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E' vero che non è tutto oro ciò che luccica, ma è anche vero che a volte, spesso, neppure l'oro luccica poi tanto. No, perché spesso è ricoperto da una fitta coltre di malsana disumanità, quella più atroce, e quella più inspiegabile.
A sentire gli epiteti, sembrerebbe un fantasy Disney dai contorni fiabeschi: l'Eldorado di Ghiaccio, il Ghiacciaio d'oro. Il vero nome, quello umano, è "La Rinconada". Quello disumano, è follia.

L'Inferno sul tetto del Mondo: la nascita della Rinconada

Lrp 2 Ci troviamo in Perù, in un villaggio/cittadina da oltre 30 mila abitanti a 5.100 metri di altitudine. E' il paese più alto del mondo, ma ad esser sinceri, leggendo il resto della storia, di questo primato fregherà davvero poco.
Nell'omonimo ghiacciaio furono scoperti dei ricchi giacimenti di oro, e la corporaciòn che ne prese la gestione selezionò un piccolo gruppo di indigeni scegliendo coloro che, in base ad esami genetici, dimostrarono una spiccata predisposizione per resistere alle condizioni di quelle altitudini, ovvero una scarsissima ossigenazione dell'aria. E' così che il villaggio attuale fu fondato.
Nei primi anni a venire, la "febbre dell'oro" spinse la folle umanità a cercare nella Rinconada un'improbabile fortuna. Oggi questa follia rende il Perù l'ottavo paese al mondo per esportazione dell'oro, con 3 tonnellate l'anno, e questo è un dato alla portata di tutti. Il dato un po' meno diffuso, è il modo in cui nella Rinconada si vive e si lavora.

Vivere e lavorare alla Rinconada: i "Dannati dell'Oro"

Perché i minatori della Rinconada sono così disperati? Cosa si cela dietro la patina laccata oro di questo paese in cima al mondo? Le condizioni disumane di vita e di lavoro sono difficili da riassumere e raccontare. Giusto per dare un'idea, diremo quanto segue:

  • non esiste assicurazione
  • non esiste pensione
  • non esiste elettricità
  • non esiste acqua corrente
  • non esistono fognature
  • non esiste un sistema di raccolta dei rifiuti
  • non esistono ospedali
  • non esistono scuole
  • non esiste un Comune
  • non esistono locali per lo svago
  • non esiste cultura

Cosa ci rende essere umani se non tutto ciò che manca nella Rinconada? L'anima. Si, quella che i minatori trascinano ogni giorno nelle viscere del ghiacciaio, iniziando a lavorare a 7 anni, con il peso addosso della condanna a vivere e morire senza speranze in un totale annichilimento, in uno stato di totale sofferenza e degrado.
Quasi dimenticavo alcune delle peculiarità del lavoro in miniera alla Rinconada:

  • non ci sono mascherine
  • non ci sono occhiali di protezione
  • non ci sono guanti
  • non ci sono carrelli per trasporto del materiale
  • non ci sono arnesi adeguati ma solo vecchi picconi obsoleti

Il folle sistema di retribuzione: el "Cachorreo"

466h350 0486197001366674579 La cosa più incredibile? Non c'è salario, non c'è stipendio, nulla di tutto questo. Il metodo di retribuzione si chiama Cachorreo. In sostanza, ogni 30 giorni ti viene permesso di scavare per 3 ore di fila, e tutto quello che trovi te lo puoi portare a casa. In spalla. Se non trovi niente, problemi tuoi. Hai lavorato gratis, e la corporaciòn ringrazia. Prego.

Inquinamento da mercurio e tossicità

Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un ghiacciaio. Le gallerie d'accesso hanno temperature che scendono fino a -20 gradi, e il metodo più comune per recuperare energie è masticare foglie di coca. Come se non bastasse l'impressionante tossicità provocata dal quotidiano ricorso al mercurio, indispensabile per separare l'oro, ma utilizzato senza alcun criterio umano. Si fa evaporare nei forni, si respira a pieni polmoni, inquina torrenti, causa malattie mortali, deformazioni, cecità.
Come se non bastasse vivere in mezzo ad escrementi, con un fetore nauseabondo, senza riscaldamento. Alle pendici di un ghiacciaio.
Ma chi sono questi "dannati dell'oro"? Nessuno. Gente senza documenti, profughi, ricercati, terroristi, sicari. E indigeni, gli unici per i quali tutto sommato la Rinconada può essere quasi una normalità. Così come è normale che non ci siano soldi, tutto si paga in oro. Anche il pane, anche il sesso. Anche la morte.