso le vette delle montagne e illuminavano completamente la zona sottostante e anche noi. Un bagno di calore in mezzo al ghiaccio.
La gioia.
Arrivo a Schwangau e salgo al Hoenschwangau Schlöss con la carrozza. Due cavalli che trainano me e altre 7 persone su salite ripidissime in mezzo al bosco.
Poverini, sono sempre contraria a questo tipo di violenze sugli animali ma non posso essere ipocrita: è stata una "passeggiata" molto bella e divertente.
Passiamo un lago meraviglioso, ai piedi di due montagne. Anche qui da cartolina, cosa ve lo ripeto a fare?
Arriviamo in alto ed entriamo nel castello dopo circa 1 ora di attesa: arazzi, colori, mobili pregiatissimi, corone, oro dappertutto.
Dopo 40 minuti di interessantissima audio-guida esco a scattare le mie solite mille foto e non contenta ne scatto anche altre mille, per sicurezza.
Una compagnia di ragazzi italiani accanto a me forse mi scambia per fotografa e mi chiede di scattare loro delle foto: che onore!
Passo al secondo castello, famoso per aver ispirato quello della Disney, Neuschwanstein Schlöss.
Che dire, una meraviglia pura.
Fuori è spettacolare, il bosco esterno e i sentieri ti permettono di avere dei panorami impareggiabili.
Dentro è ancora meglio: letti a baldacchino, scale a chiocciola, scrivanie, scudi e lance, troni e un miliardo di pitture. Ovviamente tutto in stile neo-barocco.
Mi sentivo molto la Principessa Sissi in un'atmosfera da Tavola Rotonda. Figo!
Un freddo che non vi dico, abbiamo raggiunto i -6 gradi.
Nel tardo pomeriggio giro per il paese e poi cena tipica tedesca in una gasthaus super accogliente: una classica zuppa e un misto di carne bavarese.
Dopo cena raggiungo il mio ostello e dopo essermi sistemata vado nella zona living per farmi un tè caldo.
Lì conosco Peter, un uomo tedesco che vive in Messico ma gira il mondo 2-3 volte all'anno in solitaria.
Ha in programma il Nepal e svariati trekking, parliamo di viaggi e di sogni.
Si allena tutte la mattine alle 6 in punto da 20 anni (o forse più) facendo almeno 8 km di camminata, in qualsiasi parte del mondo sia, con qualsiasi clima.
Mi dice in inglese: "mi piace il lieto fine in tutto, sono un sognatore e non ho mai smesso di cercare la mia felicità".
Io sorrido, gli dico che mi ci ritrovo molto in quello che lui ha detto. Che anch'io sono in costante ed estenuante ricerca della mia felicità, che a volte però mi lascio sopraffare dalle emozioni e penso di non trovarla mai ma che fortunatamente conosco persone come lui che mi danno ancora la speranza di farcela.
Lo saluto stringendogli la mano, ringraziandolo per la chiacchierata e con quella sua ultima frase vado in camera, contenta di ogni singola cosa e con una strana carica addosso.
Buonanotte sognatori.

Giorno 5

FUSSEN - SCHONAICH
Scrivo dalla macchina, sto tornando a "casa", a Schönaich per la precisione.
Con la musica nelle orecchie mi perdo a guardare dal finestrino, di nuovo lo stesso capolavoro di ieri: passo da distese desolate di campagna dai colori del sole, ai boschi verdi scuri e fittissimi, a laghi in mezzo alle montagne innevate.
C'è un sacco di poesia in tutto questo e mi rendo conto che quando viaggio apprezzo mille volte di più ciò che esiste in natura, il mondo è una creazione stupefacente.
Vengo letteralmente assalita da un'ondata di gioia incontenibile, difficile da spiegare.
È commozione allo stato puro, i miei occhi diventano come spugne e sento l'anima riempirsi con ogni singola immagine che vedo.
È come una morsa allo stomaco, come innamorarsi ogni volta al primo sguardo e capire che quella è l'unica cosa che vuoi vedere per il resto della tua vita.
È calore, è un esplosione di sapori nella bocca, è come il caffè al mattino.
Non conta altro, niente ha più importanza: tutta la routine, la noia, i pensieri, i problemi di vita quotidiana vengono spazzati via ogni volta che ho questa sensazione.
In quel momento non esistiamo che noi: io e il mio mondo perfetto.
Lo so, sembro una fanatica, ma è davvero ciò che sento.
È semplicemente passione.
C'è chi ama una persona, chi uno sport, chi un animale.
Io invece amo questo.
Amore all'ennesima potenza, folle e irrazionale. Senza spiegazione, senza regole o difetti: è incondizionato.
Tantissime persone non riescono a capire questo mio modo di essere, spesso mi sento dire: "Ma dai, è solo un viaggio!".
E invece per me non è solo viaggio.
È un percorso di vita, nel quale mi ritrovo a scoprire ogni volta cose nuove e a crescere. A cavarmela da sola, ad imparare sempre qualcosa dalle persone e a scoprire caratteristiche di me che non sapevo di avere.
È un'illuminazione dietro l'altra.
Il viaggio apre la mente: non esistono viaggiatori stupidi, solo persone che non hanno passione.
(Alla fine, se ci pensate bene, non è proprio quest'ultima il sale di tutto?)
Ed è straziante ogni volta che torno a casa, è come lasciare la mia creatura, la mia zona sicura, la mia isola felice.
O forse sono solamente pazza, voi che dite?
Tra un paio d'ore arriverò a destinazione e il pomeriggio sarà dedicato alla preparazione della festa di stasera, arriveranno qui un paio di amici per festeggiare insieme.
Auguro a tutti un ottimo anno, fatto interamente e solamente di ciò che vi rende DAVVERO felici.
Siate sempre voi stessi, nonostante tutto e tutti, la felicità è lì dove tutti possiamo raggiungerla.

Giorno 6

VERSO CASA.
Oggi in realtà è l'ottavo giorno.
Gli ultimi 3 infatti sono stati all'insegna del relax e del divertimento.
Siamo andati per locali con gli amici, fra birre e tornei a freccette che qui sembrano andare tanto di moda (ho anche vinto una partita contro 4 uomini... GIRL POWER!).
Abbiamo mangiato bavarese una sera, bevuto e giocato in un locale stroboscopico gestito da un ragazzo turco. Le birre medie di ogni genere costavano 2 euro, luci colorate super kitsch e assenza totale di finestre. Una puzza di fumo assurda (qui non è vietato fumare nei locali notturni).
Diluvio e freddo del secolo fuori, ma noi a scaldarci tra risate e giochi.
C'era qualcosa di poetico. Di estremamente intimo.
Siamo stati a visitare lo stadio di Stoccarda e siamo finiti nel classico "bar dello sport" sopra allo stadio.
Le cameriere in stile Hooters, le più belle viste fino ad ora.
La sera siamo finiti a mangiare in un ristorantino asiatico gestito da cinesi di madrelingua tedesca (che casino!) e finalmente ho mangiato di nuovo la mia amata cucina thailandese.
Abbiamo visitato la fabbrica di cioccolato più famosa in Germania, la Ritter Sport.
E poi purtroppo, è giunta l'ora di andare in aeroporto.
Ci ho messo qualcosa come 2 ore a salutare gli amici, non volevo andarmene. La Germania, contro ogni mia aspettativa, mi ha regalato dei giorni indimenticabili.
Ora sono sull'aereo appena decollato, guardo fuori dal finestrino e vedo la città completamente illuminata.
Appena l'aereo lascia il suolo vengo assalita da una strana sensazione e mi commuovo.
Non so perché, so solo che è stato così.
Torno a casa più ricca e più contenta, come ogni volta che faccio un viaggio.
E soprattutto torno a casa con in testa la voglia di partire di nuovo e al più presto.
Il mondo è troppo bello per stare fermi.

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